Georgia: la nazionale di rugby che sconfisse l’invasore Russia

La Coppa del Mondo di Rugby 2015 in Inghilterra, se ha scritto pagine importanti per lo sport della palla ovale ed altre tristi sul piano sportivo (vedi eliminazione Inghilterra al primo turno), ha sicuramente potuto far conoscere la vicenda sportiva e politica di un piccolo paese come la Georgia, attanagliata nell’ultimo decennio da vicende ben più pesanti di una sconfitta sportiva.

La  piccola nazione caucasica infatti, vinse il match inaugurale per 17-10 contro Tonga, una nazionale con un discreta esperienza in campo internazionale e più avvezza a palcoscenici mondiali.

Ma il vero successo era ben altro: la Georgia infatti, acquisita l’indipendenza politica al momento della disgregazione dell’Unione Sovietica nel 1991, aveva purtroppo rivisto dovuto fare i conti con l’Armata Rossa nell’estate 2008, quando alla vigilia di un altro importante evento sportivo come le Olimpiadi di Pechino, era entrata in guerra con uno degli eserciti più potenti al mondo.

Il conflitto inoltre non aveva che acuito la rivalità in campo sportivo con i russi; Merab Sharikadze, uno dei giocatori di rilievo della nazionale, espresse bene il sentimento:  “Georgia ha avuto alcuni momenti difficile nel corso della storia ed il popolo ne ha pagato le conseguenze. Ma ora stanno ritrovando la forza e la felicità su di un campo da rugby”.

I Lelos, (il soprannome deriva da un antico gioco popolare che si praticava prima della nascita di Cristo), vantavano nei confronti degli invasori uno score invidiabile: in 19 test-match, ben 17 volte erano usciti vincenti mentre è dal 1993 che non vengono più battuti dalla Russia

Il panorama rugbistico georgiano volge comunque al bello. Infatti già nel Mondiale 2011 fecero bella figura in Nuova Zelanda mentre nel 2015 la squadra under 18 superò la ben più quotata Irlanda e si piazzò al secondo posto nel torneo continentale dei pari età , superati soltanto dalla Francia. Sempre Sharikadze dichiarò alla stampa: “Ognuno di noi sta lavorando duro. Vogliamo che tutto il mondo conosca la Georgia”.

Nel biennio 2008-09, il conflitto costrinse le due nazioni belligeranti ad affrontarsi in campo neutro (Ucraina e Turchia), evento che non fece sorridere i georgiani, già vittime dell’invasione sul proprio terreno. Nel 2012, il ritorno alla disputa regolare del match in Georgia, vide i padroni di casa dominare il match con una netta vittoria per 46-0.

Alla fine della rassegna mondiale, la Georgia si piazzerà al terzo posto, guadagnandosi l’accesso alla prossima World Cup, che si terrà nel 2019 in Giappone.

La storia sportiva della piccola repubblica ex-sovietica presenta anche alcuni aneddoti curiosi. Nel 2003, alla sua prima partecipazione, la nazionale non aveva ancora fondi necessari per l’acquisto del materiale sportivo di base. claude-saurel-georgia-rugbyIl tecnico francese, Claude Saurel, decise allora di acquistare aprendo il personale portafoglio le tute di rappresentanza assieme ad una videocamera e un computer per migliorare le tecniche di preparazione della squadra. Ma non finisce qui: volendo gettare un po’ di mistero sulla squadra da lui diretta, Saurel decise di “oscurare” il campo d’allenamento facendo sistemare sulla recinzione grossi fogli scuri, per impedire la visione. Stratagemma inutile visto che nessuno si presentò nemmeno di nascosto mentre la Georgia perse tutti e quattro i matches.

 

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