Archive For The “Storie” Category

Jack Charlton: il più irlandese degli inglesi

Jack Charlton: il più irlandese degli inglesi

La storia del calcio è ricca di fratelli famosi, ma non quanto la famiglia Charlton che può vantare addirittura una coppia di fratelli con il titolo mondiale sulle spalle.  Jack, all’anagrafe John Charlton, nato ad Ashington l’8 maggio 1935, era il brutto anatroccolo, se così possiamo definirlo in maniera irriverente.

Fratello del più celebre e talentuoso Bobby, fu bandiera del Leeds per vent’anni circa, vincendo un campionato ed una coppa nazionale, una Charity Shield e due Coppe delle Fiere (l’attuale Europa League); in campo sapeva distinguersi:  stopper all’antica lungo e sgraziato, assai rigido anche nella corsa, riusciva però anche a “vedere la porta” avversaria, testimoniato dalle 70 reti con la maglia del club ed i 6 (su 35 presenze), con la nazionale dei Tre Leoni.

Con il calcio nel sangue per motivi famigliari,  gli zii Jack, George e Jim Milburn giocarono nel Leeds United mentre un altro, Stan, vestì le maglie di Chesterfield, Leicester City e Rochdale, dovette andare a lavorare ben preso, a soli 15 anni, nelle miniere di carbone della zona. Grazie alle conoscenze “vantate”, ottiene un provino nel 1952 con il Leeds United. La bravura lo premia, tanto che firma subito il suo primo contratto da calciatore professionista ed il 25 aprile 1953, tredici giorni prima del 18° compleanno, debutta in prima squadra contro il Doncaster Rovers.

La coppia di fratelli Charlton si ricomporrà soltanto in nazionale: il fatto divenne epico in quanto solo nel lontano 1899, la nazionale inglese aveva schierato in campo assieme due fratelli, Frank e Fred Forman del Nottingham Forest. Il rapporto fra i due fu sempre buono, mai uno screzio in campo e nemmeno fuori dal rettangolo verde, fatta eccezione per qualche vicenda extra-calcio, raccontate nel libro “Jack & Bobby – A Story of Brothers in Conflict”, nel quale l’autore Leo McKinstry racconta che il maggiore non ha mai perdonato al più piccolo di non aver fatto abbastanza per mamma Cissie quando questa era gravemente malata.

La carriera in panchina, intrapresa appena tolti gli scarpini, lo vede navigare a fronte alta fin da subito, sebbene la gavetta sia decisamente lunga, se paragonata ai tempi moderni. Dapprima guida il Middlesbrough(1973-77), Sheffield Wednesday (1977-83) e Newcastle United (1984-85).Con il Boro viene subito promosso in Division One e venendo nominato manager dell’anno 1974. A ciò si aggiunge la nomina di Cavaliere all’Ordine dell’Impero Britannico (OBE), ottenuto, per i servigi resi alla patria calcistico.

Con le successive esperienze si forgia il carattere ed acquista personalità: la nomina, febbraio 1986, a ct della nazionale dell’EIRE coglie tutti di sorpresa tranne il buon Jack. Se la nazionale del Quadrifoglio non aveva mai giocato “fra le grandi”, sarà proprio l’inglese a portarla in pianta stabile nell’Olimpo del calcio.

Storica è la qualificazione agli Europei del 1988, durante i quali prima sconfigge i Maestri inglesi e poi nel terzo ed ultimo match, fa soffrire l’Olanda (poi campione) eliminandola fino a pochi minuti dal termine. La qualificazione alle fasi finali dei Mondiali nel 1990 e 1994 lo pone sulla strada dell’Italia ben due volte: nella notte dell’Olimpico, perde solo per 1-0 contro gli Azzurri mentre quattro anni più tardi si prende una sonora rivincita contro Sacchi battendola all’esordio per 1-0 con un goal di Houghton. Poi, la decisione di ritirarsi a vita privata, l’anno successivo, potendosi dedicare ai suoi hobbies preferiti, caccia e pesca su tutte, oltre ad eventi benefici in favore dei disabili, i discorsi a invito, la pubblicità (è testimonial, fra le altre cose, di una azienda di videogiochi legati al calcio) e la carica di Deputy Lord Lieutenant del Northumberland. Infine, per un ragazzo come Jack che è rimasto poco tempo sui banchi di scuola, per cause di forza maggiori, arriva nel 2004 la laurea honoris causa in Legge, conferitagli dal rettore della University of Leeds, in occasione del centenario dell’ateneo.

Nel 1996 la Repubblica d’Irlanda gli ha conferito la cittadinanza onoraria irlandese, onore conferito raramente, in virtù dei successi da lui ottenuti alla guida della nazionale dell’Isola di Smeraldo.

Recensione: Filippide al pit stop

Recensione: Filippide al pit stop

Parlare di sport guardando ai personaggi è una cosa assai popolare quando si vuole parlare di campioni e le loro performances nelle più diverse discipline sportive. Ma prima, durante e dopo entrano in gioco diverse tematiche che hanno a che fare con l’economia, il marketing e la finanza, che aiutano a costruire l’evento ed il personaggio, volutamente oppure perché un giorno, al momento del successo, si possa passare all’incasso.

E con il suol libro, l’autore Pippo Russo non analizza i numeri puri, i dati di bilancio o il rendimento in borsa delle azioni di una determinata società: le chiavi di lettura principali sono legati al concetto di vittoria e di noia, se il successo è continuo e ripetuto.

E l’evento sportivo, pur se spettacolare, perde l’interesse completo da parte del pubblico che invece può trarre giovamento da un cambio di regole o da un mutamento della disciplina che va alla ricerca dello spettacolo e del livellamento, anche verso il basso se utile può essere.

Pippo Russo
Filippide al pit stop
Performance e spettacolo nello sport post-moderno
pagine 156
formato 14×21
anno 2018
ISBN 9788897826705
prezzo € 18,00

Chi è il Top Scorer degli Europei di Basket: Pau Gasol

Chi è il Top Scorer degli Europei di Basket: Pau Gasol

Chi è il miglior cannoniere degli Europei di basket della storia. Il record ed i particolari del top scorer degli europei di pallacanestro.

La prima edizione degli europei di pallacanestro si disputò in Svizzera nel 1935. Da allora la formula della competizione ha cambiato veste molte volte, aggiungendo poi numerose squadre al torneo, frutto della divisione della vecchia Unione Sovietica che si è scissa in diverse repubbliche.

Non sono mancati nel corso della storia i grandi campioni che hanno reso celebre la competizione, aumentandone il fascino e rendendo le partite ancora più spettacolari. Da Korac, Belov, Golomeev o Emiliano passando poi ai tempi moderni con Galis, Berkovich, Petrovic, Sabonis o Kukoc oppure, venendo ai giorni nostri, con Parker, Nowitzki o Stojakovic, lo show è diventato stellare.

Ma, oltre ad avere una classifica annuale, per ogni edizione del torneo, esiste un classifica complessiva, che riguarda il giocatore che ha segnato più punti finora e che vede al primo posto lo spagnolo Pau Gasol, che con 1183 punti segnati finora si piazza sul gradino più alto el podio virtuale. Il pivot iberico ha preso parte al momento a ben 7 edizioni, disputando 58 gare in totale. Vanta una media di 20.4 punti per partita, oltre ad aver vinto per tre volte il titolo europeo, nel 2003, 2009 e 2015.

Ad aggiungere alla sua bacheca di 3 ori, anche 2 argenti e 2 bronzi, insomma nelle sue 7 partecipazioni non è mai tornato a casa a mani vuote.

Recensioni: Storie fuorigioco. Omosessualità e altri tabù nel mondo del calcio

Recensioni: Storie fuorigioco. Omosessualità e altri tabù nel mondo del calcio

Un argomento molto controverso e soprattutto male affrontato nei dibattiti pubblici dagli addetti ai lavori quella dell’omosessualità, scelta libera delle persone anche quando sono sportivi professionisti, spesso costretti a nascondersi dietro un muro dell’ipocrisia per non colpire gli interessi e non destare scandalo, come se essere gay fosse un’etichetta e non una scelta.

Lo scrittore siciliano Rosario Coco, da anni attivista per i diritti Lgbti, ha voluto raccontare storie e non narrarle, quelli che sono i momenti vissuti davvero da chi gioca al calcio per passione e si trova ad affrontare rivali temibili come l’ignoranza ed il pregiudizio.

Indipendentemente dal fatto che il pallone sia un gioco od una professione, il diritto di essere si scontra con l’impossibilità di farlo per non soffrire di emarginazione o, peggio ancora, umiliati, offesi ed a volte anche picchiati per la situazione che si vorrebbe vivere tranquillamente.

I sei racconti sono così un modo per comprendere le persone, in maniera molto umile e senza voler osannare, ma capire cosa significa ancora oggi, in Italia, non poter dire chi si ama.

Storie fuorigioco. Omosessualità e altri tabù nel mondo del calcio

di Rosario Coco

Editore: Villaggio Maori
Collana: La modesta
Data di Pubblicazione: maggio 2018
EAN: 9788894898163
ISBN: 8894898164
Pagine: 172
Formato: brossura

Cristiano Ronaldo 100 goals Liga

Cristiano Ronaldo 100 goals Liga

Era il 24 marzo 2012 quando Cristiano Ronaldo mise a segno il goal numero 100 in Liga, mettendo una pietra miliare nella storia del club madrileno.

CR7 era alla sua terza stagione nel campionato spagnolo, arrivato dalla sua prima importante esperienza al di fuori dei confini nazionali, arrivato dal Manchester United per la cifra di circa 90 milioni di euro nell’estate 2009. Mise a segno subito 26 reti nella prima stagione, poi ben 40 subito la stagione seguente. Tuttavia questa messe di reti non servì a nulla, dato che il Real concluse entrambi i campionati alle spalle degli arcirivali del Barcellona.

E la stagione 2011-12 cominciò subito bene, con 3 segnature nelle prima 28 giornate della Liga, che lo portarono presto a raggiungere la fatidica quota di 99 mentre i blancos comandavano la graduatoria.

L’incontro che segnerà in tutti i sensi la storia fu quando i madrileni dovevano ospitare al Santiago Bernabeu la Real Sociedad. Il vantaggio fu immediato, grazie alla realizzazione ad opera di Gonzalo Higuain già al sesto minuto. Poi, al minuto 32, Ronaldo ricevette la sfera sul lato sinistro del campo e, passando attraverso la difesa, sistemò per bene il portiere avversario, e con un tocco di destro, chiuse sul palo più lontano la sfida con il numero 100.

Fu la rete numero 100 in appena 92 gare di Liga, battendo il precedente record dell’ungherese Ferenc Puskás, che ebbe bisogno di 105 partite per abbattere il muro delle 100 segnature. Ma per CR7 fu solo secondo in queste speciale classifica, visto che il primato nella storia del torneo spagnolo appartiene ad Isidro Lángara, che con la maglia del Real Oviedo impiegò appena 90 partite.

Cristiano Ronaldo andrà a fare doppietta nel corso del match, vinto poi per 5-1 mentre a fine anno vincerà la sua prima Liga, a cui seguiranno ben 4 Champions League.

Recensioni: T. Tazio Nuvolari Pozzo 1928

Recensioni: T. Tazio Nuvolari Pozzo 1928

L’automobilismo dei pioneri raccontato attraverso la cronaca di una gara, che fu per Verona evento storico e fu sfida fra due piloti d’altri tempi, che tanto si differenziavano per stile e comportamento fuori dal seggiolino di una vettura. Quando le auto sfrecciavano in città, il romanticismo era insito nei cavalli vapore delle carrozzerie e diventare eroe era più alla portata di chi compieva una curva senza staccare il piede dal pedale che per chi alzava la coppa, impolverato, sul podio del traguardo finale.

La Grande Corsa Automobilistica del Circuito del Pozzo sarà la gara che segnerà per sempre la storia dell’automobilismo della città di Verona, di Nuvolari e di Pietro Bordino, la cui cronaca ai nostri tempi ci è portata dalla narrazione di Diego Alverà, nel suo racconto che ci fa rivivere le atmosfere di una vicenda che molto profuma di motori, grasso, sporco ed abilità alla guida di una monoposto.

 

T. Tazio Nuvolari, Pozzo 1928
Diego Alverà
Editore: Scripta
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 6 maggio 2018
Pagine: 160 p., Brossura
EAN: 9788898877980

Amor di Maglia, soprattutto se Empoli-Inter

Amor di Maglia, soprattutto se Empoli-Inter

Questa volta Barcalcio si è imbarcata sulla scialuppa dei collezionisti di maglie di calcio, una passione che non ha mai smesso di crescere e che, in particolare negli ultimi anni, ha visto un successo sempre maggiore grazie alla possibilità di entrare in possesso di pezzi più o meno pregiati, che hanno calcato campi prestigiosi ed altri di periferia, ma che sempre e comunque parlano di emozioni. Una partita andata storta oppure decisiva per un titolo, la maglia fa piangere e sorridere milioni di tifosi ogni santa domenica del calendario.

Abbiamo incontrato Saverio, un ragazzo a tuttocampo che ci ha voluto introdurre nel suo piccolo mondo di maglie e che, con grande umiltà, cercherà di allargare ad un’intera costellazione!!

Da dove nasce la passione per il calcio ed il collezionismo.
Questa passione nasce perché mi piace molto il calcio,risposta scontata,ma ovvia…ho sempre voluto avere le maglie indossate realmente dai miei idoli che vedevo tutte le settimane in TV e un bel giorno mi sono deciso ad iniziare

Cosa significa per te collezionare maglie: i futuri obbiettivi e se hai un progetto nel cassetto.
Significa far riaffiorare i ricordi della mia gioventù, ogni maglia, ogni calciatore ha un aneddoto, un pensiero anche per persone che non ci sono più, e in più la cosa che ho scoperto è che nel mondo siamo veramente tantissimi e sono riuscito a instaurare rapporti di vera amicizia.
Il prossimo obbiettivo è una maglia della Juve della serie B del portiere più forte del mondo (una maglia della Juve della serie B per un Interista è sempre qualcosa di bello )
Il progetto nel cassetto è riuscire un giorno a fare una piccola mostra.

Cosa osservi in un maglia, su cosa rivolgi da subito la tua attenzione per la scelta di un pezzo da aggiungere alla tua collezione: il colore, le toppe, la storia di quella partita, di quell’annata, oppure se ti ricorda qualcosa in particolare della tua vita
In una maglia si ricerca innanzitutto di capire se è da campo o meno, poi successivamente si cercano le prove fotografiche per riuscire a trovare la macchia o il posizionamento del nome e del numero e capire se realmente è quella… ovviamente ogni maglia come ho detto precedentemente ti deve dare dei ricordi sennò inutile comprarla.

Curiosità: quanti pezzi possiedi, dove e come li conservi, la maglia che arriva da più lontano, la più antica, quella più difficile da trovare, quella a cui sei più affezionato
Possiedo circa 150 pezzi (non tantissimi sono ancora alle prima armi) Più che altro maglie di Inter Empoli e Calciatori Nipponici soprattutto Nakata giocatore che amavo nella mia infanzia e sono tutte in un armadio tenute in maniera maniacale La maglia che arriva da più lontano arriva dagli Stati Uniti più precisamente da Morrow in Ohio dal mio amico Jai Fan, realmente le maglie sono più di una perché nel tempo la nostra è diventata una bella amicizia ma la più importante di queste è sicuramente una Ronaldo Inter.


La più antica non è antichissima essendo comunque io un ragazzo abbastanza giovane e si tratta di una Ruud Gullit della Sampdoria indossata contro il Parma


Difficile da trovare te ne posso dire tante perché ovviamente riuscire a collezionare tutto è impossibile…il bello del collezionismo di questo genere è proprio che ogni collezione è unica…non si può avere tutto o finirla ci sarà sempre qualcosa da prendere.
Quella a cui sono più affezionato è sicuramente la Milito indossata nel derby Inter Milan 4 2 dove fece tripletta…Milito per un interista è qualcosa di difficile da spiegare…lo amiamo alla follia per quel meraviglioso 2010.

 

Come ti comporti con gli altri collezionisti: cosa hanno in comune con te
Con gli altri collezionisti cerco di andare oltre il fatto del collezionismo, siamo ragazzi con la stessa passione e con aneddoti diversi che a volte è bello raccontarci…

Sei costretto a vendere un pezzo pregiato: come ti comporti.
Semplicemente non lo vendo.

Hai mai pensato che una maglia persa all’asta un giorno possa arrivare nella tua collezione?
Perché no…nella vita mai dire mai…se una cosa la vuoi prima o poi penso la puoi ottenere

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