Monaco-Juventus 3-2: i bianconeri soffrono e vanno in finale di Champions 1998

Il ritorno della semifinale (stagione 1997-97) nel Principato Monaco-Juventus pareva una passeggiata: il 4-1 con cui i bianconeri si erano sbarazzati all’andata, seppure soffrendo, dei monegaschi, metteva su un piatto d’argento l’accesso alla finale di Amsterdam.

Ma sotto gli occhi del Principe, l’1-0 parziale ad opera di Nick Amoruso, non chiudeva la sfida. Ribaltamento del punteggio e sotto 1-2, la Juve sembrava in balia degli avversari. Poi l’ennesima prodezza di Del Piero chiudeva definitivamente i conti. Il 3-2 finale assegnava una platonica vittoria al Monaco che dovrà attendere ancora qualche anno prima di assaggiare l’atto finale della Champions League.

Il tabellino di Monaco-Juventus 1998

Il video di Monaco-Juventus 1998


Monaco – Juventus (3-2) 15.4.1998 di juventusmemories

Napoli-Juventus 5-1: la Supercoppa Italiana 1990, ultimo trionfo di Maradona

Finiti i Mondiali di Italia 90, Baggio e Schillaci erano le speranze del nuovo calcio italiano. Ed entrambi militavano nella Juventus, che scese a Napoli per affrontare gli azzurri di Diego Armando Maradona che proprio al San Paolo aveva “fatto male” alla nostra nazionale.

Ma i bianconeri non si presentavano con il Comandante in Capo della stagione precedente, quel Dino Zoff così tanto facilmente liquidato sulla strada del bel gioco e dello splendore (presunto). Sulla panchina, al suo posto, sedeva Gigi Maifredi, tecnico della novelle vague che aveva portato il Bologna in Serie A e pareva proseguire la filosofia del sacchismo.

Mai tale idea fu così sbagliata: nel match di Supercoppa Italiana la sua banda veniva travolta per 5-1, viatico di un fallimento finale che vide la Juve esclusa dalle competizioni europee.

Per il Napoli invece il successo fu un sorriso prontamente spento: prima l’eliminazione al secondo turno in Coppa dei Campioni a rigori contro lo Spartak Mosca. Poi lo scandalo doping del Pibe de Oro, trovato positivo nella primavera successiva per uso di cocaina, con successiva squalifica e fuga dall’Italia. Fu la sua ultima vittoria, così come per il patron Ferlaino mentre i tifosi partenopei dovranno attendere Mazzarri ed il successo in Coppa Italia 2012, sempre contro i bianconeri.

IL TABELLINO

Sabato 1 settembre 1990 – ore 20:30 Stadio San Paolo

NAPOLI-JUVENTUS 5-1

NAPOLI: Galli G., Ferrara, Francini, Crippa (80′ Rizzardi), Baroni, Corradini, De Napoli, Alemao, Careca, Maradona, Silenzi (80’Mauro). Allenatore Bigon

JUVENTUS: Tacconi, Napoli, Bonetti (46′ De Marchi), Galia, Julio Cesar, De Agostini, Haessler (46′ Fortunato), Marocchi, Casiraghi, Baggio, Schillaci. Allenatore Maifredi

MARCATORI: 9′ Silenzi, 21′ Careca, 39′ R. Baggio (J), 43′ Crippa, 45′ Silenzi, 72′ Careca

ARBITRO: Longhi

Juventus-Barcellona: 1-0 di Baggio nel 1991 non basta

Juventus-Barcellona al Delle Alpi nello stadio del Post-Mondiale di Italia 90: la sfida che poteva costituire il sigillo su una carriera per qualcuno. La Juve di Baggio, Schillaci e Maifredi, il nuovo corso post Zoff-Boniperti avrebbe dovuto conquistare ogni trofeo ponendo alla base il bel gioco. Con Luca Cordero di Montezemolo sulla sedia della presidenza, la Juventus sceglieva e giocava per il new-style.

Ma le cose non andarono come sperato: la sconfitta in Catalogna per 3-1 nell’andata della semifinale di Coppa delle Coppe poneva i piemontesi con le spalle al muro. Vincere per 2-0 poteva sembrare ostico, ed infatti il goal splendido del Divin Codino su punizione ad inizio di ripresa non bastò. Per la Juve poi, la stagione terminò ancora peggio, finendo esclusa dalle coppe europee.

Ed a fine anno tornò in sella il buon vecchio Giovanni Trapattoni da Cusano Milanino.

IL TABELLINO DEL MATCH

Coppa delle Coppe 1990-1991 – Semifinali, ritorno Torino – Stadio Delle Alpi Mercoledì 24 aprile 1991, ore 20.30

JUVENTUS-BARCELLONA 1-0 (pt 0-0)

Juventus: Tacconi, Napoli, Fortunato, Galìa, Júlio César, De Agostini, Hässler, Marocchi, Casiraghi (dal 38 pt Schillaci), R. Baggio, Corini( dal 1 st Di Canio). A disposizione: Bonaiuti, de Marchi, Alessio. Allenatore: Maifredi
Barcellona: Zubizarreta, Ferrer, Soler; R. Koeman, Serna, Bakero, Goikoetxea, Stoichkov (dal 25 st Julio Salinas), M. Laudrup( dal 20 st Herrera), Amor, Eusebio Mena. A disposizione:  Angoy, Ortega, Pinilla. Allenatore: Cruijff

Arbitro: Kurt Röthlisberger (Svizzera)

Rete: R. Baggio (J) al 16 st

Note: Espulsioni Amor (B) doppia ammonizione al 20′ st
Ammonizioni Zubizarreta (B), De Agostini (J), Marocchi (J), Bakero (B), Goikoetxea (B), Amor (B) gioco falloso, Ferrer (B), Amor (B) gioco falloso

Barcellona-Juventus 1-2: Zalayeta eroe nella notte di Champions

Eroe per una notte, la più bella della sua carriera, fu quella del 12 aprile 2003 per Marcelo Zalayeta, quando sul prato del Nou Camp la Juventus si trovò a dover vincere (o pareggiare con due goals almeno), per accedere alle semifinale di Champions League. Il Barcellona infatti, aveva strappato un pari rabbioso a Torino due settimane prima e per i bianconeri, il volo in Catalogna significava mostrare gli occhi della Tigre.

Ci pensò Nedved ad aprire le marcature, nella sua stagione epocale che lo porterà al Pallone d’Oro a fine anno. Poi i blaugrana, ristabilirono presto la parità grazie a Xavi. I tempi supplementari però, dovevano essere scriti solo da comprimari: cross di Birindelli e rete al volo del Panteron uruguaiano e la Juve vola in semifinale

IL TABELLINO

Champions League 2002-2003 – Quarti, ritorno, 22 aprile 2003

Barcellona – Stadio Camp Nou

BARCELLONA-JUVENTUS 1-2 d.t.s.

MARCATORI: Nedved 53, Xavi 66, Zalayeta 114

BARCELLONA: Bonano, Puyol, Andersson (Mendieta 61), De Boer F., Reiziger (Gerard 91), Overmars (Riquelme 85), Xavi, Motta, Luis Enrique, Saviola, Kluivert – Allenatore Antic

JUVENTUS: Buffon, Thuram, Ferrara C., Montero, Zambrotta, Camoranesi (Birindelli 46), Tacchinardi, Davids, Nedved, Di Vaio (Zalayeta 46), Del Piero (Tudor 83) – Allenatore Lippi

ARBITRO: Poll (Inghilterra) ASSISTENTI: Turner e Sharp

ESPULSIONI: Davids 79° per doppia ammonizione (Juventus) -AMMONIZIONI: Luis Enrique, Motta, Gerard (B), Buffon, Tacchinardi, Montero, Zambrotta (J)

Il primo Derby della Mole: 13 gennaio 1907

Il 13 gennaio 1907 Juventus e Torino si affrontarono nel primo Derby della Mole, con i granata che si imposero per 2-1.

Le due squadre erano strettamente imparentate, essendo il Torino nato da una costola della Juventus FC, da cui alcuni soci uscirono in polemica per fondare una nuova società. Il punto della disquisizione fu il desiderio di alcuni soci bianconeri di spostare il club dalla città della Mole.

Tale Alfredo Dick fu tra i più ostinati a voler rimanere nel capoluogo e così, nel 1907, nasceva il Torino. Di conseguenza la sfida stracittadina prendeva nove dal monumento emblema della città, la Mole Antonelliana appunto.

Nel corso del campionato nazionale del 1907, le due compagini si affrontarono nello spareggio del Piemonte, da cui sarebbe uscita la squadra che avrebbe rappresentato la regione nel girone finale. Nella sfida d’andata, il Torino ospitò al Velodromo Umberto I e vinse appunto per 2-1 grazie alle reti di Federico Ferrari Orsi e Hans Kempher (per la Juve segnò su rigone Ernesto Borel). Nella sfida di ritorno i granata si imposero ancor più nettamente, un 4-1 che non ammise appello e guadagnandosi  in questo modo l’accesso alla fase finale. Tuttavia il titolo fu appannaggio del Milan, che nel triangolare (la terza compagine fu l’Andrea Doria) finì primo in classifica per un sol punto.

IL TABELLINO DEL MATCH

Velodromo Umberto I – 13/01/1907 – h.15.00

TORINO – JUVENTUS 2-1 (1-0)
Torino: Biano, Bollinger, Mützell, Rodgers, Ferrari-Orsi, De Fernex, Debernardi I, Streule, Kempher, Michel, Jacquet.
Juventus: Durante, Armano I, McQueen, Nay, Goccione, Diment, Squair, Varetto, Borel E., Barberis A., Donna.
Arbitro: Pasteur del Genoa.
Reti: Ferrari-Orsi 20′ (T), Kempher 60′ (T), Borel E. 87′ rig. (J).
Note: Prima del fischio d’inizio l’arbitro Pasteur rende note ai capitani delle due squadre le modifiche del regolamento in vigore da questa stagione sportiva. Il fischio d’inizio viene così ritardato di 10′. La neve caduta durante la notte ha lasciato il campo di gioco interamente ricoperto al fischio d’inizio. Discreto ma non numerosissimo il pubblico sugli spalti. La rete del 2-0 messa a segno da Kempher, viene convenzionalmente riportata come segnata al 60′, dal momento in cui le cronache dell’epoca parlano di raddoppio messo a segno poco prima della metà della seconda ripresa.

Maddalena Nullo, la moglie di Andrea Barzagli

Con un difensore roccioso come Andrea Barzagli, nessuno scoop è libero ri “uscire”. Battute a parte, il centrale di Juventus e Nazionale ha una moglie tradizionale, lontana dai gossip e dalle passerelle. Maddalena Nullo, sposatasi con Andrea il 13 luglio 2013 a Lerici, in Liguria, ha infatti una vita tranquilla.

La scorsa estate, in occasione degli Europei di calcio in Francia, Maddalena è sempre stata vista sugli spalti assieme ai due figli: Mattia, il primogenito nato il 13 febbraio 2008, e Camilla, venuta alla luce il 2 luglio 2011.

Non aspettatevi notizie di gossip su di lui, perché terminati gli allenamenti si cala nei panni di marito e papà, come tutti gli altri uomini.

 

Vincere lo scudetto e poi retrocedere: quando è successo

Cosa si farebbe per non vincere un campionato: qualcuno disposto a farsi 40 km a piedi per andare  ad un Santuario, altri che “venderebbero” la moglie, per non dire di peggio.

Qualcuno pronto a vincere e poi retrocedere l’anno dopo? Beh, forse così si esagera, eppure la storia del calcio insegna che può accadere, anche a teams blasonati.

#5 – Juventus (Italia)

E’ forse il caso più noto salito alle cronache: non per (de)meriti sportivi, quanto per essere stato coinvolto nello scandalo più grosso del calcio italiano. Vinto il tricolore, i bianconeri di Fabio Capello non ebbero nemmeno l’estate intera per gioire: retrocessione in Serie B e 17 punti (poi ridotti a 9) di penalizzazione. Il titolo venne assegnato all’Inter, con polemiche che tuttora sono vibranti fra i sostenitori delle opposte fazioni.

#4 – Herfolge Boldklub (Danimarca)

I danesi del Herfolge BK festeggiarono il loro primo titolo nazionale al termine della stagione 1999-2000. Mentre cercavano di difendere la preziosa coccarda, vennero eliminati con un complessivo 6-0 nei play-off di Champions League e, piazzandosi all’11° posto (su 12), si meritarono la discesa negli inferi calcistici.

#3 – Manchester City (Inghilterra)

Mentre la storia del Leicester City è (quasi) il contrario, salvandosi per un soffio e poi trionfando in Premier League, il Manchester City è finora l’unico team che è riuscito nell’impresa di trionfare e poi scendere di categoria. Accadde nel 1937, quando il City si era aggiudicato il torneo scavalcando di tre punti il Charlton Athletic mentre i rivali cittadini dello United conobbero l’onta della retrocessione. La stagione seguente, mentre i Red Devils risalirono la china, i Citizens scesero in B assieme al West Bromwich Albion.

#2 – FC Norimberga (Germania)

Dopo aver vinto il suo nono (ed ultimo) titolo nel 1968, il tecnico del club tedesco Max Merkel decise di ricostruire la squadra con giocatori più giovani. Come risultato, il 17° posto finale gli valse la retrocessione, per un sol punto, nella cadetteria. Per ritornare nell’elite del pallone germanico ci vollero ben 10 stagioni.

#1 – Milan (Italia)

Anche per i rossoneri si videro sfilare lo scudetto in maniera “anomala”. Vinto nel 1979 il decimo scudetto e guadagnandosi la stella con Rivera capitano, i rossoneri terminarono al terzo posto la stagione successiva. Ma il primo grande scandalo del calcioscommesse comportò la retrocessione in cadetteria, oltre a veder coinvolti i vertici societari ed alcuni giocatori, fra cui Albertosi, che conclusero in maniera indegna la propria carriera.