Napoli-Juventus 5-1: la Supercoppa Italiana 1990, ultimo trionfo di Maradona

Finiti i Mondiali di Italia 90, Baggio e Schillaci erano le speranze del nuovo calcio italiano. Ed entrambi militavano nella Juventus, che scese a Napoli per affrontare gli azzurri di Diego Armando Maradona che proprio al San Paolo aveva “fatto male” alla nostra nazionale.

Ma i bianconeri non si presentavano con il Comandante in Capo della stagione precedente, quel Dino Zoff così tanto facilmente liquidato sulla strada del bel gioco e dello splendore (presunto). Sulla panchina, al suo posto, sedeva Gigi Maifredi, tecnico della novelle vague che aveva portato il Bologna in Serie A e pareva proseguire la filosofia del sacchismo.

Mai tale idea fu così sbagliata: nel match di Supercoppa Italiana la sua banda veniva travolta per 5-1, viatico di un fallimento finale che vide la Juve esclusa dalle competizioni europee.

Per il Napoli invece il successo fu un sorriso prontamente spento: prima l’eliminazione al secondo turno in Coppa dei Campioni a rigori contro lo Spartak Mosca. Poi lo scandalo doping del Pibe de Oro, trovato positivo nella primavera successiva per uso di cocaina, con successiva squalifica e fuga dall’Italia. Fu la sua ultima vittoria, così come per il patron Ferlaino mentre i tifosi partenopei dovranno attendere Mazzarri ed il successo in Coppa Italia 2012, sempre contro i bianconeri.

IL TABELLINO

Sabato 1 settembre 1990 – ore 20:30 Stadio San Paolo

NAPOLI-JUVENTUS 5-1

NAPOLI: Galli G., Ferrara, Francini, Crippa (80′ Rizzardi), Baroni, Corradini, De Napoli, Alemao, Careca, Maradona, Silenzi (80’Mauro). Allenatore Bigon

JUVENTUS: Tacconi, Napoli, Bonetti (46′ De Marchi), Galia, Julio Cesar, De Agostini, Haessler (46′ Fortunato), Marocchi, Casiraghi, Baggio, Schillaci. Allenatore Maifredi

MARCATORI: 9′ Silenzi, 21′ Careca, 39′ R. Baggio (J), 43′ Crippa, 45′ Silenzi, 72′ Careca

ARBITRO: Longhi

Napoli-Pescara 8-2: la valanga azzurra si abbatte su Galeone

Partito il campionato nel mese di ottobre, causa Giochi Olimpici di Seul, la Serie A 1988-89 vede ai nastri di partenza il Napoli di Maradona teso a riprendersi lo scudetto, perso nella stagione precedente sul filo di lana quando gli azzurri vennero sorpassati solo al terzultimo turno dal Milan che nello scontro diretto al San Paolo trionfò per 3-2.

Dopo l’epurazione estiva, che vide partire uomini del calibro di Giordano e Bagni, il Napoli al terzo turno si trovava già con l’ansia di dover  vincere e convincere. Gli avversari, il Pescara di Mister Galeone, sfiorarono il record negativo di reti subite in un torneo della massima serie. Per gli spettatori partenopei, si trattò di un pomeriggio assai piacevole….

IL TABELLINO

Domenica 23 ottobre 1988 Napoli – Stadio San Paolo, 3° turno di andata

NAPOLI-PESCARA 8-2 (4-0)

Reti: 3′Careca, 7′ Carnevale, 36′ Maradona, 39′ Alemao; 51′ e 53′ Carnevale; 59′ Gasperini (rig), 60′ Careca, 65′ Edmar (rig), 84′ Maradona

Napoli: Giuliani, Ferrara, Francini (46′Carannante) Corradini, Alemao, Fusi, Crippa, De Napoli, (60′Filardi), Careca, Maradona, Carnevale. All Bianchi In panchina: Di Fusco, Bigliardi, Giacchetta

Pescara: Zinetti, Bruno R, Camplone, Di Cara, Junior, Bergodi, (46′ Marchegiani F.), Pagano, Gasperini, Edmar, Tita, Miano. All Galeone In panchina: Gatta, Caffarelli, Zanone

Arbitro: Amendolia di Messina

Ammoniti: Carnevale (N), Pagano (P) – Spettatori: 57.624

Coppa Uefa 1989: Napoli-Stoccarda 2-1, rimonta azzurra all’andata

Prima finale in assoluto nella storia europea del Napoli: la Coppa Uefa 1988-89 vede i partenopei affrontare nel doppio confronto andata-ritorno i tedeschi dello Stoccarda. Ma se i teutonici possono scendere in campo con il centravanti Jurgen Klinsmann che vedremo da li a poco in Italia con Inter e Sampdoria, gli azzurri hanno il talento di Diego Armando Maradona.

IL TABELLINO DEL MATCH

Napoli, Stadio San Paolo, 3 maggio 1989

Napoli: Giuliani; Ferrara, Francini; Corradini (1′ s.t. Crippa), Alemao, Renica; Fusi, De Napoli, Careca, Maradona, Carnevale. Allenatore: Bianchi
Stoccarda: Immel; Schmaler, Schroder; Hartmann, Buchwald, Allgower; Shafer, Katanec, Walter (30′ s.t. Zietsch), Sigurvinsson, Gaudino Allenatore: Haan

Arbitro : Germanakos (Grecia)

Marcatori: 17′ p.t. Gaudino (S), 23′ s.t. Maradona (N) (rigore), 42′ s.t. Careca (N).

Ammonizioni: Buchwald, Schroder, Immel

Spettatori: 81.100 per un incasso di circa 4,5 miliardi di lire

Real Madrid-Napoli 1987: l’esordio di Maradona in Coppa Campioni

Sorteggio crudele quello dell’estate 1987: il Napoli fresco del suo primo scudetto, trova nell’urna il Real Madrid. Mala Suerte titolano i giornali iberici, temendo la carica dei partenopei, alla loro prima esperienza nella massima competizione per clubs e sopratutto guidati in campo dal fenomeno argentino Diego Armando Maradona, stella del calcio ormai acclarata.

A dar maggior credito alle possibilità di successo degli azzurri, anche il fatto che i blancos di Spagna avrebbero dovuto giocare a porte chiuse la gara casalinga, squalifica comminata dall’UEFA per gli incidenti provocati l’anno precedente dai tifosi di casa nel corso della semifinale contro il Bayern Monaco.

Ma il Napoli scese in campo, nel silenzio del Bernabeu, soffrendo la maggior esperienza degli spagnoli: il Pibe de Oro non seppe sciorinare colpi di classe ed il 2-0, sebbene subito in conseguenza di un penalty e di un’autorete, divenne il viatico per l’eliminazione al primo turno. Nel match di ritorno infatti, Maradona e compagni seppero solo illudere i propri tifosi con un vantaggio iniziale, pareggiato nella ripresa dal Real.

IL TABELLINO

16 settembre 1987, Stadio Santiago Bernabeu, ore 21.45

Real Madrid-Napoli 2-0

Real Madrid: Buyo, Tendillo, Solana (dal 79° Jankovic), Chendo, Sanchís, Martín Vázquez, Gordillo, Gallego, Míchel, Santillana (dal 84° Llorente), Butragueño  Allenatore: Leo Beenhakker

Napoli: Garella, Ferrario, Romano, Renica, Ferrara, Bruscolotti, Sola (dal 72° Bigliardi), De Napoli, Bagni, Maradona, Giordano (dal 79° Baiano) Allenatore: Ottavio Bianchi

Arbitro: Igna (Romania)

Reti: Michel 18° su rigore, De Napoli (aut) 76°

Verona-Napoli: il debutto (infelice) di Maradona nella serie A

16 settembre 1984. Questa data segna sul calendario l’inizio di due storie, di una squadra e di un campione. La squadra ha i colori gialloblù del Verona che nella prima partita della stagione 1984-85 segnerà due punti in classifica che lo vedranno trionfare al termine del torneo ed iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro, l’ultima volta per una squadra provinciale.

Il campione è Diego Armando Maradona, sbarcato a Napoli in pompa magna e che farà vivere agli azzurri le più belle pagine della storia. Per il Pibe de Oro le attese erano enormi: dopo due stagioni incolori al Barcellona, l’acquisto più costoso (in quell’epoca) del calcio mondiale arrivava sul palcoscenico più ambito per un calciatore, la Serie A italiana. Ma il pomeriggio fu triste per Il Pelusa: sconfitto 3-1 e con il tedesco Briegel che lo prese in consegna dal primo minuto, senza lasciarlo letteralmente respirare per tutti i 90 minuti. lo prende in consegna e non gli darà tregua per tutta la gara.

Anzi il tedesco di Rodenbach, diventerà protagonista, segnando la prima rete dell’annata tricolore veronese al 25′, colpendo di testa su calcio d’angolo di Fanna. Poco dopo sarà un altro ex-juventino, Nanu Galderisi, ad approfittare di una corta respinta del numero uno ospite Castellini per ribadire in rete.

Il Napoli? Solo nel secondo tempo riuscirà a risvegliare gli entusiasmi, accorciando le distanze con Daniel Bertoni ma ad un quarto d’ora dal termine un altro colpo di testa, ad opera di Di Gennaro, chiuderà definitivamente la contesa.

GIORNATA 1
Domenica 16 settembre 1984
Verona – Stadio Marcantonio Bentegodi

Verona-Napoli 3-1

Verona: Garella, Volpati, L Marangon, Tricella, Ferroni, Briegel, Fanna, Bruni (dall’89’ Donà), Galderisi (dall’83’ Turchetta), Di Gennaro, Elkjaer. Allenatore: Bagnoli

Napoli: Castellini, Bruscolotti, Boldini (dal 72′ Caffarelli), Celestini, Ferrario, De Vecchi, Bertoni, Bagni, Penzo, Maradona, Dal Fiume. Allenatore: Marchesi

Marcatori: 25′ Briegel, 32′ Galderisi, 58′ Bertoni, 75′ Di Gennaro

Arbitro: Mattei di Macerata

Espulsioni: Bruscolotti al 90°

Note: Spettatori 42.000, di cui 17.100 abbonati

 

Maradona, il fenomeno appare a Spagna 82

Nell’estate del 1982 l’Argentina combatteva su due fronti. Se in un caso si trattava di un dramma, storico e politico, che vide i sudamericani impegnati in un conflitto bellico per la sovranità delle Malvinas (Falkland), temporaneamente conquistate dagli argentini dopo 150 anni di corona inglese con un blitz voluto dai Generali, in campo calcistico l’albiceleste viaggiava in Spagna per la difesa del titolo mondiale vinto in patria quattro anni prima.

Ma entrambe le spedizioni si rivelarono un fallimento: la guerra inizialmente arrise agli argentini, ma l’intervento massiccio delle forze armate inglesi decretarono la sconfitta che umiliò lo spirito nazionale e che aprì l’anno successivo le porte alla fine della terribile dittatura dei militari e che avrebbe portato all’attenzione dell’opinione pubblica il caso dei desaparecidos.

Nel calcio la nazionale, guidata ancora dal Flaco Menotti, mostrò subito le difficoltà di mantenere fra le sua mani il titolo: sconfitti nel match inaugurale dal Belgio, superò nell’ordine Ungheria ed El Salvador, guadagnandosi l’accesso alla seconda fase, quella svolta nel catino del Sarrià. Due sconfitte, contro Italia e Brasile, ed il mesto rientro alla base.

Ma sarà ricordato Spagna 82 per essere stato il primo Mondiale di Diego Armando Maradona: appena due settimane prima dell’inizio della rassegna, il Barcellona aveva confermato l’acquisto del campione argentino, allora 22enne.

Le cifre non ufficiali, parlavano di 1.300 milioni di pesetas (al cambio attuale circa 7,8 milioni euro), di cui circa la metà andavano all’Argentinos Juniors, il club dove El Diez mosse i primi calci,  un decimo al Boca Juniors che in quel momento era detentore del cartellino ed il resto costituiva l’ingaggio per il calciatore.

Le cifre, se paragonate ai tempo moderni, non paiono importanti, ma negli Anni Ottanta il calcio non era ancora un fenomeno economico come ai tempi attuali. Inoltre la Spagna, uscita da pochi anni dalla dittatura del Generale Franco, non era una potenza calcistica in termini finanziari.

Tuttavia il clamore mosse il Ministero del Commercio iberico che inviò al Governo una nota critica avversa all’importante somma di denaro che lasciava il paese; per Maradona soltanto una delle tante telenovelas che lo accompagneranno nel corso della sua carriera e non solo.

fotografia Maradona allenamento

Non essendo ancora un’epoca di facile accesso alle immagini e notizie, erano solo i matches amichevoli disputati dall’albiceleste nelle diverse tourneè a mostrare le doti del campione. A 18 anni,inserito nel listone dei 40 per i Mondiali di casa, venne alla fine escluso non potendo così partecipare alla vittoria, la prima dei sudamericani nella rassegna iridata. Tuttavia Maradona rimase nel ritiro con il gruppo per tutto il tempo del campionato, utile, se così si può dire, per alzare il tasso tecnico degli allenamenti.

In Spagna Menotti lo presentò al pubblico con un elogio ben chiaro della classe: “E’ il miglior giocatore del mondo”, ed i paragoni con Di Stefano e Pelè furono presto fatti. Il suo sinistro, imparabile pressoché da ogni posizione, era ufficialmente sbarcato nel mondo del calcio.

Roma-Napoli 0-1, Maradona lancia gli azzurri verso il primo scudetto (1987)

Splendeva il sole sull’Olimpico di Roma quel pomeriggio d’ottobre di 30 anni fa circa ed alle 16.15 (più o meno) il cielo sarà ancora più azzurro. Il Napoli sbancò il campo dei giallorossi dopo dieci anni e, agganciata la Juventus capoclassifica, non mollerà più il comando fino all’apoteosi del 10 maggio 1987, giorno del primo scudetto degli azzurri. Protagonista dello scalpo romanista è, inutile dirlo, Maradona che firma al primo minuto della seconda frazione di gioco la rete decisiva. Da notare che nelle file napoletane fece il suo esordio Francesco Romano, che si rivelerà uomo chiave del centrocampo nel corso di tutta la stagione ed arrivato dalla Triestina.

Roma – domenica 26 ottobre 1986 – Stadio “Olimpico”
ROMA – NAPOLI 0-1
Rete: 46’ Maradona (Na)
Napoli: Garella, Bruscolotti, Ferrara, Bagni, Ferrario (51’ Volpecina), Renica, Sola, De Napoli, Giordano, Maradona (81’ Carnevale), Romano. (12° Di Fusco, 15° Caffarelli, 16° Muro). Allenatore: Bianchi.
Roma: Tancredi, Gerolin, Baroni, Boniek, Nela (46’ Oddi), Righetti U., Berggreen (71’ Agostini M.), Giannini, Pruzzo, Desideri, Conti. (12° Gregori, 15° Di Carlo, 16° Baldieri) Allenatore: Sormani. Direttore Tecnico: Eriksson.
Arbitro: Redini (Pisa)