Russia: brutte figure ad Euro 2016, sciogliamo la nazionale

Mancano due anni ai Mondiali di Russia 2018 ed il paese si sta preparando per tempo ad accogliere le 32 nazionali che lotteranno per la Coppa del Mondo. Il paese, che ospita per la prima volta, sta facendo le cose in grande: stadi avveniristici ospiteranno i matches, veri e propri fiori all’occhiello in termini architettonici.

Ma in campo tecnico le cose non stanno filando per il verso giusto: la sconfitta per 3-0 subita ieri sera contro il Galles ha estromesso la nazionale da Euro 2016, non certamente il viatico migliore per affrontare la prossima rassegna casalinga.

Ed oltre i danni all’immagine causati dagli hooligans nelle città francesi prima e dopo le partite, anche la squadra non sta mostrandosi all’altezza, tanto che Dmitry Svischev, il capo del comitato della Duma di stato sulla cultura fisica, lo sport e la gioventù, ha proposto di sciogliere la nazionale russa di calcio.

“Ce l’aspettavamo. Tutti semplicemente speravano in un miracolo, ma non è accaduto. Forse, i miracoli non esistono. Tutto è giunto alla conclusione logica: andiamo a casa. Non c’è da discutere. Bisogna cambiare tutto in maniera radicale: cacciare via tutti e ripartire da zero”, dice Dmitry Svischev.

A questo si aggiunge che il ct Leonid Sluckij ha di fatto annunciato le sue dimissioni dopo il misero risultato europeo, un solo punto in tre partite e peraltro guadagnato in pieno recupero nel primo incontro con l’Inghilterra. Dopo l’abbandono di Fabio Capello in seguito all’eliminazione dai mondiali brasiliani, non certamente la migliore pubblicità per Russia 2018.

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Georgia: la nazionale di rugby che sconfisse l’invasore Russia

La Coppa del Mondo di Rugby 2015 in Inghilterra, se ha scritto pagine importanti per lo sport della palla ovale ed altre tristi sul piano sportivo (vedi eliminazione Inghilterra al primo turno), ha sicuramente potuto far conoscere la vicenda sportiva e politica di un piccolo paese come la Georgia, attanagliata nell’ultimo decennio da vicende ben più pesanti di una sconfitta sportiva.

La  piccola nazione caucasica infatti, vinse il match inaugurale per 17-10 contro Tonga, una nazionale con un discreta esperienza in campo internazionale e più avvezza a palcoscenici mondiali.

Ma il vero successo era ben altro: la Georgia infatti, acquisita l’indipendenza politica al momento della disgregazione dell’Unione Sovietica nel 1991, aveva purtroppo rivisto dovuto fare i conti con l’Armata Rossa nell’estate 2008, quando alla vigilia di un altro importante evento sportivo come le Olimpiadi di Pechino, era entrata in guerra con uno degli eserciti più potenti al mondo.

Il conflitto inoltre non aveva che acuito la rivalità in campo sportivo con i russi; Merab Sharikadze, uno dei giocatori di rilievo della nazionale, espresse bene il sentimento:  “Georgia ha avuto alcuni momenti difficile nel corso della storia ed il popolo ne ha pagato le conseguenze. Ma ora stanno ritrovando la forza e la felicità su di un campo da rugby”.

I Lelos, (il soprannome deriva da un antico gioco popolare che si praticava prima della nascita di Cristo), vantavano nei confronti degli invasori uno score invidiabile: in 19 test-match, ben 17 volte erano usciti vincenti mentre è dal 1993 che non vengono più battuti dalla Russia

Il panorama rugbistico georgiano volge comunque al bello. Infatti già nel Mondiale 2011 fecero bella figura in Nuova Zelanda mentre nel 2015 la squadra under 18 superò la ben più quotata Irlanda e si piazzò al secondo posto nel torneo continentale dei pari età , superati soltanto dalla Francia. Sempre Sharikadze dichiarò alla stampa: “Ognuno di noi sta lavorando duro. Vogliamo che tutto il mondo conosca la Georgia”.

Nel biennio 2008-09, il conflitto costrinse le due nazioni belligeranti ad affrontarsi in campo neutro (Ucraina e Turchia), evento che non fece sorridere i georgiani, già vittime dell’invasione sul proprio terreno. Nel 2012, il ritorno alla disputa regolare del match in Georgia, vide i padroni di casa dominare il match con una netta vittoria per 46-0.

Alla fine della rassegna mondiale, la Georgia si piazzerà al terzo posto, guadagnandosi l’accesso alla prossima World Cup, che si terrà nel 2019 in Giappone.

La storia sportiva della piccola repubblica ex-sovietica presenta anche alcuni aneddoti curiosi. Nel 2003, alla sua prima partecipazione, la nazionale non aveva ancora fondi necessari per l’acquisto del materiale sportivo di base. claude-saurel-georgia-rugbyIl tecnico francese, Claude Saurel, decise allora di acquistare aprendo il personale portafoglio le tute di rappresentanza assieme ad una videocamera e un computer per migliorare le tecniche di preparazione della squadra. Ma non finisce qui: volendo gettare un po’ di mistero sulla squadra da lui diretta, Saurel decise di “oscurare” il campo d’allenamento facendo sistemare sulla recinzione grossi fogli scuri, per impedire la visione. Stratagemma inutile visto che nessuno si presentò nemmeno di nascosto mentre la Georgia perse tutti e quattro i matches.

 

Oleg Salenko, il bomber con il record di goals in una partita dei Mondiali

Oleg Salenko è iscritto nel libro dei records dei Mondiali di Calcio grazie a 5 reti siglate in una sola partita. Quel primato, stabilito ad USA 94, non portò fortuna al calciatore russo che iniziò il declino dopo quel pomeriggio di San Francisco.

Erano i Mondiali di USA 1994 ed il Muro di Berlino era già caduta da quasi cinque anni. Non era più l’URSS a rappresentare l’intera Unione Sovietica ma il suo scioglimento aveva provocato un vero e proprio sconvolgimento nel mondo sportivo creando di fatto federazioni autonome.

Alle qualificazioni, essendo i talenti sparsi fra le varie repubbliche, solo la Russia riuscì a strappare il pass per la trasferta americana ma dopo i primi due matches, entrambi conclusi con due sconfitte contro Brasile (poi vincitore) e Svezia, la nazionale era già di fatto eliminata

A Palo Alto, nella baia di San Francisco, per il terzo ed ultimo incontro contro il Camerun, i russi scesero in campo per onor di firma, se non che per Oleg Salenko, chiamato El Buitre di Leningrado, quel 28 luglio 1994 sarà il giorno più bello della sua carriera.

A San Francisco, in un pomeriggio caldissimo, Salenko realizzò ben cinque reti, in 6-1 finale contro gli africani che furono così anch’essi eliminati. Superò il precedente record del polacco Ernest Wilimowski, che aveva realizzato 4 reti nell’incontro Brasile-Polonia 6-5 in occasione del mondiale 1938.

Tuttavia per l’attaccante classe 1969 la carriera da quel momento prese una piega negativa: dopo aver giocato con il Logrones per due stagioni, firmò con il Valencia proprio nell’estate 1994, lasciando però la squadra già nel mercato di riparazione di gennaio.

Passato in Scozia vestendo la maglia dei Rangers, vinse il campionato con la squadra di Glasgow lasciandola subito dopo e volando in Turchia ingaggiato dall’ İstanbulspor. Sul Bosforo un brutto infortunio lo tenne lontano dai campi di gioco per ben due anni.

Il rientro fu solo formale: un provino con il Cordoba, ancora in Spagna, con tre presenze ed infine un contratto con i polacchi del Pogon Stettino, marcando una sola apparizione in campo. Provò con il beach soccer, rivestendo l’incarico di tecnico dell’Ucraina. Un altro abbandono pose fine a questo ulteriore tentativo di rimanere sul campo. Partecipò ai Mondiali 2002 in veste di commentatore per la televisione ucraina.