Perchè l’aquila è il simbolo della Lazio: la storia

L’aquila è un simbolo molto utilizzato nel calcio.Sinonimo di potenza, vittoria e prosperità. Aquila Lazio: la scelta del rapace come simbolo identificativo.

Aquila Lazio: perchè questo animale

La scelta venne effettuata da Fortunato Ballerini, che fu il secondo presidente nella storia della Società e della Sezione di escursionismo, nonchè Presidente Generale della Polisportiva biancoceleste.

Amante della natura ed amante delle grandi vette, si dilettava nelle passeggiate in quota e proprio durante queste escursioni notava spesso il rapace. che lo colpì per la sua maestosità. Sebbene nel corso della storia ultracentenaria le modifiche siano state diverse, già nel primo logo, anno 1912, veniva raffigurato uno scudo a strisce verticali bianche e celesti dove era posata un’aquila che reggeva un nastro sul quale campeggiava il nome della società, in sostituzione del semplice scudo con i colori sociali.

Qualche stagione più tardi comparirà sul simbolo laziale la dicitura “Roma”, per poi essere modificato durante il Ventennio per volontà del regime mussoliniano. Alla fine della dittatura lo stemma del club biancoceleste venne ridisegnato secondo lo stile originario.

Poi, nel 1979, il primo “passaggio” legato al concetto di marketing sportivo. La dirigenza della Lazio ideò un proprio logo, registrato presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi, che consisteva in una piccola aquila stilizzata blu, che comparve nelle maglie realizzate dalla azienda romana Pouchain.

Simbolo della Lazio: la cronistoria

La storia della Lazio attraverso i simboli

 

Sotto la presidenza Lotito l’Aquila ha fatto il suo ingresso anche in campo, all’Olimpico, prima della partite casalinghe dei biancoazzurri. Per onor di cronaca, il club portoghese del Benfica è solita far effettuare al proprio rapace il medesimo spettacolo, con tutte le possibili conseguenze del caso. Infatti, i tifosi locali e non solo, sono soliti associare ai giri che l’aquila effettua nel cielo le previsioni relative all’andamento della partita che da li a poco avrà inizio.

Una nota curiosa: nel campionato 2015-16 la dirigenza della Lazio optò per non far volare l’animale prima del derby casalingo per timore di possibili incidenti, fra cui il rischio di un abbattimento da parte di un cecchino, come su diversi siti web si fece intendere, più o meno velatamente fra le righe.

Il caso ha voluto che  il club del Benfica, nel 2010, decise di interrompere il matrimonio con l’aquila Victoria ed il suo addestratore, nonchè proprietario, Juan Bernabè.

L’Aquila della Lazio: la canzone

Da sottolineare che il volo dell’aquila biancoceleste è accompagnata da una canzone che risuona allo Stadio Olimpico, scritta dal celebre artista romano Toni Malco per salutare il ritorno della compagine in Serie A nel 1983 e che da allora è il momento che annuncia l’ingresso delle due squadre sul terreno di gioco, oltre ad essere intonata dai tifosi al termine dei matches, soprattutto quando la Lazio trionfa.

Nel cielo biancazzurro brilla una stella
che in tutto il firmamento e sempre la più bella
ed ogni volta che rintocca er campanone
ho voglia di cantare questa canzone

Lazio sul prato verde vola
Lazio tu non sarai mai sola
vola un’aquila nel cielo
più in alto sempre volerà

Insieme a te aquilotto noi voliamo via
la domenica sempre ci fai compagnia
con le bandiere al vento e un tuffo in fondo al cuore
sono brividi forti e voglia di gridare
perche il coro che famo tutti quanti insieme
dice Lazio sei grande te volemo bene

Lazio sul prato verde vola
Lazio tu non sarai mai sola
vola un’aquila nel cielo
più in alto sempre volerà

Ma questo grande amore non finisce davvero
biancazzurro nel cuore e nei colori del cielo

Vola sul prato verde vola
Lazio tu non sarai mai sola
vola un’aquila nel cielo
più in alto sempre volerà

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