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Albo d’oro NBA basket USA

Albo d’oro NBA basket USA

La NBA è il massimo campionato di pallacanestro al mondo e su questo fatto nessuno sano di mente può contestare l’affermazione. Nato soltanto nel secondo dopoguerra, il torneo a stelle e strisce ha introdotto fin dalla prima edizione la finale fra le due Conference, con la formula del play-off e la finale in sette gare fin da subito, per assegnare l’anello senza ombra di dubbio alla formazione in grado di superare ogni difficoltà. Ecco allora nell’elenco seguente tutte le finali del torneo americano di basket.

StagioneCampioni Western ConferenceSerieCampioni Eastern Conference
1946-1947Chicago Stags1-4Philad. Warriors
1947-1948Baltimore Bullets4–2Philad. Warriors
1948-1949Minneapolis Lakers4–2Wash. Capitols
1949-1950Minneapolis Lakers4–2Syracuse Nationals
1950-1951Rochester Royals4–3N.Y. Knicks
1951-1952Minneapolis Lakers4–3N.Y. Knicks
1952-1953Minneapolis Lakers4–1N.Y. Knicks
1953-1954Minneapolis Lakers4–3Syracuse Nationals
1954-1955Ft. Wayne Pistons3-4Syracuse Nationals
1955-1956Ft. Wayne Pistons1-4Philad. Warriors
1956-1957St. Louis Hawks3-4Boston Celtics
1957-1958St. Louis Hawks4-2Boston Celtics
1958-1959Minneapolis Lakers0-4Boston Celtics
1959-1960St. Louis Hawks3-4Boston Celtics
1960-1961St. Louis Hawks1-4Boston Celtics
1961-1962L.A. Lakers3-4Boston Celtics
1962-1963L.A. Lakers2-4Boston Celtics
1963-1964S.F. Warriors1-4Boston Celtics
1964-1965L.A. Lakers1-4Boston Celtics
1965-1966L.A. Lakers3-4Boston Celtics
1966-1967S.F. Warriors2-4Philadelphia 76ers
1967-1968L.A. Lakers2-4Boston Celtics
1968-1969L.A. Lakers3-4Boston Celtics
1969-1970L.A. Lakers3–4N.Y. Knicks
1970-1971Milwaukee Bucks4–0Baltimore Bullets
1971-1972L.A. Lakers4–1N.Y. Knicks
1972-1973L.A. Lakers1–4N.Y. Knicks
1973-1974Milwaukee Bucks3–4Boston Celtics
1974-1975Golden St. Warriors4–0Washington Bullets
1975-1976Phoenix Suns2–4Boston Celtics
1976-1977Portland T. Blazers4–2Philadelphia 76ers
1977-1978Seattle S.Sonics3–4Washington Bullets
1978-1979Seattle S.Sonics4–1Washington Bullets
1979-1980L.A. Lakers4–2Philadelphia 76ers
1980-1981Houston Rockets2–4Boston Celtics
1981-1982L.A. Lakers4–2Philadelphia 76ers
1982-1983L.A. Lakers0–4Philadelphia 76ers
1983-1984L.A. Lakers3–4Boston Celtics
1984-1985L.A. Lakers4–2Boston Celtics
1985-1986Houston Rockets2–4Boston Celtics
1986-1987L.A. Lakers4–2Boston Celtics
1987-1988L.A. Lakers4–3Detroit Pistons
1988-1989L.A. Lakers0–4Detroit Pistons
1989-1990Portland T. Blazers1–4Detroit Pistons
1990-1991L.A. Lakers1–4Chicago Bulls
1991-1992Portland T. Blazers2–4Chicago Bulls
1992-1993Phoenix Suns2–4Chicago Bulls
1993-1994Houston Rockets4–3N.Y. Knicks
1994-1995Houston Rockets4–0Orlando Magic
1995-1996Seattle S.Sonics2–4Chicago Bulls
1996-1997Utah Jazz2–4Chicago Bulls
1997-1998Utah Jazz2–4Chicago Bulls
1998-1999 *San Antonio Spurs4–1N.Y. Knicks
1999-2000L.A. Lakers4–2Indiana Pacers
2000-2001L.A. Lakers4–1Philadelphia 76ers
2001-2002L.A. Lakers4–0N.J. Nets
2002-2003San Antonio Spurs4–2N.J. Nets
2003-2004L.A. Lakers1–4Detroit Pistons
2004-2005San Antonio Spurs4–3Detroit Pistons
2005-2006Dallas Mavericks2–4Miami Heat
2006-2007San Antonio Spurs4-0Cleveland Cavaliers
2007-2008L.A. Lakers2–4Boston Celtics
2008-2009L.A. Lakers4–1Orlando Magic
2009-2010L.A. Lakers4-3Boston Celtics
2010-2011Dallas Mavericks4-2Miami Heat
2011-2012 **Oklahoma Thunder1-4Miami Heat
2012-2013San Antonio Spurs3-4Miami Heat
2013-2014San Antonio Spurs4-1Miami Heat
2014-2015Golden St. Warriors4-2Cleveland Cavaliers
2015-2016Golden St. Warriors3-4Cleveland Cavaliers
2016-2017Golden St. Warriors4-1Cleveland Cavaliers
2017-2018
Finale Coppa delle Coppe 1983: Scavolini-Villeurbanne

Finale Coppa delle Coppe 1983: Scavolini-Villeurbanne

Si dice Scavolini Pesaro e si pensa basket: questa la traduzione dell’unione dello sponsor, storico marchio dell’arredamento Made In Italy, che si è unito alla squadra di pallacanestro della città marchigiana per ben 38 anni. E siccome l’unione fa la forza, è stato il binomio vincente del basket che ha saputo sconfiggere le potenze come Milano, Varese, Cantù, Virtus Bologna, arrivando a conquistare due scudetti in appena tre anni. Ma varcati i confini, sebbene i percorsi europei siano sempre stati ricchi di successo, hanno visto Scavolini aggiudicarsi un unico trofeo continentale, la Coppa delle Coppe 1983, in una finale condotta con sagacia e forza dai biancorossi fin dai primi minuti. Gli sconfitti? I francesi del Villeurbanne nella splendida sede di Palma di Maiorca, dove i raggi del sole erano dipinti di bianco e rosso.

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Il tabellino della finale di Coppa delle Coppe 1983

Palma di Maiorca, 9 marzo 1983
Scavolini Pesaro Italia – Francia ASVEL Lyon-Villeurbanne
111 – 99

Pesaro: KICANOVIC 31, SYLVESTER 24, ZAMPOLINI 12, MAGNIFICO 11, JERKOV 23;
Benevelli 2, Bini, Boni, Del Monte, Ponzoni 8 (All. Skansi).
Villeurbanne: GILLES 8, RIGO 18, BATTS 20, SZANYIEL 26, BOSTON 24;
Cazemajou, Haquet, Servolle, Vebobe, Vincent 3 (All. Gilles).

Il video della finale di Coppa delle Coppe 1983

Coppa Korac 1998: il successo della Mash Verona

Coppa Korac 1998: il successo della Mash Verona

L’epoca felice della Scaligera Verona ebbe il suo punto più alto nella stagione 1997/98, quando nella finale di Coppa Korac, con la formula dell’andata/ritorno, ebbe la meglio niente di meno che contro la corazzata serba della Stella Rossa Belgrado. E l’emozione, dopo il match d’andata chiuso con la sconfitta casalinga per 74-68, fu enorme: sbancare l’immenso palazzo dello sport slavo del Piooner, con una prodezza difensiva negli ultimi secondi.

Coppa Korac 1998: la finale

Mancavano appena 12 secondi tra la gloria e la normalità, che significava mettere le mani sulla Korac 1998 oppure tornarsene in Italia a mani vuote, sebbene con l’onore delle armi. E Verona conduceva di 8 punti, necessari per conquistare la Coppa. Ai serbi serve una tripla, con quella la coppa danzerebbe in un amen sull’altro lato del Mar Adriatico. Ma i gialloblù hanno un animus pugnandi superiore, e dei campioni in campo, che rispondono al nome di Mike Iuzzolino e Sandro Boni, che diventa l’eroe della serata. Belgrado sbaglia il tiro del sorpasso virtuale e Boni cattura il rimbalzo, subisce fallo, va in lunetta a meno 3″4, infila un tiro. E’ il primo aprile 1998, non è uno scherzo, la Mash Verona si porta in bacheca il trofeo. Ed all’aeroporto di Villafranca centinaia di tifosi attenderanno a notte fonda il rientro della squadra.

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Bella rivincita per una squadra che l’anno prima aveva perso sul filo di lana la finale di Coppa Europa, a Cipro, contro il Real Madrid.

Coppa Korac 1998: la formazione vincente

N° Naz. Ruolo Sportivo Alt.
4 Italia P Gianluca Tiso
5 Italia AG Mario Soave
6 Italia G Roberto Bullara
7 Italia C Alessandro Boni
8 Italia P Mike Iuzzolino
9 Italia AG Roberto Dalla Vecchia
10 Danimarca AG Joachim Jerichow
11 Italia AC Matteo Nobile
12 Germania C Hansi Gnad
13 Italia G Giampiero Savio
14 Stati Uniti G Myron Brown
15 Stati Uniti AP Randolph Keys
Italia Massimo Spezie
Italia G Matteo Sacchetti
Italia G Davide Tisato
Italia C Damiano Dalfini
Italia C Tommaso Farnea
Italia All. Andrea Mazzon

Coppa Korac 1998: video della finale

Fides Partenope Napoli 1970: il successo storico in Coppa delle Coppe

Fides Partenope Napoli 1970: il successo storico in Coppa delle Coppe

La storia del basket italiano vide scrivere la splendida pagina della Fides Partenope Napoli nell’albo d’oro della Coppa delle Coppe di basket nell’anno magico 1970. E quello fu anche l’unico successo continentale ottenuto da un club del Sud Italia, impresa non riuscita nemmeno alla storica Juvecaserta di Gentile e Oscar, vincente “solo”, si fa per dire, nel campionato italiano.

Il cammino dei partenopei, che partecipava alla competizione in quanto finalista della Coppa Italia, battuta dalla Ignis Varese, iniziò al primo turno con un agevole e larghissima doppia vittoria contro i portoghesi del Benfica (54-102 e 55-120). Poi, negli ottavi, il prestigioso Maccabi Tel Aviv, sebbene gli israeliani non fossero ancora la temibile corazzata che poi divennero: Una sconfitta esterna nella capitale, per 89-82, che verrà agevolmente ribaltata nel palazzo di casa, 91-62 il finale. Quarti di finale più agevoli, con gli slavi del Lokomotiva Zagabria, superati in campo esterno (89-80) e poi sul campo amico per 102-84. Si arriva alle semifinali, contro gli allora sovietici della Dinamo Tbilisi: stavolta si gioca l’andata in casa ed alle falde del Vesuvio il finale di 86-69 sistema già la situazione. Il ritorno nella fredda URSS finirà con un altro successo per 88-83.

In finale, per i napoletani guidati da Tonino Zorzi è il momento di affrontare i francesi del Vichy. All’ andata in Francia, si soffre, con il finale che non sorride ai partenopei, usciti sconfitti per  64-60. Tutto si gioca nel ritorno, in un PalArgento gremitissimo in ogni ordine di posti. Manfredo Fucile e compagni la spuntano nettamente, il punteggio finale di 87-65 determina il successo finale azzurro. La Coppe delle Coppe 1970 porta il nome di Fides Partenope Napoli, la prima ed unica volta per un club del meridione.

Fides Partenope Napoli 1970: la squadra

° Naz. Ruolo Sportivo Alt.
4 Stati Uniti C Miles Aiken
5 Italia C Giovanni Gavagnin
6 Italia C Sauro Bufalini
7 Italia P Remo Maggetti
8 Stati Uniti C Jim Williams
9 Argentina P Carlos Alberto D’Aquila
10 Italia A Francesco Ovi
10 Italia P Renato Abbate
12 Italia C Leonardo Coen Cagli
13 Italia P Manfredo Fucile
14 Italia C Antonio Errico
15 Italia A Vincenzo Errico
Italia All. Tonino Zorzi

 

Basket Coppa Campioni Mobilgirgi Varese-Real Madrid 1976

Basket Coppa Campioni Mobilgirgi Varese-Real Madrid 1976

Era il 1° aprile 1976 quando la Mobilgirgi Varese si aggiudicò la sua quinta ed ultima Coppa Campioni di basket battendo il Real Madrid, in un palazzetto dello sport di Ginevra gremito all’inverosimile, con 7000 spettatori di cui ben 2000 giunti dall’Italia.

Mentre Varese poteva vantare una stella di prima grandezza come l’americano Bob Morse, Il Real Madrid poteva schierare ben 4 americani in campo contemporaneamente, poteva essere una lotta impari. Eppure la piccola squadra lombarda era come Davide contro Golia; Dino Meneghin allora era un pivot dalla caratura internazionale ed il gruppo varesino non aveva eguali, sotto la sapiente regia di coach Alessandro Gamba che così bissava il successo dell’anno precedente sulla panchina di Varese.

Mobilgirgi Varese-Real Madrid: la stagione

Non era un’annata iniziata nel migliore dei modi. Il 25 settembre 1975 era venuto a manca Giovanni Borghi, fondatore dell’azienda di elettrodomestici di Comerio, e presidente onorario del club cestistico dalla fine degli anni cinquanta, vera e propria anima della squadra di basket, nonchè di tutta la principale attività sportiva della provincia.

Poi Bob Morse aveva preferito rimanere in patria: soltanto il successivo economico dello sponsor Girgi aveva permesso di far rientrare il cannoniere principe del torneo italiano.

Saltati gli ottavi di finale in quanto ammessi al girone in qualità di campioni in carica, Varese batteva senza problemi Asvel, Mechelen, Sofia, Turun e Zadar. Poi in semifinale, il derby lombardo con Cantù, superata nel doppio confronto sia in casa (95-85) che al Pianella (78-70).

Il tabellino della finale

Mobilgirgi Varese–Real Madrid 81-74 (43-42)

Mobilgirgi Pallacanestro Varese: Iellini, Zanatta 14, Morse 28, Ossola 9, Meneghin 23, Bisson, Campion 7, Rizzi, Gualco, Salvaneschi. (coach: Sandro Gamba)

Real Madrid: Braebender 22, Rullan 2, Cabrera 6, Walter 24, Coughran 16, Ramos, Cristobal 2, Luyk 2, Corbalan, Prada. (coach: Lolo Sainz)

Arbitri: Arabadjan (BUL), Turner (ENG)

Il video della finale Mobilgirgi Varese-Real Madrid

Banco Roma-Barcellona 1984: la capitale campione d’europa nel basket

Banco Roma-Barcellona 1984: la capitale campione d’europa nel basket

Banco Roma-Barcellona, finalissima della Coppa Campioni di basket 1984. La stagione, la rosa della squadra. Il tabellino della finalissima di Ginevra.

Nella storia del basket italiano in Europa, la data del 29 marzo 1984 segna il momento più alto del Banco Roma, la compagine capitolina che , dopo aver conquistato nell’anno precedente il primo scudetto in un PalaEur gremito come non mai, si aggiudica la Coppa dei Campioni di pallacanestro, oggi meglio nota come Eurolega, nel suggestivo scenario di Ginevra. E, siccome le belle notizie spesso non vengono sole, poche settimane prima un’altra compagine capitolina, la Bata Roma, squadra femminile, conquistava a Budapest la Coppa Ronchetti.

E la compagine, che aveva in panchina un Maestro della pallacanestro, quel Valerio Bianchini che sapeva disegnare schemi sulla lavagnetta tanto quanto discetta di filosofia con maestria, non era sola nella fredda Svizzera. A Ginevra erano giunti più di 3000 fans che, con ogni mezzo, erano saliti nella speranza di far far un canestro in più al folletto Larry Wright o di prendere un rimbalzo in più al posto di Clarence Kea.

Banco Roma-Barcellona 1984: come arrivarono alla finalissima

Dapprima il passaggio dei primi due turni fu decisamente agevole, sbarazzandosi dei lussemburghesi del Dudelange prima e gli albanesi del Partizani Tirana, qualificandosi al girone eliminatorio a sei squadre che, con la formula dell’andata e ritorno, avrebbe qualificato le prime due alla finale di Ginevra. Il destino volle che assieme ai romani, ci fosse anche l’ex squadra che coach Bianchini aveva condotto sul tetto d’Europa appena due anni prima, nel 1983, quando era sulla panchina di Cantù, che peraltro era campione in carica (finale tutta italiana contro Milano).  Assieme alle due italiane c’erano pure gli slavi del Bosna Sarajevo, gli israeliani del Maccabi Tel Aviv, i francesi del Limoges ed il Barcellona appunto. Roma e i blaugrana chiuderanno davanti a tutti, appaiate con 7 vittorie ciascuno in 10 gare, con gli spagnoli primi nel gironcino unicamente in seguito alla miglior differenza canestri. Ledue compagini si rivedranno sul parquet il 29 marzo 1984 al Patinoire di Ginevra, in Svizzera.

Banco Roma-Barcellona: la finalissima

La partita si presentava come una sfida che avrebbe iscritto per la prima volta nell’albo d’oro della Coppa dei Campioni una delle due contendenti. Se il Barcellona era ormai un classico ad alti livelli, senza però alzare al cielo alcun trofeo in campo europeo, i capitolini erano al debutto assoluto nella manifestazione. Inoltre i problemi vissuti in stagione da Larry Wright, protagonista indiscusso in campo, ma che aveva saltato la fase iniziale della stagione per un infortunio e che poi aveva fatto rientro in America subito la mancata ammissione ai play-off scudetto (solo noni in stagione regolare), rischiava di compromettere tutto. Ma poi, l’atmosfera della Svizzera cambiò tutto, e divenne oro…..

Il tabellino della finale di Ginevra

Bancoroma-Barcellona 79-73
Bancoroma: Wright 27 (13/32), Sbarra 8 (2/7), Kea 17 (6/11), Tombolato 5 (1/3), Gilardi 4 (1/6), Polesello 8 (2/4), Solfrini 8 (4/8), Bertolotti 2 (1/5), Salvaggi n.e., Grimaldi n.e. All. Bianchini
Barcellona: Santillana n.e., Seara 2 (1 /2), Sibilio 4 (2/4), Solozabal 6 (3 /4), Flores n.e., Ansa 11 (3/7), Starks 12 (5/8), De La Cruz 4 (1 /2), Davis 3 (1/ 2), San Epifanio 31 (12/19). All. Serra
Arbitri: Grigoriev (Urss), Rigas (Gre)
Spettatori: 8000

Note: Tiro: Bancoroma 30/76, Barcellona 28/48. Tiri liberi: Bancoroma 19/27, Barcellona 17/21. Rimbalzi: Bancoroma 21 (Kea 9), 11 offensivi; Barcellona 16 (Davis 5), 4 offensivi. Palle perse: Bancoroma 7 (Bertolotti 2), 4 recuperi; Barcellona 14 (Davis 5), 10 recuperi

Lo staff tecnico ed i giocatori della rosa del Banco Roma 1984

Giocatori: Gilardi, Polesello, Sbarra, Solfrini, Bertolotti, Tombolato, Wright, Kea, Grimaldi, Sacripanti, Salvaggi, Scarnati

Allenatori: Bianchini, Di Fonzo, Cipriani, Uricchio, Calzoni, Bernardini, Carosi.

Dirigenti: presidente Timò, vicepresidenti Nottola e Mazzarella.

Il video del Banco Roma campione d’Europa 1984

Finale Coppa Campioni 1982/83: Milano–Cantù

Finale Coppa Campioni 1982/83: Milano–Cantù

Milano-Cantù fu la prima finale di Coppa dei Campioni di basket fra due compagini italiane, per di più un derby lombardo che non poteva essere emozionante. E nel palasport di Grenoble le emozioni sembravano non finire mai, visto l’epilogo che fu decisamente più adatto a cuori forti.

Allora la formula della manifestazione prevedeva un girone finale di andata e ritorno da disputarsi tra sei compagini in totale, con le prime due che sarebbero andate a giocarsi il titolo in gara unica.

Il giorno della finale, il 24 marzo 1983, due grandi squadre tricolori si affrontavano su lparquet francese di Grenoble: il Billy Milano, campione d’Italia in carica, guidato in panchina da quel guru americano di Dan Peterson e la Ford Cantù, che sul pino della panchina vedeva il maestro del basket tricolore, Giancarlo Primo. In campo poi, due compagni di nazionale si affrontavano: Dino Meneghin contro Pierluigi Marzorati, che avrebbero, di li a pochi mesi, dato vita al miracolo di Nantes.

In campo, fu battaglia altalenante nel punteggio, con i canturini che arrivarono anche al +15 ma i meneghini non diedero mai l’impressione di arrendersi, in una stagione che riserverà, per entrambe le compagini, enormi delusioni nel campionato italiano. Ma la sfida secca, trasmessa in diretta tv su di un canale Rai, evento oggi impensabile, fu talmente complicato nel poter essere spiegato che anche la voce storica del basket italiano, Aldo Giordani, ebbe grandi difficoltà nel certificare la conclusione del match.

 

Tabellino di Milano-Cantù

24-03-1983 – Palais des Sports Grenoble
Ford Pallacanestro Cantù – Billy Olimpia Milano 69-68 (29-22)

Ford Cantù (coach: Giancarlo Primo): Pierluigi Marzorati 7, Antonello Riva 18, Renzo Bariviera 2, Jim Brewer 14, Wallace Bryant 18; Giorgio Cattini 6, Giuseppe Bosa 4, Denis Innocentin n.e., Fausto Bargna n.e., Corrado Fumagalli n.e .
Tiri 28/55, tiri liberi 13/15, rimbalzi 28.

Billy Olimpia (coach: Dan Peterson): Mike D’Antoni 10, Roberto Premier 6, Vittorio Gallinari, John Gianelli 20, Dino Meneghin 6; Vittorio Ferracini 12, Franco Boselli 8, Dino Boselli 6, Marco Rossi n.e., Rinaldo Innocenti n.e.
Tiri 24/68, tiri liberi 20/22, rimbalzi 25.

Usciti per cinque falli: Meneghin 27’, Bryant 39’.

Nel video, l’ultimo minuto concitato della finale di Coppa Campioni di basket 1983 Milano-Cantù.

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