Utah Jazz: la storia del logo della franchigia

Utah Jazz: la storia del logo della franchigia

La franchigia degli Utah Jazz porta nel nome la multiculturalità degli States: la squadra, arrivata nello stato montagnoso dello Utah nel 1979 proveniente dalla più calda e fantasiosa New Orleans, portò con sé logo e colori, mantenendo il nome Jazz, ovvero il genere musicale sviluppatosi nella città della Louisiana.

Il logo ha però subito nel corso degli anni alcuni cambiamenti, ben 5 finora, se consideriamo anche quello iniziale quando il club militava nel Sud della Louisiana. La franchigia, nata nel 1974 – 1975, aveva già la J lunga e profonda che, come ha dichiarato nello scorso settembre il presidente Randy Rigby, sarà sempre stata marchio inossidabile.

1975-79 Con una squadra nata nella città della musica Jazz, la lettera iniziale non poteva che ricordare una nota musicale, con la sfera che faceva al caso suo, da cui partiva la lettera stilizzata.

Nel passaggio a Salt Lake City, i Jazz conservarono lo stesso logo utilizzato a New Orleans. Venne ovviamente fatta la modifica “logistica”, apponendo il nome dello stato in sostituzione della città del Sud.

Per l’avvio della stagione 1996 – 1997 i Jazz optarono per un cambio drastico, con una scelta cromatica, il marrone, per ricordare le montagne dello Stato che facevano bella vista nel tondo. Inoltre la scritta “JAZZ” in viola e blu, abbandonava il mondo musicale per diventare più fresh come l’aria.

Nel quinquennio 2005-2010,  altro cambio di colori: spariva il marrone montanaro, sostituito da un blue navy, un blu più scuro, oltre all’argento e all’immancabile viola. Il resto rimaneva intonso, sebbene la parola Jaz diventava più “stabile”.

Nel 2010 il logo non veniva modificato nei colori. L’anello invece diventava blu scuro mentre le montagne verdi e bianco. La parola “JAZZ” passa al bianco con il bordo giallo. Utah invece diventa semplicemente in bianco.

Infine, nel settembre 2016 il ritorno al vecchio amore: gli Utah Jazz riscoprono la scritta stile anni 70, tornando ai tempi di New Orleans. I colori diventano più scuri, come il verde ed il giallo. La vecchia scuola dunque torna in auge, con il pallone da basket che diventa il punto da cui partire per disegnare la cara vecchia nota musicale.

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on Reddit0Email this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.