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Le eliminazioni clamorose ai Mondiali di calcio

Le eliminazioni clamorose ai Mondiali di calcio

Una sola volta nella storia dei Mondiali una squadra che vinse due partite del girone venne comunque eliminata: accadde a Spagna 82 quando l’Algeria battè a sorpresa la Germania Ovest nel match inaugurale per 2-1 e poi il Cile nella terza ed ultima gara per 3-2, ma la pastetta di Gjion fra Austria e Germania, terminata con la vittoria di quest’ultimi per 1-0, comportò l’eliminazione dei nordafricani. Poi, cambiò decisamente la formula della Coppa del Mondo in quanto le edizioni del 1986-1990-1994 prevedevano il passaggio di turno anche per quattro delle migliori terze

Facendo un passo all’indietro nel tempo, la Yugoslavia vinse due delle tre gare del girone eliminatorio di Brasile 1950, ma in quell’occasione soltanto le vincente del gironcino passava il turno, evento che avvenne per i padroni di casa che poi perderanno in modo abbastanza tragico il Mondiale.

Altro team che ebbe parecchia sfortuna nella prima fase fu la Norvegia che ad USA 94 venne eliminata in un girone che vide parità assoluta di punti e differenza reti, con Messico, Eire ed Italia che superarono il turno mentre i nordici, che noi sconfiggemmo per 1-0 in dieci (e Roberto Baggio sostituito per far posto al secondo portiere Marchegiani !!!!) dovettero fare mesto rientro in patria per aver segnato un goal in meno degli azzurri.

Se eliminazioni clamorose alla Coppa del Mondo ve ne sono state a decine per via di possibili protagonisti estromessi dopo sole tre partite, passiamo ad affrontare i momenti in cui le compagini, dopo una prima fase a dir poco balbettante, seppero trasformarsi in vista del traguardo finale.

Su tutte l’Italia del 1982 ha la palma della vittoria più clamorosa: dopo la fase a gironi in quel di Vigo, con tre pari di una noia e tristezza mortale, con Polonia, Perù e Camerun nell’ordine, il girone di ferro nel catino del Sarrià di Barcellona fu una delle pagine più emozionanti della storia del calcio moderno. Argentina e Brasile superate nell’ordine, Polonia in semifinale sempre nella metropoli catalana e l’epilogo emozionante del Santiago Bernabeu, quando Madrid venne invasa dai tifosi azzurri ed il trionfo per 3-1 sulla Germania Ovest fu da leggenda.

la formazione dell'Italia campione del mondo 1982 in spagna

Per il trio di edizioni 1986-94, il passaggio di turno possibile anche pr le terze classificate portò invece alla seconda fase compagini con il terribile ruolino di due pareggi ed una sconfitta come per Bulgaria ed Uruguay, che seppe registrare il record di espulsione più veloce in un match della fase finale, nel match conclusivo contro la Scozia.

Con l’aumento a 32 formazioni da Francia 98, si tornò al classico passaggio di turno di due squadre su quattro. La peggior qualificazione venne siglata dal Cile nell’edizione transalpina quando passò il primo step con tre-pareggi-tre nella fase iniziale.

Recensioni: Football Contromano

Recensioni: Football Contromano

Parrebbe un romanzo se “l’opera prima” di Alessio Scalera, avvocato cassazionista e agente Fifa, non avesse la giusta e doverosa introduzione. Nel farci entrare nel mondo dorato e non del pallone mondiale, il libro si sviluppa fra inconvenienti più o meni gravi, calciatori furbi, agenti e coloro che si spacciano per esserlo avvezzi all’intrigo ed alle operazioni clandestine mentre il “nostro”, portatore di una retta moralità, cerca di accedere con eleganza e professionalità in un mondo in cui tanti sognano di entrare a qualunque titolo.

Passando da Roma alle città più importanti del Sudamerica, il mercato  del calcio non conosce confini e soprattutto offre opportunità per affrontare avventure che portano in un Luna Park continuo, dove i saliscendi sono diretta conseguenza dei personaggi che si affrontano, sperando di uscire dal labirinto degli specchi rimanendo in piedi e senza cedere ai ricatti.

 

Football Contromano

Autore Alessio Scalera
Formato 14 x 21 cm
Anno 2018
Pagine 300
ISBN 978-88-6868-241-5

Foggia-Bari 1996/97: l’inversione di campo di Collina

Foggia-Bari 1996/97: l’inversione di campo di Collina

Foggia-Bari 1-1, stagione 1996/97 e valida per il torneo di Serie B. Fin qui nulla di strano, se non che la direzione di Pierluigi Collina, unanimemente riconosciuto fra i migliori arbitri di calcio della storia di questo sport, ebbe il coraggio di non rispettare una regola del gioco del pallone, ovvero che le due squadre devono avere le stesse condizioni per la regolare disputa della partita, e dunque cambiare campo dopo il fischio finale dei primi 45 minuti di gioco.

Ebbene dopo aver regolarmente disputato la prima frazione di gara, la squadra ospite del Bari andò in vantaggio dopo appena tre minuti dalla ripresa del gioco. E dalla curva di casa, partì un fitto lancio di oggetti all’indirizzo del portiere ospite, il “galletto” Fontana, che finì a terra per colpa di una bottiglietta d’acqua. Il fischietto Collina, dopo aver visto che le intemperanze di casa non terminavano, prese uan decisione più unica che rara: optò per l’inversione di campo, transigendo ad un regola fondamentale del gioco. Così, alla fine, le due squadre disputarono l’intero match avendo la stessa parte di campo. Nei giorni seguenti, furono pesanti le proteste in merito a tale decisione, che avrebbe potuto compromettere la lotta alla promozione in Serie A del Bari. Ma il Giudice Sportivo non fece altro che confermare il risultato del campo, spegnendo sul nascere ogni polemica. Alla fine della stagione il Foggia si salverà tranquillamente mentre i biancorossi ottennero la massima serie.

Foggia – Bari1 – 1 (primo tempo 0 – 0)
MARCATORI: Ventola (B) al 3′ e Colacone (F) al 36′ s.t.

FOGGIA (4 – 4 – 2): Mancini 6; Englaro 6,5, Bianco 6, Di Bari 6,5, Tangorra 6,5 (Matrone dal 30′ s.t., s.v.); De Angelis 6,5 (Zanchetta dal 12′ s.t., 6,5), Tedesco 6,5, Brescia 6, Bettoni 7; Di Michele 5,5 (Chianese dal 1′ s.t., 7), Colacone 7. (Orlandoni, Oshadogan, Briano, Axeldal). All. Burgnich.
BARI (1 – 3 – 4 – 2): Fontana 6,5; Montanari 6 (Doll dal 29′ s.t., s.v.); Garzya 6, Sala 6, Manighetti 6; Olivares 6, De Ascentis 6 (Annoni, dal 38′ p.t., 6), Volpi 6, Ingesson 6; Ventola 7 (Ripa dal 12′ s.t., 6), Guerrero 6,5. (Indiveri, Zanchi, Flachi, Di Vaio). All. Fascetti.

ARBITRO: Collina di Viareggio, 7,5. NOTE: spettatori paganti 9.054 per un incasso di lire 184.536.000; abbonati 1.859 per una quota di lire 36.460.738.

Primo maggio 1904: prima partita della Francia

Primo maggio 1904: prima partita della Francia

Era il Giorno fatidico della Festa dei Lavoratori, il Primo Maggio 1904, quando una nazionale fra le big del calcio mondiale, la Francia, disputò la sua prima partita internazionale contro il Belgio a Bruxelles che avrà un risultato finale roboante, con un 3-3 che fu altamente spettacolare.

I Bleus alle Olimpiadi del 1900, portarono semplicemente una compagine non ufficiale, che si presentò con i colori francesi sotto l’effige dell’Union des Sociétés Françaises de Sports Athlétiques ed ebbe un risultato soddisfacente, conquistando la medaglia d’argento. Disputò altre cinque partite in maniera “ufficiosa”, fra cui una vittoria sonante per 6-2 contro il Belgio, ma ben quattro sconfitte contro l’Inghilterra, a quei tempi praticamente l’unica federazione, assieme alla Scozia, ad avere una rappresentativa nazionale di spessore. Poi, nel 1904, finalmente l’ingresso nella FIFA.

Per la sua prima gara ufficiale, la compagine scelse uno stato confinante, giocando un incontro amichevole contro il Belgio. Presso lo stadio Vivier d’Oie ad Uccle , situato alla periferia Sud-Ovest della capitale belga, l’arbitro inglese M. John Keene diede il via alle ore 16.45. Le cronache dell’epoca raccontano che la Francia si schierò con un classico (per l’epoca) 2-3-5, indossando una maglia bianca con due cerchi che s’intrecciavano, simboli dell’ USFSA mentre i belgi erano già con la divisa classica rosso fuoco.

E fu subito un inizio difficile: dopo sette minuti i padroni di casa passarono a condurre le danze grazie a Georges Quéritet, ma I “viaggianti” non ci stavano a bagnare con una sconfitta l’esordio. In un minuto ribaltarono al punteggio con Louis Mesnier (12′) e Marius Royet (13′).

Andati al riposo in svantaggio, fu ancora Quéritet al 50° a ristabilire la parità e al minuto 65 con Pierre Destrebecq il Belgio tornò avanti. Nulla da fare: doveva essere pareggio e Gaston Cyprès, dopo appena tre minuti, chiuse definitivamente le sorti del match con il 3-3 finale.

Il match entrerà nella storia per essere stato il primo incontro internazionale fra due compagini continentali: finora infatti, solo matches fra squadre del Regno Unito avranno goduto del carattere d’ufficialità e la partita venne preceduta da un banchetto ufficiale che fu occasione per i dirigenti delle due federazioni di mettere su carta le intenzioni di una federazione calcistica mondiale. Solo poche settimane prima, si era tenuto la riunione fra alcuni responsabili calcistici che poi solo anni dopo verrà riconosciuto come il primo congresso della FIFA.

Dopo più di un secolo di storia, il palmares della Francia vanta un Mondiale (1998) e due Europei (1984 e 2000); altre due volte è invece andata vicino alla vittoria, perdendo una finale ciascuna in entrambe le massime competizioni.

I calciatori dimenticati nell’album Panini

I calciatori dimenticati nell’album Panini

Realizzare una pubblicazione come l’album Panini della Coppa del Mondo, con pochi giorni a disposizione per scegliere chi entrerà nella lista fatidica per scendere sul terreno di gioco dei Mondiali è un’impresa difficile. E per l’azienda modenese non può bastare l’esperienza di anni a fotografare calciatori ed inserirli nella rosa di ogni squadra. Ecco allora che la storia del calcio insegna che anche i grandi possono sbagliare. L’errore più marchiano, o a dirla tutta, la mancata previsione fu l’assenza degli occhi spiritati di Salvatore Schillaci, eroe delle notti di Italia 90 che entrò nei 22 (allora erano tali) di Azeglio Vicini all’ultimo momento, merito dei goals in serie fatti con la maglia della Juventus nella primavera del 1990.

Rimanendo sempre in ambito di campionati “italiani”, l’eterno Roger Milla non venne stampato così come l’inglese, poi visto in Serie A con Bari e Juventus, David Platt, furono lasciato fuori dal mitico album.

E come dimenticare, purtroppo per noi italiani, il portiere dell’Argentina Sergio Goycochea, partito come riserva e poi diventato eroe nella notte sfortunata del San Paolo di Napoli quando in semifinale fermò i sogni azzurri dal dischetto? Altro eroe, stavolta sfortunata per il suo epilogo finale, ucciso fuori da un bar in Colombia, fu il difensore dei cafeteros Andrés Escobar che il destino cinico volle escluso anche dalle figurine mondiali.

Ai Mondiali di USA 94 furono diversi i calciatori che presero parte alla finale Italia- Brasile: fuori dal lotto delle figurine furono diversi, Aldair, Mazinho, Viola e Daniele Massaro. Il futuro capitano dell’Inter Javier Zanetti, che avrebbe poi contribuito ad eliminare ai rigori l’Inghilterra negli ottavi di Francia 98, non trovò posto nell’album mentre verrà incluso, mentre verrà inserito nel 2010 quando il ct Diego Armando Maradona lo lasciò a casa.

Rimanendo ad un eroe italiano, Alessandro Spillo Altobelli, autore della terza rete nella epica finale di Madrid del Santiago Bernabeu nel 1982 non venne figurinato dalla Panini.

Ecco allora, nell’elenco esaustivo, tutti i calciatori che presero regolarmente parte alla Coppa del Mondo ma che non vennero inclusi nell’album Panini.

1970: Clodoaldo (Brasile), Roberto Boninsegna (Italia).

1974: Rainer Bonhof and Bernd Holzenbein (Germania Ovest), Jan Jongbloed, Wim Jansen and Wim Rijsbergen (Olanda), Andrzej Szarmach and Wladyslaw Zmuda (Polonia), Elias Figueroa (Cile).

1978: Arie Haan and Dick Nanninga (Olanda), Antonio Cabrini (Italia).

1982: Alessandro Altobelli (Italia), Manuel Amoros (Francia).

1986: Josimar (Brasiel), Igor Belanov (USSR), Peter Beardsley (Inghilterta).

1990: Salvatore Schillaci (Italia), Sergio Goycochea (Argentina), Roger Milla (Camerun), David Platt and Mark Wright (Inghilterra).

1994: Aldair, Mazinho and Viola (Brasile), Andres Escobar (Colombia), Daniele Massaro (Italia).

1998: Emmanuel Petit and Bixente Lizarazu (Francia), Edgar Davids (Olanda), Michael Owen and Alan Shearer (Inghilterra), Javier Zanetti (Argentina).

2002: Ronaldinho (Brasile), Miroslav Klose (Germania), Nicky Butt (Inghilterra).

2006: Jens Lehmann (Germania), Maxi Rodríguez (Argentina).

2010: Pedro (Spagna), Thomas Müller (Germania).

2014: Benedikt Howedes (Germania), Tim Krul (Olanda).

Recensioni: Davide Astori. Ci sono storie che…

Recensioni: Davide Astori. Ci sono storie che…

Quando una morte unisce il mondo del calcio, così spesso diviso tra fazioni ostili per uno scudetto, una coppa od un giocatore che cambia di maglia Poi ci si risveglia una domenica mattina di fine inverno con il desiderio di un’altra giornata di passione sui campi e negli  stadi italiani ed improvvisamente ci si ritrova una condividere, come fratelli di sangue, un momento doloroso, la scomparsa di un Uomo prima, calciatore dopo, di una squadra di Serie A. E la tragedia colpisce tutti indistintamente, tanto che il tributo unanime alla persona permette di far conoscere a tanti appassionati chi era veramente Davide Astori, simbolo di una squadra e di un città, fratello maggiore per tanti suoi compagni di squadra.

Se il mondo intero del calcio ne ha pianto la sua improvvisa scomparsa, i passi da fare per ricordarlo sempre sono tanti e sempre positivi, per un mondo migliore, nel ricordo che vive e vivrà. Prefazione di Dario Nardella, Sindaco di Firenze.

Dettagli

  • Autori: Mario Lancisi, Marcello Mancini
  • Genere: Calcio
  • Listino:€ 15,00
  • Editore:Polistampa
  • Data uscita:04/05/2018
  • Pagine:128
  • Formato:brossura, Illustrato
  • Lingua:Italiano
  • EAN:9788859618690
Recensioni: Il calcio sopra le barricate

Recensioni: Il calcio sopra le barricate

Racconto e cronaca si fondono sapientemente nelll’opera di Francesco Caremani, giornalista freelance che collabora con diverse testate italiane,, quando parlare del 68 rischia spesso di essere un tentativo melanconico di raccontare  un’epoca di rivoluzioni e spiriti liberi. A guidare è sullo sfondo il successo dell’Italia agli Europei, rimasto tuttora l’unico  per mezzo degli interventi dei personaggi che hanno vissuto in maniera profonda quell’epoca, si riesce a percepire la distanza fra calciatori e mondo reale, dove le coscienze rimangono personale.

Senza trascendere nel romanticismo o lasciandosi andare a commenti sul meglio o peggio di allora, si intuisce come il calcio abbia sempre e comunque avuto la considerazione di elemento della società. A distinguerne i tratti forse, sono più i tifosi che gli atleti stessi, dipingendo la vittoria o la sconfitta come parti indissolubili del vivere quotidiano.

Il calcio sopra le barricate

Francesco Caremani

Dimensione: 15×21

Num. Pag. 192
Prezzo: Euro 15,00
ISBN:978889914467

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