Champions League: nazionalità degli allenatori vincitori del trofeo europeo

La finale della Champions League è un evento che scatena la caccia alle curiosità più strane, ma per stavolta abbiamo preferito rimanere nell’alveo della “normalità”.

L’elenco delle diverse nazionalità degli allenatori vncenti nel massimo torneo europeo per club ha visto, nella passata edizione, aggiungere la Francia nell’elenco, grazie a Zinedine Zidane, capace di trionfare già alla sua prima partecipazione da tecnico.

Sebbene fosse stata la Francia, tramite il quotidiano L’Équipe, diretto da Gabriel Hanot, a proporre a FIFA e UEFA l’idea di un campionato fra i maggiori club d’Europa, solo Con Zizou i transalpini si sono iscritti nell’albo d’oro della manifestazione. Inoltre un solo club francese, il Marsiglia, riuscì ad alzare il trofeo delle Grandi Orecchie, quando nella finale di Monaco 1993 i biancocelesti superarono il Milan per 1-0. In quell’occasione il club del magnate francese Bernard Tapie era diretto dal belga Raymond Goethals.

L’Argentina, altra storica terra di calcio, vanta al momento quattro successi, divisi equamente due a testa fra Luis Carniglia ed Helenio Herrera. I sudamericani dovranno aspettare ancora la prossima (possibile?) cavalcata del Cholo Simeone per tornare a riscrivere il proprio nome, dato che l’ultima vittoria risale al lontano 1965.

AnnoNazionalitàNomeNaz. ClubClub
1956SpagnaJosé VillalongaSpagnaReal Madrid
1957SpagnaJosé VillalongaSpagnaReal Madrid
1958ArgentinaLuis CarnigliaSpagnaReal Madrid
1959ArgentinaLuis CarnigliaSpagnaReal Madrid
1960SpagnaMiguel MuñozSpagnaReal Madrid
1961UngheriaBéla GuttmannPortogalloBenfica
1962UngheriaBéla GuttmannPortogalloBenfica
1963ItaliaNereo RoccoItaliaMilan
1964ArgentinaHelenio HerreraItaliaInternazionale
1965ArgentinaHelenio HerreraItaliaInternazionale
1966SpagnaMiguel MuñozSpagnaReal Madrid
1967ScoziaJock SteinScoziaCeltic
1968ScoziaMatt BusbyInghilterraManchester United
1969ItaliaNereo RoccoItaliaMilan
1970AustriaErnst HappelPaesi BassiFeyenoord
1971Paesi BassiRinus MichelsPaesi BassiAjax
1972RomaniaStefan KovácsPaesi BassiAjax
1973RomaniaStefan KovácsPaesi BassiAjax
1974GermaniaUdo LattekGermaniaBayern Monaco
1975GermaniaDettmar CramerGermaniaBayern Monaco
1976GermaniaDettmar CramerGermaniaBayern Monaco
1977InghilterraBob PaisleyInghilterraLiverpool
1978InghilterraBob PaisleyInghilterraLiverpool
1979InghilterraBrian CloughInghilterraNottingham Forest
1980InghilterraBrian CloughInghilterraNottingham Forest
1981InghilterraBob PaisleyInghilterraLiverpool
1982InghilterraTony BartonInghilterraAston Villa
1983AustriaErnst HappelGermaniaAmburgo
1984InghilterraJoe FaganInghilterraLiverpool
1985ItaliaGiovanni TrapattoniItaliaJuventus
1986RomaniaEmerich JeneiRomaniaSteaua Bucarest
1987PortogalloArtur JorgePortogalloPorto
1988Paesi BassiGuus HiddinkPaesi BassiPSV Eindhoven
1989ItaliaArrigo SacchiItaliaMilan
1990ItaliaArrigo SacchiItaliaMilan
1991JugoslaviaLjupko PetrovicJugoslaviaStella Rossa Belgrado
1992Paesi BassiJohan CruyffSpagnaBarcellona
1993BelgioRaymond GoethalsFrancia FranciaMarsiglia
1994ItaliaFabio CapelloItaliaMilan
1995Paesi BassiLouis van GaalPaesi BassiAjax
1996ItaliaMarcello LippiItaliaJuventus
1997GermaniaOttmar HitzfeldGermaniaBorussia Dortmund
1998GermaniaJupp HeynckesSpagnaReal Madrid
1999ScoziaAlex FergusonInghilterraManchester United
2000SpagnaVicente del BosqueSpagnaReal Madrid
2001GermaniaOttmar HitzfeldGermaniaBayern Monaco
2002SpagnaVicente del BosqueSpagnaReal Madrid
2003ItaliaCarlo AncelottiItaliaMilan
2004PortogalloJosé MourinhoPortogalloPorto
2005SpagnaRafael BenítezInghilterraLiverpool
2006Paesi BassiFrank RijkaardSpagnaBarcellona
2007ItaliaCarlo AncelottiItaliaMilan
2008ScoziaAlex FergusonInghilterraManchester United
2009SpagnaJosep GuardiolaSpagnaBarcellona
2010PortogalloJosé MourinhoItaliaInternazionale
2011SpagnaJosep GuardiolaSpagnaBarcellona
2012ItaliaRoberto Di MatteoInghilterraChelsea
2013GermaniaJupp HeynckesGermaniaBayern Monaco
2014ItaliaCarlo AncelottiSpagnaReal Madrid
2015SpagnaLuis Enrique MartínezSpagnaBarcellona
2016SpagnaZinedine ZidaneFranciaReal Madrid
2017 SpagnaZinedine ZidaneFranciaReal Madrid

In seguito la classifica per nazioni

Nazionalità allenatoriNumero vittorie
Italia11
Spagna10
Inghilterra7
Germania7
Paesi Bassi5
Argentina4
Scozia4
Portogallo3
Romania3
Austria2
Ungheria2
Francia2
Belgio1
Jugoslavia1

Aggiornamento al 04/06/2017

La vita di Guy Roux, eterno tecnico dell’Auxerre per 44 anni

Con il passare degli anni nel mondo del calcio le cose sono cambiate alla velocità della luce: tra sponsor, tecnici, ingaggi, procuratori approfittatori e diritti di riscatto, sono molti i valori che sono andati persi, tra cui l’affezionarsi ad una squadra e cercare di fare la storia di una società con il proprio lavoro. Alcuni allenatori infatti sono diventati l’emblema di un unico club, basti pensare a Sir Alex Ferguson alla guida dei Red Devils per ben ventisei anni o ad Arsene Wenger sulla panchina dell’Arsenal da tempo immemore.

Ma il record di anni consecutivi sulla panchina della stessa squadra è detenuto da un francese, Guy Roux che ha allenato l’Auxerre dal 1961 al 2005, ben 44 anni consecutivi !!! Roux giocò con l’Auxerre per tre anni, dal 1954 al 1957 e nell’anno del ritiro dal calcio giocato (1961) venne subito nominato allenatore del club, allora militante in terza divisione, accontentandosi di uno stipendio di soli 600 franchi e rifiutando di ricevere premi partita. Nel lunghissimo periodo trascorso sulla panchina, Roux raggiunse risultati incredibili: partendo dai bassifondi del calcio transalpino, riuscì ad arrivare in finale di Coppa di Francia nel 1979, per poi  vincerla successivamente ben quattro volte (1994, 1996 ,2003, 2005).

Nel frattempo, dopo aver ottenuto la promozione nella massima serie nel 1980, riuscì a vincere il titolo nazionale nel 1996, primo ed unico nella storia del club. Una sola interruzione durante il “regno” dell’uomo nato a Colmar nel 1938: avvenne nella stagione 2000-01, ma a fermarlo non fu un presidente autoritario, quanto il suo cuore che fece un pò le  bizze e lo costrinse a ricorrere ad un periodo di riposo forzato.

Il suo duro lavoro, basato su uno stretto contatto sui giocatori e soprattutto su una rosa molto giovane cresciuta in casa, si tradusse anche in successi importanti sul fronte europeo: dapprima raggiunse le semifinali di Coppa Uefa nel 1993, perdendo ai rigori contro il Borussia Dortmund l’accesso alla finale contro la Juventus mentre vinse l’Intertoto nel 1997.

Nella 2010 si guadagnerà l’accesso alla fase a gironi della Champions League con il terzo posto in Ligue 1: superato nel play-off niente di meno che lo Zenit San Pietroburgo, il sorteggio lo inserirà nel girone della morte con Real Madrid, Milan ed Ajax. Una sola vittoria contro gli olandesi lo relegherà all’ultimo posto.

Il suo modo di lavorare e di relazionarsi con il gruppo era molto conosciuto e apprezzato: infatti instaurava con i calciatori un rapporto quasi paterno controllandolo in ogni istante della giornata e spesso pedinandoli in discoteche e altri luoghi di incontro per evitare che si deconcentrassero da quelli che erano gli impegni calcistici e professionali. Grazie al suo modo di lavorare riuscì a far nascere delle vere e proprio stelle nel mondo da calcio da Djibril Cissé, passando per Taribo West, Philippe Mexes, Basile Boli, Laurent Blanc ed arrivando a Bacary Sagna, senza dimenticare un certo Eric Cantona.

Le basi del suo lavoro, costruito assieme al presidente del club  Jean-Claude Hamel, furono fin da subito spese contenute e lancio di giovani del vivaio. Poi sul finire degli Anni Settanta, grazie alla cessione della stella locale Olivier Rouyer per la ragguardevole cifra di 300 milioni di lire dell’epoca, l’inseparabile duo decide di investire la somma nell’acquisto di una vecchia fattoria situata a qualche centinaio di metri dallo stadio.

Nasce così un centro di formazione che diventerà il migliore del paese, sfornando in continuazione talenti. Roux che ha sempre dato molto peso alle sue parole, disse in merito: “I giocatori noi ce li fabbrichiamo in casa, non siamo miliardari e da noi un franco é un franco…”.

Al momento del suo addio al club della Borgogna, avvenuto subito dopo la vittoria della quarta coppa di Francia, farà un discorso molto semplice per spiegare la scelta: “È tempo che io mi ritiri; ho riflettuto per diverse settimane e ho capito che è un passo necessario. Voglio lasciare prima del declino e penso che questo sia il momento giusto. Smetto dopo una stagione magnifica”.

Dopo l’addio del tecnico alsaziano, l’Auxerre subirà un inarrestabile declino che lo porterà fino alla Ligue 2 dove milita ancora oggi.

Una brevissima esperienza al Lens nel 2007, solo quattro partite, non intaccò minimamente la figura carismatica. Anzi, la sua volontà di rientrare nel mondo del calcio comportò una modifica al regolamento che fece interessare alla questione anche l’allora presidente della Francia Nicolas Sarkozy.

Le norme della Lega transalpina prevedevano che il limite d’età per un tecnico fosse di 65 anni: Guy aveva già spento 68 candeline e così, visto il carisma e la qualità dell’uomo, venne apportata la modifica ad un regolamento obsoleto del 1974.

Attualmente è commentatore sportivo in occasione delle competizioni nazionali ed europee, con una particolare attenzione rivolta alla sua salute, dato che nel corso degli ultimi anni diverse volte era stato l’annuncio della sua morte, quasi una dorma di scaramanzia.

In Francia Guy Roux è considerato una vera e propria leggenda vivente per il suo modo di lavorare e per l’amore trasmesso ad un’unica squadra, chissà se il futuro ci riserverà ancora allenatori del genere..

Le frasi famose di Guy Roux

Un piccolo salto è ancora più elevato rispetto ai grandi salti.

Una partita di calcio è giocata con 3 arbitri così ci sono 3 volte più probabilità di errori arbitrali.

Quanto più si cambia , maggiore è la possibilità di sbagliare.

Sono stati prima i galli ad aver covato.

Se si dovessero punire tutti i giocatori che escono da un locale notturno , non si potrebbe convocare mai nessuno.

Autore: Angelo Losco

St Etienne: il nuovo stadio dei verdi di Francia pronto per Euro2016

Il Geoffroy-Guichard è uno stadio polifunzionale con una capienza di 35.616 spettatori ed è dedicato principalmente alle partite di calcio, ed la “casa” dei verdi di Francia, così è definita da sempre la squadra locale per via del colore della maglia.

E’ stato in passato teatro di alcune partite del Campionato europeo 1984, dei Mondiali del 98 e della Confederations Cup 2003. Inoltre ha ospitato anche incontri di rugby della Coppa del mondo del 2007: fu un Italia – Scozia, disputato su questo prato e terminato 18-16 per gli scozzesi, il match che costò agli azzurri l’eliminazione dal torneo mondiale. Ospitò inoltre nel 2005 un concerto di Bruce Springsteen in occasione del tour europeo del cantante americano.

Inaugurato il 13 settembre 1931, dopo soli 4 giorni, ovvero il 17 settembre si disputò il primo match del St Etienne. Lo stadio è intitolato a Geoffroy-Guichard, imprenditore francese fondatore della catena commerciale Groupe Casino, finanziatore dell’opera. Lo stadio è soprannominato dai tifosi locali “le Chaudron” (“il Calderone”) o “l’enfer vert” (“l’inferno verde”), con riferimento ai colori sociali. Dal punto di vista architettonico in “stile inglese”, cioè è aperto agli angoli, con le quattro tribune, intitolate ad altrettanti giocatori francesi; rispettivamente:

tribuna Charles Paret: 8541 posti
tribuna Jean Snella: 8767 posti
tribuna Pierre Faurand: circa 7500 posti, compresi 18 box per un totale di 1200 posti riservati ai VIP,
tribuna Henri Point: 10315 posti, inclusi 1200 riservati ai tifosi delle squadre ospiti

stadio st etienne tifo curva

Curioso che la tifoseria più calda non si posizioni nello stesso settore: i Magic Fans e i Green Angels, questi i due gruppi più importanti, sono situati esattamente di fronte, dietro le due porte. Una squadra italiana ha già avuto modo di saggiare l’opera: infatti il 7 novembre 2014 St Etienne ed Inter si affrontarono in Europa League in un match valido per il quarto turno del Girone F, incontro terminato con il punteggio di 1-1.

Geograficamente lo stadio si trova nella parte nord della città,  costruito sopra i vecchi tunnel delle miniere ed accanto a una industria di acciaio, tanto che durante le fasi di lavorazione della fabbrica i fumi delle ciminiere attraversavano il campo.

Sarà teatro di 4 incontri della fase finale di Euro 2016 e più precisamente:

14 giugno 2016 ore 21.00 gruppo F Portogallo – Islanda
17 giugno 2016 ore 18.00 gruppo D Repubblica Ceca – Croazia
20 giugno 2016 ore 21.00 gruppo B Slovacchia – Inghilterra
25 giugno 2016 ore 15.00 ottavo di finale Prima gruppo A – Seconda gruppo C

Curiosità su St Etienne

Nel campo del ciclismo è una delle sedi preferite del Tour de France, avendo ospitato la corsa francese in ben 25 occasioni, terza dietro Pau e all’Alpe-d’Huez.

Stadio Colombes, Parigi: storia del teatro di Fuga per la Vittoria

Situato nell’omonimo comune nella periferia di Parigi, lo Stadio Colombes venne inaugurato nel 1907, quando il quotidiano francese Le Matin acquistò il terreno su cui sorgeva un ippodromo, allo scopo di ospitare competizioni di atletica, rugby e calcio.

venne scelto per ospitare le Olimpidi del 1924, sorpassando il già noto Parco dei Principi. Il progetto venne disegnato dall’architetto Louis Faure-Dujarric, capitano della squadra di rugby del Racing. La struttura presentava 60.000 posti a sedere, ribassando la previsione iniziale di circa 100.000 spettatori. L’impianto venne intitolato a partire dal 1928 a Yves du Manoir, giovane speranza del rugby XV francese deceduto a soli 23 anni in un incidente aereo.

stadio colombes olimpiadi

Per i colori azzurri ha un significato speciale: il 19 giugno 1938, l’Italia di Vittorio Pozzo vinse la seconda Coppa del Mondo battendo in finale l’Ungheria per 4-2.

Sede di ben 42 finali di Coppa di Francia, vide la sua capienza scendere drasticamente a 7.000 nel corso degli Anni Ottanta. La tragedia dell’Heysel inasprì giustamente le misure di sicurezza e l’impianto parigino, ormai vetusto , non presentava più le garanzie del caso.

Il futuro dello Stadio Colombes

Un progetto approvato dal comune, prevede che entro il 2017 l’opera verrà definitivamente ammodernata, cancellando anche i segni della storia: per la cifra di 520 milioni di euro, lo stadio farà parte di un imponente  quartiere dotato di zona residenziale, hotel, centro commerciale ed uffici.

stadio colombes oggi
Lo stadio Colombes oggi

Record di pubblico : 63.638 Ajax Amsterdam – Benfica –  5 Marzo 1969

Fuga per la Vittoria, il film

Sebbene lo stadio venga indicato nel film Fuga per la vittoria (Escape to Victory) come il luogo in cui si disputa l’incontro di  calcio fra i prigionieri Alleati e la rappresentativa tedesca, le scene vennero girate nello stadio ungherese della MTK di Budapest.

Oggi lo Stadio Colombes

E’ sede degli incontri interni del Racing 92, il club di rugby che partecipa al massimo campionato francese ed in cui milita l’italiano Martin Castrogiovanni.

Dove si trova e Come arrivare

12 Rue Francois Faber, 92700 – Colombes

metro-paris linea13-metro-parigi Asnières-Gennevilliers/Les Courtilles, poi uno dei seguenti autobus: 126, 235 o 304
Treno: direzione Gare de Colombes o Gare de le Stade

Diversità di prospettive nel calcio; quando l’altezza è uno scherzo

Potrebbe sembrare un effetto fotografico (parzialmente lo è) ma il centrocampista Mathieu Valbuena (167 cm) sembra Pollicino a confronto con i belgi Marouane Fellaini (194 cm) e Vincent Kompany (190 cm).

L’immagine risale all’amichevole che Francia e Belgio disputarono nell’agosto del 2013: la partita terminò con il punteggio di 0-0, nel calcio i centimetri non fanno goal!

Parco dei Principi: la casa del calcio e rugby di Francia

Il Parco dei Principi è uno dei luoghi più emblematici di Parigi e della Francia. Il suo nome prende origine dall’utilizzo della zona boschiva ai tempi del re Luigi Filippo I che era solito ritirarsi in questa parte della città per riposarsi e divertirsi nella pratica della caccia. Chiamato Parco dei Principi, includeva anche il Bois o il bosco di Boulogne e già nel 1860 la zona era inclusa a livello amministrativo con la capitale parigina.

Nel 1897 fu costruito il primo impianto sportivo: era uno stadio-velodromo, con una capienza di 3200 persone ed una pista per le corse di ciclismo lunga 666,66 metri.

parco dei principi 1900

A partire dal 1903 e fino al 1967, lo stadio accoglieva ogni anno l’ultima tappa del Tour de France e le relative cerimonie di premiazione mentre il campo venne utilizzato fin da subito per matches di calcio e rugby.

All’inizio del secolo scorso, il Racing Club aveva l’esclusiva per l’utilizzo dello stadio per tutte le sezioni sportive, mentre la nazionale di rugby transalpina fece il suo esordio sul tappeto erboso il primo gennaio 1906 contro gli All Blacks mentre i Bleus esordirono contro la Svizzera il 12 febbraio 1905.

Prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, la capienza fu allargata fino a 10000 posti. Durante il conflitto si disputarono partite di football americano fra soldati americani in “trasferta” in Europa causa conflitto bellico. Le Olimpiadi parigine del 1924 potevano costituire l’occasione per un riammordenamento obbligatorio, ma il comitato organizzatore optò per lo stadio de Colombes, celebre per essere stato teatro del Film Fuga per la Vittoria, e così il Parco dei Principi sembrava avviarsi verso un lento declino.

Tuttavia nel 1932 si procedette alla prima riforma del recinto: fu demolita la pista per il ciclismo e si costruirono le prime tribune per arrivare ad almeno 40000 posti, modificando al tempo stesso i nomi con cui erano conosciuti i diversi settori dello stadio: Presidencial, París, Boulogne e Auteuil. Al termine dei lavori il primo match disputato fu Red Star Parigi-Athletic Bilbao, con la vittoria per 4-2 dei francesi.

parco dei principi oggi

Il Parco dei Principi ospiterà la prima finale della Coppa dei Campioni: il 13 giugno 1956 il Real Madrid alzò al cielo il primo trofeo della storia continentale superando per 4-3 lo Stade de Reims. Successivamente sarà sede delle seguenti finali:

1975 Coppa dei Campioni Bayern-  Leeds United 2 -0

1981 Coppa dei Campioni Liverpool – Real Madrid 1-0

1978 Coppa delle Coppe Anderlecht – Austria Vienna 4 -0

1995 Coppa delle Coppe Real Saragozza – Arsenal 2 -1

1998 Coppa Uefa Inter – Lazio 3 -0

Ha ospitato due finali di Coppa Europa per Nazioni, nel 1960 quando trionfò l’Unione Sovietica e soprattutto vide la prima vittoria della nazionale transalpina in una competizione quando il 27 giugno 1984 la Francia superò nella finalissima la Spagna per 2-0 e Michel Platini alzò nella notte parigina il trofeo europeo.

L’ultima grossa opera di restauro avvenne nel 1972, aumentando a 49.700 spettatori la capienza complessiva. Nel 1974 diventa la casa del Paris Saint-Germain, perdendo però con la nascita dello Stadio Saint Denis  per i Mondiali del 1998 la qualifica di stadio per le nazionali di calcio e rugby. Attualmente la struttura è gestito da una filiale dell’emittente tv Canal+ Francia.

Al Parco si sono esibiti molti fra i più grandi artisti: da Michael Jackson ai Rolling Stones, passando per U2, Metallica, Bruce Springsteen, Green Day, Coldplay, Muse ed i Red Hot Chili Peppers.

Le partite di Euro 2016

12 giugno 2016 ore 15: Turchia – Croazia Gruppo D
15 giugno 2016 ore 18 : Romania – Svizzera Gruppo A
18 giugno 2016 ore 21 : Portogallo – Austria Gruppo F
21 giugno 2016 ore 18: Irlanda del Nord – Germania Gruppo C
25 giugno 2016 ore 18: Un Ottavo di Finale

Dove si trova

24, rue du Commandant Guilbaud – 75016 Paris
Metro: Porte de Saint-Cloud

Quando visitarlo

Attualmente lo stadio non è visitabile con il tour organizzato in seguito ai lavori in vista di Euro 2016. Le visite riprenderanno dopo la conclusione della rassegna calcistica, nel luglio 2016.

Henri Delaunay padre del Campionato d’Europa

Henri Delaunay (15 giugno 1883 – 9 novembre 1955) è stato un dirigente sportivo francese che ha contribuito in maniera importante allo sviluppo e all’organizzazione del calcio su scala mondiale.
Svolse per qualche tempo anche la carriera di arbitro, e dopo essere stato primo segretario generale della Federazione calcistica della Francia nel 1919, fondandola assieme a Jules Rimet, divenne membro della FIFA, facendo parte del Board nel periodo 1924 – 1928, partecipando alla nascita della Coppa del Mondo, che si tenne per la prima volta in Uruguay nel 1930.

Sempre negli Anni Venti, spinse per la creazione di una competizione europea riservata alle rappresentative Nazionali europee, a differenza della vecchia Coppa Europa, riservata solo alle Nazionali italiana, svizzera, jugoslava, ungherese, austriaca e cecoslovacca. Inoltre si fece promotore di una rassegna dedicata ai club: la Mitropa Cup, che prese il via nel 1927, era una costola di un grande torneo che nacque soltanto nel 1955 grazie al quotidiano francese L’Equipe.

Quando nel 1954 nacque l’UEFA, Delaunay venne eletto segretario generale e la sua idea di creare un Campionato europeo di calcio in sostituzione della “Coppa Europa” venne approvata, programmando la prima edizione per il 1960.

Delaunay però venne a mancare nel 1955: senza dubbio il dirigente francese era nella mente di molti quando si dovette pensare al nome da attribuire al trofeo da consegnare ai vincitori del torneo.
Alla sua morte, avvenuta il 9 novembre 1955, il figlio Pierre prese il suo posto alla segreteria generale dell’UEFA.

Alla Francia si devono dunque i natali delle più importanti competizioni sportive: oltre alle due rassegne calcistiche, Mondiali ed Europeo, i Giochi Olimpici moderni furono ideati e fondati dal transalpino Pierre de Coubertin.