Juary, il brasiliano che danzava sulla bandierina

Quando arrivò nel calcio italiano, conoscemmo ben presto Juary, quel piccolo brasiliano dell’Avellino che festeggiava danzando intorno alla bandierina del corner.

Alla riapertura delle frontiere nella stagione 1980-81, Juary Jorge dos Santos Filho, più semplicemente Juary, fu scelto dall’Avellino del patron Sibilla per difendere i colori dei lupi irpini.

In quell’epoca i media non erano aggiornati come oggi ed il giovane brasiliano era uno sconosciuto alla maggioranza dei calciofili. Tuttavia Juary aveva già militato nel Santos, il mitico club brasiliano di Pelè ed era nel giro della nazionale verdeoro. Fino all’estate 1980 militava in Messico con l’UAG, Universidad de Guadalajara quando, con un escamotage, fu venduto in Italia.

Infatti il brasiliano, anni dopo, racconterà che fu messo su un aereo, direzione Italia, allo scopo di farli visionare alcuni talenti. Durante il viaggio però, i dirigenti messicani rivelarono all’attaccante che in realtà era appena stato ceduto all’Avellino.

E per Juary, lo shock durò anche nei primi mesi di permanenza in terra irpina: esile, sembrava poco adatto per un torneo importante come quello italiano. Non appena si sbloccò con le prime reti, i timori iniziali di essere un bidone svanirono, diventando  idolo del Partenio. Ed il pubblico italiano fece conoscenza con il suo modo curioso di esultare, il giro ripetuto per tre volte intorno alla bandierina del corner.

Juary spiegò l’origine di tale esultanza con il fatto che ai tempi del Santos, dopo una rete, volle esprimere la sua gioia in maniera istintiva e così fece, in una partita che lo vide autore di una tripletta. E da allora divenne un suo rituale, “esportato” in Serie A con Avellino, Inter, Ascoli e Cremonese. A soli 26 anni si ritrovò scaricato dal calcio italiano, ma la sua carriera doveva ancora toccare i suoi massimi.

Trasferitosi al Porto, Juary trionfò con i portoghesi nel 1986-87 nell’allora Coppa dei Campioni, segnando il goal – vittoria contro il Bayern Monaco nella finale che divenne famosa per la rete siglata dall’algerino Rabah Madjer con un colpo di tacco che gli valse per sempre la definizione di Tacco di Allah. Nella medesima stagione il Porto si aggiudicherà Supercoppa Europea, Coppa Intercontinentale e Coppa del Portogallo.

Juary: la carriera completa

1976-1979 Santos 41 (18)
1979-1980 UAG  25 (5)
1980-1982 Avellino  34 (13)
1982-1983 Inter  21 (2)
1983-1984 Ascoli  27 (5)
1984-1985 Cremonese  19 (2)
1985-1988 Porto 40 (11)
1988-1989 Portuguesa  ? (?)
1989-1990 Santos 6 (0)
1990-1991 Moto Club  ? (?)
1991-1992 Vitória-ES  ? (?)

Juary: il suo celebre festeggiamento dopo un goal

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