Brno: la storia, dove si trova, come raggiungere il circuito di MotoGP

Il GP della Repubblica Ceca, posizionato in calendario nel mese di agosto, sembra ritagliato apposta per unirlo ad un periodo di vacanza nei paesi dell’Est. Sebbene Brno non abbia attrazioni turistiche particolari, se non appunto il circuito, è comunque vicina alla capitale Praga, raggiungibile in circa un paio d’ore di macchina.

LA STORIA

Di antica memoria, il circuito di Brno ha una storia che corre molto indietro nel tempo, sebbene con diverse modifiche apportate. Inaugurato nel 1920, il circuito originario era di natura stradale ed aperto al pubblico, come per il vecchio Nürburgring. Il tracciato misurava ben 29,142 km, noto come Masarykův Okruh (Circuito Masaryk) e vedeva soltanto corse automobilistiche.

Nel secondo dopoguerra il percorso venne accorciato a 17,8 km, invertendo il senso di percorrenza, passando da antiorario a orario. Finalmente nel 1950 la prima corsa motociclistica e nel 1965 il gran premio venne incluso ufficialmente nel motomondiale. Poi, le esigenze di rendere più corto il tracciato, favorendo l’accesso al pubblico, spinsero gli organizzatori locali verso l’attuale conformazione. Nel 1987 venne inaugurato il nuovo circuito (5.403 m) permanente in una zona non troppo distante da quella originaria, mantenendo soltanto come cimelio l’area dei box. Brno tornerà a fare tappa fissa nel calendario, con la sola eccezione del 1992.

DOVE SI TROVA

Il circuito di Brno è situato nella località di Kyvalka a circa 23 km dal centro città di Brno e a 30 km dall’Aeroporto di Brno, a 200 km dall’aeroporto di Praga e a 170 km dall’Aeroporto di Vienna.

Come raggiungere il circuito Brno?

In auto

Fondamentale sapere che qualora vogliate raggiungere il circuito con un’auto a noleggio, di accertarvi al momento del contratto. non permettono di guidare in Repubblica Ceca o in Slovacchia con auto noleggiate in altre nazioni dell’Europa occidentale. In altri casi si deve stipulare un’assicurazione supplementare. Si possono comunque noleggiare vetture dei principali autonoleggi direttamente a Brno o Praga. Per transitare sulle autostrade cece e slovacche si debbono acquistare in frontiera i bollini autostradali (vignette).

Autostrada D1
* Se provenienti da Praga, prendere l’uscita no.178 Ostrovacice o uscita n. 182 Popuvky (Kyvalka)
* Se provenienti da Bratislava, Vienna o Olomouc, utilizzare l’uscita n. 182 Popuvky (Kyvalka)
* Se provenienti dall’ Aeroporto Brno-Tuřany, utilizzare autostrada D1, uscita 182 Popuvky (Kyvalka)

Col trasporto pubblico

Linea 400: tra Mendlovo náměstí (Piazza) a Brno e il Circuito Brno
Linea X: percorso circolare che serve il Circuito Brno – Popůvky – Žebětín – Circuito Brno

In aereo

Brno dispone di un aeroporto, a circa 16 km dal circuito. Tuttavia da e per l’Italia è prevista una sola destinazione (Lamezia Terme). Sono invece previsti collegamenti con Londra (Stansted e Luton), Monaco di Baviera ed Eindhoven). Altri aeroporti nelle vicinanze sono Vienna e Praga, da cui si può facilmente raggiungere Brno mediante auto o treno.

DOCUMENTI PER ENTRARE IN REPUBBLICA CECA

La Repubblica Ceca è entrata a far parte dell’Unione Europea nel 2004 e fa anche parte dell’Area Schengen. Per i cittadini italiani ed europei è sufficiente la carta d’identità (valida per l’espatrio) senza necessità di alcun visto o permesso speciale.

I PREZZI DEI BIGLIETTI DEL GP BRNO 2017

Losail: la storia, dove si trova, come arrivare al circuito di MotoGP

Scopriamo il circuito di Losail, in Qatar, dove da alcuni anni il Motomondiale e la MotoGP danno gas per la “prima” della stagione.

IL CIRCUITO

Il Losail International Circuit si trova nei pressi di Doha, capitale del Qatar. La costruzione, costata 58 milioni di dollari, ha impiegato un anno per essere terminata, grazie all’impiego di circa 1000 lavoratori. La prima corsa disputata è stata il Marlboro Grand Prix of Qatar, il 2 ottobre 2004.

Il tracciato, con un un’estensione di 5.400 metri, presenta zone circondate da verde sintetico in modo da evitare le invasioni di sabbia, fenomeno frequente nella penisola araba.

La particolarità di Losail è di essere stato teatro del primo GP disputato in notturna, esattamente nel 2008. Inserita nel calendario nel 2004 , dal 2007 è diventata la gara inaugurale della stagione motociclistica.

L’impianto d’illuminazione venne realizzato dalla società statunitense Musco Lighting: in 175 giorni di lavoro il tracciato è stato illuminato a giorno in virtù di 44 generatori da 13 megawatt studiati per evitare l’abbagliamento dei piloti. La quantità d’energia utilizzata sarebbe sufficiente per 3000 case.

COME ARRIVARE A LOSAIL

Considerando ovviamente il volo aereo come unica opzione, i principali aeroporti italiani hanno regolare collegamento con il Qatar. Doha, la capitale e la città più grande del Qatar, emirato mediorientale, che si affaccia sul Golfo Persico, è dotata di una delle aerostazioni più moderne al mondo, distante circa 32 km dal circuito. Il costo di una corsa di taxi per il tragitto ammonta a circa €30-€40.

DOCUMENTI PER ENTRARE IN QATAR – VISTI

Per entrare nel paese, i cittadini delle seguenti nazioni possono ottenere il visto (circa 21 euro) per un soggiorno di due settimane direttamente all’arrivo:
Italia, USA , Gran Bretagna, Francia, Germania, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Svizzera, Austria, Svezia, Norvegia, Danimarca, Portogallo, Irlanda, Grecia, Finlandia, Spagna, Monaco, Vaticano, Islanda, Andorra, San Marino, Liechtenstein, Brunei, Singapore, Malesia, Hong Kong, Corea del Sud.

Il documento può essere acquistato prima dell’arrivo, seguendo le indicazioni riportate nel sito http://portal.www.gov.qa

ALCOOL: AMMESSO SI O NO?

Non è possibile introdurre alcolici in Qatar che, se posseduti al momento dell’arrivo, vengono regolarmente confiscati. Tuttavia, nei principali alberghi internazionali vengono servite bevande alcoliche.

METEO

La primavera araba permette di sopportare il primo caldo, con una temperatura il caldo è ancora sostenibile con temperature che vanno dai 16 ai 26°C circa. con punte che superano i 30°. Le minime notturne possono scendere sino a 5°C. E’ quindi consigliabile portare qualche indumento più pesante. Piove molto di rado. Consigliabili creme solari protettive.

Montecarlo: il Gp in casa nato per volere di un tabaccaio

Per Montecarlo ed il suo Gp si sprecano negli anni i modi per definirlo: “circuito-salotto”, “autodromo cittadino”, circuito taboga”, una summa che ben fa intendere agli appassionati e non cosa significa il Principato e la sua corsa.

Correre lungo le strade di Montecarlo non può che far esplodere la fantasia dei giornalisti perché sui 3.340 metri del tracciato che si snodano attorno alle case, spesso abitate da ricchi, famosi e belli come gli attori e le attrici di Hollywood, i magnati dell’industria oppure i tanti che scelgono di vivere nella piccolo stato per motivi fiscali.

La fisionomia si è però decisamente  modificata con il passare degli anni: dallo stile liberty dominante alle torri con vista mare e magari un piccolo yacht parcheggiato sotto casa.

Come nacque il GP di Montecarlo

L’idea di trasformare per una settimana il tranquillo principato in un rombante carosello di macchine venne nel 1928 ad un ricco fabbricante di sigarette monegasco, Antony Noghes, che era presidente dell’Automobile Club e buon amico del principe Louis II.

Diversi i motivi che avevano spinto Noghes ad attivarsi per realizzare una corsa: dal turismo che ne avrebbe tratto notevoli vantaggi, la pubblicità gratuita tramite la stampa che avrebbe citato il principato per qualche giorno, e non da ultimo, Montecarlo avrebbe affermato la propria importanza nei confronti della Francia.

Colloqui fra il principe e lo stesso “motivatore” diedero inizio al programma. Gli esperti del locale Automobile Club studiarono il percorso, il meccanismo della competizione e la fase esecutiva del progetto, poichè la data del primo GP era già stata fissata nel 14 aprile 1929.

Venne scelto un giorno di primavera in considerazione del flusso turistico che, in quel periodo e in quell’epoca, subiva un forte rallentamento.

Il tracciato partiva dal boulevard Albert I, un viale che si affacciava sul porto e che era, in quell’epoca, costeggiato da una serie di grandi palazzi. Poi la prima curva, detta di S.te Devote, poiché la strada passava vicino alla chiesa di Santa Devota, protettrice del Principato.

Poi si saliva, come tuttora, fino al sinistro-destro molto stretto del Casino, discesa fino alla curva a destra del Mirabeau. Continua fino alla curva la più lenta del mondo della Formula 1: Virage Fairmont (ex Virage Loews), dove si trova il Fairmont Hotel Monte-Carlo. La sezione Portier conduce al mare, dove la pista passa sotto un tunnel per uscire alla «chicane» vicino al porto. Arriva poi la curva a sinistra del « Bureau de Tabac », la sezione della Piscina, poi la curva a destra della Rascasse, seguita dalla curva Anthony Noghes, poi infine la linea degli stand.

monaco curvaDa notare che fino al 1973 il passaggio coperto si chiamava Tunnel del Tiro al Piccione ed era lungo solo 98 metri. Poi, con la modifica del paesaggio architettonico, venne sostituito da una galleria di 397 metri sottostante un nuovo complesso alberghiero.

I primi problemi

L’arrivo del mondo delle quattro ruote in città non fu salutato da tutti con piacere inizialmente: una parte dei commercianti infatti veniva danneggiata dalla chiusura dei negozi, resa necessaria per motivi di sicurezza. Tuttavia un contributo speciale e la necessità di doversi sacrificare per il beneficio della comunità fece superare gli ultimi ostacoli.

Da quel momento Montecarlo entrò di diritto nel mondo automobilistico e senza apportare alcuna modifica al tracciato originale. Sparirono invece alcune strutture, con il passare degli anni, che avevano dato il nome a certi punti della pista.

Non esiste più la vecchia stazione, così come il vecchio albergo Mirabeu non è più in funzione da parecchio tempo.

Monaco-mappa-circuito

Gli incidenti mortali

Da sempre nell’occhio del ciclone, Montecarlo è spesso temuto per gli incidenti possibili data la strettezza delle strade e la mancanza, in taluni punti, delle vie di fuga in caso di sosta “forzata”. Numericamente sono stato moltissimi gli gli incidenti, ma per fortuna conclusi sempre senza grosse conseguenze.

Se per i tecnici la motivazione è da ricercarsi nella lentezza del tracciato, per i monegaschi è perché “qualcuno da lassù ci protegge”, come se Santa Devota avesse sempre avuto un occhio di riguardo per i piloti.

Solo in cinque occasioni la pista ha pagato pegno con la vita: quando Fagioli ebbe un incidente gravissimo alla guida della Lancia nelle prove del GP dedicato alle vetture Gran Turismo e morì dopo 15 giorni per le ferite riportate. Lorenzo Bandini, forse il decesso più celebre, rimase intrappolato all’interno della sua Ferrari in fiamme nel 1967 e morì qualche giorno dopo in ospedale.

Un incidente in Formula Junios costò la vita all’inglese Dennis Taylor nel 1962 mentre l’unica gara motociclistica disputata vide perire Norman Lincar. Da segnalare anche il decesso di un commissario, colpito alla testa da una ruota impazzita nel corso di una gara di contorno.

I prezzi dei biglietti

Non è certamente un GP accessibile alle tasche dei comuni mortali: città-stato rinomata per la sua vita costosa, anche il circuito ovviamente si è adeguato ai prezzi. Ecco il listino dei biglietti per la sola gara di domenica.

Terrasse VIP Platinium1 890,00 €
PACKAGE 2 JOURS750,00 €
LIGNE DE DEPART209,00 €
MONTE CARLO600,00 €
BUREAU DE TABAC514,00 €
PISCINE514,00 €
RASCASSE520,00 €
LE ROCHER/GENERAL ADMISSION100,00 €