La tragedia di John Thomson, giovane portiere del Celtic

Sfortunatamente, ogni tanto la storia del calcio ci racconta di tragedie avvenute sul campo e che hanno fatto piangere milioni di tifosi, per eventi che nessuno avrebbe potuto prevedere. Uno di questi casi, con la particolarità che avvenne in occasione di uno dei derby più importanti del mondo, fu la morte di John Thomson.

Nato a Kirkcaldy, in Scozia, il 28 gennaio 1909, John Thomson era arrivato giovanissimo al Celtic per interpretare il ruolo di portiere: aveva appena 17 anni. L’anno seguente però, a 18 anni, era già diventato proprietario della porta dei biancoverdi di Scozia. Le sue buone prestazioni gli fecero poi ottenere di conseguenza la convocazione con la nazionale scozzese ed il debutto arrivò nel maggio del 1930 .

Il 5 settembre 1931, il Celtic fece visita ad Ibrox Park per affrontare i Rangers, nel derby per eccellenza, l’Old Firm. Per Thomson, ancora giovanissimo sebbene non fosse al suo primo derby, si trattava comunque di un altro match che avrebbe potuto delineare un futuro ad altissimo livello. All’inizio del secondo tempo, in una giocata nell’area del Celtic, il giovane estremo difensore ebbe però a scontrarsi rovinosamente con l’attaccante dei Rangers Sam English, il cui ginocchio colpì il cranio del portiere.

Sebbene all’inizio sembrasse che il portiere avesse subito soltanto un colpo sebbene fosse stato assai duro, molti in campo cominciarono a temere subito il peggio. Infatti, uno dei giocatori dei Rangers, allora anche uno studente di medicina, realizzò sul campo che la vita del suo rivale era in serio pericolo.

Il giocatore venne trasferito in un centro ospedaliero a Glasgow, dove accurate indagini mediche scoprirono che aveva riportato una rientranza sul cranio di 5 cm di diametro. Quello stesso pomeriggio iniziò a ad avere terribili convulsioni e, nonostante un’operazione di emergenza proprio per ridurre la pressione intracranica, Thomson morì alle 9.25 di quella notte. Aveva appena 22 anni.

La morte del giovane causò una grande commozione in Scozia. L’autore involontario della morte, English, venne però prontamente esonerato da ogni responsabilità, in quanto apparve chiara ai testimoni che lo scontro fu del tutto casuale. Tuttavia, per il povero Sam cominciò un terribile periodo di depressione. Su alcuni terreni di gioco poi, non fece che ricevere fischi di disapprovazione ed alla fine, decise per il suo bene agonistico di emigrare in Inghilterra, dove si ritirò nel 1938 ad appena 30 anni di età, dopo “otto anni di gioco senza gioia” , come dichiarò dopo aver appeso le scarpette al chiodo.

Furono 30.000 le persone che parteciparono ai funerali di John Thomson. Molti anni dopo, nel 2008, dopo una petizione lanciata dallo scrittore Tom Greig, il suo nome venne inserito nella Scottish Football Hall of Fame. Nel quartiere in cui è nato, si tiene ogni anno un campionato per bambini che porta il suo nome.

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