La peggior sconfitta del Porto nelle coppe europee

Anche per una giovane grande d’Europa come il Porto, il palcoscenico continentale può riservare sorprese amare. Una bacheca che conta 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe UEFA, 1 Supercoppa UEFA e 2 Coppe Intercontinentali non sono una salvaguardia automatica di fronte a “rovesci” indimenticabili.

• Peggior sconfitta casalinga
1-3: Porto v Real Madrid CF 01/10/03, UEFA Champions League fase a gironi
0-2 in sei occasioni finora, la più recente contro la Dynamo Kyiv
24/11/15, UEFA Champions League fase a gironi

• Peggior sconfitta in trasferta
6-1: Bayern Monaco v Porto 21/04/15, Champions League quarti di finale, ritorno
6-1: AEK Atene v Porto 13/09/78, Coppa delle Coppe, primo turno, andata
5-0: due volte, la più recente contro Arsenal 09/03/10,  Champions League sedicesimi di finale, ritorno

Calcio: i calciatori con più scudetti consecutivi

Se in Inghilterra N’Golo Kanté potrebbe doppiare il titolo, qualora il Chelsea di Conte rimanesse in vetta alla Premier League fino alla fine, dopo aver trionfato a sorpresa con il Leicester, sono diversi i calciatori che possono vantare una fila ben più lunga di successi consecutivi.

Impossibile non citare Zlatan Ibrahimovic, il Re degli scudetti consecutivi. Nel corso della sua carriera Zlatan ha vinto in fila tre titoli addirittura in tre clubs diversi: Internazionale (2009), Barcellona (2010) e Milan (2011).

Altro amante della competizione, Eric Cantona è stato definito The King. Prima di calcare con successo il terreno dell’Old Trafford, il francese trionfò in Ligue  1 con il Marsiglia  (1991), poi varcò la Manica per vincere in Premier League con il Leeds (1992) ed infine, dopo una trattativa di mercato, portò al successo il Manchester United (1993) nel suo primo campionato alle dipendenze di Sir Alex Ferguson.

Tornando in Italia, Alexei Mikhailichenko, centrocampista degli anni 80-90 dell’URSS di Lobanovski, divenne campione con l’attuale compagine ucraina della Dynamo Kyiv nel 1990, poi contribuì allo scudetto della Sampdoria nella stagione 1990-91 ed infine, fatte le valigie, andò a conquistarsi il titolo in Scozia con i Rangers. Molto più recente la storia di Kingsley Coman: tripletta nel triennio 2014-16 con PSG, Juventus e Bayern Monaco.

Ma il primato spetta a Ivica Olic, tre titoli in tre clubs diversi in appena 18 mesi.  Olic fu MVP della stagione 2001-02 con NK Zagreb, quando vinse l’unico titolo della sua storia. Poi, una serie di beghe di calciomercato, lo spinsero ai rivali della Dinamo Zagabria (2002-03) e, senza un attimo di sosta, finì in estate in Russia al CSKA Mosca, vincendo nell’anno solare il campionato.

Chi ha vinto lo scudetto in 4 nazioni diverse

Trionfare in quattro nazioni diverse, affiggendosi lo scudetto sul petto è evento assai raro, sebbene il calcio moderno sposti i calcciatori ultimamente alla velocità della luce. Ecco allora l’elenco dei super vincitori.

JOSÉ MANUEL MORENO
Argentina: 1936, 1937, 1941, 1942 e 1947 (River Plate)
Messico: 1945 (España)
Cile: 1949 (Universidad Católica)
Colombia: 1955 e 1957 (Independiente Medellín)
MARCO ANTONIO ETCHEVERRY
Bolivia: 1991 (Bolívar)
Cile: 1993 (Colo-Colo)
USA: 1996, 1997 e 1999 (DC United)
Ecuador: 1997 (Barcelona)
JIŘÍ JAROŠÍK
Repubblica Ceca: 1997, 1998, 1999, 2000, 2001 e 2003 (Sparta Praga)
Russia: 2003 (CSKA Moscú)
Inghilterra: 2005 (Chelsea)
Scozia: 2007 (Celtic)
RIVALDO
Brasile: 1994 (Palmeiras)
Spagna: 1998 y 1999 (Barcelona)
Grecia: 2005, 2006 e 2007 (Olympiakos)
Uzbekistán: 2008 e 2009 (Budyonkor)
NELSON CUEVAS
Argentina: Ap. 1999, Cl. 2000, Cl.2002, Cl.2003, Cl. 2004 (River Plate)
Messico: Cl. 2006 (Pachuca)
Paraguay: Ap. 2008 (Libertad)
Cile: Ap. 2009 (Universidad de Chile)

ARJEN ROBBEN
Olanda: 2003 (PSV Eindhoven)
Inghilterra: 2005 e 2006 (Chelsea)
Spagna: 2008 (Real Madrid)
Germania: 2010, 2013, 2014, 2015 e 2016 (Bayern Monaco)
DECO
Portogallo: 2001, 2003 e 2004 (Porto)
Spagna: 2005 e 2006 (Barcelona)
Inghilterra: 2010 (Chelsea)
Brasile: 2010 e 2012 (Fluminense)
DAVID BECKHAM
Inghilterra: 1996, 1997, 1999, 2000, 2001 e 2003 (Manchester United)
Spagna: 2007 (Real Madrid)
USA: 2011 e 2012 (Los Angeles Galaxy)
Francia: 2013 e 2014 (Paris Saint-Germain)
ZLATAN IBRAHIMOVIC
Olanda: 2002 e 2004 (Ajax)
Italia: 2007, 2008 e 2009 (Internazionale) – 2011 (Milan)
Spagna: 2010 (Barcelona)
Francia: 2013, 2014, 2015 e 2016 (Paris Saint-Germain)
MAXWELL
Olanda: 2002 e 2004 (Ajax)
Italia: 2007, 2008 e 2009 (Internazionale)
Spagna: 2010 e 2011 (Barcelona)
Francia: 2013, 2014, 2015 e 2016 (Paris Saint-Germain)
CARLOS TEVEZ
Argentina: Apertura 2003, e 2015 (Boca Juniors)
Brasile: 2005 (Corinthians)
Inghilterra: 2008 e 2009 (Manchester United) – 2012 (Manchester City)
Italia: 2014 e 2015 (Juventus)

La curiosità: Zlatan Ibrahimovic (Svezia) e Maxwell (Brasile) non hanno vinto il campionato nel loro paese d’origine.

I calciatori più bassi del mondo

Il vino buono sta nella botte piccola, tale frase sarà vera anche per il calcio ed i suoi attori? Ricordando Diego Armando Maradona, che non faceva della sua altezza il punto forte, non esiste alcuna relazione fra classe e centimetri.

Andiamo allora a spulciare le cartelle mediche (non per le malattie) e proviamo a fare una classifica virtuale dei calciatori, comprendendo quelli che hanno appeso le scarpette al chiodo e quelli di oggi (svincolati oppure regolarmente tesserati).

Se i tifosi della Juventus ricordano sicuramente il portoghese Rui Barros (159 cm), per i fans dell’Atalanta non è facile scordare l’argentino Maxi Moralez (159 cm), passato pochi mesi al Leon, in Messico.. Osservando nel panorama globale, Christian Lara, ecuadoriano, fu ai Mondiali del 2006 con i suoi 162 cm di altezza il calciatore più basso della competizione.

Chi sono i più bassi di sempre? Sul terzo gradino c’è Jafal Rashed Al-Kuwari, calciatore qatariota che ha militato soltanto nella compagine dell’Al-Sadd (155 cm), Marcin Garuch, centrocampista polacco alto 154 cm ed ora in forza nella squadra macedone dell’OFK Grbalj,  è secondo, in cima c’è il centrocampista brasiliano dell’Al-Fateh, Élton José Xavier Gomes (153 cm).

La Top 10 dei calciatori più bassi
1. Élton José Xavier Gomes 153 cm
2. Marcin Garuch 154 cm
3. Jafal Rashed Al-Kuwari 155 cm
4. Benedict Vilakazi 157 cm
5. Madson 158 cm
6. Maxi Moralez 159 cm
7. Rui Barros 159 cm
8. Levi Porter 160 cm
9. Diego Buonanotte 161 cm
10. Christian Lara 162 cm

 

Baseball USA: la classifica dei vincitori degli anelli MLB

La classifica dei maggior vincitori degli anelli, simbolo del trionfo nel massimo campionato di baseball nel mondo, la MLB, non poteva che essere “controllata” dai New York Yankees, la franchigia che vanta il maggior numero di titoli, 27.

Nella Top 20, composta in realtà da 26 giocatori causa i pari merito, solo 3 sono i players che hanno trionfato anche con un altro team, compreso Babe Ruth che vinse con i Boston Red Sox. Soltanto uno, Eddie Collins, non possiede un anello frutto del trionfo con la squadra più amata (ed odiata) d’America.

Chi possiede anello MLB ?

L’anello, simbolo della vittoria nel campionato USA, viene assegnato a tutti quei giocatori che fanno parte del roster della squadra nel momento in cui si svolgono le World Series, indipendentemente dall’esser scesi in campo.

Spesso poi, anche le persone facente parte dello staff, dirigenti, dipendenti, cheerleaders, riescono a ricevere in dono il prezioso oggetto. Capita poi che, essendo uno sport che prevede il mercato sempre aperto, anche giocatori con qualche isolata apparizione nel corso dell’anno, vengono “ricompensati”.

Ad esempio Ralph Houk, che giocò soltanto 91 partite in 8 stagioni, è possessore di ben 6 anelli.

La Top 20 dei plurivincitori dell’anello MLB
1.Yogi Berra1946-196510Yankees: 1947, 1949-1953, 1956, 1958, 1961, 1962
2.Joe DiMaggio1936-19519Yankees: 1936-1939, 1941, 1947, 1949-1951
3.Bill Dickey1928-19468Yankees: 1928, 1932, 1936-1939, 1941, 1943
3.Phil Rizzuto1941-19568Yankees: 1941, 1947, 1949-1953, 1956
3.Frankie Crosetti1932-19488Yankees: 1932, 1936-1939, 1941, 1943, 1947
3.Lou Gehrig1923-19398Yankees: 1923, 1927, 1928, 1932, 1936-1939
7.Hank Bauer1948-19617Yankees: 1949-1953, 1956, 1958
7.Mickey Mantle1951-19687Yankees: 1951-1953, 1956, 1958, 1961, 1962
7.Babe Ruth1914-19357Red Sox: 1915, 1916, 1918; Yankees: 1923, 1927, 1928, 1932
7.Johnny Murphy1932-19477Yankees: 1932, 1936-1939, 1941, 1943
7.Tommy Henrich1937-19507Yankees: 1937-1939, 1941, 1947, 1949, 1950
7.Herb Pennock1912-19347Philadelphia A’s: 1913; Red Sox: 1915, 1916; Yankees: 1923, 1927, 1928, 1932
13.Whitey Ford1950-19676Yankees: 1950, 1953, 1956, 1958, 1961, 1962
13.Vic Raschi1946-19556Yankees: 1947, 1949-1953
13.Allie Reynolds1942-19546Yankees: 1947, 1949-1953
13.Red Ruffing1924-19476Yankees: 1932, 1936-1939, 1941
13.Joe Collins1948-19576Yankees: 1949-1953, 1956
13.Lefty Gomez1930-19436Yankees: 1932, 1936-1939, 1941
13.Jerry Coleman1949-19576Yankees: 1949-1953, 1956
13.Eddie Collins1906-19306Philadelphia A’s: 1910, 1911, 1913, 1929, 1930; White Sox: 1917
13.Spud Chandler1937-19476Yankees: 1937-1939, 1941, 1943, 1947
13.Charlie Keller1939-19526Yankees: 1939, 1941, 1943, 1947, 1949, 1952
13.Tommy Byrne1943-19576Yankees: 1943, 1947, 1949, 1950, 1951, 1956
13.Ralph Houk1947-19546Yankees: 1947, 1949-1953
13.Bob Cerv1951-19626Yankees: 1951-1953, 1956, 1961, 1962
13.Charlie Silvera1948-19576Yankees: 1949-1953, 1956

La sostituzione più veloce nella storia del calcio

La sostituzione di un calciatore durante i 90 minuti può essere il momento più eccitante: se la squadra è sotto nel punteggio, si affidano speranze (e magari i soldi scommessi) sul nuovo entrato, pensando che sia calato dal Cielo per portare il goal risolutore.

Se il punteggio invece ci arride, il più delle volte è considerata una potenziale perdita di tempo oppure che il tecnico voglia farsi notare dando l’impressione di capire l’andamento del match.

E per colui che entra? Cosa passerà nella testa del calciatore, speranzoso di portare un contributo ai compagni? Meglio non pensarci, potrebbe dire, per non parlare del caso in cui la sua presenza si limita solo ad alcuni minuti.

Minuti, istanti, che non sono quelli finali, bensì durante il match. Curiosità a parte, talvolta è accaduto che in un match professionistico, si sia trattato di assaggiare appena l’erba verde.
In Eredivise, nel marzo 2008 durante l’incontro Twente – Vitesse, gli ospiti sostituirono il difensore Haim Megrelishvili dopo appena sei minuti dal suo ingresso sul terreno di gioco. Il tecnico Rutger Ijzermans, come spiegò poi in conferenza stampa, non era rimasto per nulla soddisfatto di come si fosse disimpegnato nei brevi istanti di gioco. Per la cronaca, nonostante il tentativo, il risultato fu di 4-3 in favore dei padroni di casa.

Ma questo è solo l’inizio. Nel marzo 1998, durante un match infrasettimanale fra Lincoln City e Swansea, valido per la League 3, allora la quarta serie inglese, il tecnico dei padroni di casa John Beck, pensando forse in maniera eccessiva alla pre-tattica, mise in campo dal primo minuto uno schieramento fin troppo difensivista.

Ritenendo che gli ospiti avrebbero giocato con tre punte, iniziò la gara con quattro difensori centrali (!!!), due laterali di difesa, due centrocampisti rocciosi e due punti.

Quando si accorse che invece gli ospiti si erano limitati ad un classico 4-4-2, chiamò dopo due soli minuti di gioco la prima sostituzione, richiamando in panchina addirittura una bandiera del club come era il capitano Grant Brown, difensore centrale, per inserire Steve Brown, uomo di centrocampo che faceva della velocità la sua miglior abilità. Il risultato finale? Un pareggio per 1-1, con il Lincoln che acciuffò il match in rimonta all’80°.

Anche nel Profondo Nord non manca la fantasia. Nell’ottobre 2006 il Bryne riceveva in casa Tromsdalen in un match valido per il massimo campionato norvegese. Il Bryne si trovava in un periodo abbastanza difficili: numerosi infortuni avevano letteralmente falcidiato il reparto arretrato, costringendo il tecnico svedese Johansson a dover fare i salti mortali per allestire la formazione. E siccome il regolamento in quell’epoca non permetteva di far iniziare il match ad un under 18 privo di contratto da professionista, dovette ricorrere ad uno stratagemma.

Schierò infatti nell’undici iniziale Håvard Sakariassen, attaccante infortunato, come difensore centrale e dopo appena un minuto di gioco chiamò la sostituzione per far debuttare il giovane Oddgeir Salte. A poco servì la mossa, poichè il Tromsdalen vinse facilmente per 3-0.

Sports USA: chi vince il titolo con un repubblicano alla Casa Bianca

Trascorse ormai alcune settimane dall’Election Day che ha visto la vittoria di Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca, risulta interessante per i bookmakers e gli scommettitori aggregare il risultato delle elezioni americane con gli sports americani. Nel caso concreto abbiamo analizzato chi trionfa nei quattro sports di squadra più importanti negli Stati Uniti nel caso che il nuovo Presidente sia un Repubblicano, come avvenuto a novembre 2016.

Considerando la conclusione del campionato, la statistica inizia con il 1905, quando il gioco del baseball veniva già svolto a livello professionale. A trionfare nella MLB furono i New York Giants, che poi nel corso della loro storia si spostarono a San Francisco, esattamente sulla costa opposta.

Tuttavia per la città della Grande Mela avere alla Casa Bianca un presidente di fede repubblicano significa avere la buona sorte dalla propria parte; infatti se nel baseball si aggiungono i successi cittadini degli Yankees e dei Mets (uno ciascuno), nel basket anche i Knicks vinsero un anello, quando venne eletto Nixon, nel football i Giants trionfarono nel 2001 mentre nell’hockey ghiaccio furono gli Islanders (1981- Reagan) ad alzare al cielo la Stanley Cup.

Nella speciale classifica dei più vincenti, sono in testa rispettivamente i Pittsburgh Pirates (MLB- 2 successi), Boston Celtics (NBA – 3), Philadelphia Eagles e San Francisco 49ers (NFL – 2) e Montreal Canadiens (NHL – 4).

AnnoBaseball MLBBasket NBAFootball NFLHockey NHLpresidente
1905New York GiantsTheodore Roosevelt
1909Pittsburgh PiratesWilliam Howard Taft
1921New York GiantsWarren G. Harding
1925Pittsburgh PiratesCalvin Coolidge
1929Philadelphia AthleticsBoston BruinsHerbert Hoover
1953New York YankeesMinneapolis LakersMontreal CanadiensDwight D. Eisenhower
1957Milwaukee BravesBoston CelticsMontreal CanadiensDwight D. Eisenhower
1969New York MetsBoston CelticsBaltimore Colts *Montreal CanadiensRichard Nixon
1973Oakland AthleticsN.Y. KnicksWashington RedskinsMontreal CanadiensRichard Nixon
1981Los Angeles DodgersBoston CelticsPhiladelphia EaglesNY IslandersRonald Reagan
1985Kansas City RoyalsL.A. LakersSan Francisco 49ersEdmonton OilersRonald Reagan
1989Oakland AthleticsDetroit PistonsSan Francisco 49ersCalgary FlamesGeorge H. W. Bush
2001Arizona DiamondbacksL.A. LakersNew York GiantsColorado AvalancheGeorge W. Bush
2005Chicago White SoxSan Antonio SpursPhiladelphia Eaglesnon disputataGeorge W. Bush
2017New England PatriotsDonald Trump