Golf Resenda Marapendi, la sede del torneo di Rio 2016

Il campo da golf utilizzato per le Olimpiadi di Rio 2016 era stato appositamente costruito per salutare il ritorno della disciplina dopo quasi un secolo. A soli 5 km di distanza dal Villaggio Olimpico, quasi fosse un villaggio vacanze, e più precisamente a nord della Laguna di Marapendi, il campo ha permesso fino a 25.000 persone contemporaneamente di assistere allo sport anglosassone.

Presso tale sito soltanto i golfisti si sono disputati le medaglie in palio nell’individuale, maschile e femminile, per poi lasciarlo, a livello professionale, definitivamente. Subito dopo il termine dei Giochi Olimpici il campo infatti rimarrà a disposizione nella speranza di diffondere la pratica dello sport nel paese sudamericano.

Tokyo 2020: sede dell’edizione n° 32 dei Giochi Olimpici

Si chiudono i battenti dell’edizione n° 31 dei Giochi Olimpici, che ha visto per la prima volta una città sudamericana, Rio de Janeiro, sede del maggior evento sportivo e già atleti e tifosi guardano alla prossima rassegna che  avrà luogo a Tokyo, Giappone, dal 25 luglio al 9 agosto 2020.

La scelta è caduta sulla città giapponese, che torna ad ospitare i Giochi dopo l’edizione 1964, durante la 125ª sessione del CIO, svoltasi a Buenos Aires il 7 settembre 2013. La capitale nipponica ha superato la concorrenza delle altre due contendenti, Istanbul (Turchia) e Madrid (Spagna).

La cerimonia d’apertura e di chiusura si svolgerà presso il National Olympic Stadium, sede già dell’edizione del 1964, con una capienza, al termine dei lavori di ammodernamento, pari a 60.000 spettatori.

Gli sports presenti a Tokyo 2020

Le discipline in totale, secondo la denominazione del CIO, saranno 33. Al Congresso del CIO di Rio 2016 sono state ammesse cinque sports.

Arrampicata NEW
Atletica leggera
Badminton
Baseball/softball NEW
Boxe
Calcio
Canoa/kayak
Canottaggio
Ciclismo
Equitazione
Ginnastica artistica e ritmica
Golf
Hockey su prato
Judo
Karate NEW
Lotta libera/grecoromana
Pallacanestro
Pallamano
Pallavolo
Pentathlon Moderno
Rugby a 7
Scherma
Skateboard NEW
Sollevamento Pesi
Sport acquatici (nuoto, tuffi, pallanuoto, nuoto sincronizzato e fondo)
Surf NEW
Taekwondo
Tennis
Tennistavolo
Tiro
Tiro con l’arco
Triathlon
Vela

Le Olimpiadi tornano così a Tokyo dopo l’edizione 1964 (la numero 18), che si svolsero invece in autunno, più precisamente dal 10 al 24 ottobre.  Il fuso orario con l’Italia è di nove ore. I Giochi ParaOlimpici si svolgeranno dal 25 agosto al 6 settembre 2020.

Il Logo di Tokyo 2020

Il logo dell’edizione 2020 è un modello a scacchi, motivo molto popolare in Giappone e che , rappresentato nel colore blu, simboleggia raffinata eleganza e sofisticatezza, elementi classici del Paese del Sol Levante.

Composto da tre varietà di forme rettangolari, il disegno stilizza differenti paese, culture e modi di pensare. Incorpora il messaggio dell’unità nella diversità.

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Ray Ewry, l’atleta che superò tutte le barriere alle Olimpiadi

La storia di Ray Ewry fu particolare e difficile fin dagli inizi: nato negli Stati Uniti a Lafayette, il 14 ottobre 1873, dovette lottare contro la poliomelite in giovane tenera età, tanto che la prima diagnosi dei medici non lasciava speranze.

Ray non avrebbe mai più camminato ed avrebbe dovuto passare il resto della sua vita su di una sedia a rotelle. Tuttavia il ragazzo non volle cedere di fronte alla malattia e cominciò ad impegnarsi in un programma di esercizi, da lui stesso ideato.

Addirittura diede i natali alla ginnastica isometrica, basata sulla contrazione dei muscoli senza il movimento, e la forza di volontà lo riportò, oltre che alla vita attiva, anche ad diventare atleta di alto livello.

Si iscrisse all’Università di Purdue nel 1890 per frequentare la facoltà d’ingegneria: divenne capitano della squadra di atletica leggera ed inoltre si dedicò al football americano. Dopo la laurea in ingegneria meccanica, conseguita nel 1987, entrò a far parte per breve tempo della squadra di Chicago AA prima di trasferirsi a New York, dove lavorò per il comune come ingegnere idraulico.

Vinse il primo dei sui complessivi 15 titoli nazionali nel 1898 mentre l’ultimo arriverà nel 1910. Le sue specialità erano assai particolari: infatti eccelleva nei salti da fermo, competizioni che in quegli anni erano molto popolari. Salto in alto, in lungo e triplo, sempre da fermo erano gare dominate da Ewry.

raw-salto

Conquisterà ben 10 ori olimpici (1900, 1904, 1906 e 1908) nelle tre specialità in quanto l’edizione del 1906, ritenuta Olimpiade intermedia ed organizzata per ricordare il primo decennale dei Giochi Olimpici moderni, assegnò regolarmente le medaglie.

Proverà anche a prendere parte all’edizione di Londra 1912 all’alba dei 40 anni, senza però riuscirci. Per la sua abilità nei balzi venne soprannominato “la rana umana” (“the human frog”).

Morirà a New York il 29 settembre 1937; l’anno seguente le competizioni di salto da fermo vennero definitivamente abolite.

OlimpiadeGaraMisuraNota
Parigi 1900Salto in alto da fermo1,655 mRecord mondiale ed olimpico
Salto in lungo da fermo3,207 mRecord olimpico
Salto triplo da fermo10,58 mRecord olimpico
Saint Louis 1904Salto in alto da fermo1,608 m
Salto in lungo da fermo3,476 mRecord mondiale ed olimpico
Salto triplo da fermo10,54 m
Olimpiade intermedia Atene 1906Salto in alto da fermo1,56 m
Salto in lungo da fermo3,30 m
Londra 1908Salto in alto da fermo1,575 m
Salto in lungo da fermo3,335 m

 

 

Beach-Volley: le regole base ed i termini più comuni

Estate olimpica che lascerà ricordi nelle menti di tanti appassionati di beach-volley, quella del 2016, grazie alle imprese della coppia Nicolai-Lupo che sulla spiaggia di Copacabana si sono spinti alla finalissima per la medaglia d’oro a Rio.

Eppure la pallavolo giocata in spiaggia esiste dalla notte dei tempi, soltanto che viene giocata per intrattenere i lunghi pomeriggi marittimi e per mostrare, spesso, le proprie abilità. Conosciamo allora i termini che il simpatico Lucky Lucchetta utilizza durante le sue telecronache appassionate e ricche di aneddoti.

IL REGOLAMENTO BASE DEL BEACH VOLLEY

Il beach volley si gioca sulla sabbia, in un campo che misura 16x8m e composto da una sabbia fine ma non appiccicosa, con una zona libera larga almeno 3m.

Le linee di gioco del campo devono avere una larghezza compresa fra 5–8 cm. L’altezza e le caratteristiche della rete sono le stesse della pallavolo (2.24m per le donne e 2.43 per gli uomini).

Il numero di partecipanti per squadra è di 2 giocatori e non sono ammessi cambi. I giocatori possono posizionarsi all’interno del campo in maniera libera, eccezion fatta per il giocatore di servizio. L’ordine del servizio è sempre alternato. Un membro della coppia riveste il ruolo di capitano. Si gioca a piedi nudi, a meno di specifiche e momentanee autorizzazioni.

La vittoria si assegna sempre al meglio dei tre set. Per vincere un set sono necessari 21 punti, con un vantaggio minimo di due punti. In caso di parità al termine del secondo set, il terzo e ultimo set si assegna alla squadra che ottiene per prima 15 punti con un vantaggio minimo di due punti.

Il pallonetto è ammesso solo se effettuato con le nocche. Qualsiasi tocco, compreso quello di ricezione e difesa, deve essere pulito. La palla non può essere catturata, bloccata, trattenuta o accompagnata. Fanno eccezione l’azione difensiva di un attacco forte, che può essere difeso sopra la testa a mani aperte e l’azione contesa a muro. Il tocco di muro conta come tocco di squadra.

Si effettua cambio campo alla fine di ogni set, ogni sette punti e suoi multipli durante il primo e il secondo set, ogni cinque punti e suoi multipli nel terzo ed ultimo set.

I TERMINI DEL BEACH-VOLLEY
ANGLE: quando l’alzatore indica all’attaccante la diagonale come corretta traiettoria del colpo
BEACH-DIG: difesa a mani aperte al di sopra o al di sotto del capo contro schiacciate di potenza
BLOCK: il classico muro
CHICKEN-WING: difesa su attacco forte, portando esternamente il gomito cercando di formare un buon piano di rimbalzo tra il braccio e l’avambraccio
CROSS-OVER: colpo che mira a scavalcare il giocatore avversario in difesa
CUT-SHOT: colpo di precisione o colpo tattico giocato in diagonale
FLOAT-SERVE: battuta flottante effettuata con i piedi a terra
HARD-SHOT: schiacciata di potenza con traiettoria difficile, ma che può essere difesa a mani aperte
HUSBAND AND WIFE-SERVE: battuta che manda la palla tra i due giocatori, in modo da disorientarli
JUMP-FLOAT-SERVE: battuta flottante in salto
JUMP-SERVE: battuta forte in salto con rotazione della palla
KNUCKLER: difesa ad una mano al di sopra del capo in cui la palla viene controllata con le falangine
KONG BLOCK: muro effettuato con una sola mano
LINE: chiamata dell’alzatore all’attaccante, che indica il lungolinea come corretta traiettoria del colpo
MONSTER BLOCK: azione di muro che rimanda la palla in maniera forte nel campo avversario
POKE-SHOT: colpo d’attacco giocato con le nocche
SHOT: ogni colpo d’attacco che abbia una traiettoria ad arco
SKY-BALL: battuta a candela alta per trarre vantaggio da colpi di vento o dal sole negli occhi degli avversari
TOMAHAWK: difesa a due mani di colpi tattici al di sopra o all’altezza del capo

 

Calciatrice Sudafrica si copre parte intime maschili in barriera a Rio2016

Sono Olimpiadi aperte dal punto di vista sessuale: la dotazione di preservativi per gli atleti ed atlete, nonchè l’ammissione alle gare di atletici transgender dovrebbe finalmente aver liberato le menti, anche le più restie. Ma se in occasione di un calcio di punizione, il difensore del Sudafrica Vilakazi decide di coprirsi le parti intime come farebbe un calciatore, il fatto non può apparire “normale”….

Thomas Burke, il primo vincitore dei 100 metri alle Olimpiadi

Gara regina dell’atletica leggera ed ovviamente attesa alle Olimpiadi come la competizione che esprime l’uomo più veloce al mondo, i 100 metri piani fecero il loro ingresso ai moderni Giochi Olimpici fin dalla prima edizione di Atene 1896. Fu Thomas Edmund Burke (1875- 1929) il primo atleta a tagliare il nastro ( a quell’epoca presente) della prima edizione della gara che si tenne presso lo Stadio Panathinaiko, opera monumento dello sport moderno e che sarà teatro anche dell’arrivo della maratona ad Atene 2004.

Burke, allora ventenne, arrivava da Boston e vincerà anche la gara dei 400 metri piani, impresa finora mai riuscita a nessun altro.

Il New York Times scrisse in merito alla gara: “Allo sparo, Burke balzò in avanti, subito seguito dal tedesco Hofmann, che venne superato di due metri sul traguardo, con gli altri corridori che seguirono in sequenza….Fra gli applausi, la bandiera americana sventolò in alto”.

Burke era nato nella West End in Boston; suo padre era becchino presso la Chiesa di St. Joseph e quando vinse le Olimpiadi frequentava il secondo anno di legge presso la Boston University.

Durante la Prima Guerra Mondiale, con il grado di luogotenente, sarà il più anziano, all’età di 43 anni, a guadagnarsi tali gradi nell’esercito americano. Ma torniamo alla sua impresa ateniese.

Semplice studente universitario, arrivò nella capitale greca con il ruolo di favorito, ma nella gara dei 400 metri piani, avendo vinto il titolo americano nella specialità nelle ultime due edizioni.  Alla partenza, in un’epoca in cui non esistevano i blocchi di partenza, Burke ed i suoi compagni americani Tom Curtis e Francis Lane si posizionarono proni, dimostrando di conoscere già la metodologia corretta per sfruttare al massimo l’energia.

Fra il pubblico, i compagni cominciarono a gridare “B. A. A.! Rah! Rah! Rah!” in onore dell’università di provenienza, anche questa cosa poco consona al pubblico di stampo europeo. Burke corse la batteria di qualificazione in 11.8 secondi; sarà leggermente più lento nella finalissima, corsa di fronte a 40.000 persona assiepate sugli spalti ed altre 60.000 che guardavano dalla collina che sormonta lo stadio.

Con il tempo di 12 secondi netti vincerà la medaglia d’oro davanti al tedesco Hofmann, conquistando anche il titolo onorifico di “uomo più veloce al mondo”. Qualche giorno più tardi farà il bis sui 400 metri, percorsi in 54.2 secondi.burke-fastest-man-look-slide

La sua esperienza ateniese, quando pote assistere alla Maratona, lo spinse ad essere uno dei patrocinatori della Boston Marathon, che tuttora è una delle gare sulla distanza dei 42 chilometri più prestigiosa al mondo. Oltre a svolgere l’attività di avvocato, fu allenatore di atletica leggera presso la Mercersberg Academy in Pennsylvania nonché giornalista per il Boston Journal ed il Boston Post.

Morirà a soli 53 anni per infarto, mentre era a bordo del traghetto che lo portava da Winthrop a Boston.

 

Rio 2016: il programma della ginnastica ritmica

La ginnastica ritmica a Rio 2016 vedrà la disputa di due competizione: la gara individuale ed a squadre, unicamente in campo femminile. Teatro sarà, come per l’artistica, sarà l’Arena Olímpica di Rio, conosciuta anche come HSBC Arena. Di seguito il programma nel dettaglio (orari italiani)

IL PROGRAMMA DELLA GINNASTICA RITMICA DI RIO 2016

VENERDÌ 19 AGOSTO
15.20 Concorso Generale Individuale, turno di qualificazione (due rotazioni)
19.50 Concorso Generale Individuale, turno di qualificazione (due rotazioni)

SABATO 20 AGOSTO
17.40 Concorso a Squadre, turno di qualificazione (seconda rotazione)
20.20 Concorso Generale Individuale, finale

DOMENICA 21 AGOSTO

16.00 Concorso a Squadre, finale