Max Woosnam, il super atleta che vinceva in 4 sports

Trovare notizie al giorno d’oggi di sportivi che riescono ad eccellere in più discipline, differenti fra loro, è ormai impossibile. Correvano gli anni 80 quando in America apparve la storia di Bo Jackson, un superuomo si potrebbe definire, che era giocatore di football americano d’inverno e professionista della MLB di baseball in primavera ed estate.

Ma stavolta torniamo molto indietro, diciamo alla fine del diciannovesimo e all’inizio del ventesimo secolo per trovare un caso raro di atleta, che amava lo sport in generale e seppe farsi valere, tanto da meritarsi le cronache del tempo.

Questo è il caso del protagonista che andremo a presentare: Max Woosnam.

Maxwell Woosnam nacque il 6 settembre 1892 a Liverpool, in Inghilterra. Suo padre, che portava lo stesso nome, era un membro di spicco della Chiesa anglicana: era canonico di Chester e arcidiacono di Macclesfield. Senza vincoli economici, potè studiare presso il prestigioso Winchester College, dove era anche il capitano delle squadre di golf e cricket e faceva parte dei teams universitari di calcio e squash, dando così già le prime indicazioni sulle particolari abilità sportive.

Nel 1911 arrivò all’Università di Cambridge e lì Woosnam si iscrisse a squadre di calcio, cricket, tennis (sia su erba che terra, dato che allora venivano considerati addirittura due sport diversi) e il golf. rappresentò così l’università in tutti queste differenti discipline.

Nel 1913, prima di terminare i suoi studi, Woosnam venne invitato dalla squadra più famosa del suo tempo, il Corinthian FC, per una tourneè in Brasile. Woosnam andò anche a segno con un gol in quell’esperienza e venne invitato anche l’anno seguente, nel 1914 a ripetere quell’avventura. Quando la squadra stava per giungere sulle coste del Brasile, la nave su cui viaggiavano ricevette la notizia dello scoppio della prima guerra mondiale. Il club, a malincuore, prese la decisione di fare immediatamente rientro a casa, dopo una breve sosta a Rio de Janeiro per riprendere le forze. Il ritorno non fu semplice, tanto che occorreva badare a non incorrere nelle navi e sottomarini tedeschi che controllavano l’Atlantico.

Durante la guerra, Woosnam era impegnato sul fronte occidentale e nella battaglia di Gallipoli, in Turchia, un conflitto che rimase celebre. Mentre infuriava la guerra, Woosnam non smise mai di giocare partite amichevoli tra soldati, per tenersi in forma e svuotare la mente, in uno di quei rari momenti in cui il conflitto non vedeva gli inglesi impegnati a fondo.

Alla fine della guerra, Woosnam continuò con la sua multidisciplina, praticando tennis e calcio. Militò tra le fila del Chelsea e, quando terminava la stagione, riuscì a qualificarsi per il torneo di Wimbledon in ben 4 occasioni, vincendo in doppio maschile nel 1921 mentre nel singolare come miglior risultato fu il raggiungimento dei quarti di finale nel 1924. Si aprì anche la possibilità che Woosnam diventasse un atleta professionista, ma la rifiutò ritenendola una sorta di offesa personale.

Nel 1919, firma un contratto dilettantistico con il Manchester City, diventando subito capitano della squadra. Nel frattempo, continuava nel tennis, vincendo nel 1920 l’oro ai Giochi olimpici di Anversa nel doppio maschile e l’argento in doppio misto. Intanto nel 1922 arrivò il debutto con la squadra di calcio inglese, e mai banale, come capitano, giocando nel match contro il Galles, vinto per 1-0. In realtà, è era anche stato selezionato per giocare per la squadra nazionale britannica ai Giochi di Anversa, ma dovette rinunciare perché aveva già preso impegno con la racchetta.

Giocò con il Manchester City fino al 1925, e poi a Northwich Victoria fino al 1926. Nel febbraio dello stesso anno, un infortunio lo costrinse a lasciare lo sport. Rimarrà comunque legato ancora per molti anni al mondo del tennis, in veste di capitano della squadra di Coppa Davis della Gran Bretagna.

Un paio di aneddoti su Woosnam, per conoscere meglio il personaggi: Max era un fumatore accanito tanto che la sua morte fu dovuta a problemi respiratori. Un altro che dà un’immagine della sua abilità nello sport è che giocò a ping pong davanti al famoso Charles Chaplin e lo sconfisse. Sarebbe normale se non fosse perché Chaplin usava una racchetta e Woosnam, ebbene si, un coltello spalmato di burro. E se ciò non bastasse, era anche un ottimo giocatore di biliardo.

Max Woosnam lavorò molti anni per la Imperial Chemical Industries, una società di cui divenne membro del consiglio di amministrazione. Morì il 14 luglio 1965, all’età di 72 anni, a Londra, vittima di insufficienza respiratoria. Sulla sua figura c’è un libro dal titolo All Round Genius (Genio a tutto tondo), forse la storia sconosciuta del più grande sportivo inglese, scritta da Mick Collins.

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