Frasi famose di Beppe Marotta

Frasi famose di Beppe Marotta

Beppe Marotta, all’anagrafe noto come Giuseppe, è un dirigente sportivo che ha iniziato la sua carriera molto presto, ppoco più che ventenne, quando era al Varese in Serie B, dove ebbe il piacere di condividere l’esperienza con Egidio Fascetti, tecnico molto in voga in quegli anni per aver cominciato a diffondere il concetto che il portiere doveva saper giocare molto bene con i piedi. Scalati poi i gradini, Marotta era il direttore sportivo nella Sampdoria della stagione 2009/10 che seppe conquistare il quarto posto ed accedere ai play-off di Champions League, poi terminati con l’eliminazione ad agosto.

Nel 2010/11 si sposa calcisticamente parlando con la Juventus e da allora ha assunto via via i panni di direttore generale, formando con Paratici una coppia di assoluto livello. Marotta, sebbene non sia uomo che si perde in polemiche, ha fatto nel corso degli anni il suo successo proprio in virtù di poche e concrete parole.

Frasi Famose di Beppe Marotta

[Riferendosi alla polemica su Dimităr Berbatov] Lui ci ha detto che mai sarebbe andato alla Fiorentina e che avrebbe seguito il suo ex allenatore, passato al Fulham. Tutto è accaduto nell’arco di un’ora e non c’è stato alcun sgarbo alla Fiorentina. Anzi, il nostro intervento è stato di aiuto ai dirigenti della Fiorentina per evitare una brutta figura. C’era un cerimoniale a Firenze, ma Berbatov non sarebbe mai arrivato.

[In merito agli errori arbitrali] Fanno parte del gioco, ci sono stati e ci saranno ancora. Anche i grandi arbitri dell’epoca hanno commesso degli errori. La componente arbitrale valuta non con mezzi tecnologici, e quindi l’errore umano è dietro l’angolo. La differenza con quanto accadeva prima, è che adesso con la televisione si può vivisezionare ogni immagine nel dettaglio. Innanzitutto però, bisogna escludere qualsiasi ipotesi di malafede sennò non saremmo neanche qui a parlare.

Sono onorato di non aver preso Piazón a queste con­dizioni. Non sarebbe stato etico riconoscere a un mino­renne uno stipendio da un milione di euro. Cosa avreb­bero pensato i giovani con cui si sarebbe ritrovato a giocare, ragazzi che devono ancora firmare un contratto professionistico? È ipocrita sostenere che i calciatori guadagnano troppo e poi criticare il nostro comporta­mento in questa circostanza.

[Prima di Juventus-Inter 1-3, 3 novembre 2012] [Sapevo] della spensieratezza tattica di Stramaccioni, ma non siamo impreparati, abbiamo preparato bene la partita.

La cosa che sento la sento sia come dirigente della Juve che come uomo di sport: Pirlo ha dimostrato di essere uno dei migliori giocatori al mondo.“

„Lotito era definito come un personaggio folcloristico. Oggi è un personaggio che ha un estremo potere e tanto potere in mano ad una sola persona è pericoloso, si rischia di finire nel vuoto.

[Riferendosi all’acquisto di Arturo Vidal dalla Juventus nel 2011 in risposta a Karl-Heinz Rummenigge‎] Abbiamo operato secondo i regolari canali di mercato che prevedono l’accordo sia con la società, in questo caso il Bayer Leverkusen, sia con il calciatore […] A quanto pare di intendere, Rummenigge si era affidato a canali meno ortodossi, me ne rammarico con lui e con il Bayern. Hanno perso una bella occasione sia sul mercato sia di comunicazione: il silenzio sarebbe stato infatti preferibile. Evidentemente il passato nerazzurro di un grande campione e dirigente come Rummenigge pesa e, come noto, al cuor non si comanda.

Crediamo che debba cambiare la politica calcistica e i personaggi che ricoprono le cariche più alte. Dobbiamo guardare con positività agli aspetti belli che il calcio offre. Bisogna formare una nuova classe dirigenziale, invece ci affidiamo a pressapochismo e improvvisazione.

[Sulla riforma della giustizia sportiva in Italia] Credo sia necessaria, a tutela del fatto che le società professionistiche sono società per azioni e quindi la squalifica di un suo giocatore o dell’allenatore, crea danni ingenti. Si vuole che la difesa abbia la possibilità di essere considerata tale e non come oggi protagonista di processi rapidi dove l’accusa si presenta con una clave e la difesa a mani libere.

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