Betis Siviglia, che passione (italiana) per il biancoverde!

Il tifo non ha età e non ha colori: non importa la distanza o la nazione, quando si ama una squadra, si fa tutto per lei. Oggi iniziamo una serie di racconti incentrati sul tifo sano per una squadra di calcio che, all’apparenza, non sembra avere alcun legame per distanza e posizione geografica.

Raccontiamo la passione di Mattia, ragazzo torinese che ha conosciuto i colori del Betis Siviglia tanti anni fa e da allora, ogni week-end, il cuore calcistico batte forte per gli andalusi.

Come iniziai a tifare Betis

La mia passione per il Betis Siviglia o Real Betis Balompié è nata dalla tenera età.
A dieci anni ricevetti in regalo una maglia con le classiche strisce bianco verdi verticali; subito volli sapere tutto su questa squadra che non riempiva le cronache ed iniziai a documentarmi sulla storia.
Più vedevo filmati delle partite, sempre più rimanevo ammaliato dai quei colori vivaci. In particolare posso citare due due gol pazzeschi che mi rimasero impressi. A quell’epoca, la Gazzetta dello Sport fece una raccolta di Vhs denominata Gol Parade – i 200 gol più belli della storia del calcio: entrambe le reti avvennero in occasione di partite contro il Barcellona. Una fu siglato da Joaquin, tutt’ora giocatore nella rosa del club all’epoca ad inizio carriera, e l’altro da Varela, terzino destro in quella stagione. Da qui in poi fu Amore.

Tifare per questi colori è spesso associato alla sofferenza (sportiva): andando a ritroso nella storia, è sufficiente pensare che dall’anno della sua fondazione (1907), il club ha vinto solo un campionato nel ’34-’35 e due Coppe del Re nel ’77 e 2005. Nel resto della sua vita ultracentenaria vi sono alcuni picchi di gioia, identificabili nelle qualificazioni alle competizioni europee (nel 2014 l’ultima quando ci fu il derby) ma soprattutto retrocessioni (sigh!) e successive vittorie della Liga Adelante per tornare in massima divisione.

I tifosi, che cuore!

Addirittura negli anni ’50 (uno dei periodi più bui del club) i tifosi, chiamati beticos, coniarono un motto ironico, ma che dimostrava l’affetto nonostante le difficoltà, per sostenere i giocatori : Viva El Betis MANQUEPIERDA!, ovvero viva il Betis nonostante perda !

Gli aficionados sono speciali e unici quantomeno in Spagna per l’attaccamento alla maglia, la passione, la presenza allo stadio. Ricordo bene come nell’anno dell’ultima retrocessione (2013/14), durante l’ultima partita in casa che sancì la discesa in cadetteria, allo stadio, seppure disperati, si cantava piangendo l’inno del club, ringraziando comunque i giocatori per aver provato a dare tutto, sostenendoli e mai criticandoli!

La presenza allo stadio dei tifosi è impressionante per un club che non presenta sicuramente records di vittorie ma è proprio questo fatto che rende unico il Betis. In questa stagione (2015-16) gli abbonati sono 43.000, l’anno scorso in Segunda division più di 35.000, in una struttura , il Benito Villamarin, che ha una capienza massima di 51.000 posti.

Nella stagione 2014-15 andai in Spagna a vedere per la seconda volta la squadra; la prima addirittura era stata una trasferta di Europa League a Lione nell’annata maledetta dell’ultima retrocessione.

betis siviglia tifose spagnole

 

Era l’8 marzo, El dia della mujera betica come dicono i sivigliani, e lo stadio era gremito di ragazzi e ragazze, adolescenti, con sciarpe e magliette del club che giravano da soli all’interno dello stadio, una cosa impensabile per noi in Italia! Betis-Valladolid finì con un netto 4-0, grazie a tre gol di Ruben Castro, (giocatore del quale si potrebbe scrivere un libro in quanto considerato un Dio dai tifosi del Betis) miglior marcatore della storia del club.
Per entrare in possesso dei biglietti è stato molto facile: prenotati su internet e ritirati allo stadio il giorno stesso della partita, inoltre la conoscenza, tramite i miei genitori, con una ragazza sivigliana, ci ha permesso di girare la città visitandola sotto l’aspetto culturale e non solo calcistico.

 

Alcuni consigli per seguire il Betis Siviglia

Abbiamo alloggiato all’hotel Derby in centro, comodissimo per tutti gli spostamenti. Abbiamo conosciuto una catena di fast food “Montaditos100” dove si spende poco e si mangia bene se si vuole mettere l’aspetto culinario da parte in attesa dell’Evento. Alla sera invece abbiamo preferito un ristorante tipico per gustarci al meglio la vittoria ed allungare i ricordi piacevoli del week-end andaluso.

Ma il Betis si segue anche in Italia

Non potendo essere sugli spalti con facilità, mi devo “accontentare” di vivere le emozioni a migliaia di chilometri: quest’anno seguo la squadra su Fox Sport, canale della piattaforma Sky, altrimenti, se non viene trasmessa, un buon streaming si riesce spesso a trovare.
In casa beh, normale conservare ogni cimelio che possa ricordarmi i colori bianco-verdi: da semplici ritagli di articoli di giornali (solo vittorie) a magliette, sciarpe, zaino, tute, gagliardetti perché la passione è sana e non ha limiti (a volte nemmeno di spesa).

cimeli bets siviglia

6 thoughts on “Betis Siviglia, che passione (italiana) per il biancoverde!

  1. Anch’io sono un fan Betico,ma il ragazzo di Torino che tifa Betis come si chiama di Cognome?perchè vorrei contattarlo così come con gli altri tifosi

  2. Also in the province of Milan there are three green and white hearts….me and my two sons.

    Fuerza Betis siempre by Fausto, Francesco and Federico

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