Josh Tomlin, il lanciatore degli Indians che gioca le finali MLB per suo padre

Josh Tomlin, l’amore per il gioco del baseball forte quanto l’amore per il padre costretto a vivere in sedia a rotelle. La stella dei Cleveland Indians impegnato nelle World Series 2016.

Per un padre vedere il proprio figlio scendere in campo nelle World Series di baseball può essere una delle gioie più grandi della vita. Ed ancor più lo è se la tua vita è stata bruscamente spezzata sul più bello, quando una malattia improvvisa ti obbliga a passare il resto dei tuoi su una sedia a rotelle, forte solo della speranza che il futuro potrebbe portarti la guarigione in dono.

Questa sarà la sera in cui Josh Tomlin, 32-enne lanciatore destro dei Cleveland Indians, farà vivere a suo padre Josh, presente sugli spalti del Wrigley Field di Chicago, il sogno di una vita, iniziando sul monte di lancio la partita contro i Cubs.
Josh infatti quando ha reso nota la vicenda famigliare che ha visto coinvolto il genitore, ha anche voluto ricordare che da bambino, mentre si allenava con l’amato padre in veste di ricevitore, gli confidò: “un giorno arriverò a giocare le World Series”, parole che oggi possono essere lette come la premonizione che qualunque ragazzo americano amante del passatempo preferito Oltreoceano, desidera ardentemente realizzare.

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E con la serie sul punteggio di 1-1, dopo le due partite giocate in Ohio, gara-3 potrebbe essere decisiva per le sorti di una finale che vede due eterne incompiute scontrarsi. Entrambe con due soli titoli in palmares nonostante la storia ultracentenaria, sono note al grande pubblico per due motivi completamente differenti. Se per gli Indians la fama arriva dal celebre film “Major League – La squadra più scassata della lega” con Charlie Sheen, alias Rick “Wild Thing” Vaughn, nel ruolo di lanciatore che porterà la squadra alla vittoria contro ogni speranza, i Chicago Cubs sono schiacciati dal peso della maledizione della capra.

Se detto così può sembrare una perifrasi, il malocchio invece venne effettivamente lanciato da un tal Billy Sianis nel 1945 quando, seduto sugli spalti di casa, si stava gustando una partita delle finali Mlb. Con lui c’era una capra. Gli inservienti, su richiesta degli altri spettatori, andarono da Sianis costringendolo a uscire, motivando l’invito con il fatto che l’animale puzzasse troppo. E Billy, in tutta risposta, fuori dal Wrigley Field esclamò: “I Cubs non vinceranno più”. Una maledizione che fino al 2016 ha funzionato.

Ma torniamo alla vicenda del cuore che sta appassionando i fans del baseball. Jerry Tomlin, 57 anni, si trova su una sedia rotelle in seguito ad malformazione arteriovenosa, scoperta casualmente la scorsa estate mentre era intento nei lavori di giardinaggio. L’immediato ricovero fu reso obbligatorio dalla necessità di un intervento chirurgico nell’intento di salvargli almeno la vita. Oggi infatti Jerry è completamente paralizzato dal torace in giù, ma stanotte, suo figlio Josh, siamo sicuri allevierà ogni sofferenza, For the Love of the Game.

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