Pallavolo: la partita durata più a lungo

Sebbene il sistema moderno abbia abolito il cambio palla, facilitando la trasmissione in diretta Tv dei matches di pallavolo, alcune partite registrano ancora durate record oltre le due ore, aumentando la tensione in campo e l’attesa sugli spalti.

Il 15 ottobre 2016 il match Conegliano – Scandicci, valido per la Serie A femminile, si è guadagnato il primato d’incontro più lungo della storia  del volley relativamente al massimo torneo. La Savino del Bene, squadra ospite, ha espugnato il campo della Imoco per 3-2 (20-25; 25-21; 18-25; 25-23; 15-13) dopo 148 minuti di battaglia.

Il precedente primato apparteneva al match MC Carnaghi Villa Cortese- Yamamay Busto Arsizio, finito 3-2 (25-20; 26-28; 25-23; 21-25; 15-11) e valido per la nona giornata del 2010. I 146 minuti rappresentano anche il record della Serie A2 (Famila Generali Chieri vs MasterGroup Pane di Matera nel 2010 e Lardini Filottrano vs Entu Olbia del 2014, due vittorie esterne al tie-break).

A livello professionistico assoluto in Italia e sempre in campo femminile, il record spetta a Robur Tiboni Urbino – Brunelli Volley Nocera Umbra, incontro svoltosi nel 2006 e valido per la fase preliminare della Coppa Italia di Serie A2  che vide le ospiti imporsi per 3-2 dopo 2 ore e 32 minuti.

In campo maschile l’incontro di Serie A1 più lungo è stato quello tra Sisley Belluno e Tonno Callipo Vibo Valentia nel 2011 (3-2 per i calabresi dopo 2 ore e 40 minuti), mentre il record di “lunghezza” spetta alla partita di Serie A2 2011 tra Città di Castello e Padova (3-2 dopo 163 minuti).

 

La peggior sconfitta del Porto nelle coppe europee

Anche per una giovane grande d’Europa come il Porto, il palcoscenico continentale può riservare sorprese amare. Una bacheca che conta 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe UEFA, 1 Supercoppa UEFA e 2 Coppe Intercontinentali non sono una salvaguardia automatica di fronte a “rovesci” indimenticabili.

• Peggior sconfitta casalinga
1-3: Porto v Real Madrid CF 01/10/03, UEFA Champions League fase a gironi
0-2 in sei occasioni finora, la più recente contro la Dynamo Kyiv
24/11/15, UEFA Champions League fase a gironi

• Peggior sconfitta in trasferta
6-1: Bayern Monaco v Porto 21/04/15, Champions League quarti di finale, ritorno
6-1: AEK Atene v Porto 13/09/78, Coppa delle Coppe, primo turno, andata
5-0: due volte, la più recente contro Arsenal 09/03/10,  Champions League sedicesimi di finale, ritorno

Calcio: i calciatori con più scudetti consecutivi

Se in Inghilterra N’Golo Kanté potrebbe doppiare il titolo, qualora il Chelsea di Conte rimanesse in vetta alla Premier League fino alla fine, dopo aver trionfato a sorpresa con il Leicester, sono diversi i calciatori che possono vantare una fila ben più lunga di successi consecutivi.

Impossibile non citare Zlatan Ibrahimovic, il Re degli scudetti consecutivi. Nel corso della sua carriera Zlatan ha vinto in fila tre titoli addirittura in tre clubs diversi: Internazionale (2009), Barcellona (2010) e Milan (2011).

Altro amante della competizione, Eric Cantona è stato definito The King. Prima di calcare con successo il terreno dell’Old Trafford, il francese trionfò in Ligue  1 con il Marsiglia  (1991), poi varcò la Manica per vincere in Premier League con il Leeds (1992) ed infine, dopo una trattativa di mercato, portò al successo il Manchester United (1993) nel suo primo campionato alle dipendenze di Sir Alex Ferguson.

Tornando in Italia, Alexei Mikhailichenko, centrocampista degli anni 80-90 dell’URSS di Lobanovski, divenne campione con l’attuale compagine ucraina della Dynamo Kyiv nel 1990, poi contribuì allo scudetto della Sampdoria nella stagione 1990-91 ed infine, fatte le valigie, andò a conquistarsi il titolo in Scozia con i Rangers. Molto più recente la storia di Kingsley Coman: tripletta nel triennio 2014-16 con PSG, Juventus e Bayern Monaco.

Ma il primato spetta a Ivica Olic, tre titoli in tre clubs diversi in appena 18 mesi.  Olic fu MVP della stagione 2001-02 con NK Zagreb, quando vinse l’unico titolo della sua storia. Poi, una serie di beghe di calciomercato, lo spinsero ai rivali della Dinamo Zagabria (2002-03) e, senza un attimo di sosta, finì in estate in Russia al CSKA Mosca, vincendo nell’anno solare il campionato.

La peggior retrocessione dopo aver vinto il campionato

Lo spettro  della retrocessione e della permanenza negli inferi del calcio dopo la vittoria del campionato: accadde realmente nel calcio europeo, più precisamente al club francese del RCF Paris (meglio noto come Racing Club de France football Colombes 92) che trionfò nella Ligue 1 1935-36, ed ora si trova soltanto nella quinta divisione francese.

Ma si può sempre far peggio: la Svezia vanta infatti due compagini che hanno fatto peggio. Nel periodo 1896-1925 il torneo era assegnato vincendo la coppa e solo nel 1924 venne costituita l’attuale Serie A, meglio nota come Allsvenskan.

Le squadre si affrontavano secondo un tabellone tennistico e la vincente della finalissima si vedeva assegnare, oltre che la coppa, anche il titolo di campione di Svezia. Soltanto dal 1931 in avanti il torneo nazionale si sviluppava secondo la canonica forma del girone unico all’italiana, sebbene il paese scandinavo sperimentò negli Anni 80 la formula dei play-offs.

Ma torniamo al nostro record negativo. Nel 1924 il Fassbergs IF sconfisse il IK Sirius campione nazionale per la prima ed anche unica volta. Nelle attuali ultime quattro stagioni, gli ex ormai lontani campioni hanno subito l’onta della retrocessione per ben quattro volte consecutive e giocheranno, alla ripresa dei  tornei nella primavera 2017, nella Sesta Divisione locale di Goteborg.

Infatti nel paese scandinavo soltanto l’equivalente della nostra Serie A e B sono a livello nazionale, pertanto distano ben 9 campionati dal vertice del calcio. Gli avversari del Sirius, sconfitti ormai quasi un secolo fa, hanno invece trionfato nella Superettan nel 2016 e pertanto sono state ammesse fra le grandi del prossimo campionato. Ancor peggio è la situazione delle finaliste del torneo 1925: Brynas sconfisse il BK Derby ed ora entrambi giocano nella sesta divisione.

Anche scorrendo gli archivi del calcio in Germania si trova qualcosa d’interessante. Sebbene la Bundesliga nacque soltanto nel 1963 e fino ad allora il titolo non poteva fregiarsi di una definizione a livello nazionale.

Il VfR Mannheim, campione nel 1949, adesso milita soltanto nella Verbandsliga Baden, la sesta divisione. Il club invece più antico del paese teutonico, il BFC Germania 1888, che può essere dichiarato sebbene non ufficialmente il primo campione nazionale, avendo trionfato nel 1890 (sebbene alcune fonti indicano 1891) in un torneo che includeva soltanto compagini di Berlino e dintorni, oggi gioca in Kreisliga B di Berlino, soltanto le decima serie tedesca.

Il primato però appartiene al Karlsruher FV, campione nel 1910, quando il torneo era organizzato dalla federazione. Oggi, dopo aver superato problemi finanziari che lo hanno costretto ad una squalifica nel triennio 2004-2007, milita in Kreisklasse C, la divisione più bassa della regione del North Baden. Attualmente il club vanta un solo successo nel campionato, il che lo fa diventare in assoluto la compagine che ha subito il maggior tracollo sportivo della sua storia.

Serie A: le partite con vittoria in doppia cifra

La domenica successiva a due larghe e sonanti vittorie (vedi Bologna-Napoli e Pescara-Lazio), stante la netta inferiorità tecnica mostrata da alcune compagini della massima serie e la mancanza (un pò troppo presto) di stimoli per squadre che hanno già raggiunto l’obiettivo minimo stagionale, sfogliamo gli annali per trovare quando la vincente sul campo ha segnato almeno 10 (dieci) reti.

Se le squadre da doppia cifra corrispondono alle attuali (quasi sempre) che militano in Serie A, le super-battute sono compagini che risalgono alla preistoria del gioco del calcio italiano.

Campionati con fase finale
1909       US Milanese 11- 2 Venezia
1909/10 Torino 13- 1 US Milanese
Internazionale 10- 3 Pro Vercelli [gli ospiti schierarono le giovanili]
1912/13  Torino 11- 1 Piemonte
Lazio 13- 1 Pro Roma
1913/14  Piemonte 0-11 Torino
Pro Vercelli 11- 0 Liguria
Internazionale 15- 0 AC Milanese
Pro Roma 10- 1 Audace
Hellas Verona 10- 0 Volontari Venezia
Venezia 10- 0 Modena
1914/15  Genoa 12- 0 Acqui
Acqui 0-18 Genoa
Novara 11- 1 Savoia (Milano)
Milan 13- 0 Audax Modena
US Milanese 10- 1 Chiasso
Vicenza 10- 2 Padova
Internazionale 12- 1 US Milanese
Internazionale 16- 0 Vicenza
Juventus Italia 13- 1 Audax Modena
1919/20 Ausonia Pro Gorla 0-10 Milan
Pro Napoli 13- 0 Pro Caserta
1920/21 Internazionale 12- 0 Legnano
Ausonia Pro Gorla 0-14 Internazionale
Alessandria 13- 1 Amatori GC
Fortitudo 11- 0 Roman
US Milanese 12- 2 Pro Sesto
Bologna 10- 1 Modena
Lucchese 11- 1 Viareggio
Livorno 11- 0 Gerbi Pisa
1921/22 Pro Vercelli 10- 0 Vicenza
Bologna 11- 1 Vicenza
Palermo 12- 0 Vigor Trapani
1922/23 Udinese 0-14 Bologna
Padova 11- 1 Pastore Torino
Alba Roma 10- 1 Roman
Alba Roma 11- 0 Juventus Audax
Lazio 10- 2 Libertas Palermo
1925/26 Casertana 0-10 Internaples
Lazio 10- 1 Pro Roma
Alba Roma 11- 2 Audace Roma
1927/28 Torino 11- 0 Brescia
Torino 11- 0 Napoli
Torino 14- 0 Reggiana
Alessandria 11- 1 Napoli
Alessandria 11- 0 Reggiana
Bologna 10- 1 Verona
1928/29 Torino 10- 1 Livorno
Torino 12- 0 Triestina
Juventus 11- 0 Fiumana
Juventus 11- 0 Fiorentina
Brescia 10- 0 Bologna
Genoa 11- 0 Verona
Ambrosiana 10- 2 Venezia

Torneo a girone unico
1947/48 Torino 10- 0 Alessandria

Champions League: vincitori imbattuti

Mentre agli albori della competizione risultava assai difficile rimanere imbattuti, nel corso degli Anni Novanta, per via del gioco più spregiudicato ed offensivo è risultato più facile alzare la vecchia Coppa dei Campioni senza essere incappati in una sconfitta lungo il cammino. Ecco nellla tabella il percorso di marcia delle squadre salite sul tetto d’Europa rimanendo immacolate alla voce sconfitta.

annovincitorePVNPGFGS
1963/94Internazionale9720166
1971/72Ajax9720143
1978/79Nottingham Forest9630197
1980/81Liverpool9630244
1983/84Liverpool*9720153
1988/89Milan*9540205
1990/91Stella Rossa*9540187
1992/93Marsiglia11740254
1993/94Milan12750212
1994/95Ajax11740184
1998/99Manchester United136703116
2005/06Barcellona13940245
2007/08Manchester United*13940206

Ajax, Liverpool, Manchester United e Milan sono le sole squadre che sono riuscite a vincere il trofeo da imbattute per due volte; di queste solo gli olandesi dell’Ajax sono riusciti nell’impresa senza dover ricorrere nel corso della manifestazione ai calci di rigori per passare (o vincere) il turno.

NB: *le squadre vincitrici che hanno dovuto affrontare almeno una volta, nel corso del torneo, la lotteria dei rigori

Elson, il primo olandese a vincere l’anello NBA

Non è sicuramente l’Olanda il paese del basket: mai nessun successo a livello internazionale per gli orange e scarne apparizioni nelle competizioni per clubs. Ma in un mondo globalizzato, acquisire la nazionalità dei Tulipani non è ormai complicato, tenendo conto delle numerose ex-colonie: Francisco Marinho Robby Elson, nato a Rotterdam, è tuttora l’unico olandese a poter vantare un anello NBA.

Nato il 28 febbraio 1976, dopo aver frequentato l’Università negli States, venne scelto al secondo giro del draft dai Denver Nuggets; tuttavia passò professionista varcando l’Oceano e firmando per il Barcellona, nel 1999. Dopo due stagioni con i blaugrana ed un titolo nazionale, si spostò prima a Valencia e poi a Siviglia. Nel 2003 lo sbarcò nel mondo NBA: dapprima il debutto con i suoi Denver (un triennio), San Antonio (biennio) che lo girò in uno scambio con Seattle, dove rimase soltanto un mese. Trovò “casa sportiva” a Milwaukee per un biennio, infine un rapido passaggio a Philadelphia (prima) per poi farci ritorno nel 2012 dopo un anno con gli Utah Jazz. Si ritirò nel 2013 giocando in Iran con la casacca dei  Mahram Teheran.

Pivot longilineo, 213 cm x 107 kg, ebbe un impatto notevole nei play-off 2007, contribuendo con 11.5 punti di media al netto 4-0 con cui gli Spurs conquistarono l’anello in finale contro i Cleveland Cavaliers di un giovane LeBron James.

Dopo aver smesso i panni d’atleta, ha fatto ritorno in Olanda e a Rotterdam, dove risiede, è il direttore esecutivo di Flexpower, un’azienda che produce un gel per il recupero sportivo degli infortuni.

I suoi genitori arrivavano dal Suriname, sebbene il padre fosse di origine cinese ed africana, mentre la madre di origine indo-africana.

Nella carriera NBA disputò 502 partite, viaggiando a 3.7 punti e 3.9 rimbalzi media.

La curiosità

Nel 2004, durante i play-off contro Minnesota, ebbe uno scontro duro con Kevin Garnett, che lo colpì nelle parti basse. Elson rispose pubblicamente accusando il suo avversario di essere gay, frase che fece nascere una forte polemica e lo costrinse a dover chiedere successivamente scusa.

Con gli Spurs indossava la maglia numero 16, attualmente usata da Pau Gasol.