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Primo maggio 1904: prima partita della Francia

Primo maggio 1904: prima partita della Francia

Era il Giorno fatidico della Festa dei Lavoratori, il Primo Maggio 1904, quando una nazionale fra le big del calcio mondiale, la Francia, disputò la sua prima partita internazionale contro il Belgio a Bruxelles che avrà un risultato finale roboante, con un 3-3 che fu altamente spettacolare.

I Bleus alle Olimpiadi del 1900, portarono semplicemente una compagine non ufficiale, che si presentò con i colori francesi sotto l’effige dell’Union des Sociétés Françaises de Sports Athlétiques ed ebbe un risultato soddisfacente, conquistando la medaglia d’argento. Disputò altre cinque partite in maniera “ufficiosa”, fra cui una vittoria sonante per 6-2 contro il Belgio, ma ben quattro sconfitte contro l’Inghilterra, a quei tempi praticamente l’unica federazione, assieme alla Scozia, ad avere una rappresentativa nazionale di spessore. Poi, nel 1904, finalmente l’ingresso nella FIFA.

Per la sua prima gara ufficiale, la compagine scelse uno stato confinante, giocando un incontro amichevole contro il Belgio. Presso lo stadio Vivier d’Oie ad Uccle , situato alla periferia Sud-Ovest della capitale belga, l’arbitro inglese M. John Keene diede il via alle ore 16.45. Le cronache dell’epoca raccontano che la Francia si schierò con un classico (per l’epoca) 2-3-5, indossando una maglia bianca con due cerchi che s’intrecciavano, simboli dell’ USFSA mentre i belgi erano già con la divisa classica rosso fuoco.

E fu subito un inizio difficile: dopo sette minuti i padroni di casa passarono a condurre le danze grazie a Georges Quéritet, ma I “viaggianti” non ci stavano a bagnare con una sconfitta l’esordio. In un minuto ribaltarono al punteggio con Louis Mesnier (12′) e Marius Royet (13′).

Andati al riposo in svantaggio, fu ancora Quéritet al 50° a ristabilire la parità e al minuto 65 con Pierre Destrebecq il Belgio tornò avanti. Nulla da fare: doveva essere pareggio e Gaston Cyprès, dopo appena tre minuti, chiuse definitivamente le sorti del match con il 3-3 finale.

Il match entrerà nella storia per essere stato il primo incontro internazionale fra due compagini continentali: finora infatti, solo matches fra squadre del Regno Unito avranno goduto del carattere d’ufficialità e la partita venne preceduta da un banchetto ufficiale che fu occasione per i dirigenti delle due federazioni di mettere su carta le intenzioni di una federazione calcistica mondiale. Solo poche settimane prima, si era tenuto la riunione fra alcuni responsabili calcistici che poi solo anni dopo verrà riconosciuto come il primo congresso della FIFA.

Dopo più di un secolo di storia, il palmares della Francia vanta un Mondiale (1998) e due Europei (1984 e 2000); altre due volte è invece andata vicino alla vittoria, perdendo una finale ciascuna in entrambe le massime competizioni.

I calciatori dimenticati nell’album Panini

I calciatori dimenticati nell’album Panini

Realizzare una pubblicazione come l’album Panini della Coppa del Mondo, con pochi giorni a disposizione per scegliere chi entrerà nella lista fatidica per scendere sul terreno di gioco dei Mondiali è un’impresa difficile. E per l’azienda modenese non può bastare l’esperienza di anni a fotografare calciatori ed inserirli nella rosa di ogni squadra. Ecco allora che la storia del calcio insegna che anche i grandi possono sbagliare. L’errore più marchiano, o a dirla tutta, la mancata previsione fu l’assenza degli occhi spiritati di Salvatore Schillaci, eroe delle notti di Italia 90 che entrò nei 22 (allora erano tali) di Azeglio Vicini all’ultimo momento, merito dei goals in serie fatti con la maglia della Juventus nella primavera del 1990.

Rimanendo sempre in ambito di campionati “italiani”, l’eterno Roger Milla non venne stampato così come l’inglese, poi visto in Serie A con Bari e Juventus, David Platt, furono lasciato fuori dal mitico album.

E come dimenticare, purtroppo per noi italiani, il portiere dell’Argentina Sergio Goycochea, partito come riserva e poi diventato eroe nella notte sfortunata del San Paolo di Napoli quando in semifinale fermò i sogni azzurri dal dischetto? Altro eroe, stavolta sfortunata per il suo epilogo finale, ucciso fuori da un bar in Colombia, fu il difensore dei cafeteros Andrés Escobar che il destino cinico volle escluso anche dalle figurine mondiali.

Ai Mondiali di USA 94 furono diversi i calciatori che presero parte alla finale Italia- Brasile: fuori dal lotto delle figurine furono diversi, Aldair, Mazinho, Viola e Daniele Massaro. Il futuro capitano dell’Inter Javier Zanetti, che avrebbe poi contribuito ad eliminare ai rigori l’Inghilterra negli ottavi di Francia 98, non trovò posto nell’album mentre verrà incluso, mentre verrà inserito nel 2010 quando il ct Diego Armando Maradona lo lasciò a casa.

Rimanendo ad un eroe italiano, Alessandro Spillo Altobelli, autore della terza rete nella epica finale di Madrid del Santiago Bernabeu nel 1982 non venne figurinato dalla Panini.

Ecco allora, nell’elenco esaustivo, tutti i calciatori che presero regolarmente parte alla Coppa del Mondo ma che non vennero inclusi nell’album Panini.

1970: Clodoaldo (Brasile), Roberto Boninsegna (Italia).

1974: Rainer Bonhof and Bernd Holzenbein (Germania Ovest), Jan Jongbloed, Wim Jansen and Wim Rijsbergen (Olanda), Andrzej Szarmach and Wladyslaw Zmuda (Polonia), Elias Figueroa (Cile).

1978: Arie Haan and Dick Nanninga (Olanda), Antonio Cabrini (Italia).

1982: Alessandro Altobelli (Italia), Manuel Amoros (Francia).

1986: Josimar (Brasiel), Igor Belanov (USSR), Peter Beardsley (Inghilterta).

1990: Salvatore Schillaci (Italia), Sergio Goycochea (Argentina), Roger Milla (Camerun), David Platt and Mark Wright (Inghilterra).

1994: Aldair, Mazinho and Viola (Brasile), Andres Escobar (Colombia), Daniele Massaro (Italia).

1998: Emmanuel Petit and Bixente Lizarazu (Francia), Edgar Davids (Olanda), Michael Owen and Alan Shearer (Inghilterra), Javier Zanetti (Argentina).

2002: Ronaldinho (Brasile), Miroslav Klose (Germania), Nicky Butt (Inghilterra).

2006: Jens Lehmann (Germania), Maxi Rodríguez (Argentina).

2010: Pedro (Spagna), Thomas Müller (Germania).

2014: Benedikt Howedes (Germania), Tim Krul (Olanda).

Recensioni: Davide Astori. Ci sono storie che…

Recensioni: Davide Astori. Ci sono storie che…

Quando una morte unisce il mondo del calcio, così spesso diviso tra fazioni ostili per uno scudetto, una coppa od un giocatore che cambia di maglia Poi ci si risveglia una domenica mattina di fine inverno con il desiderio di un’altra giornata di passione sui campi e negli  stadi italiani ed improvvisamente ci si ritrova una condividere, come fratelli di sangue, un momento doloroso, la scomparsa di un Uomo prima, calciatore dopo, di una squadra di Serie A. E la tragedia colpisce tutti indistintamente, tanto che il tributo unanime alla persona permette di far conoscere a tanti appassionati chi era veramente Davide Astori, simbolo di una squadra e di un città, fratello maggiore per tanti suoi compagni di squadra.

Se il mondo intero del calcio ne ha pianto la sua improvvisa scomparsa, i passi da fare per ricordarlo sempre sono tanti e sempre positivi, per un mondo migliore, nel ricordo che vive e vivrà. Prefazione di Dario Nardella, Sindaco di Firenze.

Dettagli

  • Autori: Mario Lancisi, Marcello Mancini
  • Genere: Calcio
  • Listino:€ 15,00
  • Editore:Polistampa
  • Data uscita:04/05/2018
  • Pagine:128
  • Formato:brossura, Illustrato
  • Lingua:Italiano
  • EAN:9788859618690
Recensioni: Il calcio sopra le barricate

Recensioni: Il calcio sopra le barricate

Racconto e cronaca si fondono sapientemente nelll’opera di Francesco Caremani, giornalista freelance che collabora con diverse testate italiane,, quando parlare del 68 rischia spesso di essere un tentativo melanconico di raccontare  un’epoca di rivoluzioni e spiriti liberi. A guidare è sullo sfondo il successo dell’Italia agli Europei, rimasto tuttora l’unico  per mezzo degli interventi dei personaggi che hanno vissuto in maniera profonda quell’epoca, si riesce a percepire la distanza fra calciatori e mondo reale, dove le coscienze rimangono personale.

Senza trascendere nel romanticismo o lasciandosi andare a commenti sul meglio o peggio di allora, si intuisce come il calcio abbia sempre e comunque avuto la considerazione di elemento della società. A distinguerne i tratti forse, sono più i tifosi che gli atleti stessi, dipingendo la vittoria o la sconfitta come parti indissolubili del vivere quotidiano.

Il calcio sopra le barricate

Francesco Caremani

Dimensione: 15×21

Num. Pag. 192
Prezzo: Euro 15,00
ISBN:978889914467

Recensioni: Oltremanica Facts and Faces

Recensioni: Oltremanica Facts and Faces

Opera prima di Cristian La Fauci, genovese di nascita ed inglese di adozione si potrebbe dire calcisticamente parlando, vista la passione che trasuda dalle pagine di Oltremanica, nelle quali i racconti delle squadre, calciatori ed allenatori che hanno reso un fenomeno pressochè unico il calcio anglosassone diventano vivi sebbene alcuni risalgano a cinquanta e più anni prima. Semplice districarsi fra i vari capitoli, la cui lettura può fornire spunti interessanti per approfondire la conoscenza del calcio Made in UK.

I dettagli fanno la differenza: dati ed eventi determinanti per successi o sconfitte aiutano a tratteggiare meglio le storie.

E dato che il pallone del Regno Unito si è spesso accompagnato nel corso della sua lunghissima epopea alla musica, non mancano nella parte finale del libro i riferimenti alle canzoni che hanno fatto la storia della cultura e società anglosassone.

“OLTREMANICA – Fact and faces” di Christian La Fauci – Urbone Publishing
Formato: libri cartacei;
Pagine: 117;
Anno di pubblicazione: 2017;
Prezzo: 12,00 euro.

Recensioni: I mondiali dei vinti

Recensioni: I mondiali dei vinti

Andare alla Coppa del Mondo di calcio in qualità di calciatore è il sogno di ogni bambino fin da piccolo, quando comincia a tirare i primi calci al pallone. Poi da qui, a rivestire il ruolo di protagonista, ce ne passa di acqua sotto i ponti anche se l’emozione di poter raccontare un giorno di aver sentito da vicino il profumo della Vittoria è rassicurante. Nel libro di Matteo Bruschetta, scrittore giramondo che racconta il pallone in maniera elegante non come la cosa più importante ma come se forse, sarebbe meglio che sia in certi momenti della Storia, gli Ultimi diventano evangelicamente i Primi. Derisi sul campo dalla stampa, i tifosi e gli avversari, dietro valanghe di reti subite, sonore sconfitte e mesti (o tragici) rientri in patria, ci sono gli uomini che hanno combattuto sul campo di fronte a mille difficoltà ed avversari insuperabili.

Nelle 10-storie-10 l’epilogo è sul campo sempre lo stesso, ma la preparazione al Mondiale è trepidante e siccome i sogni muoiono all’alba anche nel calcio, sapere che per alcuni l’umiliazione maggiore non è stata subire 10 reti in un colpo solo o rimediare zero goals all’attivo e zero punti nel tabellino finale, ma non sapere quale fine ti aspetta al tuo ritorno, aiuta a vivere più intensamente il calcio come fenomeno culturale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I Mondiali dei vinti: Storie e miti delle peggiori nazionali di calcio (Storie Mondiali Vol. 1)

di Matteo Bruschetta (Autore), Nicola Roggero (Prefazione)

 

Copertina flessibile: 159 pagine
Editore: Independently published (24 febbraio 2018)
Collana: Storie Mondiali
Lingua: Italiano
ISBN-10: 1980388725
ISBN-13: 978-1980388722

Recensioni: A ritmo di Polska

Recensioni: A ritmo di Polska

Scoprire la storia di un’impresa di una nazionale che solo due anni prima aveva vinto le Olimpiadi. Quando c’era il Muro di Berlino i calciatori e le squadre dell’est erano sempre un’incognita: se venivano battute, nessuno s’interessava a loro. Ma se a subirne le spese era una nazione del calcio cosiddetto avanzato, allora subito si correva a scoprirne i segreti ed a trovare i modi per esportarne i talenti.

La storia della Polonia nella Coppa del Mondo nel 1974 in Germania Ovest è una dolce sorpresa. Nel libro dello scrittore e giornalista pordenonese Alberto Bertolotto l’impresa di una nazione che non soltanto non vantava allori, ma nemmeno partecipazioni ai Mondiali se non l’unica nel lontano 1938 diventa una sorta di cavalcata trionfale, anticipatore di un calcio atletico, ma sano, dove il solista non serve a farti vincere la partita, ma al servizio del gruppo, rinforza e consolida le certezze.

Le partite del Mondiale 1974 vengono rivissute nell’attenta cronaca, staccando fra un match e l’altro con l’annotazione della consapevolezza che non solo undici uomini scendono in campo, ma qualcosa sta cambiando nel mondo del pallone che fino ad allora non guardava ad Est se non con un certo disinteresse.

La prefazione di Zbigniew Boniek, presidente della federazione calcistica polacca, oltre alle interviste esclusive con Grzegorz Lato, top scorer nel 1974, e Marek Kozminski, ex di Udinese e Brescia, sono contenuti importanti per scoprire una realtà e spiegare che quello in Germania fu esempio per tanti.

 

A ritmo di polska. La storia della nazionale terza ai mondiali di calcio nel 1974
di Alberto Bertolotto

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Dettagli

  • Genere: calcio
  • Listino:€ 15,00
  • Editore:Alba Edizioni
  • Data uscita:12/12/2017
  • Pagine:160
  • Formato:brossura
  • Lingua:Italiano
  • EAN:9788899414290
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