Frasi famose di Pippo Inzaghi

Frasi famose di Pippo Inzaghi

Prima grande bomber di razza, capace di autentici goal di rapina sorprendendo gli avversari, poi una volta appese le scarpette al chiodo, la voglia di insegnare calcio ha trovato subito il massimo del palcoscenico immaginabile da Pippo Inzaghi, con la serie A da affrontare sulla panchina del suo Milan che lo reso vincente in Italia, Europa e nel Mondo, senza dimenticare il successo a Germania 2006 con la maglia della nazionale.

Ma le prime difficoltà incontrate, in un’epoca in cui i rossoneri stavano lentamente facendo marcia indietro, lo ha costretto alla necessaria e giusta gavetta, come si compete ai grandi. Eccolo allora vincere il torneo di Lega Pro con il Venezia e poi assaporare i playoff con i lagunari nella stagione successiva, mostrando anche un bel calcio.

E poi chissà, il Bologna in Serie A e magari l’inizio della carriera 2.0

Le frasi famose di Pippo Inzaghi

Io penso, spero, che un giocatore allenato da Pippo Inzaghi debba sapere che si deve guadagnare il posto sul campo. Con me si parte tutti da zero.

La prima e unica cosa che voglio che voi sappiate per sempre è questa: ho giocato e vinto per Noi. Giocare e vincere senza condividere le emozioni è nulla, invece io e voi, noi, abbiamo fatto tutto insieme. Abbiamo sperato, abbiamo sofferto, abbiamo esultato, abbiamo gioito. E abbiamo alzato le coppe e gli scudetti insieme ai nostri cuori. Siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda. E questo non ce lo toglierà mai nessuno.

[Dopo l’infortunio dell’11 Novembre 2010 contro il Palermo] La vita e il calcio sono così. Un minuto prima giochi e lotti, un minuto dopo ti tieni il ginocchio fra le mani. Ed è un minuto dopo che ti guardi attorno. E io attorno a me ho tutti voi. Grazie. Mi avete emozionato tutti, la Società, il Mister, i miei compagni di squadra, i miei tifosi. Io guardo voi e voi abbracciate me. In fondo al vostro cuore lo sapete, come lo so io, che è dura, ma io non mollo.

[Riferito al gol segnato alla Repubblica Ceca duranti i Mondiali 2006] Nell’azione del gol ho pensato solo a far finta di darla a Barone sulla destra, cercare di scartare Cech, ma era un rischio perché è alto quasi due metri e non dovevo allungarmi troppo. In quei momenti, però, se pensi troppo diventa tutto molto difficile.

Finché starò bene indosserò questa maglia [Milan], questa è l’ultima maglia della mia carriera.

Nel mio Milan non c’è spazio per chi non lotta.

Montella dice che non ero forte tecnicamente? Se mi trova uno che fa 316 gol mi fa piacere.

La cosa più importante è ricreare il DNA Milan. Quando sono venuto qui oggi, ho visto un entusiasmo che mi ha fatto venire i brividi

Io sono molto autocritico, anche troppo: quando le cose vanno male penso sempre che la colpa sia dell’allenatore

La cosa che mi rende felice è che anche se perderemo qualche partita, lo faremo solo contro chi è più forte, non chi ha più voglia

Non dimentichiamoci da dove veniamo. L’anno scorso questa squadra eè arrivata ottava (durante la sua stagione al Milan come allenatore)

Avremo la bava alla bocca

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