Peter Adolph, l’inventore del Subbuteo: la storia

Peter Adolph: chi è l’inventore del Subbuteo. Biografia di ch ha creato il calcio in punta di dita.

Peter Arthur Adolph è l’inventore del Subbuteo, il vero e proprio padre del gioco in punta di dito che appassionò milioni di ragazzini durante gli anni 60-80 e che con esso pensavano di imitare i grandi campioni che si disputavano coppe e campionati nei grandi stadi del calcio mondiale , come Wembley, Maracanà o San Siro.

Nato a Brighton (Inghilterra) il 7 dicembre 1916, fin dalla giovane età Adolph non ebbe una vita semplice. Rimasto orfano di padre nel 1930, si dovette trasferire a Chiswich, località del distretto di Londra con la madre.

Terminati gli studi, iniziò a lavorare come contabile presso la Vestey Brothers, un’azienda produttrice di carne in scatola e tuttora esistente. Ma allo scoppio nel 1939 del secondo conflitto mondiale, il giovane 23enne venne arruolato nell’aviazione, svolgendo per la Patria servizio lavorando nei magazzini, ma senza partecipare attivamente ai combattimenti. All’epilogo del conflitto rientrò a vivere con la madre, nel frattempo trasferitasi a Langton Green, un villaggio situato nel Kent , sulla costa a sud-est di Londra.

Il caso volle che l’abitazione si trovasse vicino all’ufficio postale, fatto che costituirà un punto a suo favore quando il commercio del Subbuteo prenderà piede in Gran Bretagna.

Trovò impiego presso l’ufficio pensioni del paese, iniziando a coltivare una passione, quella dell’ornitologia, che fin da piccolo lo aveva attratto. Iniziò così nel tempo libero il commercio di uova di uccelli rari, attività che lo avrebbe aiutato ad alimentare il bilancio familiare.

La fine del conflitto e la conseguente ripresa economica però, stava cambiando i consumi degli inglesi: ora c’era più tempo per il divertimento ed i giocattoli erano tra gli svaghi scelti per allietare le ore e dimenticare il passato.

primo-annuncio-esistenza-subbuteo-1946Ma Peter Adolph decise di fare un passo diverso rispetto alla massa di piccoli imprenditori che s’ingegnavano per trovare nuovi passatempo: nell’agosto 1946 decise di mettere un annuncio sulla rivista The Boy’s Own Paper di un prodotto che non esisteva ancora!

Non è nota se si trattò di un gesto di follia, di un tentativo per sondare il mercato o di semplice intraprendenza. Fatto sta che Adolph richiese il brevetto del gioco solo qualche giorno prima dell’inserzione e mentre si trovava in viaggio negli Stati Uniti alla ricerca di qualche uovo raro, la madre lo chiamò preoccupata per i continui ordini che arrivavano, con tanto di pagamento anticipato!

Al suo rientro il neo-imprenditore Peter si mise all’opera: sistemato in banca il denaro, cominciò a pensare e a realizzare il gioco, molto simile peraltro al già esistente Newfooty, la cui società cercò di opporsi al nuovo concorrente, senza peraltro riuscirci.

Nel gennaio 1947, sempre sulla stessa rivista, venne pubblicato un annuncio con cui si chiedeva scusa nell’esecuzione degli ordini ma, essendo da solo con la madre, le difficoltà erano evidenti: il nuovo gioco, chiamato in un primo momento Hobby, aveva già ottenuto i primi successi di pubblico.

logo-subbuteo-falco-lodaioloIl nome però non venne accettato dall’Ufficio Brevetti e così, dando seguito alla sua passione per l’ornitologia, scelse il suo uccello preferito, il falco lodaiolo (hobby hawk in inglese) il cui nome scientifico è hobby subbuteo, usando anche la testa dell’animale per il logo aziendale.

Finalmente, nel settembre  1947, il cerchio era chiuso ed il primo annuncio pubblicitario, sempre su rivista, recitava così: “Subbuteo (marchio in corso di registrazione). Il Gioco del Calcio da Tavolo”.

One thought on “Peter Adolph, l’inventore del Subbuteo: la storia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.