Inter-Sampdoria: 0-2 e Boskov porta lo scudetto a Genova

Se il 5 maggio viene ricordato per la morte di Napoleone, per l’Inter ed i tifosi nerazzurri è assai funesto, sportivamente parlando. Certamente più noto il pomeriggio dell’Olimpico di Roma nel 2002, con la rimonta pazzesca che li vide perdere lo scudetto ai danni della “odiata” Juventus.

Ma anche la giornata vissuta in casa nel 1991 non è da meno: nel match decisivo per il campionato, la Sampdoria entrava a San Siro in veste da da capoclassifica e ne uscì con un pezzo di tricolore cucito addosso. Una partita costruita tatticamente perfetta da Boskov, con le parte di Pagliuca vero muro invalicabile e lo spietato contropiede con Vialli in veste di primattore.

Stadio San Siro- Milano ore 14.30 5 Maggio 1991

Inter-Sampdoria 0-2

INTER: Zenga, Bergomi, Brehme, Stringara(dal 69′ Pizzi), Ferri, Paganin, Bianchi, Berti, Klinsmann, Matthaeus, Serena.
All. Trapattoni

SAMPDORIA: Pagliuca, Mannini, Invernizzi, Pari, Vierchowod, Pellegrini, Lombardo, Cerezo, Vialli(dal 90′ Lanna), Mancini, Dossena(dall’87′ Bonetti).
All. Boskov

Marcatori: Dossena (Sampdoria) al 60′, Vialli (Sampdoria) al 76′.

Arbitro: D’Elia di Salerno.

Spettatori: 78′908

Al 46′ del primo tempo espulsi Mancini (Sampdoria) e Bergomi (Inter); al 71′ Pagliuca (Sampdoria) para rigore a Matthaeus (Inter).

Sampdoria-Pescara 1-3: il ritorno in Serie A, maggio 2012

Era la primavera del 2012 ed il Pescara viaggiava a mille: con un trio delle meraviglie Immobile-Insigne-Verratti, la linea verde degli abruzzesi fece la gioia dei fans dei pescaresi e divenne la rivincita tecnica di Zeman, il boemo spesso applaudito per il bel gioco e per le (tante) scoppole.

La stagione 2011-12 riaprirà le porte del grande calcio al Pescara, che mancava dalla Serie A da ben 19 anni, e lo farà dalla porta principale, battendo la Sampdoria nel penultimo turno sul terreno di Marassi.

Per i blucerchiati il ritorno fra le big verrà soltanto ritardato di qualche settimana: qualificatosi al sesto  ed ultimo posto nella griglia dei play-off, i doriani batteranno in semifinale il Sassuolo e poi il Varese, ribaltando in entrambi i casi la peggior classifica.

Il TABELLINO

SAMPDORIA – PESCARA 1-3 (0-2 PT)

Marcatori: 19′ pt Caprari (P), 29′ pt Immobile (P), 16′ st Caprari (P), 38′ st Juan Antonio (S)

Sampdoria: Romero, Rispoli, Gastaldello, Rossini, Costa, Munari, Obiang, Renan, Icardi (19′ st Fornaroli), Foggia (20′ st Juan Antonio), Pozzi (27′ st Kristicic). All. Iachini. A disp. Da Costa, Volta, Gentsoglu, Laczko.

Pescara: Anania, Balzano, Brosco, Capuano, Bocchetti, Nielsen, Verratti, Cascione, Caprari (24′ st Sansovini), Immobile, Insigne (40′ st Kone). All Zeman. A disp. Ragni, Zanon, Maniero, Gessa, Perrotta

Arbitro: Sig. Tommasi di Bassano coadiuvato dagli assistenti Filippo Meli di Parma e Salvatore Longo di Paola; IV Uomo Sig. Merchiori di Ferrara

Ammoniti: Caprari, Nielsen, Anania, Cascione, Kone (P), Munari (S)

Che fine ha fatto Toninho Cerezo, faro di Roma e Sampdoria

Fece parte del Grande Brasile che perse contro l’Italia di Pablito Rossi a Spagna 82 e non alzò mai al cielo una Coppa del Mondo, Toninho Cerezo rimane senza dubbio uno dei grandi centrocampisti che hanno scritto un’epoca nel calcio degli Anni 80.

Con alle spalle due edizioni dei Mondiali (1978 ed 1982), Cerezo trovò la definitiva consacrazione nel calcio italiano.

Antonio Carlos Cerezo nacque il 21 aprile 1955 a Belo Horizonte. Debuttò nel calcio professionistico nel 1972 con la maglia dell’Atlético Mineiro. Nel 1973 il passaggio al Nacional de Manaus e, dopo un solo anno, il rientro alla casa madre, dove rimase fino al 1983, quando gli si spalancarono le porte del calcio europeo. Il Presidente  della Roma Dino Viola lo volle nella Capitale, nell’anno post-scudetto, per puntare deciso alla Coppa Campioni. Purtroppo, come tanti ricordano, i sogni si spensero nella notte dell’Olimpico, dopo una lotteria dei rigori che fece piangere lacrime amare ai tifosi giallorossi.

Dopo tre stagioni all’ombra del Cupolone, fu la volta della Sampdoria. Erano gli anni in cui la coppia Vialli & Mancini erano la delizia della Genova doriana, ma sempre distanti dall’agognato scudetto. Il centrocampista brasiliano assicurava ritmo e geometrie e, sotto la direzione di Boskov, arrivò finalmente il tricolore nella stagione 1990-91.

Dopo sei stagioni in Liguria (e nove complessive in Italia), il ritorno in patria. Ad attenderlo il Sao Paulo, con cui riuscì a giocare e vincere la Coppa Intercontinentale nel 1993, in finale contro il Milan. Mezza stagione al Cruzeiro (1994) e poi il ritorno al San Paolo nel 1995. Instancabile, proseguì il suo viaggio calcistico nella stagione 96-97 con l’América de Minas Gerais e chiuse la carriera con la sua prima squadra, tra le fila dell’Atletico Mineiro. Il palmarés pare infinito: 7  Campionati Mineiros, un Campionato Amazzonia, 2 Coppe Italia con la Roma e due con la Sampdoria, uno Scudetto ed una Supercoppa sempre i blucerchiati, un Campionato Paulista, una Libertadores, due Intercontinentali, due Recopa di Sudamérica ed una Supercoppa Sudamericana, tutto con il San Paulo. Con la maglia del Brasile, 74 partite e 7 reti complessive.

Il ritiro, avvenuto alla tenera età di 43 anni, non lo vide abbandonare totalmente il calcio: iniziò dapprima la carriera di allenatore nel paese natale, passando poi attraverso le esperienze in Giappone, Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Attualmente è osservatore in Sudamerica per contro della Sampdoria.

Protagonista sfortunato del match del Sarrià contro l’Italia: un suo movimento errato favorì la terza e definitiva segnatura di Paolo Rossi che costò il biglietto di ritorno in patria ai verdeoro che gli costarono mesi di polemiche pesanti nei sui confronti nei mesi successivi in patria.

Il caso volle che giocò la finale di Coppa dei Campioni con la Sampdoria contro il Barcellona nel  maggio 1992, a 37 anni suonati. Pochi mesi dopo, giocò e vinse con il San Paolo, la Coppa Intercontinentale a Tokyo proprio contro i catalani, prendendosi la rivincita.

In Brasile venne soprannominato, a ragione, O Patrao da Bola (il Padrone del pallone).

Ebbe modo di giocare con entrambi i fratelli Vieira de Oliveira (Sócrates y Raí), appartenenti a due generazioni calcistiche diverse.

Negli ultimi anni, la cronaca brasiliana ebbe modo di interessarsi della sua vita privata. Leandro, uno dei suoi quattro figli, dichiarò di essere transessuale e di svolgere, con il nomignolo di Lea T., la professione di modello, oltre ad essere una musa di Givenchy. Tuttavia l’ex calciatore dichiarò di avere solo tre figli, cercando di smentire ogni voce in merito.

Venne eletto miglior giocatore della Coppa Intercontinentale del 1993, vinta con il San Paolo, la seconda consecutiva, ai danni del Milan di Fabio Capello.

Le rimonte pazzesche: Inter-Sampdoria 3-2 dallo 0-2 a San Siro

E’ la stagione 2004-2005, la prima da tecnico sulla panchina dell’Inter per Roberto Mancini. La classifica della Serie A, guidata dalla Juve di Capello, vede i nerazzurri affrontare a San Siro, per il penultimo turno del girone d’andata, la Sampdoria. In palio il quarto posto, che per più di 80 minuti è appannaggio dei blucerchiati che si trovano sul doppio vantaggio, grazie anche alla prestazione che ha quasi del miracoloso dell’estremo difensore ligure Antonioli.

Ma Pazza Inter impazza e non c’è mai fine finchè arbitro non fischia..

IL TABELLINO DEL MATCH

INTER-SAMPDORIA 3-2
INTER (4-3-1-2): Toldo; J.Zanetti, Cordoba, Materazzi, Favalli; C.Zanetti (19’st Martins), Cambiasso, Stankovic; Emre (38’st Karagounis); Vieri, Adriano (32’st Recoba). In panchina: Fontana, Burdisso, Coco, Ze Maria. Allenatore: Mancini

SAMPDORIA (4-4-2): Antonioli; C.Zenoni, Castellini, Falcone (13’st Pavan), Diana, Volpi, Palombo, Tonetto, Flachi , Rossini (28’st Kutuzov). In panchina: Turci, Carrozzieri, Pagano, Donadel, Edusei. Allenatore: Novellino.
ARBITRO: Bertini di Arezzo.
RETI: 43’pt Tonetto, 38’st Kutuzov, 43’st Martins, 46’st Vieri, 47’st Recoba.
NOTE: giornata grigia, terreno in mediocri condizioni, spettatori 52.000, fra cui oltre 5.000 tifosi doriani.
Angoli: 13-2 per l’Inter. Ammoniti: Cordoba, Rossini, Volpi. Recupero: 1′; 5′.

Sampdoria-Lecce 3-0: 19 maggio 1991 il giorno dello scudetto

Si può vivere anche di soli ricordi, se questi aiutano nei momenti difficili o “normali” e maggio 19 maggio 1991 è una data che i tifosi della Sampdoria ricorderanno per sempre. A Marassi si celebra infatti l’apoteosi blucerchiata: la squadra di Vialli, Mancini, Pagliuca, Mannini, Capitan Pellegrini, solo per citare alcune fra le bandiere, senza dimenticare la mente in panchina, Mister Boskov e la sapiente regia finanziaria e non solo di patron Mantovani, dopo una cavalcata entusiasmante, vede finalmente all’orizzonte il sogno di una vita, lo scudetto.

Ospite, è il caso di dire, a Marassi è il Lecce: per i salentini si tratta dell’ultima opportunità per inseguire il sogno salvezza, obbligatorio almeno strappare un punto, sarebbe meglio la vittoria per  gli uomini di Boniek che stanno cercando disperatamente di agganciarsi all’ultimo appiglio.

Ma il pomeriggio splendido di sole sarà luminoso soltanto per la Sampdoria: il 3-0 netto con cui superano i giallorossi, già nella prima frazione di gioco, non ammette concessioni. Il secondo tempo sarà sola accademia, Genova torna a vincere lo scudetto ed i tanti ragazzi della banda blucerchiata potranno cucirsi su petto il prezioso tricolore.

IL TABELLINO DEL MATCH

33a giornata – Genova, 19 maggio 1991

Sampdoria-Lecce 3-0

Marcatori: 2′ Cerezo, 13′ Mannini M., 30′ Vialli

SAMPDORIA: Pagliuca, Mannini, Katanec (Invernizzi), Pari, Vierchowod, Pellegrini, Lombardo, Cerezo (Mikhailicenko), Vialli, Branca, Dossena. In panchina: Nuciari, Lanna, Bonetti. Allenatore: Boskov.

LECCE: Zunico, Garzya (Morello), Carannante, Mazinho, Ferri, Amodio, Aleinjkov (Panero), A. Conte, Pasculli, Benedetti, Moriero. In panchina: Gatta, Monaco, G. Conte. Allenatore: Boniek.
Arbitro: Lanese di Messina.

NOTE: espulso A. Conte; ammonito Benedetti; spettatori: 39487.

Sampdoria Club South Africa: l’amore doriano in Sudafrica

Il tifo per una squadra non ha confini: in Sud Africa esiste un club di fans che amano la Sampdoria ed i suoi colori. Andiamo a scoprirli attraverso le parole di Fabrizio Rainone, anima del gruppo che ha una propria pagina su Facebook.

Quando è nato il gruppo, perché, quanti siete, come è composto il gruppo

Il club è stato annunciato ufficialmente la mattina del 16- maggio 2010 (giorno in cui il Doria si qualificò ai preliminari i Champions League) al xxv Meeting dei Sampdoria Clubs nel Mondo, mentre il gruppo originale si è formato nei mesi precedenti a Cape Town sui campi di calcetto “Gianluca Vialli Soccer Center” ( la moglie è di Cape Town, ed in genere trascorre il mese di gennaio a Cape Town) e sul campo in erba a 11 di Camps Bay. L’ideatore e co-fondatore è Fabrizio Rainone (il sottoscritto), fotografo di moda (www.fabriziorainone.com ) ed ex Primavera Samp (insieme ai vari Chiorri e Nicolini), insieme al suo agente fotografico Bruno Zolezzi, nato in Sudafrica ma originario di Lavagna e cugino di Enrico Mantovani. Il gruppo, formato da 5 italiani e 15 sudafricani, si è formato sull’onda dell’entusiasmo x la cavalcata verso la champions tra gennaio e maggio 2010, contemporaneamente alla grande aspettativa dei Mondiali Sudafricani, in particolare si aspettavano Cassano e Pazzini nell’Italia. Oltre a ciò, i colori fantastici dei tramonti a Cape Town ricordano quelli magici della Samp…

In che modo seguite le vicende calcistiche della vostra squadra, avete incontri settimanali presso un fan club?

Il gruppo di Cape Town (una dozzina) vede insieme in TV (oppure in streaming) sul canale RAI International (visibile in tutto il mondo tranne l’Europa) live le partite del Doria, in un ristorante italiano (Bacini restaurant) oppure a casa del presidente del club Bruno Zolezzi e della vice-presidentessa Federica Bacecci. Mentre quelli “sparsi” tra Johannesburg, Pretoria e Port Elisabeth le vedono da soli o al massimo in coppia. Le nostre “riunioni” sono soprattutto a Clifton beach dove giochiamo a beach volley o intorno alle partite di calcetto/calcio…ovviamente si parla sempre di tutto ciò che riguarda il mondo Sampdoria.

Siete mai riusciti a muovervi tutti assieme per assistere ad un match dei doriani? 

Abbiamo 3 membri che non vivono in Sudafrica= 1 a Londra (me) e 2 a Genova, per loro ovviamente e’ facile rappresentare il club allo stadio (abbiamo tutti la maglietta ufficiale del club), mentre per i residenti in Sud Africa, 9000 km dal Sampdoria Stadium, succede una, al massimo due volte all’anno, normalmente in occasione di un derby. Ovvio che l’esperienza viene vissuta in modo estremamente passionale e intensa, compresi i rituali pre-post match nei nostri bar nelle strade dietro la Gradinata Sud.

Cosa vuol dire tifare per una squadra lontano da casa, come la si vive, vi fa sentire più vicini all’Italia?

Per noi non si tratta di “una squadra” ma de LA SQUADRA DEL CUORE.  Ci sentiamo molto speciali grazie ai nostri colori unici e magici. Tifare il Doria ci fa sentire più vicini a Genova e al nostro stadio coi nostri fratelli blucerchiati.

La vostra esperienza al Mondiale di Sudafrica 2010: come avete vissuto l’evento.

I nostri membri di Cape Town hanno visto tutte le partite del mondiale giocate a Cape Town, a partire da Italia-Paraguay, davanti allo stadio prima della partita hanno esposto uno striscione blucerchiato con NO CASSANO NO PARTY per protestare contro la mancata convocazione di Antonio Cassano al Mondiale.

Nota: a parte la grande delusione per il mondiale dell’Italia e la mancata qualificazione dei “Bafana Bafana” dopo il girone (ma orgogliosi per la vittoria sulla Francia), l’evento in generale è stato vissuto con molta allegria insieme ai tifosi arrivati da tutto il mondo.

Avete presto in programma una trasferta per vedere la Samp in Italia?

Si spera, al momento, di essere presenti in massa a maggio al derby di ritorno.

 

Des Walker: dalla Premier alla Sampdoria, ora camionista

Des Walker venne scoperto da un maestro del calcio inglese, Brian Clough, che lo lanciò in prima squadra al Nottingham Forest a soli 19 anni. Nato a Hackney, un distretto di Londra, il 26 novembre 1965, Desmond Sinclair Walker (nome completo) realizzò in tutta la sua carriera una sola rete.

Centrale difensivo dalla stazza imponente (183 cm), seppe costruirsi un’ottima prima fase di carriera, tale da guadagnarsi la chiamata in nazionale nel 1988, sostituendo nel corso di una partita amichevole un monumento del calcio inglese come Tony Adams.

Convocato per Italia90, fu titolare indiscusso in tutti i matches che i Tre Leoni disputarono e conclusero al quarto posto finale. La vetrina mondiale lo fece affermare nel grande calcio, tanto che la Sampdoria decise di acquistarlo nell’estate 1992 per rinforzare ulteriormente il reparto difensivo.des walker-sampdoria-1992

Il tecnico svedese Eriksson, appena arrivato in blucerchiato, decise però di schierare l’inglese non al fianco dell’esperto Vierchowod, ma di affidargli la fascia laterale destra. La stagione non fu delle migliori: per il secondo anno consecutivo i liguri, arrivando al settimo posto, non si qualificarono per le competizioni europee mentre Walker si rivelò un fallimento e fece le valigie per l’isola britannica.

In patria giocò con lo Sheffield Wednesday, 309 partite ed infine disputò le sue ultime due stagioni con il club che lo aveva lanciato, il Nottingham Forest, a 39 anni!

Un cruccio rimase nella sua carriera: non giocò infatti nessuna competizione europea per clubs, dapprima in seguito all’esclusione del paese anglosassone per i fatti dell’Heysel e poi per aver giocato con compagini non di primissimo livello.

nel suo palmares trovano posto due Coppe di Lega, due Full Members Cup mentre perse la finale di FA Cup (1991) a causa di una sua autorete nei tempi supplementari contro il Tottenham.

Attualmente lavora come camionista per l’impresa di trasporti di un amico, pur essendo in possesso del patentino di tecnico, attività che non ha mai svolto finora. Vive a Nottingham dove può assistere alle partite del figlio Tyler, attaccante titolare del Forest in Championship.

Nel febbraio 2016 è stato inserito nel settore tecnico del Derby County, la squadra che ha una rivalità molto accesa con il Forest per via della distanza, appena 22 km, fra le due città.

Curiosità su Des Walker

I suoi compagni di squadra spesso cantavano “You’ll never beat Des Walker” (Non potrai mai superare Des Walker”) mentre i giornalisti si lamentavano per essere un personaggio molto schivo con la stampa “You’ll never meet Des Walker” (Non incontrerai mai Des Walker).

Nel 2012 giocò una partita per beneficenza con la squadra inglese per Soccer Aid 2012 Charity game all’Old Trafford.