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La maglia da calcio di Che Guevara

La maglia da calcio di Che Guevara

Politica e sport vanno a braccetto fin da quando è nato il mondo e le icone del pallone hanno talvolta contribuito ad interrompere un conflitto o a rasserenare momenti di tensioni nei diversi paesi. Che Guevara è uno di quei personaggi che poco ha avuto a che vedere con lo sport, sebbene in diverse curve degli stadi italiani e non il suo volto campeggi come simbolo di lotta e ribellione. E qualche anno fa, una compagine brasiliana, il Madureira, vestì sulla divisa di casa il volto fiero del combattente argentino che lottò al fianco di Fidel Castro per liberare Cuba dagli americani.

Il Madureria è una squadra di Rio de Janeiro fondata nel 1914 che milita nel terzo livello del calcio brasiliano. Nel 2013 divenne famoso a livello mondiale per aver appunto scelto il Che da collocare sulla maglia, riscuotendo un notevole successo mediatico.

Concretamente, la maglia di casa granata aveva il volto di Che Guevara, nell’immagine resa celebre dal fotografo Alberto Korda. Ancora più impattante la divisa del portiere, che rappresentava la bandiera cubana in verticale e la faccia del medico argentino.

Nella parte laterale, oltre al celebre volto, vi era il motto simbolo della sua lotta: “Hasta la victoria siempre”.

Ma qual’è fu il motivo di tale scelta, con un simbolo di Cuba e della lotta per la libertà? Nel 1963, il Madureira svolse una tourneè a Cuba, giocando cinque partite con altrettanti successi. In uno di questi matches, Che Guevara, a cui piaceva il gioco del calcio, scese sul terreno per salutare i giocatori della compagine brasiliana e scattò una foto con loro.

E per commemorare il 50° anniversario di tale evento, il club decise di rendere omaggio alla memoria del Che e di Cuba facendo disegnare una maglietta che portasse tali simboli in giro per il mondo.

 

Chi è il calciatore più veloce al mondo

Chi è il calciatore più veloce al mondo

La storia del calciatore più veloce al mondo. La sua velocità. Curiosità. Dove gioca.

Avere a disposizione un’arma come la velocità può fare la differenza nel calcio moderno. E’ quello che devono aver spiegato a David Odonkor, in gradi di avere il primato di atleta più rapido sui campi da calcio, non solo in Germania, ma nel mondo intero.

Nato a Bünde, in Germania, il 21 febbraio 1974, da padre ghanese e madre tedesca, debuttò come professionista tra le fila del Borussia Dortmund nel 2002. Passò poi in Spagna, vestendo la maglia bianco verde del Betis Siviglia che lo acquistò pagando 6,5 milioni di euro per il cartellino, rimanendo dal 2006 al 2010. In questo quadriennio fece parte della spedizione tedesca ai Mondiali 2006 ed Europei 2008.

Con la maglia bianca disputerà in totale 16 partite, realizzando un goal nell’amichevole contro la Romania del settembre 2007. Tornato in patria durante l’estate 2010, giocherà soltanto una sola stagione nell’Aachen per poi tentare l’esperienza nell’Europa dell’Est, giocando due stagioni con la squadra ucraina dell’ Hoverla, terminando la carriera nel 2013. Il suo personale palmarés vanta come successo più importante il titolo della Bundesliga.

La sua qualità era la velocità e parliamo di valori di assoluto livello: era in grado di correre i cento metri in soli 10.8 secondi.

Sebbene fosse apprezzato per la sua rapidità, preferì rimanere al Betis anche dopo la retrocessione. Ma la sfortuna lo colpì in pieno: un infortunio grave al ginocchio subito in allenamento lo tolse di mezzo per tutta la stagione e contribuendo al suo declino atletico che da li in avanti ne condizionerà la carriera.
Svolgerà per poco tempo la professione di assistente allenatore in patria, senza però emergere ad alti livelli. Attualmente ricopre la carica di direttore sportivo dell’Hammer SpVg, compagine della quinta categoria del calcio tedesco.

Prese parte, vincendola (!!!), all’edizione tedesca del Grande Fratello 2015 e portandosi a casa un ricco premio di  €100,000.

Calciatore più veloce al mondo: La curiosità

Nel maggio 2006, pur non essendo mai stato chiamato prima in Nazionale, venne incluso dal c.t. Jürgen Klinsmann nella lista dei 23 per partecipare ai Mondiali tedeschi. In questo modo divenne il secondo calciatore tedesco della storia a partecipare ad un Mondiale pur non avendo alcuna convocazione alle spalle: precedentemente era accaduto a Oliver Kahn in occasione di Stati Uniti 1994. Tuttavia non scenderà mai in campo durante la rassegna iridata. Stessa sorte gli capiterà due anni più tardi quando, sebbene convocato per Euro 2008, non giocherà nemmeno un minuto.

Il calciatore più veloce al mondo: video

Perchè ciclisti si depilano le gambe

Perchè ciclisti si depilano le gambe

Perchè i ciclisti si depilano le gambe è una domanda che tanti appassionati e non dello sport delle due ruote si fanno. Spesso magari è una domanda che gli amanti dei campioni del pedale chiedono ai loro beniamini o agli addetti ai lavori, desiderosi di conoscere ogni segreto.

Perchè è più igienico in caso di ferite riportate dopo le frequenti cadute che avvengono in corsa oppure perchè durante i massaggi pre e post gara è più facile per i massaggiatori operare sui “motori” dei ciclisti ed anche meno doloroso per gli stessi? La domanda può avere mille ed una motivazione, ebbene è meglio fare un elenco esaustivo sul perchè le gambe lucide sono decisamente migliori di quelle con i fatidici peli.

Inoltre, anche il fattore estetico non è secondario: le gambe abbronzate, anche se sono dei maschietti, fanno sempre un certo effetto quando si presentano ben colorate.

Perchè i ciclisti si depilano le gambe: motivi

Per indicare le motivazioni che spingono i corridori a procedere con la canonica arte della depilazione prima delle corse e degli allenamenti, conviene procedere con ordine.

Igiene

Una delle principali motivazioni deriva dai rischi del mestiere. La possibilità di cadere, e le conseguenti abrasioni della pelle, non è cosa infrequente per chi fa il ciclista. Avere le gambe depilate permette di detergere la ferita in maniera più semplice, con una cicatrizzazione più rapida rispetto al normale.

Estetica

La gamba rasata, sebbene sia quella di un maschio virile, è decisamente più attraente di una altrettanto pelosa ed irsuta. In più, essendo per ore sotto il sole, l’abbronzatura tipica dei corridori rende gli arti inferiori gradevolmente belli.

Massaggi

Sottoponendosi quotidianamente alle sapienti cure dei massaggiatori, sentirsi strofinati i peli può essere irritante, oltre che rendere più difficile il lavoro degli addetti alle gambe dei ciclisti professionisti.

Aerodinamica

Sebbene non ci sia bisogno di andare nella galleria del vento per provare vantaggi notevoli, la peluria costituisce, secondo i dettami della fisica, una leggera ostruzione alla velocità. La sensazione di scorrevolezza è inoltre un fattore ulteriore che fa ritenere al “colpevole” di essere più lento degli avversari.

Temperatura

Se in inverno la pelle è sicuramente più protetta con i bulbi piliferi pieni, in estate, la sensazione di caldo sembra maggiore quando si ha addosso qualcosa che andrebbe tolto. Poi, trattandosi di persone che sono in sella per 300 giorni l’anno, anche i particolari possono fare la differenza, anche solo nella testa.

Abitudine

Non ultimo, quando storicamente il ciclista è solito scendere in gara ed in allenamento con le gambe depilate, radersi diventa pratica automatica.

Perchè ciclisti si depilano le gambe: come fanno

Dopo aver indicato quali sono i motivi che spingono e costringono i ciclisti a depilarsi in maniera sistematica, è importante conoscere le modalità con cui eseguono questa importante pratica.

Ceretta

Dopo essersi posato della cera calda sulle gambe, mediante l’applicazione di una striscia adesiva, con uno strappo deciso i peli verranno strappati via.

Crema

Tecnica più delicata, ma altrettanto funzionale, con della crema apposita si provvederà al successivo strappo.

Rasoio

Più semplice con il rasoio, di cui esistono in commercio modelli appositi per la depilazione delle gambe.

Luce pulsata

Tecnica più sofisticata, la luce pulsata è una luce intensa che colpisce i bulbi piliferi e, con una serie di sedute, permette di interrompere la crescita del pelo in maniera definitiva.

 

Cosa ha vinto Zidane con il Real Madrid

Cosa ha vinto Zidane con il Real Madrid

Il francese Zinedine Zidane è stato allenatore del Real Madrid dal 4 gennaio 2016, quando subentrò alla guida dei Blancos in sostituzione dello spagnolo Rafa Benitez, al 31 maggio 2018, giorno in cui l’ex stella degli spagnoli ha rassegnato le dimissioni nelle mani del presidente Florentino Perez. Nel corso dei due anni e mezzo di regno, il palmares di Zidane si è arricchito ulteriormente, unendo numerosi trofei, ben 9, a quelli già vinti da calciatore con le maglie di Bordeaux, Juventus, Real Madrid e della Francia.

Cosa ha vinto Zidane: la bacheca dei trofei con il Real Madrid

Champions League 3 edizioni: 2015/16 (Atletico Madrid), 2016/17 (Juventus), 2017/18 (Liverpool)

Supercoppa Europea 2 edizioni: 2015/16 (Siviglia), 2016/17 (Manchester United)

Mondiale per Clubs 2 edizioni: 2015/16 (Kashima Antlers), 2016/17 (Gremio)

Liga 1 edizione: 2016/17

Supercoppa di Spagna 1 edizione: 2017/18 (Barcellona)

Cosa ha vinto Zidane da calciatore

Club
Competizioni nazionali
Campionato italiano con Juventus: 1996-1997, 1997-1998
Supercoppa italiana con Juventus: 1997
Supercoppa di Spagna con Real Madrid: 2001, 2003
Campionato spagnolo con Real Madrid: 2002-2003
Competizioni internazionali
Coppa Intertoto UEFA con Bordeaux  1995 e Juventus 1999
Coppa Intercontinentale con Juventus 1996 e Real Madrid 2002
Supercoppa UEFA con Juventus 1996 e Real Madrid 2002
Champions League con Real Madrid: 2001-2002
Nazionale

Campionato mondiale: 1998
Campionato d’Europa: 2000

 

Squadre nerazzurre nel mondo

Squadre nerazzurre nel mondo

Quali sono le squadre nerazzurre nel mondo. Elenco dei clubs nerazzurri di calcio. Brevi cenni e curiosità.

Le squadre nerazzurre nel mondo, sebbene si tratti di due colori molti comuni su di un campo di calcio, non sono moltissime nel panorama calcistico mondiale. L’Inter è senza ombra di dubbio la compagine più famosa nel lotto dei clubs che vantano tale abbinamento cromatico. Tre Champions League, altrettante Coppe Uefa oltre a 17 titoli nazionali in patria ne fanno il club nerazzurro per eccellenza. Rimanendo entro i confini nazionali, balzano alla mente l’Atalanta, il decaduto Pisa, oltre a realtà più locali come il Latina, che vanta alcuni recenti trascorsi in Serie B, oltre ai pugliesi del Bisceglie, l’Imperia ed il Civitavecchia.

Spostandosi in Europa, il Bruges ha ben 15 scudetti in carniere oltre ad 11 coppe nazionali mentre curiosa la storia degli inglesi del Bolton, nobile decaduta del calcio del Regno Unito che nella stagione 2012/13 adottò una casacca simile a quella del Bruges per i matches in trasferta, avendo da sempre colori sociali bianco e blu.

bolton-maglia-trasferta-2012-13

In Finlandia invece, fu un goal di Mika Aaltonen a San Siro che fece innamorare un ricco imprenditore Stefan Håkans, che  nel 1990 volle fondare una società nella città di Turku che facesse concorrenza al TPS che, grazie alla rete dell’ex centrocampista del Bologna, sbancò San Siro nell’andata di Coppa Uefa, sfiorò l’impresa di passare il turno, perdendo poi per 0-2 a domicilio.

Varcando l’Oceano Atlantico, appare immediatamente il Gremio, club brasiliano, uno delle società con maggior seguito di fans nel paese sudamericano e che vanta un palmares di assoluto prestigio: Coppa Intercontinentale, tre Coppe Libertadores, due campionati brasiliani, cinque Coppe del Brasile (record), trentasei campionati Gaúcho e una Supercoppa del Brasile.

Più a nord troviamo gli americani del San Jose Earthquakes, compagine californiana che partecipa al torneo della MLS. Ancora più su, in Canada, ed iscritte alla MLS dal 2012, il Montréal Impact che vanta nel recente passato diversi giocatori della Serie A italiana come  Bernardo Corradi, Marco Di Vaio, Matteo Ferrari e Alessandro Nesta. Ulteriore legame con il Bel Paese è la proprietà, appartenente al presidente del Bologna, l’italo-americano Joe Saputo.

Grupo Desportivo InterclubeAngola
BrugesBelgio
GremioBrasile
Montreal ImpactCanada
Incheon UnitedCorea del Sud
Inter TurkuFinlandia
Kawasaki FrontaleGiappone
Gamba OsakaGiappone
BoltonInghilterra
AtalantaItalia
InterItalia
PisaItalia
BisceglieItalia
LatinaItalia
ImperiaItalia
CivitavecchiaItalia
QueretaroMessico
IK SiriusSvezia
San Jose EarthquakesUSA
Inter AnzoateguiVenezuela
Ciclista con più vittorie al Tour de France

Ciclista con più vittorie al Tour de France

La corsa a tappe francese è senza dubbio la gara di ciclismo più importante al mondo: ecco che scoprire il ciclista con più vittorie al Tour de France potrebbe essere una sorpresa leggendo il nome, dato che, spesso, i velocisti hanno la meglio per numero di tappe.

Nel Tour tutti gli anni, i migliori campioni dello sport dei pedali si confrontano, chi per il successo di tappa, chi per la classifica generale che porta in dote la maglia gialla, chi per la maglia a pois come Re degli Scalatori

E dunque sgomitare sui traguardi delle tappe alpine o negli arrivi di massa in volta, eccellere può diventare una cosa che si sogna e si realizza una volta sola nella vita.

E chi se non un ciclista che risponde al soprannome del Cannibale poteva vantare il maggior numero di successi al Tour de France? Ebbene si, è proprio Eddy Merckx il ciclista ad aver conseguito il maggior numero di vittorie sulla strade transalpine, a cui aggiungere i 5 successi nella classifica finale della Grand Boucle.

Ciclista con più vittorie al Tour de France: Merckx

1969

6ª tappa Tour de France (Mulhouse > Ballon d’Alsace)
8ª tappa, 1ª semitappa Tour de France (Divonne-les-Bains, cronometro)
11ª tappa, 1ª semitappa Tour de France (Briançon > Digne)
15ª tappa Tour de France (Revel, cronometro)
17ª tappa Tour de France (Mourenx)
22ª tappa, 2ª semitappa Tour de France (Créteil > Parigi, cronometro)

1970

Prologo Tour de France (Limoges, cronometro)
7ª tappa, 1ª semitappa Tour de France (Valenciennes>Forest)
10ª tappa Tour de France (Belfort > Divonne-les-Bains)
11ª tappa, 1ª semitappa Tour de France (Divonne-les-Bains, cronometro)
12ª tappa Tour de France (Thonon-les-Bains > Grenoble)
14ª tappa Tour de France (Mont Ventoux)
20ª tappa, 2ª semitappa Tour de France (Bordeaux, cronometro)
23ª tappa Tour de France (Versailles > Parigi, cronometro)

1971

2ª tappa Tour de France (Mulhouse > Strasburgo)
13ª tappa Tour de France (Albi, cronometro)
17ª tappa Tour de France (Mont-de-Marsan > Bordeaux)
20ª tappa Tour de France (Versailles > Parigi, cronometro)

1972

Prologo Tour de France (Angers, cronometro)
5ª tappa, 2ª semitappa Tour de France (Bordeaux, cronometro)
8ª tappa Tour de France (Pau > Luchon)
13ª tappa Tour de France (Orcières-Merlette > Briançon)
14ª tappa, 1ª semitappa Tour de France (Briançon > Valloire/Colle del Galibier)
20ª tappa, 1ª semitappa Tour de France (Versailles, cronometro)

1974

Prologo Tour de France (Brest, cronometro)
7ª tappa Tour de France (Mons > Châlons-sur-Marne)
9ª tappa Tour de France (Gaillard)
10ª tappa Tour de France (Aix-les-Bains)
15ª tappa Tour de France (La Seu d’Urgell)
19ª tappa, 2ª semitappa Tour de France (Bordeaux, cronometro)
21ª tappa, 1ª semitappa Tour de France (Orléans)
22ª tappa Tour de France (Parigi)

1975

6ª tappa Tour de France (Circuito di Merlin Plage,cronometro)
9ª tappa, 2ª semitappa Tour de France (Auch, cronometro)

Chi è la fidanzata di Fabio Aru? Valentina Bugnone

Chi è la fidanzata di Fabio Aru? Valentina Bugnone

Chi è la fidanzata di Fabio Aru. Biografia, dati anagrafici. Cosa fa nella vita. Dove vivono.

Fabio Aru, il ciclista sardo noto con il soprannome di Cavaliere dei Quattro Mori, è felicemente  fidanzato da qualche anno con Valentina Bugnone, studente universitaria di Giurisprudenza, e nativa di Torino. Lei per amore, lo ha seguito fin da subito nelle corse, trasferendosi con il campione sardo a Lugano, in Svizzera, dove la coppia risiede.

In un’intervista di qualche anno fa, Aru ha spiegato come e quando si è innamorato della sua Valentina: “Eravamo a Milano, a casa di amici. Quella sera ricordo che, come spesso mi succede, avevo la testa alle mie gare, alla bicicletta, agli allenamenti. Quella sera non mi aspettavo che mi sarei innamorato”.

E per aggiungere una nota ulteriore sull’amore che ha Fabio per la bella Valentina che, sebbene abbia un suo regolare profilo Twitter non ama stare sotto la luce dei riflettori, il sardo ha detto in un’intervista: «La sua è una vita complicata, la costringo a inseguirmi, ma quando può c’è sempre».

Valentina lo segue a tutte le principali corse del calendario mondiale: era presente anche sulle strade delle Vuelta di Spagna 2015, la prima vittoria del sardo in una grande corsa a tappe.

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