Cristina Serra, la moglie di Pep Guardiola

Pep Guardiola ama studiare per bene l’avversario: conoscere ogni minimo pregio e difetto per poterlo contrastare nel campo. Tale pignoleria non l’ha invece applicata in amore, perchè la sua relazione, sfociata nel matrimonio, con Cristina Serra, è iniziata quando l’ex centrocampista del Barcellona aveva appena 18 anni.

Fatale fu l’incontro avvenuto nel negozio dei genitori di Cristina, uno storie di abbigliamento chiamato Sierra-Clarete situato a Manresa, centro distante circa 50 km da Barcellona.

La coppia fa vita molto riservata: prima in patria, poi a Monaco di Baviera ed ora a Manchester non appare mai in pubblico. La famiglia poi si è allargata nel tempo, con i tre figli Marius, Maria e Valentina.

La signora Guardiola preferisce interessi culturali alle feste mondane, amando la lettura, la poesia e la fotografia.

La coppia si è sposata il 29 maggio 2014, con una cerimonia molto riservata e che non ha riempito le pagine delle riviste patinate spagnole.

La signora, assieme alle figlie Maria e Valentina, era presente all’Arena di Manchester nel giorno dell’attentato kamikaze rivendicato dall’ISIS, secondo quanto ha riportato la stampa sportiva spagnola (As e Mundo Deportivo). Sono, per fortuna, riuscite ad allontanarsi dall’area incolumi, sebbene in stato di choc.

Le frasi famose di Pep Guardiola

Josep Guardiola i Sala, conosciuto più semplicemente come Pep Guardiola, deve la sua carriera felice di allenatore a Carlo Mazzone: è infatti per il tecnico romano il primo pensiero dopo la prima vittoria in Champions League, proprio a Roma nel maggio 2009 contro il Manchester United. Poco propenso alle polemiche, restio ad accendersi nei confronti verbali contro Mourinho, Guardiola ha sempre espresso forte ammirazione nei confronti del calcio italiano.

E chissà che un giorno il tecnico catalano non arrivi nella Penisola, dopo essere stato un vincente in Spagna, Germania ed in attesa di trionfare anche in Inghilterra, alla guida del Manchester City.

 

Nel 2011 ha conquistato il FIFA World Coach of the Year tra gli allenatori di calcio maschile, dopo essere stato eletto per due volte Allenatore dell’anno IFFHS .

Le frasi famose di Pep Guaardiola

Vorrei fare una dedica per questa vittoria al calcio italiano e soprattutto a Maldini, un esempio per tutti. So che ha avuto qualche problema nel giorno dell’addio, ma sappia che ha l’ammirazione di tutta l’Europa, da venticinque anni.

Non abbiamo un centravanti, perché il nostro centravanti è lo spazio.

Quello che preoccupa la gente è di avere un piatto da mettere in tavola, non di sapere se l’allenatore del Barcellona rimane o no.

[Su Zeman] Da quando ha iniziato fino ad oggi ha sempre visto il calcio alla stessa maniera, lui è uno che va avanti, trovare gente così è una cosa che fa molto bene al calcio.

Tranquilli, vedrete che un giorno Messi metterà un gol di testa, e sarà un gol storico.

Penso molto a quello che farebbe Johan […]. Il suo punto di vista era sempre speciale, ti spingeva a farti guidare dal tuo istinto. Davanti alle situazioni complicate penso spesso: “che farebbe lui?” e questo mi conforta […]. Il suo merito è stato, davanti a un gioco così indecifrabile come il calcio, darci gli strumenti per dominarlo, una cosa impossibile a meno di non chiamarti Messi. Io ero un giocatore di talento ma non capivo nulla di calcio. Lui ci ha aperto un mondo affascinante, un film che abbiamo interiorizzato […]. L’ho paragonato al professore di una materia che ti piace, un maestro di cui non vedi l’ora che faccia lezione. Era un tipo che ti diceva tutto il contrario di quello che avevi sentito per tutta la vita: ti dicevano che perdevi perché non correvi ma un giorno arriva lui e ti spiega che perdi perché corri troppo.

[Su Zeman] Stiamo parlando di una persona che ha grande coraggio, uno che ha denunciato le cose che non andavano bene nel calcio italiano. Ha ancora grande entusiasmo, le sue squadre sono belle da vedere, attaccano contro tutti, senza pensare a chi è l’avversario, corrono come matti, sono un suo grande ammiratore.

[Rispondendo alle insinuazioni di Noah sul doping diffuso tra gli atleti spagnoli] Che questo signore, o chiunque altro, presenti le prove. Se non le ha, farebbe meglio a tacere.

Vorrei fare una dedica per questa vittoria al calcio italiano e al mio maestro Mazzone: sono orgoglioso di averlo avuto come tecnico.

Lui ha già allenato grandi squadre come la Roma, mi sembra un allenatore preparatissimo, non lo conosco personalmente ma magari in futuro avrò la fortuna di scambiare qualche opinione con lui. Tutti i giocatori che l’hanno avuto parlano in maniera eccezionale di Zeman e questa è una cosa importantissima.

[Su José Mourinho] Probabilmente ci troviamo davanti al miglior allenatore del mondo. È sempre difficile in questi casi fare una classifica, ma la sua carriera nei vari campionati è perfetta.

Se dovessi tornare a lavorare in Italia sarà per allenare il Brescia. E lo farò gratis.