La peggior sconfitta del Porto nelle coppe europee

Anche per una giovane grande d’Europa come il Porto, il palcoscenico continentale può riservare sorprese amare. Una bacheca che conta 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe UEFA, 1 Supercoppa UEFA e 2 Coppe Intercontinentali non sono una salvaguardia automatica di fronte a “rovesci” indimenticabili.

• Peggior sconfitta casalinga
1-3: Porto v Real Madrid CF 01/10/03, UEFA Champions League fase a gironi
0-2 in sei occasioni finora, la più recente contro la Dynamo Kyiv
24/11/15, UEFA Champions League fase a gironi

• Peggior sconfitta in trasferta
6-1: Bayern Monaco v Porto 21/04/15, Champions League quarti di finale, ritorno
6-1: AEK Atene v Porto 13/09/78, Coppa delle Coppe, primo turno, andata
5-0: due volte, la più recente contro Arsenal 09/03/10,  Champions League sedicesimi di finale, ritorno

Stadio do Dragao: la casa del Porto

L’Estádio do Dragão, in italiano Stadio del Drago, è la casa del Porto, uno dei clubs più prestigiosi del Portogallo. Inaugurato nel 2003 con un amichevole contro il Barcellona, fu teatro della cerimonia d’apertura di Euro 2004, oltre che ad ospitare cinque successivi matches nel corso del torneo. Il precedente stadio Estádio das Antas poi demolito nel 2004, non era infatti a norma secondo i parametri di sicurezza dell’UEFA. Ha una capienza pari a 50,431 posti.

STORIA

Il rinnovamento della struttura era necessaria per il Porto, il precedente stadio, risaliva infatti al lontano 1952. Il battesimo del fuoco ad Euro 2004 non fu fortunato per i lusitani, che persero contro la Grecia per 2-1, con identico risultato (ma non di punteggio) della finalissima di qualche settimana dopo giocata a Lisbona.

Disegnato dall’architetto portoghese Manuel Salgado, l’Estádio do Dragão venne a costare €98 milioni, ricevendo sussidi governativi pari ad 1/5 del totale, ovvero €18.5 milioni. La proposta d’intitolare l’opera a Jorge Nuno Pinto da Costa, presidente del Porto, venne scartata dallo stesso.

I primi mesi di vita dello stadio non furono fortunati: dopo l’amichevole giocata contro il Barcellona in cui militava il 16-enne Leo Messi, il Poeto dovette ritornare all’antico stadio per via di alcuni problemi riscontrati sul terreno di gioco. Si dovette procedere al completo rizollamento e solo nel febbraio dell’anno successivo i Dragoni poterono far ritorno.

SETTORE TIFOSI OSPITI

Per i match casalinghi del Porto, il settore riservato alla tifoseria ospite è quello indicato con il numero 21, situato nell’angolo nord-ovest della “Bancada Norte”. Essendo tale settore assai limitato, in occasione delle partite in campo internazionale gli ospiti vengono assegnati anche nei settori limitrofi.

TOUR DELLO STADIO

Il tour dura circa 45 minuti, con inizio ogni 30 minuti fino alle 4 del pomeriggio.

Tour e museo, costi

Adulti: €15.00
Seniors (Over 64): €12.00
Ragazzi (Under 16): €10.00
Non è obbligatorio la visita di entrambi, per cui il prezzo del biglietto per acceso singolo è inferiore.

COME ARRIVARE ALLO STADIO

L’arena si trova a circa 4.5 km da Praça Mouzinho di Albuquerque, considerato il centro di Oporto.

IN AUTO

L’indirizzo da inserire sul navigatore è il seguente

Via Futebol Clube do Porto, 4350-415 Porto, Portogallo
PARCHEGGI

Sono pochi  i parcheggi privati nel raggio di 5-10, che si riempono facilmente in poco tempo in occasione delle partite casalinghe.

TRENO

Lo stadio può essere raggiunto mediante due fermate ferroviarie, note come Estação de São Bento nel centro città, e la stazione di Porto-Campanhã ad est della città.

METROPOLITANA

Lo stadio ha una propria fermata di metro, nota con il nome di Estadio do Dragao, ed è  sulla linea A (Blue), B (Rosso) oppure E (Viola). E’ possibile accedere all’arena anche mediante la linea arancione F, accessibile dal centro città.

AEROPORTI

L’aeroporto più vicino, Francisco Sa Carneiro, dista 15 km a nord-ovest dal centro città, che si può comodamente raggiungere con la metro Linea E.

23 gennaio 2002: nasce l’Era Mourinho al Porto

Il 23 gennaio 2002 José Mourinho prende le chiavi ed inizia a guidare la sua carriera: il tecnico lusitano viene infatti scelto dalla dirigenza del Porto in sostituzione di Octávio Machado, bandiera del club di Oporto, che fino a quel momento non aveva dato i risultati sperati.  Ha così inizio l’era dello “Special One.”

Appena tre giorni dopo il suo compleanno, caduto il 26 gennaio, Mourinho viene chiamato alla guida dei Dragoni. Finora Mou aveva avuto brevi esperienze, avendo guidato il Benfica (2000) ed il Leiria (2001-02), ma la sua pignoleria nell’analizzare e preparare le partite aveva attirato le attenzioni del Porto.

Il club, dopo aver trionfato negli anni 90 per ben otto volte in patria, aveva rimediato due piazzamenti d’onore consecutivi, quasi un’onta. E la stagione 2001-02 non stava rispettando altresì le attese. La sconfitta contro il Boavista, arrivata il 20 gennaio, aveva fatto precipitare la situazione.

Proprio nel giorno del suo compleanno Mou siederà in panca per la prima gara ufficiale: ospiti al Do Dragao il Maritimo, superato per 2-1 e dando inizio ad una serie positiva di cinque vittorie su sei partite, che farà scalare la classifica. Raggiunta la terza posizione, il Porto si confermerà sul gradino più basso del podio fino al termine della stagione. Il torneo verrà vinto dallo Sporting Lisbona, davanti al Boavista.

La stagione 2002-03 vedrà la definitiva consacrazione: il Porto realizza il double,  titolo nazionale e coppa Uefa in finale contro il Celtic, battuto 3-2. Nel 2003-04 fa addirittura meglio, vincendo la Champions League nell’annata delle sorprese, superando nella finalissima il Monaco di Deschamps con un netto 3-0.

La performance lo porta a Londra, sponda Chelsea, firmando uno dei suoi primi sontuosi contratti e guadagnandosi l’appellativo di  Special One dopo aver detto in conferenza stampa “Please don’t call me arrogant, but I’m European champion and I think I’m a special one” (Per favore non chiamatemi arrogante, perchè io sono campione d’Europa e penso di essere speciale).

Mourinho: da Van Gaal (vice) a Van Gaal (al suo posto) passando per Porto

La storia di Mourinho parte sicuramente dalla gavetta: da assistente al Barcellona, prima di Bobby Robson e poi dell’olandese Van Gaal (che coincidenza curiosa della vita) poi il ritorno in patria, Benfica, Uniaio Leira e poi la consacrazione a livello europeo con il Porto, tanto da salire in cima al mondo con la conquista della Coppa Intercontinentale.

Ora l’arrivo al Manchester United, altro club di prestigio per il lusitano che ha collezionato nel corso della sua carriera top teams e vittorie di spessore. Ma al nome dello Special One  è soprattutto collegata l’ultima vera vittoria a sorpresa in Champions League.

Correva la stagione 2003-2004, quando il Porto vinse il trofeo continentale e Mourinho iniziò la sua carriera di vincente che lo avrebbe poi portato a diventare uno degli allenatori con più trionfi ( e fra i più pagati). Dopo aver chiuso la fase a gironi al secondo posto (dietro Real Madrid e davanti a Marsiglia e Partizan Belgrado), il Porto affrontò il Manchester United agli ottavi di finale. La squadra inglese allenata da Ferguson era una delle più forti in quel momento; dopo la vittoria casalinga per 2-1, i portoghesi, grazie ad un gol di Costinha al novantesimo all’Old Trafford, si regalarono l’accesso ai quarti di finale.

In casa al Dragao, i francesi del Lione furono battuti con il più classico dei risultati, il 2-0. Al ritorno, una rete di Maniche nei primi minuti, spense subito l’ardore dei transalpini che rimediarono in extremis il pareggio in un match che si concluse per 2-2.

In semifinale si presentò davanti alla banda di Mourinho un’altra outsider: gli spagnoli del Deportivo La Coruna, che avevano precedentemente eliminato in sequenza le due finaliste dell’edizione precedente, Juventus con un doppio 1-0 e Milan, superato dopo la sconfitta a San Siro per 4-1 e demolito in casa per 4-0.

La squadra spagnola si confermò un osso duro da battere: l’andata, ancora in casa, si chiude a reti inviolate, ma al ritorno, un rigore di Derlei è sufficiente per superare l’ostacolo Depor e far volare porta l’undici portoghese in finale.

Nell’ultimo atto non c’è storia, il Porto batte il Monaco 3-0 e si aggiudica la sua seconda Coppa Campioni, dopo il successo, anche allora sorprendente, del 1987 contro il Bayern Monaco. La squadra zeppa di futuri campioni (Maniche, Carvalho e Deco fra tutti) verrà ricordata e celebrata per sempre in madrepatria. Ad oggi la vittoria del Porto viene tuttora considerata come l’ultima vera sorpresa nel torneo continentale. Che sia la volta di Ranieri e del suo Leicester nella stagione 2016-17?

Juventus-Porto: la finale di Coppa delle Coppe 1984

Per la Juventus la finalissima di Coppa delle Coppe a Basilea al termine della stagione 1983-84 è la grande occasione per rifarsi della sconfitta subita l’anno precedente in Coppa dei Campioni dai tedeschi (nettamente sfavoriti) dell’Amburgo. Il goal di Magath, arrivato dopo una manciata di minuti aveva visto gli juventini ancora una volta rimanere a bocca asciutta in Europa. Inoltre, il secondo posto in campionato, alle spalle della Roma, vedeva la stagione 1982-83 chiudersi con la sola Coppa Italia, peraltro agguantata soltanto al 120° nella doppia finale contro la sorpresa Verona.

Ed il goal decisivo di Platini sarà il viatico per l’annata seguente, segnata dal double Campionato – Coppa, sempre grazie a Trapattoni che, come nel 1977, saprà portare i bianconeri al successo in campo europeo. Ecco il tabellino ed il video di quella notte magica per i colori bianconeri.

Coppa delle Coppe, finale

St Jakob Park, mercoledì 16 maggio 1985

JUVENTUS 2 – PORTO 1

MARCATORI: 13′ Vignola, 29′ Sousa, 41′ Boniek

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Vignola (Caricola 44′ st), Tardelli, Rossi P., Platini, Boniek. A disposizione: Bodini, Furino, Prandelli, Penzo. Allenatore: Trapattoni

PORTO: Zé Beto, João Pinto, Eduardo Luís (Costa 37′ st), Magalhaes (Walsh 20′ st), Eurico, Lima Pereira, Frasco, Sousa, Gomes, Jaime Pacheco, Vermelinho. A disposizione: Barradas, Inacio, Quinito. Allenatore: Pedroto

Arbitro: Prokop (Germania Est)

Ammonizioni: Joao Pinto (P), Lima Pereira (P), Platini (P)

Spettatori: 60.000

Monaco-Deportivo la Coruna: la partita con il record di goals in Champions League

Il primato di partita con il maggior numero di reti in Champions League non appartiene ad un turno preliminare, bensì all’incontro del girone iniziale (gruppo C) che si disputò nell’edizione 2003-04. Allo Stadio Louis II, Monaco e Deportivo La Coruna scesero  in campo per il quarto match, primo di ritorno, il 5 novembre 2003 dopo che la partita precedente aveva visto gli spagnoli vincere nei minuti finali per 1-0 con goal di Diego Tristan.

E l’inizio fu scioccante per gli ospiti: i monegaschi aprirono subito le danze al secondo minuto con Rothen (2′) e raddoppiarono poco dopo con Giuly(11′), mentre il centravanti croato Miladin “Dado” Pršo fece addirittura una doppietta in un amen (25′, 29′), festeggiando così al meglio il suo compleanno.

Sotto 0-4, gli iberici sembrarono rientrare in partita prima della pausa, con Tristán (39′) e Scaloni (44′), visto in Italia con le maglie di Lazio ed Atalanta, che dimezzarono lo svantaggio per il temporaneo 2-4. Nemmeno il tempo di mettere la palla a centrocampo ed ancora Pršo bucò la rete avversaria, siglando il 5-2 e la sua personale tripletta.

La pausa non placò i francesi: al 47° Plašil siglò il 6-2, ed ancora Pršo, due minuti dopo portò il punteggio sul 7-2 mentre Tristan provò ad addolcire la pillola con la segnatura (terza) per il Depor. La fame non era ancora placata: Édouard Cissé bucò Munua, subentrato alla bandiera Molina, per il definitivo 8-3, sebbene fosssimo “solo” al 67°.

Tuttora, da quando la massima competizione europea per club è stata riorganizzata come Champions League, Monaco – Deportivo La Coruna detiene il primato di partita con il maggior numero di reti complessive.

Entrambe le compagini si qualificarono per la fase ad eliminazione diretta, con i monegaschi che furono battuti soltanto in finale dal Porto, guidato in panchina da Josè Mourinho che con il successo a Gelsenkirchen si consacrò definitivamente.

Il Deportivo invece venne fermato proprio dai portoghesi in semifinale, sconfitto in casa per 1-0 dopo che era riuscito ad imbrigliare gli uomini dello Special One ad Oporto.