Giro delle Fiandre: Muro di Paterberg costruito da un contadino?

Da poco inserito nel tracciato del Giro delle Fiandre, il Muro di Paterberg ha già acquisito spessore ed importanza nella storia della corsa. Con un picco di 20.33% ed un media del 12% di pendenza, la salita ha conquistato lo scettro della pendenza maggiore, strappandola al Koppenberg che l’ha mantenuta per anni con i suoi 19.42%.

Altro elemento caratterizzante è il fatto di essere, assieme all’Oude Kwaremont, l’unica ascesa ad essere percorsa per due volte. La seconda poi, spesso diventa il punto fondamentale per stabilire chi potrà vincere la classica fiamminga, venendo affrontata a soli 13 km dalla linea d’arrivo.

Entrata “in corsa” nel 1986, è sempre stata inserita nel programma della gara da quel momento, elemento indicativo di come venga riconosciuta dagli organizzatori come un Muro storico, dove migliaia di fans si assiepano fin dalle prime ore del mattino per assistere al passaggio degli eroi del Nord.

Una storia curiosa legata all’asperità indica i motivi che diedero vita alla sua costruzione. Le leggende locali indicano nella gelosia di un contadino, che viveva nei pressi del Paterberg, la causa scatenante. Infatti l’agricoltore non vedeva di buon’occhio che il  Koppenberg diventasse celebre ogni anno per un giorno. Ed allora, armato di buona volontà, comiciò a posare pietra dopo pietra, ricoprendo quella che fino ad allora era una semplice strada di campagna.

Varie fonti “ufficiali” smentiscono però questa versione leggendaria. Sarebbe stato merito del consiglio comunale di Kluisbergen che nel 1983 avrebbe deciso di ricoprire d’asfalto quella via polverosa e fangosa nei giorni di pioggia.

“Fino a che il Paterberg fosse stata una pessima strada, soltanto i trattori avrebbero potuto percorrerla”, disse l’assessore locale ai Lavori Pubblici Philippe Willequet.

“Dunque il consiglio comunale decise di porre asfalto lungo il tracciato e lo comunicai al mio amico Paul Vandewalle, che viveva sulla sommità. Egli stesso mi consigliò di porre delle pietre. Sarebbe stato più costoso ma esteticamente più bello e speravo che un giorno il Giro delle Fiandre ci sarebbe passato sopra”.  E così fu: solo qualche anno più tardi gli organizzatori inserirono il Paterberg nel tracciato di gara e da allora è uno dei punti più emozionanti della Classica delle Fiandre.

Rodania: la musica che annuncia il Giro delle Fiandre

Giro delle Fiandre  e Rodania è un matrimonio che dura da decenni. Il famoso marchio di orologi svizzero è uno degli sponsor della corsa e la sua auto precede la carovana ed è presente anche in altre corse del Nord, con il suo inconfondibile jingle.

La Rodania venne fondata dalla famiglia Baumgartner nel lontano 1930 ed in breve tempo regisstrò un notevole successo, aprendo uffici presso New York, Montreal, Caracas, Madrid e Bruxelles.

Dal 1951, il distaccamento della capitale belga finì sotto la supervisione di Manfred Aebi, un giovane emigrato svizzero sofferente di poliomelite e fu lo stesso Aebi a decidere di iniziare a sponsorizzare le gare di ciclismo.

Il 1954 fu l’anno che vide per la prima volta un’autovettura, con un evidente orologio posto sul tetto, percorrere le strade del Giro delle Fiandre.  L’azienda cominciò poi anche a sponsorizzare i ciclisti direttamente, ed Eddy Merckx fu tra quelli.

Sempre la fervida mente di Aebi partorì la musichetta identificava del marchio. Egli stesso disse di aver tratto ispirazione dalla Quinta Sinfonia di Beethoven.

Tale jingle così, è diventato  per i tifosi assiepati sulle strade, il richiamo fondamentale, che annuncia l’arrivo della corsa. Secondo una stima non ufficiale, la “sinfonia” viene attivata dal guidatore della vettura circa 5.400 volte  durante l’intera corsa fiamminga.

La storia di Van Lerberghe, che vinse Giro delle Fiandre ubriaco

Era il 1919 e l’Europa era appena uscita dal primo conflitto bellico del Novecento. Lo sport riprendeva così vigore e gli eventi, che avevano sofferto l’interruzione, tornavano lentamente nel calendario. Accadde allora che alla partenze del Giro delle Fiandre si presentò un giovane ciclista, tale Henri “Ritte” van Lerberghe che aveva appena concluso il servizio militare con l’esercito belga. Purtroppo però, era privo del mezzo e dunque si aggirò per Gand per contrattare un noleggio “ad hoc”. Riuscì ad incontrare i parenti di Jules Messelis, professionista dell’epoca, che optarono per il prestito temporaneo

Ed ottenuto il “cavallo”, si fece anche baldanzoso con i rivali, confidando di essere certo di poterli staccare tutti fin da subito. E confermando la sua idea, sulla cima della collina sui cui si erge la città di Ichtegem, si staccò subito, guadagnando un bel vantaggio. Ed il gruppo dovette ben presto ricredersi, perchè Ritte faceva sul serio.

Per festeggiare, pensò che fosse il casso di fermarsi in un pub nei pressi dell’arrivo: gli inseguitori erano lontani ed una birra non gli avrebbe fatto male, penso il belga. Una pinta tira l’altra, tanto che venne sorpreso dal suo allenatore, che lo convinse a rimettersi in sella senza scherzare con il destino.

Ma il tasso alcolico cominciava ad essere abbastanza elevato, salire in sella parve un’impresa ed allora preferì condurre la bici a mano, giungendo sul traguardo con 14 minuti di vantaggio sul secondo.

Per rivivere l’atmosfera in cui si correva un secolo fa, durante la gara Henri Van Lerberghe dovette attraversare la ferrovia con la bici in spalla, a causa di un treno che era rimasto bloccato sui binari. Ma Ritte non era certo un personaggio che si fermava di fronte alle difficoltà e la sua vittoria, assolutamente impensabile alla vigilia, divenne sempre più certezza, tanto che nemmeno il pit-stop in birreria potè impedirla.

Nell’edizione 2004 del Fiandre, la gara passò attraverso la piccola cittadina fiamminga di Lichtervelde, rinverdendo così la memoria di quell’eroico soldato che passò in pochi mesi dalla tragedia della guerra ai fasti di un successo in una corsa che vede iscritti soltanto i migliori nel suo albo d’oro.