Utah Jazz Italia chiama USA: nella NBA ci siamo anche noi

Utah Jazz Italia chiama USA: nella NBA ci siamo anche  noi

Il mondo a stelle e strisce del basket NBA è aperto a tutte le opinioni: tifare Utah Jazz, la passione di Andrea Piazza che gestisce da solo la pagina Facebook della franchigia di Salt Lake City, è talmente immensa che è pronto ad alzarsi di notte per assistere alle imprese dei suoi ragazzi in canotta e pantaloncino che ad ogni inizio di torneo si presenta come la squadra “rompiscatole” del gruppo.

 

Perché e come nasce la passione per i Jazz e come nasce l’idea della pagina Facebook

La mia passione per i Jazz nasce in maniera del tutto casuale. Sono un appassionato di videogames, e già da piccolo avevo la predilezione per i titoli sportivi. Il mio gioco preferito per la Playstation 1 era NBA Live 2000, e giocavo praticamente sempre con gli Utah Jazz, affascinato dalla potenza del duo Stockton-Malone. Col passare del tempo, una semplice preferenza videoludica è diventata una vera e propria passione: mi sono informato su tutti gli aspetti della storia della franchigia, e dopo aver visto una partita intera della squadra, mi sono deciso a seguire con maggiore interesse questa splendida organizzazione. La pagina, invece, nasce il 20 giugno 2015, con l’idea di scoprire quanti tifosi Jazz fossero presenti nella nostra amata penisola, vista l’assenza di fanbase italiane sui vari canali social.

 

Quanti siete (more or less), come vi organizzate per seguire la stagione sportiva, e se ci sono raduni/ incontri con fans di altre franchigie americane in Italia.

Abbiamo da poco raggiunto la quota dei 600 mi piace. Ci sono almeno 10 persone molto attive in quasi tutti i post della nostra pagina, e perciò ho deciso di aprire per la prima volta uno spazio commenti per tutte le gare dei Playoffs di quest’anno. Per ora non abbiamo ancora avuto modo di organizzare raduni o incontri con i nostri fans e con quelli delle altre franchigie americane in Italia.

 

Le emozioni più forti provate nel corso della vostra esperienza tifando per i Jazz: il racconto di qualche trasferta Oltreoceano

Sfortunatamente non ho avuto modo di viaggiare oltreoceano per vedere dal vivo la squadra. Ho vissuto comunque emozioni importanti seguendo da dietro uno schermo le 82+ partite dei Jazz ogni anno. Il match che mi è restato più a cuore è stato Jazz-Cavaliers del 14 gennaio 2010, terminato con una vittoria per la squadra di Jerry Sloan (97-96), grazie al buzzer-beater di Sundiata Gaines, che solo 9 giorni prima era stato messo sotto contratto dalla franchigia.

 

Prova a stilare un’ideale top ten dei giocatori che ti son rimasti nel cuore

Se si parla di giocatori che attualmente non militano più in squadra, e che ho avuto modo di vedere dal vivo, ecco la mia Top10:

10. Andrej Kirilenko
9. Kyle Korver
8. Paul Millsap
7. Carlos Boozer
6. Mehmet Okur
5. Deron Williams
4. Gordon Hayward
3. Trevor Booker
2. Karl Malone
1. John Stockton

 

Fai invece la top ten invece dei giocatori peggiori che hanno indossato la maglia dei Jazz

Sempre sulla base di quella che è stata la mia esperienza di fan degli Utah Jazz, ti rispondo così:

10. Andris Biedrins
9. Enes Kanter
8. Kirk Snyder
7. Curtis Borchardt
6. Raul Lopez
5. Kris Humphries
4. Morris Almond
3. John Lucas III
2. Quincy Lewis
1. John Amaechi

 

C’è un giocatore italiano che potrebbe vestire la maglia dei Jazz, sia sotto l’aspetto tecnico che caratteriale

Danilo Gallinari è stato l’opzione B per i Jazz dopo la partenza di Gordon Hayward, ma ha scelto il progetto dei Los Angeles Clippers. Belinelli potrebbe benissimo integrarsi nell’attuale gruppo, perché è un eccellente tiratore dall’arco. Il giocatore italiano che vedrei meglio, però, è Nicolò Melli, essendo Nick un prototipo di 4 che piacerebbe molto a Quin Snyder, anche in virtù della sua abilità di aprire molto bene il campo.

 

Come si prospetta la prossima stagione per i Jazz

La prossima stagione per gli Utah Jazz sarà molto importante per capire il reale potenziale dell’attuale core. Dennis Lindsey & Co. hanno deciso di puntare molto sui giovani presenti a roster come Exum, Hood e Mitchell, e hanno dichiarato l’intenzione di costruire la squadra intorno al talento di Rudy Gobert, il miglior rim protector della lega. Rispetto all’anno scorso la panchina è addirittura migliorata, con gli innesti di Jonas Jerebko, Thabo Sefolosha e Ekpe Udoh, ma i quasi 22 punti di media di Gordon Hayward saranno difficilmente rimpiazzabili, soprattutto in una squadra che fatica a segnare come i Jazz. La prima opzione offensiva della franchigia sarà Rodney Hood, atteso al definitivo salto di qualità dopo una stagione passata più in infermeria che sul parquet di gioco. C’è molta attesa anche per il debutto di Ricky Rubio, arrivato tramite trade prima della free agency per rimpiazzare il partente George Hill, e per il ritorno in quintetto di Derrick Favors, atteso ad un’annata importante. L’obiettivo per la prossima stagione è dunque quello di conquistare un posto ai Playoffs, senza però dimenticare di concedere minuti importanti a quei giocatori che potrebbero costituire l’ossatura futura del team.

 

Avete un incontro comune, un raduno o vi sentite soltanto tramite i canali social

Attualmente ci sentiamo solo tramite Facebook, ma la mia intenzione è quella di ampliare i mezzi di comunicazione, magari utilizzando Twitter o Instagram.

 

Hai passione per altri sports americani?

Come sport americano seguo solo l’NBA.

 

Se doveste convincere una persona a tifare Jazz, come affronteresti il discorso

Il tifo/passione per una squadra non deve essere una cosa forzata. Detto ciò, ad un neofita mostrerei le giocate di Stockton e Malone, e gli farei un rapido sunto della storia della franchigia. Poi, ovviamente, il vero test per la simpatia dovrà avvenire sul campo, e quindi gli consiglierei di vedersi una partita di regular season della squadra.

 

Se tu fossi il GM della squadra, che modifiche apporteresti al roster e perché

L’attuale roster mi piace molto. I Jazz non avevano grandi margini di manovra dopo la decision di Gordon Hayward, ma sono riusciti a prendere i giocatori giusti da inserire in un sistema già collaudato. In estate mi sarei mosso esattamente come Dennis Lindsey, l’attuale general manager della franchigia.

 

Con quale giocatore dei Jazz andreste a cena e perché

Andrei a cena con Joe Ingles, perché il suo senso dell’humor è l’ideale per rendere ancora più piacevole una bella cenetta.
Se invece dovessi andare a fare una serata, andrei con Raul Neto e Rudy Gobert, perché insieme quei due ne combinano una peggio dell’altra.

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One comment on “Utah Jazz Italia chiama USA: nella NBA ci siamo anche noi
  1. Giacomo ha detto:

    Caro.. sono tifoso dei Jazz da prima di te… ti swi dimenticato un grande giocatore : Jeff Hornacek eppoi Byron Russell.. hai messo troppa gente inutile nella top ten. E poi ci sono i giocatori degli anni ’80 . Ciao . E continua così

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