Pellè, l’errore dal dischetto scatena la miseria del popolo italiano

Pellè, l’errore dal dischetto scatena la miseria del popolo italiano

L’Italia esce dagli Europei di calcio nei quarti di finale contro la Germania, fa le valigie e ritorna casa e mentre il suo ct gia ex Antonio Conte si prepara ad una nuova partenza, direzione Inghilterra, al Chelsea che lo ricoprirà d’oro, gli azzurri si godranno qualche giorno o settimana di vacanza al mare, magari lidi esotici, d’altronde i loro stipendi gli permettono di godersi quei momenti di libertà dal lavoro in mete che il cittadino medio può solo vedere in fotografia sui cataloghi.

Ma per Graziano Pellè, autore di un fiasco dal dischetto nel corso della lotteria dei rigori, sarà l’estate degli sfottò, lui attaccante d’area e fra i pochi convocabili dal ct azzurro in quel ruolo, dato che le compagini italiane preferiscono aprire i portafogli per cercare all’estero i bombers che possano fargli vincere lo scudetto od assicurargli un posto in Champions League, “porto” migliore di una vittoria eventuale in Europa League che arricchirebbe la bacheca ma non le casse sociali.

Ma quale sarebbe la vera infamia di cui si sarebbe coperto il centravanti del Southampton? Beh, più che di aver sbagliato un rigore (la storia del calcio è piena di errore di campioni ben più celebrati), la sua colpa è di aver voluto provocare il portiere tedesco Neuer, stella del calcio e numero uno fra i pali al mondo, che che invece nella storia è già entrato per i successi con Bayern Monaco e nazionale.

Ebbene Pellè con quel gesto, mentre si avvicinava al momento della sua storia personale calcistica più importante, simulava il gesto dello scavetto, come a voler pensare di imitare quel cucchiaio che rese celebre Totti nel 2000 contro l’Olanda sempre agli Europei (in quanto realizzato) e a cui il buon Graziano, che a livello tecnico non si avvicina minimamente, non avrebbe nemmeno dovuto minimamente pensare.

Ma allora perché denigrarlo se poi ha preferito calciare abbondantemente a lato, per di più con il portiere teutonico che aveva intuito la traiettoria? Perchè provocare un potente come Neuer è considerata un’offesa, il mancato rispetto della bravura dei migliori e non il semplice tentativo di un più modesto giocatore che prova, dopo 120 minuti, a sfidare l’Impossibile in un gesto tecnico complicato di per sè ed a cui si aggiunge il carico di responsabilità di milioni di occhi che lo fissano.

Ebbene Graziano, quel gesto mimato per il tifoso italiano è considerato irriguardoso, visto che tu andrai sulle spiagge a goderti un pò di sole con la tua splendida fidanzata, mentre altri torneranno in fabbrica o in ufficio a sudare (per chi ha un lavoro), non dovevi usare la mano, ma essere semplice esecutore.

Infatti la provocazione è buona cosa solo se con esito vincente, come Grobbelaar, che nella finale di Coppa Campioni dell’84 con il Liverpool, si avvicinava alla riga di porta come un pugile groggy, fatto per innervosire i giallorossi che si accingevano a calciare dal dischetto, tanto che due campioni del mondo come Graziani e Conti spararono alle stelle il pallone e le speranze di alzare il trofeo di fronte ai propri tifosi all’Olimpico.

Pellè invece, che arriva dalla provincia, ha già la sua etichetta appiccicata: il guappo, il malandrino, il provocatore, ebbene si, all’italiano medio non piace chi provoca e fallisce, piace chi è furbo e la fa franca.

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