Monaco-Juventus 3-2: i bianconeri soffrono e vanno in finale di Champions 1998

Il ritorno della semifinale (stagione 1997-97) nel Principato Monaco-Juventus pareva una passeggiata: il 4-1 con cui i bianconeri si erano sbarazzati all’andata, seppure soffrendo, dei monegaschi, metteva su un piatto d’argento l’accesso alla finale di Amsterdam.

Ma sotto gli occhi del Principe, l’1-0 parziale ad opera di Nick Amoruso, non chiudeva la sfida. Ribaltamento del punteggio e sotto 1-2, la Juve sembrava in balia degli avversari. Poi l’ennesima prodezza di Del Piero chiudeva definitivamente i conti. Il 3-2 finale assegnava una platonica vittoria al Monaco che dovrà attendere ancora qualche anno prima di assaggiare l’atto finale della Champions League.

Il tabellino di Monaco-Juventus 1998

Il video di Monaco-Juventus 1998


Monaco – Juventus (3-2) 15.4.1998 di juventusmemories

Inter-Sampdoria: 0-2 e Boskov porta lo scudetto a Genova

Se il 5 maggio viene ricordato per la morte di Napoleone, per l’Inter ed i tifosi nerazzurri è assai funesto, sportivamente parlando. Certamente più noto il pomeriggio dell’Olimpico di Roma nel 2002, con la rimonta pazzesca che li vide perdere lo scudetto ai danni della “odiata” Juventus.

Ma anche la giornata vissuta in casa nel 1991 non è da meno: nel match decisivo per il campionato, la Sampdoria entrava a San Siro in veste da da capoclassifica e ne uscì con un pezzo di tricolore cucito addosso. Una partita costruita tatticamente perfetta da Boskov, con le parte di Pagliuca vero muro invalicabile e lo spietato contropiede con Vialli in veste di primattore.

Stadio San Siro- Milano ore 14.30 5 Maggio 1991

Inter-Sampdoria 0-2

INTER: Zenga, Bergomi, Brehme, Stringara(dal 69′ Pizzi), Ferri, Paganin, Bianchi, Berti, Klinsmann, Matthaeus, Serena.
All. Trapattoni

SAMPDORIA: Pagliuca, Mannini, Invernizzi, Pari, Vierchowod, Pellegrini, Lombardo, Cerezo, Vialli(dal 90′ Lanna), Mancini, Dossena(dall’87′ Bonetti).
All. Boskov

Marcatori: Dossena (Sampdoria) al 60′, Vialli (Sampdoria) al 76′.

Arbitro: D’Elia di Salerno.

Spettatori: 78′908

Al 46′ del primo tempo espulsi Mancini (Sampdoria) e Bergomi (Inter); al 71′ Pagliuca (Sampdoria) para rigore a Matthaeus (Inter).

Olanda-Italia 2-3: la rimonta degli azzurri di Sacchi in casa Orange

Dopo la mancata qualificazione ad Euro 92, vinti clamorosamente dalla Danimarca ripescata in sostituzione della Jugoslavia, paese nel pieno del conflitto secessionistico che la spezzerà in mille parti, etnicamente e non solo, gli azzurri guidati dal ct Sacchi si preparano in vista delle partite di qualificazione ad USA 94. E’ un gruppo che risente ancora, a livello di componenti, dell’esperienza di Azeglio Vicini. Olanda-Italia è dunque il match per capire di che pasta siamo fatti.

Tuttavia trattasi della prima partita dopo la ripresa del campionato mentre gli olandesi sono già in forma. Ed i tre “rossoneri” in forza agli Orange hanno tanta voglia di mostrarsi al meglio contro il loro mentore Arrigo. E per  l’ex milanista la partita comincia: venti minuti e già sotto 2-0, con un Bergkamp sugli scudi.

Ma in campo scendono giocatori, ancorchè uomini e prima del finire del temo l’Italia ristabilisce la partita. Sarà poi un gran goal di Vialli, poi finito fuori dalla rosa sacchiana, a darci la vittoria in casa degli inventori del calcio totale.

IL TABELLINO DEL MATCH

9-9-1992, Eindhoven
Olanda-Italia 2-3
Reti: 4’ e 21’ Bergkamp, 29’ Eranio, 41’ R. Baggio rig., 77’ Vialli.
Italia: Marchegiani, Mannini, Di Chiara, Eranio, Costacurta, P. Maldini, Lentini, Albertini, Vialli, R. Baggio, Evani. Ct: A. Sacchi.
Olanda: Menzo, Van Aerle (43’ Viscaal), De Boer (46’ Winter), R.Koeman, Witschge, Wouters, Bergkamp (68’ Van’t Schip), Rijkaard, Van Basten, Gullit, Roy. Ct: D. Advocaat.
Arbitro: Merk (Germania).

Euro 1988: Olanda-URSS 2-0, Orange campioni con perla di Van Basten

Un europeo che iniziò con un fiore appassito che trovò energia e fiorì nella finale: la parabola (positiva) dell’Olanda è anche quella di Marco Van Basten. Dopo la sconfitta nel match iniziale contro l’URSS per 1-0, la tripletta che di fatto eliminò l’Inghilterra fece apparire come Marco il Cigno d’Olanda che avrebbe poi continuato il suo volo sulla competizione per afferrare il trofeo. La vittoria sul filo di lana contro il sorprendente EIRE portò i tulipani ad affrontare i padroni di casa della Germania Ovest in semifinale.

Altra rimonta e vittoria per 2-1 grazie ancora a Van Basten che al minuto 88 seppe infilare il pallone vincente in scivolata. E la finale all’ Olympiastadion fu la giusta passerella. Il gioco del ct “scienziato” Lobanovskyj si inceppò sull’ultimo gradino e per l’Olanda fu il trionfo, con la retedel 2-0 segnata dal “milanista” che ancora oggi è ricordata come la più bella segnatura in una fase finale del torneo continentale.

IL TABELLLINO DEL MATCH

Monaco di Baviera, 25 giugno 1988, ore 15:30

OLANDA
1 Hans van Breukelen, 6 Berry van Aerle, 4 Ronald Koeman, 17 Frank Rijkaard, 2 Adri van Tiggelen, 7 Gerald Vanenburg, 8 Arnold Mühren, 20 Jan Wouters, 13 Erwin Koeman, 10 Ruud Gullit, 12 Marco van Basten
CT: Rinus Michels

URSS
1 Rinat Dasaev, 5 Anatolij Demjanenko, 3 Vagiz Chidijatullin, 7 Sergej Alejnikov, 6 Vasyl’ Rac, 8 Hennadij Lytovčenko, 9 Oleksandr Zavarov, 15 Oleksij Mychajlyčenko, 18 Sjarhej Hocmanaŭ (Sost al 68°), 10 Oleh Protasov (Sost al 71°), 11 Ihor Bjelanov
Sostituzioni:
19 Serhij Baltača al 68°, 20 Viktor Pasul’ko al 71°
CT: Valerij Lobanovskyj

Marcatori: 32’ Gullit, 54’ van Basten

Ammonizioni:  Anatolij Demjanenko,  Vagiz Chidijatullin, Hennadij Lytovčenko (U);  Berry van Aerle,  Jan Wouters (O)

Arbitro: Vautrot (Francia)

Sampdoria-Pescara 1-3: il ritorno in Serie A, maggio 2012

Era la primavera del 2012 ed il Pescara viaggiava a mille: con un trio delle meraviglie Immobile-Insigne-Verratti, la linea verde degli abruzzesi fece la gioia dei fans dei pescaresi e divenne la rivincita tecnica di Zeman, il boemo spesso applaudito per il bel gioco e per le (tante) scoppole.

La stagione 2011-12 riaprirà le porte del grande calcio al Pescara, che mancava dalla Serie A da ben 19 anni, e lo farà dalla porta principale, battendo la Sampdoria nel penultimo turno sul terreno di Marassi.

Per i blucerchiati il ritorno fra le big verrà soltanto ritardato di qualche settimana: qualificatosi al sesto  ed ultimo posto nella griglia dei play-off, i doriani batteranno in semifinale il Sassuolo e poi il Varese, ribaltando in entrambi i casi la peggior classifica.

Il TABELLINO

SAMPDORIA – PESCARA 1-3 (0-2 PT)

Marcatori: 19′ pt Caprari (P), 29′ pt Immobile (P), 16′ st Caprari (P), 38′ st Juan Antonio (S)

Sampdoria: Romero, Rispoli, Gastaldello, Rossini, Costa, Munari, Obiang, Renan, Icardi (19′ st Fornaroli), Foggia (20′ st Juan Antonio), Pozzi (27′ st Kristicic). All. Iachini. A disp. Da Costa, Volta, Gentsoglu, Laczko.

Pescara: Anania, Balzano, Brosco, Capuano, Bocchetti, Nielsen, Verratti, Cascione, Caprari (24′ st Sansovini), Immobile, Insigne (40′ st Kone). All Zeman. A disp. Ragni, Zanon, Maniero, Gessa, Perrotta

Arbitro: Sig. Tommasi di Bassano coadiuvato dagli assistenti Filippo Meli di Parma e Salvatore Longo di Paola; IV Uomo Sig. Merchiori di Ferrara

Ammoniti: Caprari, Nielsen, Anania, Cascione, Kone (P), Munari (S)

Inter-Alaves 0-2: la Cenerentola di Spagna sbanca San Siro

Dopo il 3-3 rimediato in terra spagnola, all’Inter bastava un pareggio, 2-2 compreso, per passare il turno e salvare una stagione che già la vedeva lottare ai margini del campionato. Privi di Ronaldo, vittima del grave infortunio, ai nerazzurri poteva bastare la classe di Bobo Vieri. Ma quella sera, il cielo sopra San Siro si tinse di rosso. L’Alaves, vera Cenerentola della Coppa Uefa, sbancò il Meazza, provocando le ire di una fetta delle tifoseria nerazzurra, che sfociò anche in un fitto lancio di oggetti in campo e che costrinsero il direttore di gara a sospendere per un paio di volte l’incontro.

Per due giocatori spagnoli, Javi Moreno e Cosmin Contra, lo stadio milanese sarebbe poi diventata la loro casa. Il Milan infatti ne acquisì i cartellini al termine della stagione.

Il Tabellino del match

Milano, 22 febbraio 2001, Ritorno degli Ottavi di Coppa UEFA

Inter – Deportivo Alaves 0-2

Inter: Frey, Cirillo (83’ Pacheco), Blanc, Cordoba, Brocchi (70’ Seedorf), Zanetti, Di Biagio, Farinos, M. Serena (70’ Ferrari), Vieri, Recoba.
A disposizione: Ballotta, Macellari, Cauet, Sukur.
Allenatore: Tardelli

Deportivo Alaves: Herrera, Contra, Eggen, Tellez, Geli, Desio, Pablo (62’ Magno), Tomic, Jordi Cruijff, Ivan Begona (62’ Ivan Alonso), Javi Moreno (81’ Azkoitia).
A disposizione: Kike Burgos, Ganan, Vucko, Sarriegi.
Allenatore: Esnar

Reti: 78’ Jordi Cruijf, 84’ Tomic

Arbitro: Barber (Inghilterra)

Spettatori: 9.845 paganti, per un incasso di 325.965.000 lire.
Note: la partita interrotta per 6 minuti dopo il secondo gol dall’Alaves, in seguito al lancio di oggetti in campo. Dopo averla fatta riprendere, l’arbitro l’ha chiusa al 50′ del secondo tempo, in anticipo sul recupero previsto.

3 febbraio 1960: Tottenham distrugge 13-2 Crewe in FA Cup

Il fascino della FA Cup ormai ha oltrepassato le coste inglesi da anni. Allora ricordare i momenti curiosi ed eccezionali non fa che aumentarne l’interesse. Il 3 febbraio 1960, il Tottenham Hotspur travolse nel replay del Quarto Turno della competizione con un sonoro 13-2 la compagine del Crewe Alexandra, record di punteggio (negativo) anche per i poveri ospiti.

La cosa sorprendente è che la piccola compagine, allora militante in Quarta Divisione, si trovava ben 83 posizioni sotto i londinesi, in quel momento primi in classifica in Prima Divisione (oggi Premier League). Ed il Crewe nel primo match del 30 gennaio era riuscito a strappare un pareggio per 2-2, costringendo così al re-match a White Hart Lane.

La ripetizione scrisse invece una lunga storia in merito al tabellino dei marcatori; basti pensare che dopo mezz’ora di gioco gli Spurs vincevano già per 6-1 ed a metà partita il punteggio era addirittura sul 10-1.

La parte del Leone venne ricoperta da Les Allen, con una cinquina, seguito da Bobby Smith (4),  Cliff Jones (3), ed infine Tommy Harmer (1).

Tale ardore non si ripetè nel turno successivo, quando il Tottenham cadde sotto i colpi del Blackburn per 1-3. Si rifecero nella stagione successiva, realizzando il double campionato – Fa Cup; in coppa incrociarono ancora i destini del Crewe, sempre al Quarto Turno, ma i londinesi seppero accontentarsi di un più modesto 5-1.