La bici con il motore nascosto: l’invenzione in Francia nel 1979

Usare una bici con motorino incluso e vincere una corsa è cosa immorale; su questo fatto sicuramente sono tutti d’accordo. Ma se l’obbiettivo della bici a motore è solo per divertimento personale?

Nel 1979, un ingegnere francese che venne soprannominato Monsieur “Gouzy” mostrò una sua personale invenzione, una bicicletta da corsa con motorino elettrico incluso.

La bici, che era stata fabbricata da Bari Cycles, utilizzava un motore con una batteria inserita nell’ingranaggio. Monsieur “Gouzy” era stato nel suo passato sportivo, un campione regionale di ciclismo, che  in un’intervista dell’epoca volle raccontare la sua idea.

Il motore pesava circa 2,5 kg, batteria inclusa ed aveva una potenza di 40W. Veniva azionato attraverso un bottone posizionato sotto le leve dei freni.

Mister “Gouzy” sottolineò che il suo progetto non aveva come obbiettivo quello di essere utilizzato durante gare professionistiche, ma soltanto per passare qualche ora divertendosi, battendo magari i propri amici mediante uno stratagemma che doveva rimanere uno scherzo di buon gusto.

E simpaticamente l’ingegnere francese identificò nelle mogli le possibili acquirenti di una bici utile allo scopo di stare al passo con i propri mariti, senza vederli “scappar via”.

Poi, ai mondiali di ciclocross femminile nel 2016, la 19-enne belga Femke Van den Driessche venne beccata in flagrante dalla federazione mondiale. La sanzione per la giovane (ex) campionessa fu pesante ed immediata: sei anni di squalifica (fino ad ottobre 2021), una multa di 20.000 franchi svizzeri e il pagamento delle spese del procedimento oltre, alla restituzione di medaglie e premi in denaro ricevuto nel periodo coperto dalla squalifica.

Fu anche il primo caso di frode meccanica accertato da quando è stata prevista nel regolamento Uci.

Tour de la Provence 2017: tappe, altimetrie e squadre iscritte

La seconda edizione del Tour de La Provence si svolgerà dal 21 al 23 febbraio 2017 sulle strade dell’omonima regione della Francia. Come l’anno scorso, la breve corsa a tappe dovrebbe decidersi nel corso della seconda frazione, con la scalata del Piccolo Galibier dopo 111 km dalla partenza (531 m-3a cat). L’edizione 2016 venne vinta dal francese Thomas Voeckler, davanti a Vakoc (Rep Ceca) ed al connazionale Calmejane.

Le squadre iscritte

Saranno ben cinque le squadre WorldTour al via, con le francesi Ag2r La Mondiale e FDJ affiancate da Astana, BMC e UAE Abu Dhabi. Le altre compagini, oltre alle italiane Androni – Sidermec e GM Europa Ovini, sono DIRECT ÉNERGIE, FORTUNEO-VITAL CONCEPT, COFIDIS, SOLUTIONS CRÉDITS, DELKO MARSEILLE PROVENCE KTM, ROUBAIX LILLE MÉTROPOLE, ARMÉE DE TERRE, HP BTP-AUBER 93, TEAM ROTH-AKROS, KUWAIT-CARTUCHO.ES, NAZIONALE FRANCESE, WB VERANCLASSIC AQUA PROTECT.

I principali iscritti

Saranno al via della tre giorni Rudy Barbier e Alexandre Geniez (AG2R La Mondiale), mentre l’altra francese, la FDJ, punterà su Odd Christian Eiking e Lorrenzo Manzin. Per la BMC Racing Team le  punte saranno Brent Bookwalter, Damiano Caruso e Rohan Dennis mentre gli italo-emiratini dell’UAE Abu Dhabi avranno al via Valerio Conti, Matej Mohoric e Jan Polanc.

Presente anche vincitore uscente Thomas Voeckler, nella Direct Énergie che gli affianca Jonathan Hivert. La Cofidis, Solutions Crédits invece avrà in squadra Yoann Bagot e Nicolas Edet mentre la formazione di casa, la Delko Marseille Provence KTM, punterà decisamente alla vittoria finale, potendo contare su Julien El Farès, Mauro Finetto e Ángel Madrazo.

Fra gli italiani Francesco Gavazzi (Androni Giocattoli) potrebbe lottare per la classifica finale, dopo il nono posto della scorsa edizione mentre l’inossidabile Davide Rebellin, a 45 anni suonati, proverà a tornare alla vittoria dopo la Coppa Agostoni 2015.

Purtroppo per i tanti appassionati italiani non è prevista la possibilità di vedere la gara trasmessa in tv, né in diretta né in differita.

Le tappe

Tappa 1 (Martedì 21 febbraio): Aubagne – Istres 205,9 km
Tappa 2 (Mercoledì 22 febbraio): Mirama – La Ciotat 169,6 km
Tappa 3 (Giovedì 23 febbraio): Aix en Provence – Marseille 168,2 km

Giuly, il francese che fece vincere al Barcellona la Champions League

A 40 anni suonati,  Ludovic Giuly è ancora sul campo, non per battere alcun record, quanto per divertirsi ancora nello sport che lo ha visto diventare grande. L’attaccante francese non ha ancora scelto di appendere le scarpette al chiodo, sebbene il club in cui milita sia soltanto la terza squadra del Monaco. Ma Giuly, francese 100%, fece la fortuna di numerosi clubs lontano dal lido natio, in primis il Barcellona, con cui vinse due Liga e la Champions League 2005-06, la seconda per i blaugrana ed inaugurando la categoria dei “falso nueve”, dall’alto dei suoi 164 centimetri.

Determinate fu la sua rete nella semifinale di andata a San Siro contro il Milan, sancendo lo 0-1 che avrebbe poi eliminato i rossoneri, incapaci di andare oltre lo 0-0 di partenza al Nou Camp. In finale contro l’Arsenal invece il transalpino non potè gioire: sebbene avesse disputato interamente i 90 minuti, si vide annullare una rete dal direttore di gara.

Arrivata in Catalogna dal Monaco nell’estate 2004 per la cifra di 7 milioni di euro, quel Barcellona, che vantava un attacco stellare con Ronaldinho ed Eto’o, vedeva una pulce crescere, un certo Leo Messi che da quel momento in poi prenderà pieno possesso della squadra, lasciando Giuly sempre più a margini della rosa.

Sebbene continui a divertirsi a livello dilettantistico, Giuly ha già intrapreso diverse professioni post-calcio: si dedica dal 2014 alla politica,  rivestendo l’incarico di assessore allo sport nel comune di Limonest, località nei pressi di Lione. Inoltre collabora come opinionista sportiva per il canale tematico beIN Sports.

Disputò anche nel 2004 la finalissima di Champions, ma allora incontrò sulla sua strada il Porto di Mourinho. I monegaschi vennero travolti per 3-0 e Ludovic dovette addirittura lasciare il campo al 23° minuto del primo tempo in seguito ad un infortunio.

Figlio d’arte, il padre fu portiere a livello professionistico militando nel Bastia.

In nazionale non fu molto fortunato: l’infortunio in finale di Champions lo costrinse a saltare gli Europei 2004 mentre due anni dopo venne escluso dalla rosa dei Bleus: le voci in merito, sempre smentite, riferirono di un sms “galante” inviato alla compagna del ct Domenech. Ha inoltre vestito la maglia della rappresentativa (non ufficiale) della Corsica, l’isola di cui il padre è originario.

Vinse con la nazionale la Confederations Cup 2003, competizione che il paese transalpino ospitò.

Biografia essenziale: Ludovic Giuly nacque il 10 luglio 1976 a Lyon. Debuttò come professionista nelle fila del club locale nel 1994, lasciandolo dopo 4 stagioni, destinazione Monaco per 6 stagioni. Poi Barcellona (3), Roma (1), PSG (3) ed infine Lorient nel 2012-13. Palmares ricchissimo, vantando una Ligue1, una Supercoppa ed una Coppa di Lega con il Monaco; 2 Liga, 2 Supercoppe di Spagna ed una Champions con il Barcellona; una Coppa Italia ed una Supercoppa Italiana con la Roma ed una Coppa di Francia con il PSG. Con la Francia giocò 17 partite, con tre reti ed una Confederations Cup.

Joel Bats, il portiere di Francia eroe a Mexico86

Joël Bats fece la fortuna della Francia difendendo la porta, ed i Bleus la sua. Nato il 4 gennaio 1957 a Mont-de-Marsan, debuttò da professionista nel 1974 con la divisa del Sochaux, dove rimase fino al 1980, quando passò all’Auxerre. Cinque anni dopo, l’ultimo trasferimento nella capitale francese, vestendo la maglia del PSG, con la quale si ritirò nel 1992. Se il palmares nazionale vede un solo titolo, con la casacca dei Bleus vanta un tiolo europeo, vinto in casa nel 1984 ed un terzo posto a Mexico 86, per complessive 50 partite. Aveva debuttato nel 1983 contro la Danimarca, perdendo 3-1.

Nella nazionale, dove vantava compagni del calibro di Platini, Fernandez e Tigana ebbe il suo più alto momento calcistico. Nel match dei quarti di finale di Mexico 86, parò durante i tempi regolamentari un rigore a Zico mentre durante la “roulette” finale fermò Socrates, regalando ai galletti l’accesso alla semifinale.

Nel 1982 soffrì un grave problema di salute: un cancro ai testicoli fece temere per la sua vita, poi per fortuna, guarito, potè tornare a giocare. Come rivelò diversi anni dopo, ricordando la malattia superata, i giorni passati in ospedale furono per lui utili per dedicarsi alla letteratura. “Dovevo fermarmi, dovevo lasciare il calcio e pensare a guarire. In ospedale mi assegnarono una curiosa terapia. Mi ordinarono di scrivere durante la cura che sarebbe seguita all’intervento chirurgico, e io obbedii al medico come se fosse stato un altro allenatore”.

Durante la sua permanenza in ospedale, pubblicando poi due volumi. Da uno, dal titolo Solitude, trasse una canzone per bambini, intitolata L’escargot (La lumaca).

Il divorzio dalla moglie, a metà Anni 80, lo portò nel baratro della depressione, da cui però seppe uscirne bene.

Il caso volle che agli inizi di carriera divise la maglia da titolare con Albert Rust, che sarà poi suo vice durante i Mondiali messicani.

Oggi Bats, rimasto nel mondo del calcio, è il preparatore dei portieri dell’Olympique de Lyon. Tentò anche una breve carriera da allenatore, un biennio al PSG ed un anno anche al Châteauroux, sul finire degli Anni Novanta. Poi, il rientro definitivo al vecchi amore, i pali di una porta.

Argentina 78: Italia-Francia 2-1 ed il mondo conosce Pablito

Dopo Germania 74 il calcio italiano era ai minimi termini: il gioco si stava evolvendo e la forza fisica, vedi Germania ed Olanda, stava facendo il pieno di successi mentre gli azzurri ancora venivano di catenacciari, cattivi e senza idee. Il Mondiale di Argentina 78 non prometteva nulla di esaltante, ma il tecnico Bearzot stava per lanciare due giovani di belle promesse, Cabrini e Rossi, che solo quattro anni più tardi sarebbero stati protagonisti del trionfo in Spagna.

Ma torniamo al mondiale sudamericano: inseriti nel girone con i padroni di casa, la Francia e l’Ungheria, gli azzurri dovevano partire subito forte onde evitare di doversi scontrare nel terzo ed ultimo match con l’albiceleste che nutriva i favori del pronostico.

Pronti via e l’Italia va subito sotto, con un goal record dopo appena 38 secondi siglato da Lacombe. La voce rilassata e calma di Nando Martellini sembra già presagire la rimonta….

IL TABELLINO DI ITALIA – FRANCIA 2-1

Mar del Plata, “Estadio Mar del Plata”, 2 giugno 1978, ore 13,45

Reti: 0-1: Lacombe 1; 1-1: Rossi 29′; 2-1: Zaccarelli 54
Italia: Zoff (cap.), Gentile, Cabrini; Benetti, Bellugi, Scirea; Causio, Tardelli, P. Rossi, Antognoni (46° Zaccarelli),
Bettega. – Commissario tecnico: E. Bearzot
Francia: Bertrand-Demanes; Janvion, Bossis; Michel, Rio, Trésor; Dalger, Guillou, Lacombe (75° Berdoll), Platini, Six
(76° Rouyer). – Commissario tecnico: M. Hidalgo.
Arbitro: Rainea (Romania)

Rugby Francia: calendario del Top 14 2016-17

Il campionato francese di rugby, il Top 14, è uno fra i campionati più noti al mondo. Svelato il calendario nel giorno della Festa Nazionale, ovvero la celebrazione della Presa della Bastiglia il 14 luglio, il torneo transalpino è iniziato lo scorso 20 agosto e si concluderà con la finalissima a Parigi presso lo Stade de France il 4 giugno 2017.

Il campionato si divide in due fasi, di cui la prima a girone unico, con partite di andate e ritorno. Terminate le 26 partite, le prime 6 classificate parteciperanno ai play-off: le prime due saranno ammesse alle semifinali direttamente. Le squadre piazzatesi dal terzo al sesto posto si affronteranno in un gara secca nel turno preliminare con i seguenti accoppiamenti incrociati: terza vs sesta e quarta vs quinta in casa della miglior piazzata.

Le due vincenti affronteranno le prime due nel week-end del 26-28 maggio 2017 a Marsiglia per decidere chi dovrà contendersi il titolo nazionale nella capitale.

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Gli Allenatori e capitani delle squadre vincitrici degli europei di calcio

La finale di Euro 2016 ra riservato la classica sorpresa estiva nonchè la prima volta: il Portogallo che, se in termini di vittorie a livello europeo poteva già vantare i successi di Benfica, Porto e Sporting Lisbona, a livello di nazionale aveva ancora la bacheca desolatamente vuota.

E così, con il successo dei lusitani, non si è realizzata una curiosa statistica: se infatti i transalpini avessero trionfato allo Stade de France, Didier Deschamps sarebbe stato il primo ad aver alzato il trofeo sia come allenatore che capitano della sua nazionale, vittoria ottenuta ad Euro 2000 in finale contro l’Italia.

AnnoSquadraAllenatoreCapitano
1960URSSGavriil KacalinIgor’ Netto
1964SpagnaJosé VillalongaFernando Olivella
1968ItaliaFerruccio ValcareggiGiacinto Facchetti
1972Germania OvestHelmut SchönFranz Beckenbauer
1976CecoslovacchiaVáclav JežekAnton Ondruš
1980Germania OvestJupp DerwallBernard Dietz
1984FranciaMichel HidalgoMichel Platini
1988Paesi BassiRinus MichelsRuud Gullit
1992DanimarcaRichard Møller NielsenLars Olsen
1996GermaniaBerti VogtsJürgen Klinsmann
2000FranciaRoger LemerreDidier Deschamps
2004GreciaOtto RehhagelTheodoros Zagorakis
2008SpagnaLuis AragonésIker Casillas
2012SpagnaVicente del BosqueIker Casillas
2016PortogalloFernando SantosCristiano Ronaldo