Recensioni: Mi chiamano Messi

Per un ragazzo che la vita l’ha vissuta già almeno due volte, combattere su di un campo da calcio per rincorrere un pallone e segnare il goal della vittoria è solo e soltanto un divertimento allo stato puro. La gioia di vivere i momenti del ritiro e delle trasferte con i compagni, affrontare gli avversari in una sfida alla pari, il godere del successo od il “piangere” per la sconfitta sono reali e non sincronizzati, visti con gli occhi di un ragazzo che ha già vinto il suo premio personale, quello di fare ciò che desidera fin da bambino.

La frase che mi ha colpito “oggi come allora sono i legami umani che lasciano un segno indelebile” dice più di quello che un ragazzo di provincia può pensare ogni giorno, come se fosse adulto e giovane al tempo stesso.

“Mi chiamo Francesco Messori, ma mi chiamano tutti Messi. Sono nato senza la gamba destra e gioco a calcio nella Nazionale Amputati. Il mio sogno più grande era giocare a calcio, e oggi posso dire di averlo realizzato”.

Perchè leggere Mi chiamano Messi? 

Quando arrivi su di un campo da calcio dopo mille fatiche e battaglie superate fra letti d’ospedale e tentativi di farsi forza, parti già in vantaggio 1-0. Per chi nella vita di tutti i giorni avverte la solitudine nel vincere anche la minima resistenza,  dopo aver letto questo libro si sentirà carico di energia, con una visione completamente diversa su ciò che lo circonda.

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi chiamano Messi
di Elena Becchi, Francesco Messori

Prefazione di Marco Tardelli

Genere: Sport
Editore: Compagnia Editoriale Aliberti
Collana: Storie e Personaggi
Data uscita: 30/01/2019
Pagine:176
Formato: brossura, Illustrato
Lingua: Italiano
EAN: 9788893232876

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