Passo Gavia: salita, pendenze, altimetria, Giro d’Italia

Il Passo Gavia è uno dei valichi alpini più importanti della storia del ciclismo moderno: vanta un’altitudine pari a 2.621 s.l.m. e collega la provincia di Sondrio con quella di Brescia, pur rimanendo transitabile al pubblico unicamente nella stagione prettamente estiva.

A rendere affascinante la sua ascesa è la carreggiata assai ridotta, che rende complicato a volte il passaggio dei corridori. La sua scoperta avvenne da parte del patron storico del Giro d’Italia, Vincenzo Torriani, che lo introdusse nel 1960 nella Corsa Rosa.

Passo Gavia: come affrontarlo

In sella ad una bicicletta da corsa, sono due le possibilità per scalarlo:

  • dal versante valtellinese, con partenza da Bormio
  • dal versante bresciano, con partenza da Ponte di Legno.

Salita in bici al Passo Gavia da Bormio

La salita del Passo del Gavia, dal versante valtellinese prevede la partenza da Bormio in provincia di Sondrio (1220 m s.l.m.), contraddistinta da ben 26 km con tratti molto impegnativi.

L’ascesa è molto particolare per via di una serie quasi infinita di tratti semplici e pedalabili a cui si alternano tratti molto impegnativi, con un lungo falsopiano negli ultimi 3 km.

Con partenza dal centro di Bormio, ci si dirige verso Santa Caterina Valfurva, affrontando all’inizio una strada con carreggiata ampia e subito due strappi con pendenza importante. Segue poi un primo restringimento della strada con una serie di tornanti. Fortuna vuole che alcuni tratti semplici permettono anche  all’appassionato di gustarsi le bellezze che lo circondano. A tratti si intervallano ostiche pendenze per poi far arrivare alla vetta in maniera più semplice. Il traguardo è visibile soltanto a poche centinaia di metri, a fianco del laghetto.

La pendenza media della salita è pari al 6,5%, con la pendenza massima è dell’14% per un dislivello di circa 1400 m.

Salita al Passo Gavia da Ponte di Legno

Il versante bresciano del Gavia è decisamente più duro. La partenza avviene da Ponte di Legno (1240 m s.l.m.) con un’ascesa di 18 km.

Alla partenza è facile, potendo affrontare una strada larga in falsopiano fino a quando si giunge al paese di Santa Apollonia. Da quel punto inizia la parte vera della salita, con restringimento della carreggiata mentre le pendenze diventano davvero impegnative.
Una lunga serie di tornanti, per poi entrare nella valle ed affrontare una galleria, a cui prestare attenzione in quanto scarsamente illuminata e per di più in salita. Gli ultimi 3 km presentano pendenze molto impegnative oltre ad un fondo stradale assai sconnesso: a confortare il ciclista il fatto di intravedere la cima.

La pendenza media della salita è del 7,9% e la pendenza massima è dell’12% per un dislivello di circa 1380 m.

Passo Gavia: caratteristiche

Passo Gavia da Ponte di Legno

Partenza:Ponte di Legno (1258)
Arrivo:P.so Gavia (2618)
Lunghezza:7,4 Km

Pendenza Media:7,8%
Pendenza Massima:16%

Passo Gavia da  Bormio

Partenza:Bormio (1217 m)Arrivo:
Arrivo: P.so Gavia (2621)
Lunghezza:25,6 Km
Pendenza Media:5,5%
Pendenza Massima:15%

Passo Gavia: apertura

Il Passo del Gavia rimane chiuso al transito durante tutto l’inverno. L’apertura avviene in primavera inoltrata, in base alle condizioni meteo che a volte si rivelano proibitive anche ben oltre l’inizio della tradizionale bella stagione. Può infatti accadere che venga riaperto nella 3/4 settimana di maggio.

Il divieto di transito per autobus e mezzi di peso superiore a 3,5 t. rimane comunque valido per tutto l’anno.

Passo Gavia: albo d’oro del ciclismo

Il Giro d’Italia ha scoperto questa magnifica salita nel 1960, quando venne inserita per la prima volta nella corsa rosa. Di seguito  l’elenco completo dei corridori che sono transitati per primi in vetta, aggiudicandosi il relativo GPM:

anno corridore
1960  Imerio Massignan
1988 Johan Van der Velde
1996  Hernán Buenahora
1999 Jaime González
2000  Jaime González
2004 Vladimir Miholjević
2006 Juan Manuel Gárate
2008  Julio Alberto Pérez Cuapio
2010  Johann Tschopp
2014  Robinson E. Chalapud Gomez

Senza dubbio, l’ascesa più romantica e passionale al Passo Gavia della storia del ciclismo rimane quella del 1988, quando in una giornata dalle condizioni meteo incredibili, con pioggia, neve e temperature polari, i ciclisti si trovarono ad affrontare la salita praticamente inconsapevoli di quello che gli aspettasse.

A transitare per primo fu Van der Velde, che poi purtroppo, finirà disperso, arrivando a più di mezzora dal primo. E poi, al ciclista olandese, la vita riserverà altre sorprese speciali: Johan Van der Velde: vita, morte e rinascita dell’olandese.

Passo Gavia: cosa vedere

Per chi ha la possibilità di arrivare in vetta a questo passo alpino, non potrà certamente lasciarsi sfuggire l’occasione di gustarsi lo splendido panorama naturalistico che lo circonda. Precisamente, oltre alla presenza di un laghetto chiamato Lago Bianco per via della limpidezza delle sue acque, il visitatore potrà avere una perfetta vista sul gruppo dell’Ortles e su quello dell’Adamello.

In direzione est, invece si troverà davanti la parete rocciosa del Corno dei Tre Signori; in direzione nord potrà ammirare le vette del Tresero e del San Matteo mentre a sud vi è la Val delle Messi che custodisce il lago Nero, collocato sul versante camuno dal passo.

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