Le Grandi Rimonte: Maertens beffa Saronni sul traguardo di Praga 1981

Mondiale di Praga, agosto 1981, sembra e pare, fino a pochissimi metri dall’arrivo, il momento per Giuseppe Saronni, detto Beppe, di indossare la maglia di campione del mondo sul circuito di Praga, Cecoslovacchia. Per il ragazzo di Buscate, dopo il Giro 1979, è l’occasione giusta per essere acclamato campione di fama internazionale. Il ct Martini ha organizzato tutto alla perfezione: sebbene Baronchelli e Moser mordano il freno, se non ci scappa la fuga sarà volata e chi meglio di Beppe può spuntarla?

All’ultimo giro il lavoro italiano pare aver sistemato le cose per bene: Baronchelli, Panizza, Masciarelli, Contini, Battaglin, Gavazzi, in testa a guidare, mentre Hinault, campione in carica, è riuscito a rimontare da solo due minuti di ritardo.

Ai 400 metri Baronchelli tira la volata, sebbene non sia il classico uomo da treno. Allora Saronni decide di prendere in mano la situazione e lancia una lunghissima volata, d’altronde la strada è liscia come un tappeto di biliardo. Ma quando il lombardo è pronto per alzare le braccia al cielo, il belga Freddy Maertens, spunta e prende il comando giusto sulla linea della vittoria, facendo soffrire ancora per una volta i colori azzurri.

Maertens aveva già beffato Moser ad Ostuni 1976 e, sebbene non provenga da una stagione vincente, si conferma campione di razza. Per Saronni, masticare amaro sarà utile in previsione di Goodwood, quando colpirà con la sua fucilata rimasta nella storia del ciclismo.

Saronni vince mondiale 1982: la fucilata di Goodwood

Se l’anno prima a Praga 1981, Giuseppe Saronni, detto Beppe, aveva perso il Mondiale per un nonnulla, battuto in volata, sul filo di lana, dal belga Freddy Maertens, il ciclista lombardo aveva dentro di sè una gran voglia di rivincita. Ed il percorso di Goodwood sembrava proprio il teatro adatto. Piatto, con il traguardo in leggera ascesa che avrebbe potuto far accendere il suo motore, ed il suo spunto finale che lascerà tutti sorpresi per la rapidità, verrà ribattezzato la fucilata di Goodwood.

Ecco gli attimi finali, rivisti con la telecronaca originale di Adriano De Zan. Sull’onda emotiva, il finale di stagione per Saronni sarà trionfale: alzerà le braccia al cielo in occasione della vittoria al Giro di Lombardia. E nella primavera successiva completerà l’opera andando a conquistarsi in maglia iridata la Milano-Sanremo, ultima corsa di prestigio che mancava nel suo carniere.