Romania-Italia 1-0: finisce l’era Bearzot nella primavera 1983

Romania – Italia: da campioni del mondo nell’estate 1982, gli azzurri di Bearzot avrebbero dovuto fare un sol boccone degli avversari nel girone di qualificazione agli Europei che si sarebbero svolti a casa di Michel Platini, nel giugno 1984. Chi non ricordava la rapidità di Paolo “Pablito” Rossi, le corse di Cabrini sulla fascia, i “morsi” di Claudio Gentile alle caviglie di assi come Maradona e Zico oppure il grido di gioia di Tardelli che mostrò a tutto il mondo cosa significa segnare in una finale mondiale.

Ebbene pochi mesi e tutto si dissolse: fu l’est europeo a sbarrarci la strada, prima la Cecoslovacchia e poi la Romania guidata in panchina da quella volpe che risponde al nome di Mircea Lucescu che lasciò le sue impronte anche nella Serie A italiana.

La notte di Bucarest fu l’inizio del declino per tanti, a partire da Enzo Bearzot che rimarrà ancora sulla panchina chiudendo mestamente il ciclo a Messico 1986. La critica, che aveva dovuto ingoiare l’amaro successo in Spagna dopo averlo seppellito durante la fase di preparazione ed i primi tre matches del girone di Vigo, non aspettava altro.

Le curiosità del match

-Match numero 315 per la Romania e numero 404 per l’Italia

-Era il nono confronto fra le due nazionali.

-La Romania non aveva mai battuto gli azzurri.

– Il precedente incontro aveva visto, il 4 dicembre 1982, terminare 0-0 a Firenze. L’Italia schierò nuovamente Zoff, Gentile, Marini, Collovati, Conti, Tardelli, Rossi, Antognoni ed Altobelli mentre la Romania giocò ancora con Rednic, Ungureanu, Iorgulescu, Stefanescu, Andone, Klein, Camataru, Augustin, Boloni e Balaci.
Fra gli azzurri Bordon e Vierchowod rimasero ancora in panchina mentre la Romania fece rimanere seduti ancora Moraru e Geolgau.

-Italia non vinceva dalla notte del Bernabeu contro la Germania Ovest. Tornerà alla vittoria soltanto il 5 ottobre di quell’anno contro la Grecia in amichevole per 3-0.

-Fu la prima apparizione di Roberto Bettega dopo il tremendo infortunio che aveva subito nel novembre 1981 in uno scontro di gioco con il portiere dell’Anderlecht. Fu anche la sua ultima partita con la maglia azzurra.

Il tabellino del match

Aprile 16, 1983 Romania 1-Italia 0
Qualificazione Europei Francia 1984-Gruppo5 5
Stadio: 23 Agosto di Bucarest
Spettatori: 80,000
Arbitro: Michel Vautrot (Francia)
Marcatore: Ladislau Boloni 23

Romania:
1-Dumitru Moraru (Dinamo Bucurest) [23 caps / 0 goals]
2-Mircea Rednic (Corvinul) [18 caps / 0 goals]
6-Gino Iorgulescu (Sportul Studentesc) [18 caps / 0 goals]
3-Costica Stefanescu (Universitatea Craiova) [40 caps / 0 goals]
4-Nicolae Ungureanu (Universitatea Craiova) [12 caps / 0 goals]
5-Ionel Augustin (Dinamo Bucurest) [21 caps / 2 goals] (14-Ioan Andone (Corvinul) [15 caps / 1 goals] 70)
10-Ladislau Boloni Tîrgu) [60 caps / 15 goals]
8-Michael Klein (Corvinul) [18 caps / 4 goals]
11-Ilie Balaci (Universitatea Craiova) [61 caps / 8 goals]
7-Ion Geolgau (Universitatea Craiova) [9 caps / 0 goals] (16-Sorin Cirtu (Universitatea Craiova) [6 caps / 0 goals] 87)
9-Rodion Doru Gorun Camataru (Universitatea Craiova) [27 caps / 8 goals]

Coach: Mircea Lucescu
Booked: Ungureanu,Camataru

Other Subs:
12-Vasile Iordache (Steaua)
13-Nicolae Negrilla Universitatea Craiova)
15-Zoltan Crisan (Universitatea Craiova)

Italia:
1- Dino Zoff (Juventus) [111 caps / 0 goals]
2-Claudio Gentile (Juventus) [67 caps / 1 goals]
3-Antonio Cabrini (Juventus) [43 caps / 4 goals]
4- Giampiero Marini (Internazionale) [20 caps / 0 goals]
5-Fulvio Collovati (Internazionale) [38 caps / 3 goals]
6-Gaetano Scirea (Juventus) [60 caps / 2 goals]
7-Bruno Conti (Roma) [24 caps / 3 goals]
8-Marco Tardelli (Juventus) [67 caps / 6 goals]
9-Paolo Rossi (Juventus) [32 caps / 13 goals]
10-Giancarlo Antognoni (Fiorentina) [71 caps / 7 goals] (15-Giuseppe Dossena (Torino) [12 caps / 1 goals] 56)
11-Roberto Bettega (Juventus) [42 caps / 19 goals] (16-Alessandro Altobelli (Internazionale) [17 caps / 4 goals] 69)

Coach: Enzo Bearzot
Booked: Collovati, Antognoni

A disposizione:
12-Ivano Bordon (Internazionale)
13-Pietro Vierchowod (Roma)
14-Carlo Ancelotti (Roma)

 

Pallavolo: quali sono le categorie del volley in Italia

Pallavolo sport di massa: da sempre praticato in maniera assidua fin dalla tenera età, e da tanti, l’averla inserita fra le discipline sportive praticata a scuola ha permesso all’Italia, dopo anni di lavoro, di costruire una nazionale che nel corso dei tempi, pur modificandosi, è sempre rimasta ai vertici mondiali.

Se per il settore maschile il discorso vale da almeno 20 anni (grazie Velasco), in campo femminile ci sono voluti molti anni in più per avere un Team Italia di spessore. Impossibile dimenticare il trionfo ai Mondiali 2002 e, sebbene non si abbia più raggiunto una medaglia iridata, la compagine azzurra ben figura nelle massime competizioni.

Ma per arrivare a vestire la maglia dell’Italia, quanta gavetta bisogna fare? Tanta, vista la quantità (e qualità) dei giocatori. Andiamo allora a dare un’occhiata a come fare per arrivare in Serie A ed aggiudicarsi lo scudetto.

Partendo dalla base, una volta conclusa l’esperienza nel settore giovanile, si può entrare in una squadra che milita in un campionato con promozione e retrocessione.

Le prime tre serie, denominate Divisione ed identificate con Prima, Seconda e Terza, sono organizzate e gestite dai comitati provinciali. Non tutte le province riescono però ad avere anche l’ultimo mattone del volley, tanto che spesso è la Seconda Divisione a costituire il gradino più basso.

Salendo, troviamo Serie D e Serie C, entrambe gestite dai Comitati Regionali FIPAV. È articolato su gironi composti da squadre di una stessa regione, ad eccezione delle società aventi sede in Valle d’Aosta, unificata da questo punto di vista con il Piemonte, e in Molise, che pur avendo un proprio comitato, dal 2012 trovano il loro spazio nei gironi dell’Abruzzo.

Salendo di un gradino, si trovano le prime differenziazioni fra settore maschile e femminile. Per gli uomini, dalla stagione 2016-17, è stata creata la Serie B unica, raggruppando così le vecchie B1 e B2, per un totale di ben 126 compagini divise in 9 gironi. In campo femminile invece permane la separazione fra B1 (56 teams) e B2 (108).

Per arrivare al professionismo, per gli uomini occorre entrare fra le prime due di ciascun girone: le 18 squadre ammesse ai play-offs verranno scremate fino alle 5 che avranno diritto al vertice del volley. In compenso, le ultime 4 di ciascun girone retrocederanno in Serie C.

In campo femminile invece, dopo la Regular Season, le prime classificate di ogni girone (4 in totale) saranno promosse direttamente in Serie A2 mentre le seconde quattro formazioni saranno ammesse alla fase successiva da cui uscirà la quinta ed ultima promossa. Infine sono dodici le squadre (tre per ogni girone) retrocesse in Serie B2.

La Serie A1 ed A2 sono invece di competenza della Lega Pallavolo Serie A ed il suo corrispettivo femminile. Fra gli uomini la Serie A2 è composta da due gironi di 10 squadre ciascuno. Al termine della stagione composta da regular season, pool promozione e play-offs, la vincente accede alla Serie A1.

Fra le donne, le 14 compagini si giocano la promozione diretta nella regular season. La vincente sale in Serie A1 direttamente, le classificate dal secondo al settimo posto accedono ai play-off promozione da cui uscirà la vincente del tabellone che  si conquisterà il diritto alla serie maggiore.

Infine l’Olimpo del volley italiano. La Serie A maschile è composta da 14 squadre. Dopo la stagione regolare, le prime otto, con il classico tabellone incrociato, si disputano il titolo. Per le donne discorso quasi identico: le prime dieci (su 12) accedono ai play-off, da cui uscirà la vincntrice.

Al contrario di quanto avviene in altre discipline sportive, ogni società può detenere diritti sportivi e partecipare (con atleti diversi) a più campionati a patto che, dalla Serie A alla D, non siano contigui tra di loro.

Lega Pallavolo Serie A e Lega Pallavolo Serie A femminileSerie A1 (14)Serie A1 (12)
Serie A2 (20)Serie A2 (14)
Lega Nazionale PallavoloSerie B (126)Serie B1 (56)
Serie B2 (108)
Lega Regionale PallavoloSerie CSerie C
Serie DSerie D
Lega Provinciale Pallavolo1ª Divisione1ª Divisione
2ª Divisione2ª Divisione
3ª Divisione3ª Divisione

Olanda-Italia 2-3: la rimonta degli azzurri di Sacchi in casa Orange

Dopo la mancata qualificazione ad Euro 92, vinti clamorosamente dalla Danimarca ripescata in sostituzione della Jugoslavia, paese nel pieno del conflitto secessionistico che la spezzerà in mille parti, etnicamente e non solo, gli azzurri guidati dal ct Sacchi si preparano in vista delle partite di qualificazione ad USA 94. E’ un gruppo che risente ancora, a livello di componenti, dell’esperienza di Azeglio Vicini. Olanda-Italia è dunque il match per capire di che pasta siamo fatti.

Tuttavia trattasi della prima partita dopo la ripresa del campionato mentre gli olandesi sono già in forma. Ed i tre “rossoneri” in forza agli Orange hanno tanta voglia di mostrarsi al meglio contro il loro mentore Arrigo. E per  l’ex milanista la partita comincia: venti minuti e già sotto 2-0, con un Bergkamp sugli scudi.

Ma in campo scendono giocatori, ancorchè uomini e prima del finire del temo l’Italia ristabilisce la partita. Sarà poi un gran goal di Vialli, poi finito fuori dalla rosa sacchiana, a darci la vittoria in casa degli inventori del calcio totale.

IL TABELLINO DEL MATCH

9-9-1992, Eindhoven
Olanda-Italia 2-3
Reti: 4’ e 21’ Bergkamp, 29’ Eranio, 41’ R. Baggio rig., 77’ Vialli.
Italia: Marchegiani, Mannini, Di Chiara, Eranio, Costacurta, P. Maldini, Lentini, Albertini, Vialli, R. Baggio, Evani. Ct: A. Sacchi.
Olanda: Menzo, Van Aerle (43’ Viscaal), De Boer (46’ Winter), R.Koeman, Witschge, Wouters, Bergkamp (68’ Van’t Schip), Rijkaard, Van Basten, Gullit, Roy. Ct: D. Advocaat.
Arbitro: Merk (Germania).

Le categorie del basket maschile/femminile in Italia

La piramide del basket italiano, sebbene abbia cambiato spesso denominazione negli ultimi anni, ha assunto il format classico della Serie A (un tempo A1) a 16 squadre. Subito sotto, una lega non professionistica nella quale la sola promozione nella massima serie mette in lotta fin dalla prima giornata ben 32 compagini, divise in due raggruppamenti denominati Est ed Ovest.

Scendendo ai piani inferiori, la serie C regionale (o Serie C2) viene gestita dai comitati locali. Solo la Basilicata, il Molise e la Valle d’Aosta non hanno tale livello, gestito rispettivamente dai comitati campano, abruzzese e piemontese. In Basilicata, in Molise e in Umbria la Serie D è l’ultimo livello. In Sicilia, Calabria, Abruzzo, Liguria e Friuli-Venezia Giulia la Promozione è l’ultimo livello. In Sardegna, Puglia, Campania, Toscana, Lazio, Piemonte (che comprende anche le squadre valdostane) e in Trentino-Alto Adige la Prima Divisione è l’ultimo livello. Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto (per la provincia di Padova, provincia di Vicenza e provincia di Treviso ) e Marche (solo per la provincia di Pesaro) contano sulla Seconda Divisione, nono e ultimo livello della pallacanestro maschile italiana.

Diversamente, nel settore “rosa” della pallacanestro italiana non esistono tornei professionistici. Tuttavia non manca l’agonismo ed il tasso tecnico, garantito dalle giocatrici americane e dalle italiane che negli ultimi anni, soprattutto grazie alla nuova linea verde, stanno garantendo il futuro della nazionale italiana.

Come per il maschile, i tornei inferiori vengono gestiti a livello regionale, come è il caso della Serie B, presente in quasi tutti i comitati. La Serie C è più rara: Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto sono le regioni che la organizzano. In Lombardia si giunge anche alla Promozione, sesto e ultimo livello della pallacanestro femminile italiana.

Campionato maschile
Campionati nazionali professionistici
1. Serie A (16)
Campionati nazionali non professionistici
2. Serie A2 (32)
3. Serie B (64)
Campionati regionali non professionistici
4. Serie C regionale
5. Serie D regionale
6. Promozione
7. Prima Divisione
8. Seconda Divisione

Campionato femminile
Campionati nazionali non professionistici
1. Serie A1 (12)
2. Serie A2 (27)
Campionati regionali non professionistici
3. Serie B
4. Serie C
5. Promozione

Serie A: le partite con vittoria in doppia cifra

La domenica successiva a due larghe e sonanti vittorie (vedi Bologna-Napoli e Pescara-Lazio), stante la netta inferiorità tecnica mostrata da alcune compagini della massima serie e la mancanza (un pò troppo presto) di stimoli per squadre che hanno già raggiunto l’obiettivo minimo stagionale, sfogliamo gli annali per trovare quando la vincente sul campo ha segnato almeno 10 (dieci) reti.

Se le squadre da doppia cifra corrispondono alle attuali (quasi sempre) che militano in Serie A, le super-battute sono compagini che risalgono alla preistoria del gioco del calcio italiano.

Campionati con fase finale
1909       US Milanese 11- 2 Venezia
1909/10 Torino 13- 1 US Milanese
Internazionale 10- 3 Pro Vercelli [gli ospiti schierarono le giovanili]
1912/13  Torino 11- 1 Piemonte
Lazio 13- 1 Pro Roma
1913/14  Piemonte 0-11 Torino
Pro Vercelli 11- 0 Liguria
Internazionale 15- 0 AC Milanese
Pro Roma 10- 1 Audace
Hellas Verona 10- 0 Volontari Venezia
Venezia 10- 0 Modena
1914/15  Genoa 12- 0 Acqui
Acqui 0-18 Genoa
Novara 11- 1 Savoia (Milano)
Milan 13- 0 Audax Modena
US Milanese 10- 1 Chiasso
Vicenza 10- 2 Padova
Internazionale 12- 1 US Milanese
Internazionale 16- 0 Vicenza
Juventus Italia 13- 1 Audax Modena
1919/20 Ausonia Pro Gorla 0-10 Milan
Pro Napoli 13- 0 Pro Caserta
1920/21 Internazionale 12- 0 Legnano
Ausonia Pro Gorla 0-14 Internazionale
Alessandria 13- 1 Amatori GC
Fortitudo 11- 0 Roman
US Milanese 12- 2 Pro Sesto
Bologna 10- 1 Modena
Lucchese 11- 1 Viareggio
Livorno 11- 0 Gerbi Pisa
1921/22 Pro Vercelli 10- 0 Vicenza
Bologna 11- 1 Vicenza
Palermo 12- 0 Vigor Trapani
1922/23 Udinese 0-14 Bologna
Padova 11- 1 Pastore Torino
Alba Roma 10- 1 Roman
Alba Roma 11- 0 Juventus Audax
Lazio 10- 2 Libertas Palermo
1925/26 Casertana 0-10 Internaples
Lazio 10- 1 Pro Roma
Alba Roma 11- 2 Audace Roma
1927/28 Torino 11- 0 Brescia
Torino 11- 0 Napoli
Torino 14- 0 Reggiana
Alessandria 11- 1 Napoli
Alessandria 11- 0 Reggiana
Bologna 10- 1 Verona
1928/29 Torino 10- 1 Livorno
Torino 12- 0 Triestina
Juventus 11- 0 Fiumana
Juventus 11- 0 Fiorentina
Brescia 10- 0 Bologna
Genoa 11- 0 Verona
Ambrosiana 10- 2 Venezia

Torneo a girone unico
1947/48 Torino 10- 0 Alessandria

Albo d’Oro Coppa Italia di basket

La Coppa Italia di basket è il trofeo istituito dalla Lega Italiana di pallacanestro ed è organizzato annualmente. La prima edizione della Coppa Italia si svolse nel 1968 e venne vinta dalla Fides Napoli. Tra il 1975 e il 1983 la manifestazione non ebbe luogo; successivamente ha ripreso a svolgersi regolarmente ogni anno.

La formula nel corso del tempo è mutata. Se la prima edizione vide la partecipazione di sole 14 formazioni che aderirono in maniera spontanea, già nei primi anni divenne obbligatoria la partecipazione.

A partire dal 1990, dopo una fase eliminatoria (gironi ed eliminazione diretta), è stata istituita la formula americana della Final Four, semifinali e finale in gara secca, nello stesso impianto.
Dall’edizione del 2000 invece la fase finale (ed unica), prevede la partecipazione delle prime 8 squadre classificate al termine del girone d’andata della Serie A (nelle prime due edizioni con la nuova formula, le prime 7 di Serie A1 e la prima di Legadue) che si contendono il trofeo in una Final Eight: quarti di finale, semifinali, finale in gara secca, nell’arco di 4 giorni.

Nell’edizione 2017, che si svolgerà presso il Polo Fieristico di Rimini, la manifestazione tornerà a disputarsi nelll’arco di quattro giorni. Quarti di finale, con tabellone tennistico incrociato (1-8; 2-7; 3-6; 4-5), il giovedì e venerdì; semifinali il sabato e finalissima la domenica. Al termine del match viene consegnato ai vincitori il trofeo, direttamente sul campo.

La vittoria assegna la possibilità di disputare la Supercoppa all’inizio della successiva stagione agonistica.

EdizioneSedeVincitoreFinalistaRisultatoMVP
1968PalaDozza, BolognaPartenope NapoliFortitudo Bologna93-68
1969Palazzo dello Sport, RomaPallacanestro VaresePartenope Napoli73-72
1970Palazzo dello Sport, RomaPallacanestro VareseOlimpia Milano74-66
1971PalaBarsacchi, Viareggio (LU)Pallacanestro VaresePartenope Napoli83-60
1972PalaRuffini, TorinoOlimpia MilanoPallacanestro Varese81-77
1973Pala E.I.B., BresciaPallacanestro VareseLibertas Asti94-65
1974PalaLaghetto, VicenzaVirtus BolognaLibertas Udine90-74
1984PalaDozza, BolognaVirtus BolognaJuvecaserta Basket80-78
1985Palaignis, Masnago (VA) / Palasport, PesaroVictoria Libertas PesaroPallacanestro Varese77-91 / 109-93
1986PalaDozza, BolognaOlimpia MilanoVictoria Libertas Pesaro102-92
1987PalaDozza, BolognaOlimpia MilanoVictoria Libertas Pesaro95-93
1988PalaDozza, BolognaJuvecaserta BasketPallacanestro Varese113-100
1989PalaDozza, BolognaVirtus BolognaJuvecaserta Basket96-93 d.t.s.
1990PalaGalassi, ForlìVirtus BolognaVirtus Roma94-83
1991PalaDozza, BolognaScaligera VeronaOlimpia Milano97-85
1992PalaGalassi, ForlìVictoria Libertas PesaroPallacanestro Treviso95-92
1993PalaGalassi, ForlìPallacanestro TrevisoVirtus Bologna75-73
1994PalaMalaguti, Casalecchio di Reno (BO)Pallacanestro TrevisoScaligera Verona78-61Davide Bonora
1995PalaMalaguti, Casalecchio di Reno (BO)Pallacanestro TrevisoPallacanestro Trieste81-77Orlando Woolridge
1996Fila Forum, Assago (MI)Olimpia MilanoScaligera Verona90-72Rolando Blackman
1997PalaMalaguti, Casalecchio di Reno (BO)Virtus BolognaPallacanestro Cantù75-67Branislav Prelevic
1998PalaMalaguti, Casalecchio di Reno (BO)Fortitudo BolognaPallacanestro Treviso73-55Carlton Myers
1999PalaMalaguti, Casalecchio di Reno (BO)Virtus BolognaPallacanestro Varese65-63Alessandro Frosini
2000PalaPentimele, Reggio CalabriaPallacanestro TrevisoVirtus Bologna78-59Denis Marconato
2001PalaGalassi, ForlìVirtus BolognaVictoria Libertas Pesaro83-58Rashard Griffith
2002PalaGalassi, ForlìVirtus BolognaMens Sana Siena79-77Emanuel Ginóbili
2003PalaGalassi, ForlìPallacanestro TrevisoPallacanestro Cantù86-77Tyus Edney
2004PalaGalassi, ForlìPallacanestro TrevisoVictoria Libertas Pesaro85-76Jorge Garbajosa
2005PalaGalassi, ForlìPallacanestro TrevisoPallacanestro Reggiana74-64Massimo Bulleri
2006PalaGalassi, ForlìBasket NapoliVirtus Roma85-83David Hawkins
2007Futurshow Station, Casalecchio di Reno (BO)Pallacanestro TrevisoVirtus Bologna67-65Spencer Nelson
2008Futurshow Station, Casalecchio di Reno (BO)Felice Scandone AvellinoVirtus Bologna73-67Devin Smith
2009Futurshow Station, Casalecchio di Reno (BO)Mens Sana SienaVirtus Bologna70-69Shaun Stonerook
2010PalaDelMauro, AvellinoMens Sana SienaVirtus Bologna83-75Shaun Stonerook
2011Palasport Olimpico, TorinoMens Sana SienaPallacanestro Cantù79-72Kšyštof Lavrinovic
2012Palasport Olimpico, TorinoMens Sana Siena*Pallacanestro Cantù88-71David Andersen
2013Mediolanum Forum, Assago (MI)Mens Sana Siena*Pallacanestro Varese77-74Daniel Hackett
2014Mediolanum Forum, Assago (MI)Dinamo SassariMens Sana Siena80-73Travis Diener
2015PalaDesio, Desio (MB)Dinamo SassariOlimpia Milano101-94David Logan
2016Mediolanum Forum, Assago (MI)Olimpia MilanoFelice Scandone Avellino82-76Rakim Sanders
2017Polo Fieristico, RiminiOlimpia MilanoDinamo Sassari 84-74Ricky Hickman
  • A seguito della sentenza del Tribunale Federale della FIP in merito al processo sportivo avviato nei confronti della dirigenza del club, accusata di ricettazione, associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e bancarotta fraudolenta, i titoli conquistati tra il 2012 e il 2013 sono stati revocati.

Ruggiero Rizzitelli, il bomber passato in cucina

Bomber di razza degli Anni Novanta, Ruggiero Rizzitelli si fece conoscere dal grande pubblico del calcio con la promozione in Serie A del Cesena. Grazie ai romagnoli, esordì in Serie A nella stagione 1987-88, ed il rendimento in campo lo aiutò a conquistarsi un posto fra i convocati di Euro 88 in Germania, chiamato dal Ct Azeglio Vicini che aveva un debole per i giovani nel gruppo azzurro.

Tuttavia durante la manifestazione gli venne preferita l’esperienza di Spillo Altobelli e l’esuberanza di Vialli. l’uomo di Margherita di Savoia però, nutriva speranze per i Mondiali in casa del 1990. Ma in quell’occasione dovette ingoiare il boccone amaro dell’esclusione, complice l’esplosione di Totò Schillaci e di Andrea Carnevale fresco di tricolore con il Napoli.

Nel frattempo il centravanti pugliese aveva lasciato la Riviera per accasarsi alla Roma, che non viveva momenti d’oro. Il punto più alto arrivò nella stagione post-mondiale, quando i lupi giallorossi arrivarono alla finale di Coppa Uefa. Nel doppio confronto l’Inter, guidata dal trio dei tedeschi campioni del mondo, ebbero la meglio. Per Rizzi-goal, la rete illusoria al ritorno dell’ 1-0 tenne accesa la fiammella dei supplementari fino all’ultimo. La Roma si consolò però  con il successo in Coppa Italia.

Lascia la Capitale nel 1994 e si accasa al Torino, che diventa trampolino di lancio per la carriera realizzativa: due anni e per due volte in doppia cifra (19 e 11 rispettivamente).

Arriva la chiamata del Bayern Monaco, guidato da Giovanni Trapattoni: il biennio gli permette di vincere una Bundesliga, una Coppa di Germania ed una Coppa di Lega tedesca, raggranellando molte presenze ma poche reti.

Ritornato in Italia il Trap, decide anch’egli di lasciare la Bavaria e fare rientro in patria, firmando per il Piacenza. Stavolta è un giovanissimo Pippo Inzaghi a sottrargli la ribalta. Svincolato, all’alba dei 33 anni torna alla casa madre, il Cesena, scendendo addirittura in Serie C, dove dimostra di non aver perso lo smalto, con 6 reti in 14 apparizioni.

Nela sua prima stagione post-calcio, il 2001-2002, partecipa in TV alla trasmissione di Rai Due Quelli che il calcio, condotta da Simona Ventura, giocando nel Maifredi Team. La squadra, composta da ex-calciatori, ogni domenica ripropone le azioni dei gol più importanti della giornata di campionato, sotto la guida di Gigi Maifredi.
Poi passa ai microfoni di Sky per commentare le partite della Roma per il canale tematico dei giallorossi. Nel frattempo investe nell’attività di ristorazione aprendo un locale in Romagna.

Partecipò ai Giochi Olimpici di Seul 1988, noti per la figuraccia rimediata dagli azzurri con lo 0-4 contro lo Zambia. L’Italia arriverà poi fino alle semifinali, perdendo la finale per il bronzo contro la Germania.

Con la nazionale disputò soltanto nove partite, realizzando due reti contro Danimarca e Norvegia. Fu protagonista nel match di qualificazione agli Europei 1992, quando nella partita decisiva di Mosca il pallone da lui scagliato colpì soltanto il palo, decretando lo 0-0 finale ed escludendo l’Italia dalla successiva fase finale.

Il tecnico Vicini rassegnò di fatto le dimissioni ed il nuovo ct, Arrigo Sacchi, non lo convocò, e pertanto chiudendo di fatto la carriera con la maglia azzurra.

Anche suo figlio Gianluca è un calciatore: ala destra, attualmente gioca in Serie D nel Ribelle, compagine romagnola.

Il fatto curioso

La squadra “preferita” da Rizzitelli è, curiosamente la Juventus. Contro i bianconeri, su 20 partite disputate, andò in goal in ben 7 occasioni. Nella  stagione 1994-95, quando la società degli Agnelli tornò allo scudetto dopo un lungo digiuno, il bomber pugliese siglò ben 4 reti, determinando un double di vittorie nei Derby della Mole.

La truffa ai suoi danni

Nel 2015, nel corso di un processo per truffa, venne ascoltato come parte lesa e confessò di essere stato truffato e di aver perso praticamente tutti i suoi risparmi: “Tra il 1989 e il 2000 ho investito circa 3 milioni di euro, tutto quello che ho guadagnato nella mia intera carriera di calciatore. Non mi resta più nulla, solo qualche piccolo prelievo”