Torneo di Capodanno Serie A 1981: l’inizio del calcio a tutte le stagioni

Il Torneo di Capodanno svoltosi nel gennaio 1981 fra le 16 compagini della Serie A che militavano nel torneo 1980/81, doveva e poteva essere una manifestazione che avrebbe occupato le prime pagine dei giornali sportivi e non solo, tenendo impegnati gli assi del massimo torneo calcistico italiano.

Ed invece, fu solo l’inizio di una serie di eventi che finiranno per sovraffollare il calendario, infarcendolo di competizioni che serviranno a spingere molti italiani a tenere accesa la tv alla sera, per guardare uno spettacolo calcistico di scarso valore.

Organizzato dalla Lega Nazionale Professionisti e la FIGC e riservata unicamente agli allora 16 club della Serie A 1980-81, serviva a tenere in forma le squadre mentre la nazionale di Enzo Bearzot varcava l’Oceano per andare a giocare in Uruguay il Mundialito, una manifestazione riservata alla squadre che avessero vinto almeno un Mondiale di calcio.

E sebbene fosse pieno inverno in Europa, in Sudamerica, trattandosi dell’emisfero opposto, il caldo non si fece attendere. Le 6 squadre vennero divise in due gironi da 3 compagini ciascuno, con l’Olanda che prese il posto dell’Inghilterra, la quale rinunciò a partecipare per via del massimo torneo in pieno svolgimento.

Assieme all’Italia, ci furono gli Orange appunto ed i padroni di casa dell’Uruguay mentre nell’altro gironcino vi erano Germania ovest, Argentina e Brasile. Ma torniamo al nostro caro amato Torneo di Capodanno 1981.

Le 16 squadre di Serie A vennero divise equamente in 4 gironi da 4 squadre ciascuno, ma con una formula assai particolare: ogni compagine affrontava soltanto due squadre su 3 del girone, sistema adatto per ridurre al minimo il torneo, senza affaticare troppo i giocatori che erano a disposizione dei tecnici.

Girone A: Ascoli, Catanzaro, Avellino, Napoli

Girone B: Fiorentina, Pistoiese, Roma, Perugia

Girone C: Juventus, Cagliari, Udinese, Como

Girone D: Bologna, Torino, Inter, Brescia

Torneo di Capodanno 1981: curiosità

Ma i fatti strani non erano terminati con la scelta della formula, che avrebbe visto, dopo la disputa dei gironcini, subito le due semifinali con le vincitrici di ciascun raggruppamento ed una finale secca (che si giocherà a giugno!!!)

Torino ed Juventus chiesero di giocare sempre in trasferta, evitando di vedere l’allora Comunale (oggi lo Stadio Olimpico) deserto, nel tradizionale gelo di inizio gennaio che avvolge la città piemontese. Mentre la Lega e la FIGC permisero alle compagini di tesserare per l’occasione un secondo straniero, possibilità che venne accolta soltanto da Inter ( lo jugoslavo Kovacevic), Fiorentina (lo svedese Ronnberg) e Udinese (l’austriaco Mirnegg, che poi un anno dopo passerà al Como).

Tuttavia l’inserimento di uno straniero in più (peraltro di nemmeno elevato tasso tecnico), si rivelò inutile, in quanto l’intesa con i compagni di squadra non mostrò alcun risultato degno di nota; sarà però il preludio all’apertura al secondo straniero, che avverrà a partire dalla stagione 1982/83.

Per non parlare degli stadi desolatamente vuoti, con le 18 partite di gennaio che videro complessivamente appena 300 milioni di lire incassati a fronte di circa 79mila presenze sugli spalti. Soltanto la semifinale Bologna-Juventus, disputata al Dall’Ara, vide una discreta presenza di pubblico, con circa 18 mila spettatori sulle gradinate.

Poi, siccome con gli sperimenti non si finisce mai di imparare, le rimesse laterali potevano essere battute con i piedi, imitando così il ben più celebre calcio a 5, o calcetto.

Nel video una delle due semifinali: Ascoli-Fiorentina al Del Duca

Ma nulla servì tutta questa voglia di innovare: giocata la prima fase e le semifinali, la finalissima Ascoli-Juventus sarà messa in calendario a fine stagione, nel mese di giugno, destinato alle vacanze ed ai bagni dei calciatori italiani sulle spiagge più celebri.

Non mancheranno invece le polemiche in occasione del match che assegnava il trofeo, con l’Ascoli che si impose sul proprio terreno per 2-1, superando la Juventus in una caldissima serata, quella del 14 giugno 1981, davanti ad appena 8550 spettatori paganti. Il 2-1 ascolano finale vide la firma di Trevisanello ad inizio ripresa, il pareggio di Marco Tardelli mentre la rete del successo degli uomini di Costantino Rozzi venne siglata al minuto 82 da Adelio Moro, su rigore contestato dagli juventini, freschi del 19° scudetto.

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