Peter Bonetti The Cat: portiere saracinesca del Chelsea

Peter Bonetti The Cat: portiere saracinesca del Chelsea

Se il Mondiale 1966 conquistato in patria dall’Inghilterra vede gli storici del calcio ricordare prima di tutto campioni del calibro di Bobby Charlton, Geoff Hurst, Jimmy Greaves, Gordon Banks fra i principali, pochi ricordano che il portiere della nazionale dei Tre Leoni aveva un secondo estremo difensore di assoluto valore mondiale.

Tale portiere rispondeva al nome di Peter Bonetti, leggenda del Chelsea degli Anni 60/70.

Nato a Putney, periferia su di Londra, nel 1941 da genitori svizzeri, precisamente del Canton Ticino, Bonetti “non scelse un’epoca molto fortunata che gli permettesse di giocare in nazionale: dovette confrontarsi con un mostro sacro  come Banks e perse impietosamente, sebbene la sua carriera, unita ad un legame fortissimo con il Chelsea, gli permise di lasciare un’impronta storica. Con i Blues, in 18 anni di permanenza senza interruzioni, collezionò più di 720 presenze meritandosi l’appellativo di The Cat per la felina prontezza di riflessi che dimostrava fra i pali.

Fu la madre ad avviarlo al gioco del calcio, scrivendo una lettera a Ted Drake, all’epoca allenatore del Chelsea, chiedendogli di poterlo portare ad effettuare un provino a Stamford Brigde. Già nella prima stagione vincerà la FA Cup con la squadra giovanile e debuttando in prima squadra. Da quel momento la porta dei Blues avrà un solo guardiano.

Diversamente, in quell’epoca il club londinese non era tra i Top Teams, tanto che Bonetti assaggiò dapprima la cadetteria, contribuendo con parate determinanti alla promozione in massima serie alla fine del campionato 1962-63. In quella squadra militava anche Terry Venables, che  diventerà negli Anni Novanta il ct della nazionale d’Albione.

Oltre allo stile elegante, Bonetti diventerà celebre per i suoi lunghissimi rilanci con le mani, tali da diventare punto fondamentale per rapide ripartenze in un calcio inglese già improntato sui ritmi elevati.

Eroica fu la sua prestazione nella finalissima a Wembley di FA Cup contro il Leeds, effettuando veri e propri interventi miracolosi, rimanendo in campo anche da infortunato.

“Bloccato” da Gordon Banks negli Anni 60 (celebre la parata del secolo sul colpo di testa di Pelè in Brasile-Inghilterra) ed arrivato agli inizi della decade successiva un altro grande numero uno come Peter Shilton, Bonetti ebbe l’occasione della vita nei mondiali messicani. Banks infatti era rimasto vittima di un’intossicazione alimentare e dovette dare forfait nei quarti di finale contro la Germania Ovest. Purtroppo non riuscì a sfoderare una prestazione degna della sua fama, tanto che gli vennero attribuite parte delle colpe per la sconfitta subita ai tempi supplementari (3-2 il risultato finale).

Il 14 giugno 1970 a Leon diventerà così la sua ultima apparizione con i Bianchi.

Concluse la carriera in Scozia con il Dundee United, registrando solo cinque presenze. Nella classifica All-Time dei giocatori con più presenze nel Chelsea, è secondo con 729, alle spalle del solo Ron Harris, suo compagno di squadra per un ventennio circa, giunto alla cifra record di 795 partite giocate.

Bonetti rimase nel mondo del calcio per qualche anno, lavorando al Chelsea (ovviamente), Manchester City ed in nazionale come assistente tecnico.

Il palmares di Peter Bonetti

Coppa di Lega inglese:  1964-1965
Coppa d’Inghilterra: 1969-1970
Competizioni internazionali – Coppa delle Coppe: 1970-1971
Nazionale Campionato mondiale: 1966

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.