Quando ad Anfield i tifosi del Liverpool si fecero la doccia

A volte può piovere quando c’è il sole, a volte può piovere dal basso!! Così fu nel novembre 2012 per una parte di tifosi del Liverpool che, assiepati nelle prime file vicino al terreno di gioco, vennero innaffiate da uno spruzzatore guasto che si mise a funzionare in maniera irregolare poco prima del rientro in campo dei Reds e del Newcastle, la squadra ospitante.

I tifosi delle prima 20 fila del settore cosiddetto Paddock ebbero così una doccia inattesa e non gradita, data la stagione autunnale. La partita si chiuse sul punteggio di 1-1: per il Liverpool, guidati da Brendan Rodgers, la Premier League si chiuse con un dignitoso settimo posto mentre i Magpies si salvarono a stento all’ultimo turno.

Arnoux-Villeneuve, la sfida infinita al GP di Francia 1979

Mario Poltronieri, indimenticato telecronista della Formula 1 sulle reti Rai, ci ha appena lasciato ad 87 anni. Lo vogliamo ricordare nel racconto del duello al Gp di Francia del 1979 sul circuito di Digione fra Gilles Villenueve (Ferrari) e René Arnoux (Renault).

Ciao Mario, da lassù vedrai la Formula 1 meno romantica della tua epoca, ma saprai osservare sempre il lato tecnico ed umano del Circus.

Quando Carl Lewis fece flop cantando l’inno nazionale americano

Cantare l’inno nazionale americano: per Carl Lewis fischi alla velocità della luce

E’ tradizione ormai secolare negli USA che prima di ogni evento sportivo venga cantato l’inno nazionale americano. E se nella maggior parte delle volte sono cantanti professionistici o perlomeno che sappiano utilizzare al meglio le loro corde vocali, può accadere che colui il quale abbia l’onore, possa miseramente fallire. Ed esattamente questo accadde al mitico Carl Lewis: il “Figlio del Vento” seppe rimediare i fischi così rapidamente che dovette interrompere e riprendere da capo, visto che le prime note parevano poco più di un gorgheggio.

Il 21 gennaio 1993, quando ormai Lewis dominava da un decennio le piste in tartan, volle provare a cimentarsi di fronte al pubblico; stava già da qualche anno pensando al suo futuro post-gare, e l’arte canora lo stimolava. Peccato che già i primi dischi, che furono lanciati sul mercato giapponese, non facevano ben sperare in un avvenire luminoso. Alla Brendan Byrne Arena, prima della partita NBA New Jersey Nets- Chicago Bulls e di fronte ad un’altra leggenda dello sport mondiale come Michael Jordan, Carl Lewis scese sul terreno di gioco con una giacca color rosso fiammante e, preso il microfono in mano, riuscì a steccare dopo  le prime note, provocando le grasse risate di alcuni giocatori ed i fischi (meritati) di una parte del pubblico.

 

Youppi, la mascotte più fastidiosa (ed espulsa) dello sport americano

Se il tuo ruolo è quello di far divertire il pubblico, intrattenendolo durante le pause di una partita (come ne è pieno lo sport Made in USA) ed alla fine passi per il rompiscatole, forse è meglio cambiare squadra (e mestiere)

E’ quel che accadde a Youppi!, che era nato per incitare e rendersi simpatico al pubblico che affollava gli spalti dello Stadio Olimpico di Montreal mentre assisteva ad un partita di baseball degli Expos, la franchigia canadese che militò nella MLB dal 1979 al 2004.

Disegnato da Bonnie Erickson, uno dei creatori dei Muppet, il 23 agosto 1989 Youppi stabilì il curioso primato di essere la prima mascotte a essere allontanata dal campo durante  una partita. Nel match contro i Los Angeles Dodgers, durante gli extra-innings, il peloso gigante arancione si era messo a dare fastidio ai giocatori avversari, diretti, dal fumantino manager Tom Lasorda, noto per il suo carattere molto acceso.

Sebbene in Canada fosse un’istituzione,quando la squadra lasciò il Quebec per essere trasferita in Usa, diventando gli attuali Washington Nationals, Youppi! fu messo in soffitta e sostituito da Screech, un’aquila. Tornò alla “vita attiva” nel 2005, quando divenne la nuova mascotte dei Montreal Canadiens, franchigia storica dell’hockey su ghiaccio. Anche in questo caso marcò un primato: fu infatti la prima mascotte, nella storia dello sport professionistico americano e canadese, ad aver cambiato disciplina nel corso della sua vita.montreal-canadiens-youppi

Ma la trattativa non fu semplice: dapprima infatti pareva che il gigante arancione sarebbe rimasto al soldo del mondo del baseball; i Nationals però optarono per un più tradizionale acquilotto. Si fecero avanti anche i Montreal Alouettes, squadra di football americano che milita nella CFL, la lega canadese. Alla fine però i ben più noti Canadiens ebbero la meglio ed il  18 ottobre 2005 Youppi! fece il suo esordio sul ghiaccio del Bell Centre.

Fatto curioso, Youppi! indossa una casacca che, invece di portare un numero sulla schiena, presenta un punto esclamativo.

NHL 2017 adotta festeggiamento di Bautista, con lancio di mazza

Che il mondo dei videogames sia sempre in movimento è cosa arcinota: chi utilizza la propria console come pane quotidiano è sempre alla ricerca di novità eclatanti; l’estate è dunque il momento  dell’attesa per le variazioni che adotteranno le case produttrici. Ma stavolta si è davvero esagerato: NHL 2017, il gioco che riproduce gli assi della stecca e del puck Made in USA, vedrà un nuovo modo di festeggiare, pescato nel mondo sempre americano, ma in questo caso del baseball MLB.

Infatti si potrà scegliere di esultare alla Josè Bautista, asso dei Toronto Blues Jays che si fece notare nel corso dei Play-Off 2015 per aver lanciato la mazza (il cosiddetto bat-flip) alle spalle, dopo aver colpito un homerun da tre punti (!) che diede la vittoria al team canadese e fece esplodere lo Sky Dome.

Calciatrice Sudafrica si copre parte intime maschili in barriera a Rio2016

Sono Olimpiadi aperte dal punto di vista sessuale: la dotazione di preservativi per gli atleti ed atlete, nonchè l’ammissione alle gare di atletici transgender dovrebbe finalmente aver liberato le menti, anche le più restie. Ma se in occasione di un calcio di punizione, il difensore del Sudafrica Vilakazi decide di coprirsi le parti intime come farebbe un calciatore, il fatto non può apparire “normale”….

La curiosa vittoria di Ghirotto al Tour de France per errore di percorso

Anche alla Grande Boucle possono sbagliare; se lo sgonfiamento improvviso dell’arco dell’ultimo chilometro al Tour de France 2016, con l’inglese Yates sfortunato protagonista che è stato travolto mentre si trovava solitario in avanti rispetto al gruppo, nel tentativo di guadagnare qualche secondo in classifica, i colori italiani possono vantare una vittoria nella corsa francese grazie ad un errata segnalazione che ha indotto due compagni di fuga di Massimo Ghirotto.

Il ciclista italiano, passista a cavallo degli Anni Ottanta- Novanta, riuscì infatti a trionfare nell’edizione del 1988, esattamente il 17 luglio, quando nella 14° tappa, la Blagnac-Guzet Neige, dopo 100 chilometri di fuga, lo scozzese Millar, seguito dal francese Bouvatier, infila clamorosamente una strada secondaria, proprio a pochi metri dal traguardo ed il corridore della Carrera, approfitta per alzare le braccia al cielo. Riuscirà a vincere ancora in Francia nel 1990, quando la corsa a tappe sconfinò in Svizzera concludendosi a Ginevra.

Riviviamo, con il commento di Beppe Conti, gli ultimi istanti di una vittoria clamorosa nella corsa a tappe più importante del mondo.