Lazio-Foggia 1-0: il primo scudetto biancazzurro del 1974

12 maggio 1974, una data che rimarrà per sempre indelebile nei ricordi dei tifosi della Lazio, perché il primo scudetto non si scorda mai.

Qual giorno, particolare perché coincideva con l’importante referendum sul divorzio. Così tanti tifosi, prima di arrivare all’Olimpico andarono a votare per un cambiamento che sarà epocale mentre i tifosi che non erano riusciti ad acquistare il prezioso tagliando si stavano già appostando, fin dalle prime ore del mattino, nei pressi di Monte Mario e sugli alberi della collina stessa. Il club biancoceleste stabilirà anche il primato di affluenza in quella stagione e conseguente record d’incasso.

Il match non era semplice: il Foggia lottava per non retrocedere ed ai biancocelesti per fare festa in pomeriggio di primavera, occorreva assolutamente la vittoria. E fu Long John Chinaglia, eroe della stagione nonchè vincitore della classifica cannonieri, a prendersi la responsabilità di andare sul dischetto e battere il numero uno ospite. Fu scudetto, il primo nonchè il ritorno al successo dopo la Coppa Italia del 1958.

Il Tabellino

29° GIORNATA: 12 MAGGIO 1974

LAZIO-FOGGIA 1-0

Rete: 60’ rig. Chinaglia.

LAZIO:F.Pulici,Petrelli,Martini(50’Polentes),Wilson,Oddi,Nanni,Garlaschelli,Re Cecconi,Chinaglia,Frustalupi,D’ Amico.

FOGGIA:Trentini,Cimenti,Colla,Pirazzini,Bruschini(66’Golin),Valente,Villa,Scorsa,Fabbian,Rognoni,Pavone.

 

Pescara-Milan 4-5, Serie A 1992-93: la valanga di reti all’Adriatico

Milan campione in carica, Pescara alla caccia di punti per lottare fin da subito alla salvezza: obbiettivi opposti, destini opposti. Alla fine della stagione i rossoneri del trio olandese si confermerà campione d’Italia mentre gli abruzzesi, guidati da Giovanni Galeone, scenderanno mestamente in Serie B, giungendo ultimi in classifica.

Le due compagini si affrontano già alla seconda giornata: in riva all’Adriatico, in una giornata ancora molto calda, c’è voglia di calcio balneare. Finirà con tanti goals, ben nove ed in campo qualche giovane calciatore che poi diventerà più bravo in panchina, come un certo Massimiliano Allegri, in rete appena poco dopo il calcio d’avvio.

Il Tabellino del match

Campionato Serie A 1992-93, 13 settembre 1992, 2° turno andata

Stadio Adriatico di Pescara, ore 15.00

PESCARA – MILAN 4-5
Reti: 1′ Allegri, 3′ P. Maldini, 6′ Lentini I, 11′ aut. e 14′ aut. Baresi II, 23′ Massara, 37′, 39′ e 73′ Van Basten

PESCARA: Savorani, Sivebaek (46′ Alfieri), Nobile, Dicara, Righetti, Mendy, Ferretti, Allegri, Borgonovo, Sliskovic (46′ Palladini), Massara All.: Galeone
MILAN: Antonioli, Tassotti, P. Maldini, Eranio (56′ Massaro), Costacurta, Baresi II, Lentini I (46′ Evani), Rijkaard, Van Basten, Savicevic, Donadoni All.: Capello
Arbitro: Ceccarini
Espulsi: –

Calcio: i calciatori con più scudetti consecutivi

Se in Inghilterra N’Golo Kanté potrebbe doppiare il titolo, qualora il Chelsea di Conte rimanesse in vetta alla Premier League fino alla fine, dopo aver trionfato a sorpresa con il Leicester, sono diversi i calciatori che possono vantare una fila ben più lunga di successi consecutivi.

Impossibile non citare Zlatan Ibrahimovic, il Re degli scudetti consecutivi. Nel corso della sua carriera Zlatan ha vinto in fila tre titoli addirittura in tre clubs diversi: Internazionale (2009), Barcellona (2010) e Milan (2011).

Altro amante della competizione, Eric Cantona è stato definito The King. Prima di calcare con successo il terreno dell’Old Trafford, il francese trionfò in Ligue  1 con il Marsiglia  (1991), poi varcò la Manica per vincere in Premier League con il Leeds (1992) ed infine, dopo una trattativa di mercato, portò al successo il Manchester United (1993) nel suo primo campionato alle dipendenze di Sir Alex Ferguson.

Tornando in Italia, Alexei Mikhailichenko, centrocampista degli anni 80-90 dell’URSS di Lobanovski, divenne campione con l’attuale compagine ucraina della Dynamo Kyiv nel 1990, poi contribuì allo scudetto della Sampdoria nella stagione 1990-91 ed infine, fatte le valigie, andò a conquistarsi il titolo in Scozia con i Rangers. Molto più recente la storia di Kingsley Coman: tripletta nel triennio 2014-16 con PSG, Juventus e Bayern Monaco.

Ma il primato spetta a Ivica Olic, tre titoli in tre clubs diversi in appena 18 mesi.  Olic fu MVP della stagione 2001-02 con NK Zagreb, quando vinse l’unico titolo della sua storia. Poi, una serie di beghe di calciomercato, lo spinsero ai rivali della Dinamo Zagabria (2002-03) e, senza un attimo di sosta, finì in estate in Russia al CSKA Mosca, vincendo nell’anno solare il campionato.

Serie A: le partite con vittoria in doppia cifra

La domenica successiva a due larghe e sonanti vittorie (vedi Bologna-Napoli e Pescara-Lazio), stante la netta inferiorità tecnica mostrata da alcune compagini della massima serie e la mancanza (un pò troppo presto) di stimoli per squadre che hanno già raggiunto l’obiettivo minimo stagionale, sfogliamo gli annali per trovare quando la vincente sul campo ha segnato almeno 10 (dieci) reti.

Se le squadre da doppia cifra corrispondono alle attuali (quasi sempre) che militano in Serie A, le super-battute sono compagini che risalgono alla preistoria del gioco del calcio italiano.

Campionati con fase finale
1909       US Milanese 11- 2 Venezia
1909/10 Torino 13- 1 US Milanese
Internazionale 10- 3 Pro Vercelli [gli ospiti schierarono le giovanili]
1912/13  Torino 11- 1 Piemonte
Lazio 13- 1 Pro Roma
1913/14  Piemonte 0-11 Torino
Pro Vercelli 11- 0 Liguria
Internazionale 15- 0 AC Milanese
Pro Roma 10- 1 Audace
Hellas Verona 10- 0 Volontari Venezia
Venezia 10- 0 Modena
1914/15  Genoa 12- 0 Acqui
Acqui 0-18 Genoa
Novara 11- 1 Savoia (Milano)
Milan 13- 0 Audax Modena
US Milanese 10- 1 Chiasso
Vicenza 10- 2 Padova
Internazionale 12- 1 US Milanese
Internazionale 16- 0 Vicenza
Juventus Italia 13- 1 Audax Modena
1919/20 Ausonia Pro Gorla 0-10 Milan
Pro Napoli 13- 0 Pro Caserta
1920/21 Internazionale 12- 0 Legnano
Ausonia Pro Gorla 0-14 Internazionale
Alessandria 13- 1 Amatori GC
Fortitudo 11- 0 Roman
US Milanese 12- 2 Pro Sesto
Bologna 10- 1 Modena
Lucchese 11- 1 Viareggio
Livorno 11- 0 Gerbi Pisa
1921/22 Pro Vercelli 10- 0 Vicenza
Bologna 11- 1 Vicenza
Palermo 12- 0 Vigor Trapani
1922/23 Udinese 0-14 Bologna
Padova 11- 1 Pastore Torino
Alba Roma 10- 1 Roman
Alba Roma 11- 0 Juventus Audax
Lazio 10- 2 Libertas Palermo
1925/26 Casertana 0-10 Internaples
Lazio 10- 1 Pro Roma
Alba Roma 11- 2 Audace Roma
1927/28 Torino 11- 0 Brescia
Torino 11- 0 Napoli
Torino 14- 0 Reggiana
Alessandria 11- 1 Napoli
Alessandria 11- 0 Reggiana
Bologna 10- 1 Verona
1928/29 Torino 10- 1 Livorno
Torino 12- 0 Triestina
Juventus 11- 0 Fiumana
Juventus 11- 0 Fiorentina
Brescia 10- 0 Bologna
Genoa 11- 0 Verona
Ambrosiana 10- 2 Venezia

Torneo a girone unico
1947/48 Torino 10- 0 Alessandria

Inter-Vicenza: il 16-0 del 1915 record di reti dei nerazzurri

Il 10 gennaio 1915 al campo di Via Goldoni a Milano, sulle tribunette di legno affollate, l‘Inter travolge sotto una valanga di reti il povero Vicenza, realizzando il primato personale di reti in un match di campionato.

L’incontro era valido per il girone di semifinale del Nord-Italia, a cui le due compagini erano arrivate con un incredibile ruolino di marcia. Se i veneti avevano vinto in ben 8 dei 10 incontri, i nerazzurri avevano fatto meglio registrando un 9/10 ed una differenza reti di +52.

Nel match di ritorno il Vicenza riuscì a mantenere la porta inviolata con il punteggio di 0-0, sufficiente per l’Inter per accedere al girone finale del Nord Italia, concluso al terzo posto dietro Genoa e Torino. A dirigere i milanesi dalla panchina vi era il 26enne Fossati, a cui il primo conflitto mondiale strapperà la vita di li a pochi mesi.

Milano, 10 gennaio 1915 – I° giornata

Internazionale – Vicenza 16-0

Internazionale: Binda, Scheidler, Bavastro, G. Rizzi, V. Fossati, Engler, Aebi, A. Cevenini, L. Cevenini, Agradi, Asti. Allenatore: Fossati

Vicenza: Zanon I, Donà, Vallesella, Garelli, Tonini I, Zanon II, Ciscato, Tonini II, Cozza, Casalini, Bertoli.

Reti: L. Cevenini (7), Agradi (5), Asti (2), Aebi, A. Cevenini

Arbitro: Masperi del Brescia F.B.C.

Napoli-Pescara 8-2: la valanga azzurra si abbatte su Galeone

Partito il campionato nel mese di ottobre, causa Giochi Olimpici di Seul, la Serie A 1988-89 vede ai nastri di partenza il Napoli di Maradona teso a riprendersi lo scudetto, perso nella stagione precedente sul filo di lana quando gli azzurri vennero sorpassati solo al terzultimo turno dal Milan che nello scontro diretto al San Paolo trionfò per 3-2.

Dopo l’epurazione estiva, che vide partire uomini del calibro di Giordano e Bagni, il Napoli al terzo turno si trovava già con l’ansia di dover  vincere e convincere. Gli avversari, il Pescara di Mister Galeone, sfiorarono il record negativo di reti subite in un torneo della massima serie. Per gli spettatori partenopei, si trattò di un pomeriggio assai piacevole….

IL TABELLINO

Domenica 23 ottobre 1988 Napoli – Stadio San Paolo, 3° turno di andata

NAPOLI-PESCARA 8-2 (4-0)

Reti: 3′Careca, 7′ Carnevale, 36′ Maradona, 39′ Alemao; 51′ e 53′ Carnevale; 59′ Gasperini (rig), 60′ Careca, 65′ Edmar (rig), 84′ Maradona

Napoli: Giuliani, Ferrara, Francini (46′Carannante) Corradini, Alemao, Fusi, Crippa, De Napoli, (60′Filardi), Careca, Maradona, Carnevale. All Bianchi In panchina: Di Fusco, Bigliardi, Giacchetta

Pescara: Zinetti, Bruno R, Camplone, Di Cara, Junior, Bergodi, (46′ Marchegiani F.), Pagano, Gasperini, Edmar, Tita, Miano. All Galeone In panchina: Gatta, Caffarelli, Zanone

Arbitro: Amendolia di Messina

Ammoniti: Carnevale (N), Pagano (P) – Spettatori: 57.624

Milan-Roma 0-2: il petardo che colpì Tancredi

Parve il campionato della violenza, il 1987-88, quando nel solo girone d’andata ben  tre partite vennero decise dal Giudice Sportivo dopo che pseudo tifosi lanciarono dagli spalti oggetti contundenti o petardi che portarono la giustizia ad intervenire modificando il risultato del campo.

Allora infatti vigeva la norma della responsabilità oggettiva che comportava la piena ed assoluta responsabilità della squadra di casa in merito a comportamenti violenti dei tifosi presenti sugli spalti.

San Siro, 13 dicembre 1987: per il Milan, alla rincorsa del Napoli capolista, il sogno scudetto passa dalla vittoria obbligata contro la Roma, guidata in panchina dall’ex svedese Liedholm.

I FATTI

Dopo il primo tempo terminato in parità per 0-0, le due squadre si apprestano a riprendere il gioco. Il portiere giallorosso Franco Tancredi va verso la porta sotto la Curva Sud e si china per liberare l’area di rigore da alcuni rotoli di carta igienica. Momento peggiore non poteva essere: il titolare romanista si vede scoppiare fra le gambe un petardo lanciato dal primo anello ed il botto lo fa crollare a terra stordito. Purtroppo subito un secondo giunge nei pressi del calciatore, e stavolta scoppia a pochi centimetri dalla faccia. Il portiere perde i sensi, i primi soccorsi, prestati dal dottor Alicicco e il signor Marinucci, rispettivamente medico e massaggiatore romanista, sono immediati e risulteranno decisivi.

Nel frattempo, mentre Tancredi viene portato fuori in barella per essere trasportato con urgenza all’Ospedale San Carlo nei pressi, lo stadio si svuota: le persone accorse per assistere allo spettacolo rimangono indignate mentre alcuni tifosi riescono ad aiutare le forze dell’ordine nell’indicare il responsabile del gesto che verrà fermato in serata.

Nils Liedholm dirà poi ai giornalisti: “I giocatori erano tutti scioccati, alcuni si sono messi a piangere e non volevano continuare. Erano impressionati dalle condizioni di Tancredi che muoveva in continuazione la mascella e aveva gli occhi sbarrati. Con Franco ho parlato negli spogliatoi: mi ha detto che vuole ritirarsi per sempre“.

Il giovanissimo 17enne Angelo Peruzzi esordisce così in Serie A e comincerà la sua luminosa carriera: para ogni tiro che piove dalle sue parte, superato soltanto dal calcio di rigore trasformato da Virdis.

Tre giorni dopo, il Giudice Sportivo trasformerà, come da regolamento, lo 1-0 in 0-2 a tavolino. Per il Milan, la sconfitta non comporterà però la vitoria dello scudetto, avvenuto in rimonta ai danni del Napoli di Maradona.

IL TABELLINO DEL MATCH

MILAN: G. Galli, Tassotti, P. Maldini, An. Colombo (75′ Bortolazzi), F. Galli, Baresi II, Donadoni (65′ Evani), Ancelotti, Virdis, Gullit, Massaro – All.: Sacchi
ROMA: Tancredi (46′ Peruzzi), Tempestilli, Oddi, Manfredonia, Collovati, Signorini, B. Conti (77′ Domini), Gerolin, Agostini, Giannini I, Desideri – All.: Liedholm

Arbitro: D’Elia