Eddy Merckx cuore: la rivelazione choc

Eddy Merckx cuore: la rivelazione choc

Lo chiamavano Cannibale per la sua voglia mai sazia di conquistare una corsa, anche fosse quella di paese, poi scoprire che il Cuore di Eddy Merckx sarebbe stato a rischio a sospensione con i regolamenti odierni in materia di salute. Ebbene si, il belga, il più forte ciclista di tutti i tempi, non avrebbe potuto correre in seguito ad una grave anomali cardiaca riscontrata nel corso della sua carriera.

Eddy Merckx cuore: il problema cardiaco

Il grave problema non ebbe infatti il giusto risalto in un’epoca in cui i controllo erano più leggere e gli atleti non sottoposti ad esami del livello come di quello attuale, tanto che per Merckx, il problema venne decisamente sottostimato. A rivelare la particolarità è stata la biografia «Eddy Merckx, il Cannibale», il cui autore Daniel Friebe, semplicemente riportò lo studio di un cardiologo italiano, il dottor Giancarlo Lavezzaro, che scoprì una cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva nelle cartelle cliniche del fuoriclasse fiammingo. «Con una diagnosi del genere, oggi non si potrebbe fare sport agonistico», ebbe a sottolineare il primario italiano. E ad aggiungere ipotesi sul pericolo scampato il fatto che Merckx avrebbe disputato le sue complessive 1852 gare da professionista, 526 delle quali vinte, con il rischio di una morte improvvisa.

Eddy-Merckx

Lo stesso Merckx indicò che nella sua famiglia erano diversi i parenti con problemi cardiaci, tanto che suo padre ed alcuni zii morirono da giovani. E fu lo stesso Lavizzaro a visitare il belga durante il Giro d’Italia del 1968, comunicando il suo personale parere al medico personale del corridore belga, che però non giudicò la situazione preoccupante e non ritenne neanche di avvertire l’atleta del presunto rischio di vita.

Eddy Merckx cuore: l’operazione

Successivamente, nella prima vera 2013, il Cannibale venne sottoposto ad un’operazione chirurgica con la quale gli venne applicato un pacemaker cardiaco. E come lo stesso campione belga ammise, l’intervento si rese necessario per la sua frequenza cardiaca sempre inferiore a 40 battiti al minuto dal giorno della mia nascita.

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