Tifoso Newcastle chiede pietà a Vardy: lascia maglia in giardino

Per James Vardy la gavetta per arrivare ai massimi livelli del calcio inglese è passata attraverso un lavoro nelle fabbriche di Sheffield. Il bomber del Leicester City capisce quindi cosa significa il sacrificio ed il valore di una vittoria. Capire quindi cosa significa per un tifoso qualunque una vittoria in un match di Premier League non è difficile per il 28enne attaccante.

Ma nel caso di una vera offerta votiva fatta da questo curioso tifoso del Newcastle, come si comporterà? La fidanzata dell’attaccante del Leicester, vera sorpresa della Premier League, ha infatti trovato nella notte dell’Epifania, nel giardino di casa, una maglia dei bianconeri.

Una richiesta di pietà nei confronti di Vardy, bomber del club di Ranieri, per un match che avverrà soltanto fra due mesi circa. Chissà se l’attaccante si ricorderà di questo gesto, al momento opportuno.

tweet vardy

Maradona: il Goal del Secolo raccontato da Víctor Hugo Morales

Il Goal del Secolo riconosciuto all’unanimità è quello segnato da Diego Armando Maradona in Argentina – Inghilterra finita 2-1, disputato il 22 giugno 1986 allo Stadio Atzeca di Città del Messico, nei quarti di finale della Coppa del Mondo.

Straordinaria fu la prodezza del numero 10 argentino che partì in slalom dalla sua metacampo e salto uno per uno i difensori inglesi.

victor hugo morales giornalista

A raccontare quella prodezza fu Víctor Hugo Morales,  giornalista, scrittore e saggista uruguaiano, che si trasferì nei primi anni Ottanta in Argentina, dove continuò la sua carriera di cronista sportivo. In un’intervista, lo stesso Morales, raccontando in merito all’enfasi mostrata nel corso di quella galoppata dirà: “Ad un certo punto mi sembrava di essere filmato mentre correvo nudo ed ubriaco in strada”.

Spagnolo
« …la va a tocar para Diego, ahí la tiene Maradona, lo marcan dos, pisa la pelota Maradona, arranca por la derecha el genio del fútbol mundial, y deja el tendal y va a tocar para Burruchaga… ¡Siempre Maradona! ¡Genio! ¡Genio! ¡Genio! ta-ta-ta-ta-ta-ta… Goooooool… Gooooool… ¡Quiero llorar! ¡Dios Santo, viva el fútbol! ¡Golaaaaaaazooooooo! ¡Diegooooooool! ¡Maradona! Es para llorar, perdónenme … Maradona, en una corrida memorable, en la jugada de todos los tiempos… barrilete cósmico… ¿de qué planeta viniste? ¡Para dejar en el camino a tanto inglés! ¡Para que el país sea un puño apretado, gritando por Argentina!… Argentina 2 – Inglaterra 0… Diegol, Diegol, Diego Armando Maradona… Gracias Dios, por el fútbol, por Maradona, por estas lágrimas, por este Argentina 2 – Inglaterra 0. »

Italiano
« … la tocca per Diego, ecco, ce l’ha Maradona. Lo marcano in due, tocca la palla Maradona, avanza sulla destra il genio del calcio mondiale. Può toccarla per Burruchaga.. sempre Maradona.. genio, genio, genio.. c’è, c’è, c’è… goooooooooool… voglio piangere.. Dio Santo, viva il calcio.. golaaaaaazooo.. Diegooooooool.. Maradona.. c’è da piangere, scusatemi.. Maradona in una corsa memorabile, la giocata migliore di tutti i tempi.. aquilone cosmico.. Da che pianeta sei venuto ?, per lasciare lungo la strada così tanti inglesi ? Perché il Paese sia un pugno chiuso che esulta per l’Argentina.. Argentina 2, Inghilterra 0.. Diegol, Diegol, Diego Armando Maradona… Grazie, Dio, per il calcio, per Maradona, per queste lacrime, per questo Argentina 2, Inghilterra 0. »

Leroy Rosenior, l’allenatore con l’esonero più veloce della storia

Leroy Rosenior deve essere l’allenatore più paziente della storia del calcio: nel 2007, precisamente il 17 maggio, firmò con il Torquay United, club inglese appena retrocesso dalla League Two in Conference National, il quinto gradino della piramide del calcio anglosassone. Ma  10 minuti dopo la sigla del contratto, il proprietario e presidente Mike Bateson informò il povero Rosenior che il club era stato appena ceduto e che l’accordo era definitivamente saltato.

L’acquirente, Alex Rowe, aveva infatti deciso che non era la persona adatta per guidare il team, per la serie Sliding Doors nel calcio.
Al suo posto venne assunto Paul Buckle, ex centrocampista, che aveva militato in passato nel club per un paio di stagioni e che aveva appena appeso le scarpette al chiodo vestendo la maglia dell’Exeter City. Al termine della stagione il Torquay si classificò in terza posizione, venendo ammesso a disputare i play-off per la promozione.

Ma in semifinale fu eliminato nel doppio confronto proprio dall’ex club di Buckle, che vincerà poi la finale e verrà promosso in League Two.
Il Torquay dovrà attendere la stagione successiva per fare ritorno fra i professionisti, vincendo stavolta i play-off.
Attualmente la squadra, dopo la retrocessione avvenuta un paio di stagioni orsono, è tornata a militare in National.

E Rosenior? Dopo l’infelice parentesi di tecnico (per 10 minuti), lasciò per sempre la carriera di allenatore. Attualmente lavora per G-Sport, pay-Per-View africana in qualità di commentatore sportivo, oltre ad apparire in alcuni programmi calcistici della BBC regionali. Svolge inoltre il ruolo di ambasciatore per Show Racism The Red Card, associazione benefica che combatte il razzismo in Inghilterra.

Suo figlio Liam svolge la professione di calciatore: il 31-enne difensore gioca per il Brighton & Hove Albion, militante in Championship. Nel suo passato, ironia della sorte, ha vestito anche la maglia del Torquay.

Premier League: i soprannomi delle squadre inglesi

In Inghilterra ogni squadra viene identificata con soprannomi caratteristici. I nicknames sono entrati fin da subito nella storia di ogni società e sono considerati al pari dei colori sociali o dello stemma.
Alcuni sottolineano i forti legami con la città di appartenenza oppure lo stadio dove ogni settimana si gioca, altri sono veramente divertenti, altri ancora invece riguardano direttamente le origini del club.

Oggi vogliamo analizzare nello specifico quello di quattro compagini inglesi tutte con sede nella capitale Londra.
Come non iniziare con i campioni in carica del Chelsea proseguendo poi con i rivali cittadini del Fulham, quest’anno purtroppo in Premiership, e sempre restando a Londra esamineremo i soprannomi del Crystal Palace e del QPR.
1024px-Chelsea_FC.svg_-300x300Il club del magnate russo Abramovič, vincitore di ben quattro titoli nell’ultimo decennio, è chiamato “The Blues” per il colore che ha sempre caratterizzato il club di Stamford Bridge fin dalla fondazione, avvenuta nel 1905. La scelta del blu è dovuta al colore di scuderia del primo presidente del Chelsea,  il Conte di Cadogan.

Mengenal-Fullham-Yang-Baru-Di-Beli-Miliarder-Amerika-Shahid-KhanLa squadra più antica di Londra invece è il Fulham, che dal 1896 gioca nello storico stadio di Craven Cottage, ed è proprio dal nome del famosissimo stadio che è nato il soprannome “The Cottagers”. Il terreno su cui venne edificato lo stadio apparteneva al barone William Craven, che nel 1780 fece edificare il proprio cottage. Un secolo dopo circa, i dirigenti del club londinese visitarono il luogo con l’intenzione di acquisirlo per stabilirne la casa sportiva dei bianconeri. Si arrivò ad un accordo, che prevedeva la cessione dei terreni in cambio di una percentuale sui prezzi dei biglietti.

imagesA pochi passi dalla sede del Chelsea e del Fulham si trova lo stadio del QPR: la squadra dell’ovest di Londra è soprannominata “Hoops” (cerchi), conseguenza delle strisce orizzontali di colore blu che caratterizzano la divisa sociale fin dal 1926 e che somigliano sempre meno nel tempo a cerchi, usati in passato per distinguere le maglie del QPR da quelle del Tottenham.

Crystal_Palace_FC_logo.svgPer chiudere prendiamo in esame il Crystal Palace, chiamati “The Glaziers” (i vetrai). La sede della squadra del Sud di Londra è molto vicina al luogo dove era stato costruito il Palazzo di Cristallo, struttura in vetro progettata per la prima Esposizione Universale che si tenne a Londra nel lontano 1851. Negli anni Settanta poi, il nickname fu modificato. Come stemma venne infatti adottato ispirandosi al Benfica, un’aquila. Malcolm Allison, boss dei londinesi, operò un restyle del logo nel 1973 ed appunto il rapace divenne simbolo del club; a partire dal 2010 addirittura, prima di ogni match,  Kayla, l’aquila adottata come mascotte, compie un giro dello stadio in volo.

Dizionario del calcio italiano-inglese

dizionario del calcio italiano-inglese con i termini più comuni

Parlando di calcio, come si può non ricordare che nella terra d’Albione il football è nato. E dall’inglese come termini sono stati tradotti o addirittura riportati per la facilità di comprensione. Ecco il dizionario italiano – inglese per i calciofili, con i lemmi più comuni.

Le altre puntate

FranceseTedescoPortogheseSpagnolo

italianoinglese
ala destra / sinistraright/left wing
allenamentotraining
allenatoretrainer
amichevolefriendly match
arbitroreferee
area di portaarea of pitch
area di rigorepenalty area
assistassist
attaccanteforward/striker/attacker
autogolown goal
bandierina del cornercorner flag
barrierawall
calciatore(football) player
calcio d’angolocorner
calcio di punizionefree kick
calcio di rigorepenalty
campionatochampionship
campionechampion
campopitch
capocannonierebest scorer
cartelino giallo / rossoyellow/red card
centravanticenter forward
centrocampistamidfielder
classificatable
colpire di testato head
colpo di taccoheel
colpo di testaheader
contropiedecounter-attack
Coppa del MondoWorld Cup
difensoredefender
dischetto del rigorepenalty mark/spot
doppiettatwo goals
espulsionesending off/sent-off
fallofoul
fallo di manohandball
fare un golto score
fuorigiocooffside
gara di spareggioplay-off
Gol!! (esclamazione)goal
goleadathrashing
guardalineelinesman/assistant referee
infortunatoinjured
intervallohalf time
invasione di campopitch invasion
la squadrateam
lancioshot
linea di fondotouchline
linea lateraletouchline
magliajersey
marcatorescorer
metacampohalfway
nazionalenational team
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palleggiareto dribble
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parare un tiroto save
pareggiotie/draw
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passare la pallato pass
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portieregoalkeeper
primo/secondo tempofirst/second half
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rigori (dopo i tempi supplementari)penalty shootouts
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