Sampdoria-Pescara 1-3: il ritorno in Serie A, maggio 2012

Era la primavera del 2012 ed il Pescara viaggiava a mille: con un trio delle meraviglie Immobile-Insigne-Verratti, la linea verde degli abruzzesi fece la gioia dei fans dei pescaresi e divenne la rivincita tecnica di Zeman, il boemo spesso applaudito per il bel gioco e per le (tante) scoppole.

La stagione 2011-12 riaprirà le porte del grande calcio al Pescara, che mancava dalla Serie A da ben 19 anni, e lo farà dalla porta principale, battendo la Sampdoria nel penultimo turno sul terreno di Marassi.

Per i blucerchiati il ritorno fra le big verrà soltanto ritardato di qualche settimana: qualificatosi al sesto  ed ultimo posto nella griglia dei play-off, i doriani batteranno in semifinale il Sassuolo e poi il Varese, ribaltando in entrambi i casi la peggior classifica.

Il TABELLINO

SAMPDORIA – PESCARA 1-3 (0-2 PT)

Marcatori: 19′ pt Caprari (P), 29′ pt Immobile (P), 16′ st Caprari (P), 38′ st Juan Antonio (S)

Sampdoria: Romero, Rispoli, Gastaldello, Rossini, Costa, Munari, Obiang, Renan, Icardi (19′ st Fornaroli), Foggia (20′ st Juan Antonio), Pozzi (27′ st Kristicic). All. Iachini. A disp. Da Costa, Volta, Gentsoglu, Laczko.

Pescara: Anania, Balzano, Brosco, Capuano, Bocchetti, Nielsen, Verratti, Cascione, Caprari (24′ st Sansovini), Immobile, Insigne (40′ st Kone). All Zeman. A disp. Ragni, Zanon, Maniero, Gessa, Perrotta

Arbitro: Sig. Tommasi di Bassano coadiuvato dagli assistenti Filippo Meli di Parma e Salvatore Longo di Paola; IV Uomo Sig. Merchiori di Ferrara

Ammoniti: Caprari, Nielsen, Anania, Cascione, Kone (P), Munari (S)

Le frasi famose di Zeman, il boemo

Nella nostra immaginazione Zdenek Zeman è un uomo parco di parole. Intervistato più volte, o per lo meno si tenta, il boemo risponde con poche frasi, optando per la sincerità e la brevità del pensiero. E quando l’ironia fa capolino nella mente di Zeman, dalle sue labbra esce il meglio del pensiero zemaniano.

[Durante un’intervista a “Che tempo che fa”] Alcuni giocatori si lamentano che faccio correre troppo? A Pescara vivo sul lungomare, e ogni mattina vedo un sacco di persone che corrono. E non li paga nessuno loro.

[Dopo il secondo esonero alla Roma alla domanda “Smetterà di allenare?”] Dovrebbero spararmi.

[Intervistato da “Le Iene”, gli viene chiesto perché nell’ultimo anno non sono stati trovati giocatori positivi al nandrolone] Avranno cambiato gli shampoo… o sono finiti i cinghiali.

[Sulle squalifiche degli allenatori per il scandalo del calcioscommesse del 2011] Anche un giocatore squalificato si può allenare, però penso che se c’è una squalifica lunga un allenatore non possa allenare. Quanto lunga? Sopra i tre mesi.

[Dopo la conferenza stampa previa all’incontro Juventus-Roma del 29 settembre 2012] Un pronostico per la partita? Non so, chiedetelo a Buffon: io vado solo in tabaccheria, è lui quello che passa in ricevitoria.

[Dopo le dichiarazioni di Gianluigi Buffon sul gol non convalidato al Milan in Milan-Juventus 1-1 del 25 febbraio 2012] Di solito durante una partita nessuno direbbe se il pallone è entrato in porta o no, dopo la gara però si deve ammetterlo. E chi lo fa è solo onesto. Buffon è anche capitano e portiere della Nazionale: credo che debba dare l’esempio e dimostrare onestà.

Gli altri lavorano in base ai soldi, noi in base alle idee.

Il risultato è casuale, la prestazione no.

Io non sono cieco, io non ce l’avrò mai con la Juventus visto che dormivo con la maglia della Juventus, visto che mio zio ha vinto due Scudetti.

[Su Lecce-Parma 3-3, ultima giornata della Serie A 2004-2005] Ma queste partite io penso che, specialmente quell’annata dove erano invischiate nella retrocessione 8-9 squadre, penso che tutte le partite si sono giocate in questo modo. Nel senso per non farsi male.

[Dopo i complimenti di Moggi sulla sua stagione a Pescara] Mi chiedete dei complimenti di Moggi? Io non mi voglio rovinare la giornata.

Modulo e sistemi di allenamento non li cambierò mai. Per coprire il campo non esiste un modulo migliore del 4-3-3.

Non conto mai le sigarette che fumo ogni giorno, altrimenti mi innervosirei e fumerei di più.

[Sulle quotazioni delle società di calcio in Borsa] Non dovrebbero essere quotate in Borsa. I risultati mi danno ragione. Il calcio deve stare fuori dalla finanza e dalla politica.

[Alla domanda su un’eventuale cena con un nemico, magari il presidente della FIGC Giancarlo Abete] Perché no? Abete non è mio nemico ma nemico del calcio.

Raramente mi capita di dire una bugia. Per questo mi sento solo. È un mondo, il nostro, in cui se ne dicono tante.

[Sull’inclusione degli scudetti 2004-05 e 2005-06 nel numero degli scudetti vinti dalla Juventus nel 2012] Se gli juventini si sentono così, io di scudetti ne scriverei magari ventidue, ventitré. Ognuno si può mettere quello che vuole.

[Rispondendo a Moggi lo aveva definito “un buon allenatore che purtroppo si distrae sempre e perde l’essenza del calcio”] Se l’essenza del calcio è il doping o il comprare gli arbitri allora io sono molto lontano da questo.

[Sugli effetti della creatina] Se un portiere di 28 anni dovette cambiare misura dei guanti perché gli erano cresciute le mani, vuol dire che c’era qualcosa che non era normale.

Sensi? Bravissimo ma non ho capito perché mi ha rinnovato il contratto.

Talvolta i perdenti hanno insegnato più dei vincenti. Penso di aver dato qualcosa di più e di diverso alla gente.

[Rispondendo a “Chi sono i 5 migliori giocatori italiani?”] Totti, Totti, Totti, Totti e Totti.