La Grande Fuga: la corsa in bici fake per scappare dalla Guerra

Mentre la guerra imperversava in gran parte dell’Europa dal 1914 al 1918, i Paesi Bassi riuscirono a rimanere neutrali, diventando di fatto una meta ambita per molti rifugiati provenienti da altre parti del continente che si trovavano invece alle prese con il conflitto.

Si stima che circa un milione di persone siano fuggite dal Belgio diretti in Francia, Gran Bretagna e Paesi Bassi; per l’occasione vennero allestiti numerosi campi profughi oltre confine in varie città olandesi, con gli stessi abitanti locali che offrivano anche alloggio ai cittadini belgi in fuga (proprio l’opposto di ciò che accade oggi….)

Una delle fughe più audaci di un gruppo di rifugiati belgi avvenne nel 1915 e prevedeva la creazione di una finta corsa ciclistica. L’episodio si verificò nell’estate dello stesso anno nella città di Mouland (Moelingen), nella provincia di Limburgo, al confine con l’Olanda.

Quel che segue è il racconto di come la storia sia stata descritta dalla stampa in tutto il mondo nei giorni e nelle settimane successivi alla “scappatella” a fin di bene.

La corsa dei belgi lungo il confine
112 ciclisti si assicurano l’iscrizione alla gara ma non si fermano quando viene raggiunto il confine.

AMSTERDAM, 25 luglio. Come i 112 belgi siano fuggiti in Olanda attraverso una corsa di biciclette abilmente falsificata, viene raccontata in dispacci dalla frontiera.

Un certo numero di sportivi di Liegi chiamò il comandante tedesco di quel distretto due settimane fa e chiese il permesso di organizzare una corsa in bicicletta a beneficio delle vittime della guerra locale.

La gara doveva tenersi da Liegi a Mouland, sulla frontiera olandese. Il comandante redasse il piano, stabilendo che ogni concorrente doveva indossare un distintivo con i colori tedeschi e apporre una piccola bandiera tedesca sulla bicicletta.

Dopo alcuni dubbi i promotori della gara acconsentirono alle condizioni. Il comandante fornì i distintivi e le bandiere ed accettò di inviare una banda militare sul luogo della partenza.

La gara si svolse alcuni giorni dopo, con 112 concorrenti. L’intera cittadinanza fece di tutto per assistere all’evento, e le sentinelle tedesche lungo la strada salutavano i ciclisti al passaggio. Ma i corridori non si fermarono quando raggiunsero Mouland: proseguirono dritto attraverso il confine olandese senza poi fare più ritorno.

Non è noto cosa quali eventi abbiano interessato i ciclisti dopo la corsa nei Paesi Bassi. Tuttavia, molti di coloro che erano fuggiti dal Belgio in quel periodo sarebbero rientrati in patria negli anni successivi, mentre il fronte bellico si stabilizzava nelle Fiandre.

La maggior parte dei rifugiati rimasti sarebbe quindi tornata quando la guerra sarebbe finita con i vari governi dei paesi nei quali si erano rifugiati, desiderosi di assicurarsi che se ne sarebbero andati il ​​prima possibile.

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