Archive For The “Interviste” Category

Amor di Maglia, soprattutto se Empoli-Inter

Amor di Maglia, soprattutto se Empoli-Inter

Questa volta Barcalcio si è imbarcata sulla scialuppa dei collezionisti di maglie di calcio, una passione che non ha mai smesso di crescere e che, in particolare negli ultimi anni, ha visto un successo sempre maggiore grazie alla possibilità di entrare in possesso di pezzi più o meno pregiati, che hanno calcato campi prestigiosi ed altri di periferia, ma che sempre e comunque parlano di emozioni. Una partita andata storta oppure decisiva per un titolo, la maglia fa piangere e sorridere milioni di tifosi ogni santa domenica del calendario.

Abbiamo incontrato Saverio, un ragazzo a tuttocampo che ci ha voluto introdurre nel suo piccolo mondo di maglie e che, con grande umiltà, cercherà di allargare ad un’intera costellazione!!

Da dove nasce la passione per il calcio ed il collezionismo.
Questa passione nasce perché mi piace molto il calcio,risposta scontata,ma ovvia…ho sempre voluto avere le maglie indossate realmente dai miei idoli che vedevo tutte le settimane in TV e un bel giorno mi sono deciso ad iniziare

Cosa significa per te collezionare maglie: i futuri obbiettivi e se hai un progetto nel cassetto.
Significa far riaffiorare i ricordi della mia gioventù, ogni maglia, ogni calciatore ha un aneddoto, un pensiero anche per persone che non ci sono più, e in più la cosa che ho scoperto è che nel mondo siamo veramente tantissimi e sono riuscito a instaurare rapporti di vera amicizia.
Il prossimo obbiettivo è una maglia della Juve della serie B del portiere più forte del mondo (una maglia della Juve della serie B per un Interista è sempre qualcosa di bello )
Il progetto nel cassetto è riuscire un giorno a fare una piccola mostra.

Cosa osservi in un maglia, su cosa rivolgi da subito la tua attenzione per la scelta di un pezzo da aggiungere alla tua collezione: il colore, le toppe, la storia di quella partita, di quell’annata, oppure se ti ricorda qualcosa in particolare della tua vita
In una maglia si ricerca innanzitutto di capire se è da campo o meno, poi successivamente si cercano le prove fotografiche per riuscire a trovare la macchia o il posizionamento del nome e del numero e capire se realmente è quella… ovviamente ogni maglia come ho detto precedentemente ti deve dare dei ricordi sennò inutile comprarla.

Curiosità: quanti pezzi possiedi, dove e come li conservi, la maglia che arriva da più lontano, la più antica, quella più difficile da trovare, quella a cui sei più affezionato
Possiedo circa 150 pezzi (non tantissimi sono ancora alle prima armi) Più che altro maglie di Inter Empoli e Calciatori Nipponici soprattutto Nakata giocatore che amavo nella mia infanzia e sono tutte in un armadio tenute in maniera maniacale La maglia che arriva da più lontano arriva dagli Stati Uniti più precisamente da Morrow in Ohio dal mio amico Jai Fan, realmente le maglie sono più di una perché nel tempo la nostra è diventata una bella amicizia ma la più importante di queste è sicuramente una Ronaldo Inter.


La più antica non è antichissima essendo comunque io un ragazzo abbastanza giovane e si tratta di una Ruud Gullit della Sampdoria indossata contro il Parma


Difficile da trovare te ne posso dire tante perché ovviamente riuscire a collezionare tutto è impossibile…il bello del collezionismo di questo genere è proprio che ogni collezione è unica…non si può avere tutto o finirla ci sarà sempre qualcosa da prendere.
Quella a cui sono più affezionato è sicuramente la Milito indossata nel derby Inter Milan 4 2 dove fece tripletta…Milito per un interista è qualcosa di difficile da spiegare…lo amiamo alla follia per quel meraviglioso 2010.

 

Come ti comporti con gli altri collezionisti: cosa hanno in comune con te
Con gli altri collezionisti cerco di andare oltre il fatto del collezionismo, siamo ragazzi con la stessa passione e con aneddoti diversi che a volte è bello raccontarci…

Sei costretto a vendere un pezzo pregiato: come ti comporti.
Semplicemente non lo vendo.

Hai mai pensato che una maglia persa all’asta un giorno possa arrivare nella tua collezione?
Perché no…nella vita mai dire mai…se una cosa la vuoi prima o poi penso la puoi ottenere

Cleveland Cavs Italia: passione tricolore per LeBron e compagni

Cleveland Cavs Italia: passione tricolore per LeBron e compagni

Cleveland Cavs ne hanno impiegato di tempo per vincere il primo anello NBA, ma intanto in Italia qualcuno già tifava da anni per la franchigia dell’Ohio. Con Andrea, responsabile di aver creato il fan club Cleveland Cavs Italia oggi, Barcalcio ha parlato di passione per il basket americano, di NBA e di Cavs ovvio. Ecco a voi l’intervista esclusiva e, con le immagini live di un momento emozionante…..quando LeBron James era così grande, visto da vicino…..

Hai avuto il piacere di veder giocare i Cavs dal vivo? Come e quanto ti sei gustato l’esperienza.

Voglio essere onesto, li ho visti a Washington a febbraio del 2016, sono andato con un’agenzia (eventour) che organizza viaggi in cui oltre ai posti si vedono anche le partite NBA. Onestamente della partita non mi è rimasto impresso nulla di che: in primis LeBron non ha giocato, 2 atmosfera del palazzo soporifera, vittoria di 20 punti di Washington…prossimamente potremmo organizzare noi un viaggio in Ohio.

Da cosa e perché è nata la passione per i Cavs

Molto semplice, ho visto giocare per sbaglio LeBron James nel primo anno da pro (2003) e da li ho cominciato a seguirli, quando LeBron è andato a Miami ho tifato Heat nei playoffs, ma in regular season ho sempre tifato e guardato Cavs

cleveland-cavs-palazzetto-partitaPerché ci si appassiona al basket americano

Prova a vederli, è lo show per eccellenza i migliori al mondo sono li, un motivo ci sarà, no?

Un’ideale top ten dei giocatori che ti sono rimasti nel cuore

LeBron James, Drew Gooden, Anderson Varejao, Daniel Marshall, Danial Gibson, Shaquille O’Neil, Big Z, Kyrie Irving. Direi questi, principalmente i partecipanti alle Finals 2007 

Come gestite, la pagina, quanti siete, come vi dividete i compiti

Prima di essere una pagina eravamo utenti di un blog sul basket, da li gruppo whattsapp e successivamente pagina fb. Io ho fondato la pagina, all’inizio la gestivamo in 2/3 ora purtroppo solo Marco, che sta comunque facendo un ottimo lavoro.

cleveland-cavs-time-outFate a gara a chi colleziona il maggior numero di gadgets della franchigia?

No, vincerei io per distacco, li seguo da più tempo di tutti i Cavs.

Un quintetto ideale dei Cavs

Vorrei Boogie Cousins, quindi direi: Thomas, jr, LeBron, Love, Cousins.

Dove trovi il tempo per seguire in maniera così assidua la franchigia

Nottate in bianco, mi ricordo i playoffs del 2007 Cavs pistons gara 5, ultimi 48 punti di LeBron e gara finita con vittoria Cavs al 2°ot…il giorno dopo avevo una verifica di storia alla prima ora: presi 7, non so ancora come.

Segui il basket italiano? In cosa lo trovi distante dal mondo americano.

Sono stato abbonato all’ Olimpia Milano per 6 anni. Il campionato italiano ha il problema di essere italiano dove il calcio la fa da padrone. Per il resto non trovo pecche, si potrebbe solo facilitare la crescita di giovani giocatori, investendo maggiormente su di loro.

Se potessi scegliere un giocatore con cui andare al bar con chi andresti e perché.

Al bar con Joel Embiid e Jr Smith con loro mi divertirei un mondo. A cena andrei ovviamente con LeBron. 

Quale giocatore italiano vi piacerebbe giocasse nella franchigia.

Danilo Gallinari. 

Un giocatore tipo che incarna la filosofia dei Cavs.

Ora come ora LeBron James, lui è l’Ohio lui è Cleveland.  

Avete un incontro comune, un raduno o vi sentite soltanto tramite i canali social

Massimo 1/2 volte all’anno, abbiamo organizzato 2 raduni con la pagina, uno a Milano e uno a Roma 

cleveland-cavs-palazzetto

Quali altri sport americani seguite con passione eventualmente

Seguo discontinuamente l’NHL e la MLB, ma non sono assolutamente il basket  

Se dovessi convincere una persona a tifare Cavs, quali armi useresti

Non ho dubbi, gli farei vedere una partita, una gara 5 vs Pistons del 2007, o gara 7 delle finali del 2016.  

Ti svegli una mattina e sei il GM della squadra, che modifiche apporteresti al roster e perché

Mi basterebbe Cousins.

Millwall Italia: perchè il calcio inglese non è solo Premier

Millwall Italia: perchè il calcio inglese non è solo Premier

Scendiamo di categoria, ma non di livello, per chiacchierare con Enrico Dell’Anna, che ama da alcuni anni il Millwall, compagine londinese che è tornata a militare in Championship. Perchè si tifa per una squadra che non ha mai vinto una Premier League? Semplice, la passione non ha confini geografici e non sono i trofei a guidare l’amore. Ecco allora che ci addentriamo nel mondo anglosassone che ogni week-end vede migliaia di fans tifare e sognare un giorno, di alzare al cielo un trofeo storico.

 

Come è nata la passione per il Millwall e come hai trovato il modo di condividerla

E’ nata un po’ casualmente: in Italia sono tifosissimo del Treviso Calcio, e nella stagione 2005/2006 (l’unica della nostra storia in serie A) la nostra curva aveva fatto delle magliette con la scritta “No one likes us, we don’t care”. Così, una volta informato del fatto che si trattava del motto della tifoseria del Millwall, iniziai a seguire i risultati di questa squadra, essendo da sempre un appassionato del calcio britannico (anche quello scozzese). Poi un giorno decisi con altri due amici di andare a fare un week-end calcistico a Londra, e la prima partita vista in uno stadio inglese fu Millwall-Hartlepool di League One, terminata sul risultato di 1-0: fu colpo di fulmine.

 

La storia del Millwall è legata a doppio filo con quella culturale-economica: come ti sei documentato

“Proper London Football Club”. Ho letto diversi libri e visto diversi documentari. Mi sono innamorato del Millwall anche per via del suo legame con il territorio a sud-est di Londra. In un epoca in cui i grandi club londinesi (Arsenal, Chelsea e ora anche anche Tottenham e West Ham) stanno perdendo il contatto con le proprie radici storiche e culturali, il Millwall è ancora visceralmente attaccato alle sue origini e alla sua tifoseria, e ne è un esempio la sollevazione popolare conseguente alla proposta del consiglio del borgo di Lewisham di spostare lo stadio del club addirittura nella regione del Kent. Alla fine ha prevalso l’opinione popolare e il buonsenso, e The Den è rimasto a South Bermonsdey.

 

enrico dell'anno con amico allo stadio

 

Come segui le vicende del club a distanza: ritrovi comune, dirette live, via internet etc

Insieme ad un mio amico, Fabio di Ravenna, che ho conosciuto anni fa in un forum di calcio inglese, ho deciso di creare il gruppo Millwall Italia su Facebook nell’ottobre del 2011. Non è un vero e proprio gruppo ufficiale affiliato al club, non organizziamo ritrovi e trasferte, ma è semplicemente un gruppo dove io per primo cerco di tenere aggiornati gli oltre 500 iscritti ed è inoltre un luogo di scambio di opinioni e informazioni, soprattutto riguardo a chi decide di andare a seguire la squadra allo stadio, sia in casa che in trasferta.

 

Quali giocatori che militano nella Serie A italiana vedresti bene con addosso la maglia del Millwall?

Te ne dico uno per ruolo: Donnarumma in porta (il calcio inglese è molto fisico…), De Vrij in difesa, Strootman a centrocampo e il gallo Belotti in attacco! Promozione in Premier League sicura con questi 4 innesti…

 

Quante volte viaggi in direzione Inghilterra per seguire le sorti del tuo amore calcisitico?

Mediamente presenzio a 5-6 partite all’anno del Millwall, tra casa e trasferta, sfruttando spesso il periodo tra Natale e capodanno e a Pasqua quando giocano ogni 2-3 giorni. Poi ci possono essere delle annate esaltanti come quella appena conclusa (quarti di finale in FA Cup e promozione in Championship dopo la finale play-off a Wembley) in cui la situazione mi sfugge decisamente di mano e allora sforo abbondantemente il “budget” annuo, ma chissenefrega! Sono legatissimo a The Den dove avrò visto una ventina di partite ormai, ma quando posso vado anche in trasferta, dove il tifo dei nostri è decisamente migliore, in quanto non c’è la stessa dispersività delle partite in casa.

 

I contatti che avete con il club ufficiale, amicizie nate con i tifosi inglesi.

Con il club non c’è nessun contatto, come già detto non siamo associati a loro, però alcuni di noi ogni anno sottoscrivono la membership, più per sostenere economicamente il club che per le reali agevolazioni che offre. Ho stretto amicizia nel corso degli anni con dei tifosi del Millwall, ci sentiamo periodicamente su Facebook o Twitter, nonostante quella del Millwall sia considerata una tifoseria piuttosto chiusa, sono sempre stato accolto bene e quando sono nei pub i tifosi incuriositi mi chiedono cosa faccio a The Den e il perché di questa mia grande passione.

 

Un’ideale Top Ten dei giocatori che più ti son rimasti nel cuore.

E’ difficile, ma ci provo. 4-4-2: David Forde; Alan Dunne, Paul Robinson, Danny Shittu, Tony Craig; James Henry, Jimmy Abdou, Liam Trotter, Aiden O’Brien; Neil Harris, Steve Morison.

Dell'anna con Jimmy Abdou

Dell’Anna con Jimmy Abdou

 

I rapporti con tifoserie italiane di squadre inglesi

Non abbiamo alcun tipo di rapporto.

 

Un tuo giudizio sul calcio inglese ed un confronto con quello italiano

Parto da un presupposto: per me il più bel campionato di calcio al mondo è la Championship. E’ vero, in Premer League ci sono i top club come Manchester United e Liverpool, ma come detto in precedenza stanno perdendo i rapporti con la cultura britannica, seppur resistano dei club conservatori come l’Everton (appena 3 extra-britannici in formazione titolare in uno dei top-7 club) e il Burnley: ormai ci sono troppi stranieri, in campo e sugli spalti. Certo, le partite di Premier sono sempre molto spettacolari e quando sono a casa cerco di perdermene il meno possibile, ma quando vado a Londra e ho del tempo libero preferisco vedermi una partita di Championship oppure delle categorie inferiori, piuttosto che vedermi un Arsenal-Chelsea del Community Shield con appena 4 giocatori britannici in campo. Nonostante questo, la serie A è ancora distante non anni ma decenni dalla Premier League, per cultura calcistica, passione delle tifoserie (la Premier ha mediamente 13.000 spettatori in più della serie A per partita) e stadi di proprietà.

Utah Jazz Italia chiama USA: nella NBA ci siamo anche  noi

Utah Jazz Italia chiama USA: nella NBA ci siamo anche noi

Il mondo a stelle e strisce del basket NBA è aperto a tutte le opinioni: tifare Utah Jazz, la passione di Andrea Piazza che gestisce da solo la pagina Facebook della franchigia di Salt Lake City, è talmente immensa che è pronto ad alzarsi di notte per assistere alle imprese dei suoi ragazzi in canotta e pantaloncino che ad ogni inizio di torneo si presenta come la squadra “rompiscatole” del gruppo.

 

Perché e come nasce la passione per i Jazz e come nasce l’idea della pagina Facebook

La mia passione per i Jazz nasce in maniera del tutto casuale. Sono un appassionato di videogames, e già da piccolo avevo la predilezione per i titoli sportivi. Il mio gioco preferito per la Playstation 1 era NBA Live 2000, e giocavo praticamente sempre con gli Utah Jazz, affascinato dalla potenza del duo Stockton-Malone. Col passare del tempo, una semplice preferenza videoludica è diventata una vera e propria passione: mi sono informato su tutti gli aspetti della storia della franchigia, e dopo aver visto una partita intera della squadra, mi sono deciso a seguire con maggiore interesse questa splendida organizzazione. La pagina, invece, nasce il 20 giugno 2015, con l’idea di scoprire quanti tifosi Jazz fossero presenti nella nostra amata penisola, vista l’assenza di fanbase italiane sui vari canali social.

 

Quanti siete (more or less), come vi organizzate per seguire la stagione sportiva, e se ci sono raduni/ incontri con fans di altre franchigie americane in Italia.

Abbiamo da poco raggiunto la quota dei 600 mi piace. Ci sono almeno 10 persone molto attive in quasi tutti i post della nostra pagina, e perciò ho deciso di aprire per la prima volta uno spazio commenti per tutte le gare dei Playoffs di quest’anno. Per ora non abbiamo ancora avuto modo di organizzare raduni o incontri con i nostri fans e con quelli delle altre franchigie americane in Italia.

 

Le emozioni più forti provate nel corso della vostra esperienza tifando per i Jazz: il racconto di qualche trasferta Oltreoceano

Sfortunatamente non ho avuto modo di viaggiare oltreoceano per vedere dal vivo la squadra. Ho vissuto comunque emozioni importanti seguendo da dietro uno schermo le 82+ partite dei Jazz ogni anno. Il match che mi è restato più a cuore è stato Jazz-Cavaliers del 14 gennaio 2010, terminato con una vittoria per la squadra di Jerry Sloan (97-96), grazie al buzzer-beater di Sundiata Gaines, che solo 9 giorni prima era stato messo sotto contratto dalla franchigia.

 

Prova a stilare un’ideale top ten dei giocatori che ti son rimasti nel cuore

Se si parla di giocatori che attualmente non militano più in squadra, e che ho avuto modo di vedere dal vivo, ecco la mia Top10:

10. Andrej Kirilenko
9. Kyle Korver
8. Paul Millsap
7. Carlos Boozer
6. Mehmet Okur
5. Deron Williams
4. Gordon Hayward
3. Trevor Booker
2. Karl Malone
1. John Stockton

 

Fai invece la top ten invece dei giocatori peggiori che hanno indossato la maglia dei Jazz

Sempre sulla base di quella che è stata la mia esperienza di fan degli Utah Jazz, ti rispondo così:

10. Andris Biedrins
9. Enes Kanter
8. Kirk Snyder
7. Curtis Borchardt
6. Raul Lopez
5. Kris Humphries
4. Morris Almond
3. John Lucas III
2. Quincy Lewis
1. John Amaechi

 

C’è un giocatore italiano che potrebbe vestire la maglia dei Jazz, sia sotto l’aspetto tecnico che caratteriale

Danilo Gallinari è stato l’opzione B per i Jazz dopo la partenza di Gordon Hayward, ma ha scelto il progetto dei Los Angeles Clippers. Belinelli potrebbe benissimo integrarsi nell’attuale gruppo, perché è un eccellente tiratore dall’arco. Il giocatore italiano che vedrei meglio, però, è Nicolò Melli, essendo Nick un prototipo di 4 che piacerebbe molto a Quin Snyder, anche in virtù della sua abilità di aprire molto bene il campo.

 

Come si prospetta la prossima stagione per i Jazz

La prossima stagione per gli Utah Jazz sarà molto importante per capire il reale potenziale dell’attuale core. Dennis Lindsey & Co. hanno deciso di puntare molto sui giovani presenti a roster come Exum, Hood e Mitchell, e hanno dichiarato l’intenzione di costruire la squadra intorno al talento di Rudy Gobert, il miglior rim protector della lega. Rispetto all’anno scorso la panchina è addirittura migliorata, con gli innesti di Jonas Jerebko, Thabo Sefolosha e Ekpe Udoh, ma i quasi 22 punti di media di Gordon Hayward saranno difficilmente rimpiazzabili, soprattutto in una squadra che fatica a segnare come i Jazz. La prima opzione offensiva della franchigia sarà Rodney Hood, atteso al definitivo salto di qualità dopo una stagione passata più in infermeria che sul parquet di gioco. C’è molta attesa anche per il debutto di Ricky Rubio, arrivato tramite trade prima della free agency per rimpiazzare il partente George Hill, e per il ritorno in quintetto di Derrick Favors, atteso ad un’annata importante. L’obiettivo per la prossima stagione è dunque quello di conquistare un posto ai Playoffs, senza però dimenticare di concedere minuti importanti a quei giocatori che potrebbero costituire l’ossatura futura del team.

 

Avete un incontro comune, un raduno o vi sentite soltanto tramite i canali social

Attualmente ci sentiamo solo tramite Facebook, ma la mia intenzione è quella di ampliare i mezzi di comunicazione, magari utilizzando Twitter o Instagram.

 

Hai passione per altri sports americani?

Come sport americano seguo solo l’NBA.

 

Se doveste convincere una persona a tifare Jazz, come affronteresti il discorso

Il tifo/passione per una squadra non deve essere una cosa forzata. Detto ciò, ad un neofita mostrerei le giocate di Stockton e Malone, e gli farei un rapido sunto della storia della franchigia. Poi, ovviamente, il vero test per la simpatia dovrà avvenire sul campo, e quindi gli consiglierei di vedersi una partita di regular season della squadra.

 

Se tu fossi il GM della squadra, che modifiche apporteresti al roster e perché

L’attuale roster mi piace molto. I Jazz non avevano grandi margini di manovra dopo la decision di Gordon Hayward, ma sono riusciti a prendere i giocatori giusti da inserire in un sistema già collaudato. In estate mi sarei mosso esattamente come Dennis Lindsey, l’attuale general manager della franchigia.

 

Con quale giocatore dei Jazz andreste a cena e perché

Andrei a cena con Joe Ingles, perché il suo senso dell’humor è l’ideale per rendere ancora più piacevole una bella cenetta.
Se invece dovessi andare a fare una serata, andrei con Raul Neto e Rudy Gobert, perché insieme quei due ne combinano una peggio dell’altra.

Stoke City, il branch italiano nato in una folle sera

Stoke City, il branch italiano nato in una folle sera

Alessandro Polenghi, referente del branch italiano dello Stoke City, ci introduce nel mondo dei Potters, la fede per il biancorosso attraversa la Penisola e si sparge in attesa di tornare al successo, dando fastidio alle ricche big della Premier League.

 

Come nasce la passione per i Potters, la fondazione del gruppo e quanti siete attualmente

Il tutto nasce da una vacanza in Galles nel 1978 quando fui mandato dai miei in college. Nei pomeriggi liberi passavo spesso in libreria cercando libri sul calcio britannico; più mi addentravo nella ricerca, più usciva lo Stoke City che è una squadra storica, la seconda più antica facente parte della lega inglese, questo mi ha preso molto.

 

Cosa significa per voi tifare per una squadra non-italiana

Vuol dire un bellissimo gioco, io non sono di Stoke e non vivendo la città non posso avere la percezione delle dinamiche che vivono i tifosi locali, mi limito a guardare le partite e giudicarne le prestazioni

 

Come seguite lo Stoke City, come vi muovete, come organizzate le trasferte, se vi trovate per guardare le partite

Avendo un pub, guardo tutte le partite trasmesse dalle varie piattaforme, via satellite ed online, la scorsa stagione ho perso solo 2 partite tra campionato, Fa cup e coppa di lega. In trasferta a Stoke riesco ad andare una volta all’anno, durante il mese di Agosto.

 

Quali attività svolgete durante l’anno.

Nulla di che, ci si trova per le partite, ma siamo pochi e sparsi per l’Italia ( e chissà mao che dopo questa intervista vi sia un aumento a dismisura n.d.r.)

il logo del branch italiano dello stoke city

 

I rapporti con il club inglese e con la sua tifoseria ufficiale

Noi siamo un club riconosciuto dalla società, e riceviamo settimanalmente le foto ufficiali di ogni partita con tabellini allegati, abbiamo inoltre un voto a disposizione per designare il giocatore dell’anno

 

Come mai la passione per il calcio inglese è così radicata in tanti appassionati di calcio italiani.

La passione per il calcio inglese non è assolutamente radicata negli appassionati, è essenzialmente una moda per un argomento di cui nessuno conosce nulla, infatti tra di noi alla fine ci si conosce praticamente tutti, personalmente o indirettamente. Ho pub da 20 anni e ti posso assicurare che chi segue realmente il calcio d’oltremanica è una piccolissima minoranza che non fa statistica, gli altri si riempiono la bocca di cose che non conoscono

 

Come giudichi l’evoluzione della Premier League e che raffronti fai con la Serie A.

La Premier League è un campionato quasi perfetto, io seguo a parte lo Stoke City essenzialmente le leghe inferiori o la Non League, la PL è riuscita ad rinnovarsi creando poco disagio e diventando un campionato ricchissimo e dove a parte Real Madrid, Barcellona e un pó di Bayern Monaco giocano tutti i migliori giocatori. La serie A è un’altra cosa, un torneo morto.

 

Cosa deve fare un tifoso dei Potters per entrare nel vostro club

Nulla di che, se è interessato o nuovo appassionato dei Potters, può contattarmi anche al pub e oltre alla tessera, puó avere tutte le info di cui necessita, relativamente allo Stoke in primis ma anche su luoghi e stadi in Inghilterra Galles e in parte Scozia.

stoke city, il branch italiano

 

San Antonio Spurs: la fanzone italiana in Facebook trascina i texani

San Antonio Spurs: la fanzone italiana in Facebook trascina i texani

Intervista doppia oggi al fans club italiano dei San Antonio Spurs, la franchigia texana di basket che negli ultimi 15 anni è spesso in lotta alla conquista dell’anello NBA. Hanno risposto al microfono di Barcalcio.net Alessandro Abate, 28 anni nonché curatore grafico della pagina fans dei San Antonio Spurs ormai da tre anni e, come dice lui stesso, sta entrando orgogliosamente nel quarto. Sono un Graphic Designer, anche se nella vita mi occupo di altro , dice Alessandro schiettamente.

Dall’altro lato Luca Tasca, a voi ragazzi, palla in mano e via, si gioca!!

 

Perché ci si appassiona al basket americano

AA: Ciò che appassiona del basket americano è dato dall’organizzazione NBA e la cura che mette nello spettacolarizzare la lega. Partendo dal fatto che l’NBA non è solo sport ma anche un business che fa girare miliardi di dollari non si può tener conto solo dell’intrattenimento sportivo, che è fondamentale, ma è il “contorno” che rende unico il cosiddetto basket americano. Dal marketing comunicativo passando a quello composto dai gadget delle varie franchigie, a quando si varca l’ingresso in uno degli splendidi palazzetti americani, il clima è quello dei grandi eventi. Ciò entusiasma e appassiona il fruitore, lo fa sentire inghiottito in un mondo che esalta chiunque vi è al suo interno, partendo dal semplice osservatore che è li per curiosità al più accanito tifoso di una determinata squadra

LT: Ho iniziato ad appassionarmi al basket americano in quanto lo considero la massima espressione del basket nel mondo (con i suoi pregi e i suoi difetti). Inoltre mi sono appassionato al basket per mio diretto interesse perché nessun’altro in famiglia o tra gli amici lo seguiva, quindi non ho avuto molto contatto con il basket locale e/o italiano.

 

Dove trovate il tempo per seguire in maniera assidua, per intenderci a cosa rinunciate

AA: Ormai con un mondo sempre più in connessione non è difficile reperire notizie, fatti, curiosità da pubblicare. Il più avviene quando si deve creare contenuti video come gli highlights della partita ogni due giorni, ma il peso per tutto ciò a mio parere è relativo alla passione che ci metti. Ricollegandomi alla domanda precedente si è appassionati e qui lo si vive con un’interesse superiore da quello che può essere un normalissimo impegno “lavorativo”, lo si fa perché piace e quindi non mi privo di nulla ma piuttosto lo vedo come un arricchimento nell’approfondire e nell’accrescere ciò che il mondo Spurs mi regala. Un esempio di tutto ciò è vedere i commenti dei fans sotto i post che si pubblica giornalmente, da quelli più divertenti a quelli più disfattisti, fino ad arrivare a quelli di altre nazioni che si interessano di ciò che si pubblica in Italia.

LT: Sostanzialmente io trovo che sia un modo più intelligente o quanto meno un modo più mirato di investire il proprio tempo libero: invece di stare a scorrere le pagine di un social network, guardo video di highlights, leggo articoli o cerco notizie e statistiche. Per quanto riguarda le partite dato che si svolgono in piena notte “l’unica” cosa a cui si deve rinunciare sono le ore di sonno. Purtroppo non si può sempre fare e quindi bisogna cercare un compromesso.

 

La più grande emozione che avete provato vedendo gli Spurs

AA: Senza dubbio il gusto delle vittorie, e ognuna porta qualcosa di diverso. E’ vero che l’America è lontana, questa è un’ovvietà, ma come amante del basket e del gioco espresso su un parquet ci sono cose che non sono affatto lontane quanto sembrano. Il tributo che si attribuisce ai big three dei San Antonio Spurs (Tony Parker-Manu Ginobili-Tim Duncan) è uguale in tutto il mondo e questo è una grande emozione per uno che è a contatto con la tifoseria nero-argento di tutto il mondo.

LT: Sicuramente il titolo del 2014, il primo vissuto insieme alla community (seppur virtuale) di nuovi amici con cui avevo condiviso uno dei più grandi drammi sportivi dello sport moderno (per un tifoso nero argento ovviamente): le Finals del 2013. Quell’evento ha stretto ancora di più i legami con alcuni di loro e sono nate grandi amicizie.

 

Le prospettive per la prossima stagione 

AA: E’ ancora presto per dare una visione di come sarà la prossima stagione, preferisco sempre vedere prima i giocatori scendere sul parquet e giocarsela, poi trarre le giuste considerazioni da ciò che la partita a dato come responso. Posso solo dire che gli vedo giocarsela con tutti, anche se le altre squadre si sono rafforzate, noi abbiamo coach Popovich dalla nostra, un genio di strategia.

LT: Molto difficile a dirsi attualmente. È un argomento abbastanza complesso. Diciamo che la tendenza attuale delle squadre NBA è quella di formare i cosiddetti “superteams”. Gli Spurs purtroppo o per fortuna non possono competere su quel campo perché, anche se la storia della squadra è leggendaria e la reputazione molto alta, la città di San Antonio non ha abbastanza “appeal” per attirare molte star. Questo non vuol dire che nel futuro non ci potranno essere eventuali “colpi di mercato”, ma sicuramente i Texani partono svantaggiati sotto questo punto di vista. Collezionare figurine non fa per noi,sembra che Pop voglia provare la Small Ball visti i (pochi) movimenti sul mercato: staremo a vedere cosa tirerà fuori dal cilindro. Riassumerei con un concetto chiave: fiducia in coach Pop e nella “Spurs way”. Sono convinto che disputeremo una buona Regular Season e poi chissà,i playoffs sono uno sport a parte!

 

il logo della pagina facebook dei San Antonio Spurs d'ItaliaCome gestite la pagina, quanti siete, come vi dividete i compiti

AA: Dei veri ruoli non esistono, la pagina viene gestita da tre persone compreso me, e chiunque di noi abbia una notizia, una curiosità la posta senza problemi; io curo essenzialmente la grafica della pagina e ultimamente mi piace inserire curiosità legate al mondo e alla cultura Spurs. I miei colleghi invece sono molto più afferrati nei tecnicismi del gioco, curando le statistiche e dispensando prospettive di come si
potrebbe migliorare la tattica che la squadra attua in momenti diversi della gara.

LT: Purtroppo devo dire che il mio contributo alla pagina si è ridotto a semplice moderatore dei commenti e ora l’unico a pubblicare contenuti è solo Ale. Anche se devo dire che ultimamente la pagina è sempre più seguita e questo mi motiva ancora di più a voler tornare a dare la mia parte, cioè oltre a normali post anche commenti live ad alcune partite.

 

 

Seguite il basket italiano? Cosa ne pensate e come e perché lo vedete diverso da quello americano

AA: Il basket italiano ahimè non lo seguo. Purtroppo non mi ha mai conquistato veramente, da piccolo seguivo sporadicamente la Fortitudo di Belinelli o il Benetton Treviso di Bargnani e posso dire di aver assistito anche a qualche loro partita, ma non di più di ciò. Sicuramente è diverso da quello americano, ma questo quesito è molto spinoso per via delle troppe differenze, dalla lega alle regole Fiba arrivando alla cultura che c é attorno. In NBA solo accendendo la tv e osservando gli spettatori ci si accorge del clima disteso e di festa che è presente tra nell’arena, soprattutto tra quelli più piccoli.
In Italia invece il tifo è più legato sotto certi punti di vista a quello del calcio. Dove ci si divide in settori di tifo tra le varie tribune, dalla curva ai settori misti, questo non avviene in America, è solo un piccolo esempio di come viviamo il basket nei palazzetti italiani confronto allo spettacolo offertoci nelle arene americane.

LT: Non seguo il basket italiano. Purtroppo non ho avuto modo di appassionarmi ad una squadra in particolare e questo mi ha fatto perdere l’interesse. Sono però entusiasta di qualsiasi evento volto a favorire il movimento cestistico italiano e partecipo sempre quando posso.

 

Un giocatore tipo che incarna la filosofia Spurs

AA: Il capostipite che incarna la filosofia Spurs non può essere che Timothy Theodore Duncan, ovvero colui che è la leggenda all’interno della Spurs Culture e al quale il sindaco della città di San Antonio Tx a dedicato persino il giorno del 21 luglio, numero non ha caso essendo il suo numero di maglia.
Non solo per quello che ha vinto e fatto vincere alla franchigia texana, ma per il tipo di persona che è. Mai fuori dalle righe, un lavoratore vero e principalmente un esempio per le generazioni più giovani che vogliono iniziare ad esplorare questo fantastico sport. Per questo, oltre la miriade di trofei e premi personali della quale la sua bacheca è piena, il più significativo e rappresentativo è appunto quello assegnatogli per essere il miglior compagno di squadra, e con questo ho detto tutto.
Un vero Campione!

LT: Assolutamente Tim Duncan. Gli Spurs non sarebbero mai diventati ciò che sono ora senza di lui. Timmy è (stato oramai) un giocatore a dir poco unico, sovrumano, Il giocatore di Squadra perfetto sotto tutti gli aspetti: un vero esempio da seguire. Conosci la sua storia e conoscerai la storia degli ultimi vent’anni degli Spurs.

 

Vi radunate, avete un evento in comune per trovarvi

AA: Non abbiamo un luogo dove ci raduniamo, sarebbe bellissimo che questo accadesse un giorno, ma ora ognuno è preso dai propri impegni personali. Ci teniamo in contatto tramite i social media, dove ci aggiorniamo sul da farsi per curare la pagina ed offrire sempre il meglio ai nostri fedelissimi.

LT: Sarebbe molto bello, ma purtroppo siamo una pagina ancora troppo piccola. Sicuramente è uno dei nostri obiettivi per il futuro. Per il momento ho già cominciato ad incontrare alcuni tra i miei amici più stretti in tutta Italia.

 

Seguite altri sports americani oltre al basket?

AA: Personalmente oltre all’NBA seguo la WWE anche non si può definire in un vero e proprio sport americano. I miei colleghi sono più tagliati di me in merito e sicuramente seguiranno altri sport riguardanti il mondo americano, ma io mi limito alla pallacanestro a stelle e strisce.

LT: Non seguo altri sport americani al momento.

 

Se doveste convincere una persona a tifare Spurs, quali argomenti usereste

AA: Non esistono argomenti migliori o peggiori, dipende come uno vede lo sport prima di tutto. Gli Spurs sono un bel esempio di organizzazione e di elementi validi inseriti nel contesto della pallacanestro americana. Ma se sarei “costretto” a usare un argomento convincente userei la frase appesa nello spogliatoio della squadra di San Antonio:

“Quando mi sento perso, vado a vedere un tagliapietre che cerca di spaccare la roccia, per cento volte non riesce neppure a scalfirla. Ma al centunesimo colpo la roccia si spaccherà in due, ed io so che non stato l’ultima picconata, ma l’insieme di quelle che ha ricevuto prima.”
Frase di Jacob Riis.

LT: La storia e la filosofia della squadra. Molte persone si affezionano ai giocatori, ma gli Spurs sono una squadra unica. Un neofita che ascolta la storia di Duncan e di come Pop lo ha scelto, guarda un po’ di video di Ginobili e legge alcuni estratti dai timeouts o di frasi pronunciate dai giocatori che hanno fatto parte della squadra non può far altro che diventare tifoso o quantomeno simpatizzante dei San Antonio Spurs.

Gioele Bertolini: ciclocross o MTB, non smetto mai

Gioele Bertolini: ciclocross o MTB, non smetto mai

Gioele Bertolini l’uomo della Valtellina, è la speranza del ciclocross italiano dei prossimi anni. Bicampione tricolore in carica nella categoria Under 23, Gioele non scende mai di bici perché, appena terminato di gareggiare nei mesi invernali sui tracciati di mezza Europa, cambia solo “cavallo”  e si butta nei boschi della sua amata Valle per prepararsi al meglio per i circuiti di mountain bike. Alfiere del Team NOB – Selle Italia, non ha dribblato affatto le domande della redazione di Barcalcio.net.

 

Come concili la pratica di ciclocross e mountain bike: come ti adatti al cambio fra le due bici

Concilio le 2 attività con un piccolo periodo di pausa e sfruttando queste 2/3 settimane per sistemare la bici e fare qualche piccola uscita per sentirla più mia.

 

Obiettivo Olimpiadi 2020 è concreto nel tuo futuro?

L’obbiettivo è concreto certo c’è da crescere e molto ma come nelle passare olimpiadi ero tra i selezionati perché non devo crederci

 

Quale è il tipo di percorso che preferisci trovare nella tua gara ideale e quale quello che ti fa soffrire maggiormente.

Direi che per la mtb quello ideale è con strappi corti e ripidi e discese tecniche mentre soffro maggiormente i percorsi con salite lunghe e poca tecnica
Mentre per il ciclocross prediligo percorsi con rilanci salire e discese rispetto a percorsi pianeggianti da spingere molto

 

Quando hai capito che la bici poteva diventare la tua professione “da grande”

Non c’è un giorno preciso ci ho sempre creduto era il mio sogno da bambino e sono riuscito a realizzarlo.

 

Bertolini ai mondiali ciclocrossCosa curi maggiormente nel corso della tua preparazione.

Sicuramente gli allenamenti e il recupero dopo di essi.. poi sono uno che non sottovaluta lo stare bene perché se fai una cosa contro voglia non rendi al 100%

 

Quanto ti hanno aiutato o influenzato i tuoi genitori nella pratica sportiva.

nella pratica sportiva direi poco da piccolo ero un ragazzo irrequieto quindi non avevo bisogno di essere spinto.. ho provato molti sport tra cui calcio, karate, sci ma mi sono innamorato della bicicletta

 

Il ciclismo su strada non ti ha mai affascinato?

Si mi affascina ma la strada è uno sport di gruppo non sei solo contro gli altri e questo devi dire mi spaventa un po.. mi piace correre a modo mio non seguire troppo schemi

 

A cosa pensi subito dopo una vittoria importante.

Pensi che hai raggiunto un obbiettivo tanto sudato; che tu il tuo allenatore la squadra avete lavorato bene bella giusta direzione e gli obbiettivi si vedono però non devono mai essere un punto di arrivo ma c’è da lavorare ancora così!

 

Quale sport avresti praticato nel caso non fossi diventato ciclista

Questa é una bella domanda non saprei ne ho provati molti ma non mi affascinavano.. forse calcio come tutti i ragazzini ma se avessi avuto un futuro non lo so anzi direi di no.

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