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Basket Coppa Campioni Mobilgirgi Varese-Real Madrid 1976

Basket Coppa Campioni Mobilgirgi Varese-Real Madrid 1976

Era il 1° aprile 1976 quando la Mobilgirgi Varese si aggiudicò la sua quinta ed ultima Coppa Campioni di basket battendo il Real Madrid, in un palazzetto dello sport di Ginevra gremito all’inverosimile, con 7000 spettatori di cui ben 2000 giunti dall’Italia.

Mentre Varese poteva vantare una stella di prima grandezza come l’americano Bob Morse, Il Real Madrid poteva schierare ben 4 americani in campo contemporaneamente, poteva essere una lotta impari. Eppure la piccola squadra lombarda era come Davide contro Golia; Dino Meneghin allora era un pivot dalla caratura internazionale ed il gruppo varesino non aveva eguali, sotto la sapiente regia di coach Alessandro Gamba che così bissava il successo dell’anno precedente sulla panchina di Varese.

Mobilgirgi Varese-Real Madrid: la stagione

Non era un’annata iniziata nel migliore dei modi. Il 25 settembre 1975 era venuto a manca Giovanni Borghi, fondatore dell’azienda di elettrodomestici di Comerio, e presidente onorario del club cestistico dalla fine degli anni cinquanta, vera e propria anima della squadra di basket, nonchè di tutta la principale attività sportiva della provincia.

Poi Bob Morse aveva preferito rimanere in patria: soltanto il successivo economico dello sponsor Girgi aveva permesso di far rientrare il cannoniere principe del torneo italiano.

Saltati gli ottavi di finale in quanto ammessi al girone in qualità di campioni in carica, Varese batteva senza problemi Asvel, Mechelen, Sofia, Turun e Zadar. Poi in semifinale, il derby lombardo con Cantù, superata nel doppio confronto sia in casa (95-85) che al Pianella (78-70).

Il tabellino della finale

Mobilgirgi Varese–Real Madrid 81-74 (43-42)

Mobilgirgi Pallacanestro Varese: Iellini, Zanatta 14, Morse 28, Ossola 9, Meneghin 23, Bisson, Campion 7, Rizzi, Gualco, Salvaneschi. (coach: Sandro Gamba)

Real Madrid: Braebender 22, Rullan 2, Cabrera 6, Walter 24, Coughran 16, Ramos, Cristobal 2, Luyk 2, Corbalan, Prada. (coach: Lolo Sainz)

Arbitri: Arabadjan (BUL), Turner (ENG)

Il video della finale Mobilgirgi Varese-Real Madrid

La prima Coppa dei Campioni dell’Inter: la vittoria vs Real Madrid 1964

La prima Coppa dei Campioni dell’Inter: la vittoria vs Real Madrid 1964

La prima Coppa Campioni Inter: il successo dei nerazzurri a Vienna contro il Real Madrid. Tabellino e video della finale del Prater del maggio 1964.

La notte prima degli esami? No anzi, la notte al Prater di Vienna fu il più bel valzer ballato dai nerazzurri del Mago Helenio Herrera e della banda dei ragazzi di patron Moratti (padre). E fu il più bello, perché la prima Coppa dei Campioni dell’Inter non si scorda mai. Di fronte il temibile Real Madrid, che aveva già riempito la sua bacheca di bei sei trofei delle Grandi Orecchie.

Mazzola e compagni non ebbero timori. In difesa la filastrocca faceva già Sarti-Burgnich-Facchetti e poi continuava, ed avrebbe continuato, anche l’anno successivo, vincendo la seconda Coppa dei Campioni in fila di fronte ai propri tifosi a San Siro, quando sempre dalla penisola iberica, stavolta i portoghesi del Benfica, dovettero soccombere ai nerazzurri.

 

IL TABELLINO DEL MATCH

Mercoledì 27 maggio 1964 ore 19.35

Stadio Prater di Vienna

INTER-REAL MADRID 3-1 (1-0)

MARCATORI: 43′ Mazzola, 62′ Milani, 69′ Felo, 76′ Mazzola

INTER (4-3-3): Sarti; Burgnich, Facchetti, Picchi, Guarneri; Tagnin, Suarez, Corso; Mazzola, Jair, Milani. Allenatore: Helenio Herrera.

REAL MADRID (4-2-4): Araquistain; Sanchez, Santamaría, Zoco, Pachin; Muller, Felo; Amancio, Di Stéfano, Puskás, Gento. Allenatore: Miguel Muñoz.

ARBITRO: Josef Stoll (Austria)

 

 

Come è fatta la Coppa dei Campioni: tutto sul trofeo più ambito

Come è fatta la Coppa dei Campioni: tutto sul trofeo più ambito

Si chiama Coppa dei Campioni, poi modificato in Champions League, ed è il trofeo più ambito per un calciatore a livello europeo. Appartenere all’elite del calcio non significa per forza di cose riuscire ad alzarla almeno una volta in carriera, poichè nei 60 anni di storia l’elenco dei campioni che sono arrivati ad un soffio dalla conquista è lunghissimo.

Ed infatti il seguente concetto, come appare sul sito dell’UEFA, riassume tutto il significato di un momento che dura un attimo, dopo una stagione intera a lottare per un pallone.

“Non sarà un capolavoro a livello artistico, però ogni calciatore sogna di averlo tra le mani”.

L’attuale trofeo della UEFA Champions League è alto 73,5 cm e pesa 7.5 kg. Sotto il simbolo dell’UEFA, la federazione europea che organizza la competizione, è incisa in francese la seguente frase “COUPE DES CLUBS CHAMPIONS EUROPEENS”

Design: L’oggetto del desiderio è realizzato in argento 925°° e la sua produzione  è costata “appena” 10,000 franchi svizzeri. Jorg Stadelmann è colui che l’ha disegnata, noto gioielliere della capitale elvetica Berna. Sul retro invece vengono apposti i nomi dei vincitori delle diverse edizioni. Il trofeo originale venne consegnato al Real Madrid nel 1966. L’unica differenza fra la versione attuale e quella nella bacheca dei blancos  è l’assenza della placcatura oro interna.

Secondo le regole  UEFA, solo una squadra che vince la manifestazione per cinque volte o per tre volte di fila può conservare  l’originale, evento finora capitato a Real Madrid, Liverpool, Ajax, Bayern Monaco, Milan e Barcellona che possono lucidarlo ed ammirarlo nelle loro bacheche. L’attuale trofeo è pertanto la quinta versione, realizzato appunto dal Signor Stadelmann.

Dopo aver consegnato l’originale al Real Madrid nel 1967, il Segretario Generale UEFA, Hans Bangerter, decise di commissionare quello nuovo. E’ il figlio Jurg a raccontarlo, come riportato sul sito dell’UEFA: “Io e mio padre Hans siamo andati da Bangerter e abbiamo coperto l’intero pavimento di disegni. Fece commenti come: ‘Ai bulgari piacerebbe il fondo della coppa, agli spagnoli piacerebbe quest’altro, mentre gli italiani preferirebbero quest’altro ancora e i tedeschi vorrebbero un dettaglio così…’. Abbiamo messo insieme i pezzi, come in un puzzle. È un design formato da più parti”.

E sapete da quale paese viene sfornato il trofeo? Dall’Italia, precisamente da Paderno Dugnano, centro nella provincia di Milano, dove ha sede la GDE Bertoni che fra le diverse coppe che realizza vi è anche la Coppa del Mondo.

Ecco dove viene prodotta e come è fatta la Coppa dei Campioni

Coppa Campioni 1977: la prima vittoria del Liverpool

Coppa Campioni 1977: la prima vittoria del Liverpool

La prima vittoria del Liverpool in Coppa Campioni. La finale all’Olimpico di Roma, tabellino e video della partita.

Sarà una notte di festa per il Liverpool ed i suoi tifosi, calati in massa a Roma per assistere alla finale di Coppa Campioni contro una nazione storicamente rivale, la Germania, e battere il Borussia Monchengladbach. E rossi contro bianchi rappresenterà, oltre che una sfida cromatica, anche la sfida per la prima, si la prima vittoria nel trofeo continentale per clubs, data la verginità delle due contendenti.

E lo Stadio Olimpico, eletto a teatro dall’UEFA per la prima volta nellla sua storia, non vedrà purtroppo gioire i colori italiani, vista la precoce eliminazione del Torino avvenuta contro il Borussia. Sarà comunque spettacolo, anche sugli spalti e grazie ad una tifoseria, quella dei Reds, che diventerà tristemente famosa negli anni successivi.

Il Tabellino di Liverpool-Borussia Monchengladbach

25 maggio 1977, Stadio Olimpico di Roma
LIVERPOOL-BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH 3-1
Reti: 28′ McDermott (L), 51′ Simonsen (B), 65′ Smith (L), 83′ Neal su rigore (L).
Liverpool: Clemence; Neal, Jones, Smith, Hughes; Case, Kennedy, Callaghan, McDermott; Keegan, Heighway. All. Paisley.
Borussia Mönchengladbach: Kneib; Vogts, Klinkhammer, Wittkamp, Schäffer; Wohlers (79′ Hannes), Wimmer (24′ Kulik), Stielike, Bonhof; Simonsen, Heynckes. All. Lattek.
Arbitro: Wurtz (Francia).
Note: 52.078 spettatori. Ammonito: Stielike (B). Capitano: Hughes e Vogts.

Il video di Liverpool-Borussia Monchengladbach

La prima Coppa dei Campioni in Italia: Milan-Benfica 2-1 del 1963

La prima Coppa dei Campioni in Italia: Milan-Benfica 2-1 del 1963

E’ il tempio di Wembley, Londra, ad accogliere Milan e Benfica nella serata di mercoledì 22 maggio 1963. Non è ancora tempo di trasmissione live di partite di calcio,: la RAI trasmetterà l’incontro in differita e così gli italiani conosceranno solo dopo alcune ore che per la prima volta la Coppa dei Campioni è sbarcata in Italia.

Ma chi non ha resistito, e non saranno pochi, si sintonizzarono sulle onde medie della radio dove il mitico Niccolò Carosio raccontò la partita.  E per i rossoneri, il successo nella capitale inglese, aprirà la lunga e gloriosa storia dei rossoneri in Europa.

La prima Coppa dei Campioni del Milan: tabellino e video

Il Tabellino

MILAN – BENFICA 2-1
Reti: 18’ Eusebio, 58’ Altafini, 66’ Altafini

MILAN: Ghezzi, David, Trebbi, Benitez, Cesare Maldini, Trapattoni, Pivatelli, Sani, Altafini, Rivera, Mora. Allenatore Nereo Rocco, Direttore Tecnico Gipo Viani.

BENFICA: Costa Pereira, Cavem, Cruz, Humberto, Raul, Coluna, Josè Augusto, Santana, Torres, Eusebio, Simoes. Allenatore Riera.
Arbitro: Holland (Inghilterra).

Il video della partita

Juventus-Jeunesse d’Esch, la prima partita a porte chiuse in Coppa Campioni

Juventus-Jeunesse d’Esch, la prima partita a porte chiuse in Coppa Campioni

La tragedia dell’Heysel aveva lasciati pesanti strascichi nel club bianconero: i 39 morti rimarranno per sempre nella memoria dei presenti allo stadio belga e nel cuore dei tantissimi sportivi, juventini e non, che assistettero impassibili davanti alla tv nella notte del 29 maggio 1985 al racconto accorato di Bruno Pizzul.

La vittoria nella Coppa Campioni non potrà mai alleviare quelle sofferenze: una partita di calcio non annulla una vita, di nessuno, nè oggi nè mai. Trascorse le vacanze estive, ritornava il classico canovaccio: ritiro, amichevoli, campionato e poi il carrozzone delle coppe. Per la Juventus però, non vi saranno i tifosi ad accogliere ed applaudire le prodezze di Platini e compagni.

L’UEFA aveva infatti punito con due turni a porte chiuse il club piemontese e nel primo turno, a differenza dell’attuale formula della Champions League, s’incontrava sempre una squadra “materasso”. Fu la volta dei lussemburghesi del Jeunesse d’Esch, battuti all’andata con un netto 5-0.

Il ritorno fu un allenamento, anche alla mancanza di emozioni che il pubblico di qualunque stadio del mondo sa trasmettere. Anche il secondo turno, stavolta in un derby fratricida contro il Verona di Bagnoli, gli spalti rimarranno miseramente vuoti.

Tabellino di Juventus-Jeunesse d’Esch 4-0

Coppa dei Campioni 1985/1986, 1° turno, ritorno
2 ottobre 1985, Torino (Stadio Comunale)
Arbitro J. M. Perez de Cuevaz (Spagna)

Juventus: Tacconi, Brio, Favero, Pioli, Cabrini (Caricola dal 59°), Manfredonia, Mauro, G. Pin, Platini (Bonini dal 46°), Pacione, Serena. All: Trapattoni

Jeunesse d’Esch: Van Rijswijck, Di Pentima, Teitgen (Blasi dal 80°), Ferrasini, Koster, Ontano, Scuto, Barboni, Mogenot, Zwally, Guillot. All: Pecquer

Reti: Platini 21°, G.Pin 49°, Serena 51° e al 65° su rig., Guillot 73°

Note: partita disputata a porte chiuse, ammessi solo addetti ai lavori (circa 200 persone), nessun ammonizione

Juventus-Ajax: la finale di Roma porta la Coppa Campioni

Juventus-Ajax: la finale di Roma porta la Coppa Campioni

La finale di Roma di Coppa dei Campioni vede i bianconeri alzare la loro seconda Coppa delle Grandi Orecchie, dopo la tragica notte dell’Heysel del maggio 1985.

IL TABELLINO DELLA FINALE JUVENTUS-AJAX

Finale Champions League 1995-1996
Roma, Stadio Olimpico, mercoledì 22 maggio 1996 ore 20:30
AJAX-JUVENTUS 1-1 – Dopo i calci di rigore (2-4)
MARCATORI: Ravanelli 13, Litmanen 41
SEQUENZA CALCI DI RIGORE: Davids (parato), Ferrara C. (gol), Litmanen (gol), Pessotto (gol), Scholten (gol), Padovano (gol), Silooy (parato), Jugovic (gol)
AJAX: Van der Sar, Silooy, Blind, De Boer F. (Scholten 68), Bogarde, De Boer R. (Wooter 91), Finidi, Davids, Kanu, Litmanen, Musampa (Kluivert 46). In panchina: Grim, Van den Bergh. Allenatore Van Gaal
JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Pessotto, Torricelli, Vierchowod, Paulo Sousa (Di Livio 57), Deschamps, Conte A. (Jugovic 44), Vialli, Del Piero, Ravanelli (Padovano 77). In panchina: Rampulla, Porrini. Allenatore Lippi
ARBITRO: Diaz Vega (Spagna)

Ammonizioni: Jugovic, Deschamps, Torricelli, Di Livio (J); Finidi, Blind, Wooter (A)

IL VIDEO DEI RIGORI DI JUVENTUS-AJAX

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