Quando il Chelsea perse il titolo per una scappatella

Punireste il vostro miglior giocatore per una marachella quando manca poco alla fine del campionato e siete in lizza per il titolo?

Questo il dilemma che si pose il tecnico del Chelsea a tre giornate dal termine del campionato 1964-65, con i Blues che avevano tutte le carte in regola per aggiudicarsi la vittoria finale.

Il club londinese doveva disputare le ultime tre partite del torneo tutte in trasferta, nel nord-est del paese, cosa insolita se paragonata ai tempi moderni.  Liverpool, Burnley e Blackpool erano le tre tappe finali del cammino, e tutte da effettuare in una sola settimana.

Così la dirigenza decise di rimanere lontano da case nel momento-clou, per evitare lunghe trasferte su e giù per il paese. Blackpool venne eletta a sede del ritiro: grosso errore. Dopo aver perso per 2-0 contro il Liverpool il 19 aprile 1965, bisognava attendere nella località, nota per essere uno dei centri balneari più importanti del paese, fino al sabato successivo prima di scendere in campo. Il coprifuoco deciso dall’allenatore non fermò però otto giocatori del Blues che lasciarono l’hotel di nascosto in piena notte.

Quando il tecnico Tommy Docherty venne informato dal portiere notturno che una porta d’emergenza era rimasta aperta e che alcuni elementi del team mancavano dalle loro stanze, si mise ad attenderli sull’uscio.

I “fuggiaschi” fecero rientro alle quattro del mattino: il giorno seguente Barry Bridges, George Graham, Marvin Hinton, John Hollins, Eddie McCreadie, Bert Murray, Terry Venables e la riserva Joe Fascione vennero immediatamente rispediti a casa, saltando il match successivo. Il Chelsea venne travolto per 6-2 dal Burnley, perdendo così tutte le speranze di vincere il campionato.

Per vincere lo scudetto, i Blues dovranno attendere 40 anni, quando nel 2004-05 la truppa guidata da Josè Mourinho (altro tecnico inflessibile), potrà alzare al cielo il trofeo dei vincitori della Premier League.

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