Frasi famose di Gattuso

Frasi famose di Gattuso

Gennaro Gattuso come calciatore prima e tecnico dopo è noto assai nel mondo del calcio per la sua celeberrima grinta che lo ha portato a vincere numerosi contrasti sul terreno di gioco ed ad alzare di conseguenza numerosi trofei con la maglia del Milan nonchè, con il numero 8 sulla schiena che lo contraddistingueva, ad alzare la Coppa del Mondo a Germania 2006 contro la Francia in una finale che ha fatto epoca.

Frasi famose di Gattuso: elenco completo

Mio padre, Francesco, faceva il falegname [maestro d’ascia] ma era un calciatore nell’anima. Giocava centravanti, in quarta divisione, ma era un Ringhio pure lui, non mollava mai. Una volta fece 14 gol in una partita sola e la squadra avversaria era la Morrone di Cosenza. Io a mio padre devo tutto, darei la vita per lui.

Il difetto tipico dei calabresi è essere permalosi. Molto. Io stesso mi considero permaloso. E poi vogliamo cambiare ma non ci crediamo fino in fondo. Ci accontentiamo. Quello di vivere alla giornata è un po’ il difetto della gente del Sud.

Se uno nasce quadrato non muore tondo.

[Su Antonio Cassano] L’unica preoccupazione, semmai è a livello comportamentale… Però non mi va di parlare di queste cose, sembra che voglia portare sfiga… Non vorrei parlarne bene e poi magari tornare in albergo e scoprire che ha sfasciato tutto.

Non andrei mai alla Juventus e all’Inter: per l’amore che ho per questa società [il Milan] e per questi colori. Non mi vogliono loro e non ci andrei io.

[… ] quando ho detto che mi ricordava terribilmente Shevchenko molti mi hanno preso in giro [… ]. Ho avuto la fortuna di allenarlo, sapevo quello che sarebbe potuto diventare. Ha una caratteristica ben precisa, vive per il gol, e tutto quello che fa lo fa con veemenza e voglia, ha il veleno addosso. Quando lo vedi magari non gli dai mille lire, perché appare scoordinato, ma poi ti accorgi che non gli manca nulla, ha forza, cattiveria, stacco di testa e centra sempre la porta. È un giocatore completo.

Io so soltanto che prendo 10-15 pasticche al giorno, mia moglie mi ricorda di prendere le pasticche, solo perché amo il calcio. Prendo dei medicinali che mi fanno indurire tutti i muscoli. Non pensate male.

Ho avuto l’onore di giocare contro Deschamps, lui è uno dei miei idoli. Quello che vedo ora, intendo i risultati da ct della Francia, non mi sorprendono. Lui è un uomo di calcio e grazie alla sua passione ha raggiunto grandi traguardi. Lui era un allenatore già quando giocava in campo.

Tutte le volte che giocavamo contro la Francia dovevo marcare Zidane. La notte prima della partita non dormivo e pregavo perché accadesse qualcosa di magico.

Zamparini è un incompetente totale, mi chiamava in piena notte per rifare la formazione ed è ovvio che può farlo, come allenatore sono operativo 24 ore su 24. Il problema è che la sua incompetenza. Non ci capisce niente, inoltre è ipocrita e cattivo.

Sono arrivato al Milan e non si vinceva niente. Venivo dall’anno ai Rangers dove, dopo 9 scudetti consecutivi, avevamo perso il decimo all’ultima giornata. Ho pensato “Ecco qua, Crisantemo ha colpito ancora…

Mi dispiace, ma le donne nel calcio non le vedo molto bene. Io la penso così.

[Prepartita Italia-Germania, mondiali 2006, rispondendo su una eventuale ammonizione che lo avrebbe lasciato fuori dalla finale] Metterei una firma grande come una casa pur di vedere l’Italia in finale anche senza di me. Non penserò al cartellino, perché se lo faccio non gioco come so fare. Sarà una prova di maturità; una prova con me stesso. Sembra però che l’ammonizione me l’hanno già data: non è che mi devo mettere la fascia di Rambo e andare a beccarlo per forza; me lo mangio il cartellino.

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