La salita di Oropa: altimetria ed albo d’Oro

La salita- i dati essenziali

Lunghezza complessiva 13 km,

Vetta 1174 m

Pendenza media 5.8%.

La storia

Il Santuario della Madonna di Oropa è uno dei luoghi di culto più importanti e frequentati dell’Italia settentrionale e rappresenta probabilmente il più antico santuario mariano dell’Europa occidentale.
E’ situato in una splendida posizione paesaggistica alla base dei monti Mucrone (2335m) e Tovo (2230m).

La salita ad Oropa nel Giro d’Italia

La salita al santuario ha scritto alcune pagine belle della storia del ciclismo: nel 1993 vide lo spagnolo Miguel Indurain soffrire le pene dell’inferno quando Ugrumov riuscì a staccarlo, dopo numerosi tentativi, mandandolo quasi in crisi nella penultima tappa del Giro. Nel 1999 fu invece Marco Pantani che, dopo aver forato, seppe risalire dall’ultima posizione del gruppo, recuperando un distacco che pareva incolmabile ed il Pirata vincerà la tappa.  Sarà l’ultima gioia, perchè il giorno seguente verrà fermato per i valori dell’ematocrito oltre il consentito.

L’albo d’Oro dei vincitori della tappa al Monte Oropa

EdizioneTappaDataPercorsokmVincitore di tappaLeader cl. generale
196311ª29 maggioAsti > Santuario di Oropa130Italia Vito TacconeItalia Diego Ronchini
199320ª11 giugnoTorino > Santuario di Oropa162Italia Massimo GhirottoSpagna Miguel Indurain
199915ª30 maggioRacconigi > Santuario di Oropa160Italia Marco PantaniItalia Marco Pantani
200713ª25 maggioBiella > Santuario di Oropa (cron. individuale)12,6Italia Marzio BruseghinItalia Danilo Di Luca
201414ª24 maggioAgliè > Oropa184Italia Enrico BattaglinColombia Rigoberto Urán

Giro d’Italia 1987: quando la crono fu la discesa del Poggio!

Per l’edizione 1987 del Giro d’Italia, gli organizzatori vollero sconvolgere il piano classico della corsa rosa proponendo ben tre tappe, nei soli primi quattro giorni, contro il tempo. Dopo il cronoprologo di 4 km a Sanremo e prima di una tappa contro il tempo dal chilometraggio classico (43 km), venne inserita una tappa speciale per la sua conformazione, la discesa del Poggio, 8 km fondamentali per stabilire chi potrebbe vincere (e chi al contrario non vincerà) la Milano-Sanremo.
Il prologo venne vinto dal bresciano Roberto Visentini, il vincitore della corsa rosa dell’anno precedente, battendo di stretta misura il canadese Steve Bauer.

La mattina seguente, la semitappa vide salire agli onori della cronaca l’olandese Erik Breukink che riuscì ad avere la meglio, sui limitatissimi 31 km complessivi, su Phil Anderson, secondo a 16 secondi. Il pomeriggio, i ciclisti si sarebbero dovuti trasformare in discesisti sopraffini, ma i pareri non erano concordi. L’asfalto era ritenuto molto più pericoloso di quello attuale e l’irlandese Stephen Roche non ebbe timori ad esprimere la sua opinione: “Quest’anno sono già morti tre colleghi-disse ai giornalisti-mi sembra che stiano cercando di avere il quarto”.

A differenza dei favoriti per la vittoria finale, Roche scelse di utilizzare una bici classica e la sua scelta fu fondamentale. Battè il polacco Lech Piasecki, uno degli specialisti dell’epoca, di tre soli secondi mentre Erik Breukink, staccato di ulteriori tre secondi, prese la maglia rosa.
Per Roche basterà attendere la terza tappa pr conquistare il sigillo del primato, che lascerà poi al compagno di squadra Visentini. Alla tappa n° 15 Roche strapperà la testa della classifica all’italiano, conducendo fino alla fine ed iniziando l’anno che lo porterà alla vittoria al Tour e poi al Mondiale di Villach, realizzando un clamoroso Triplete.

Giro d’Italia: albo d’oro della maglia bianca dei giovani

La maglia bianca è la maglia che viene indossata dal leader della speciale classifica riservata ai giovani del Giro d’Italia. Introdotta per la priva volta nella corsa a tappe italiane nel 1976, è rimasta fino al 1994 e poi successivamente, è stata ripristinata nel 2007.

La graduatoria a tempi è riservata ogni anno ai soli ciclisti che non hanno ancora compiuto il venticinquesimo anno di età il 1º gennaio dell’anno in corso.
Anche al Tour de France il vincitore della classifica dei giovani viene premiato con la maglia bianca mentre alla Vuelta a España indica, a partire dal 2002, il leader della classifica combinata, la graduatoria che tiene conto, sommandoli, dei piazzamenti nelle altre tre classifiche (generale, a punti e scalatori).
Altre maglie bianche vengono assegnate all’Eneco Tour (classifica generale), alla Parigi-Nizza (classifica giovani), alla Tirreno-Adriatico (classifica giovani), alla Volta Ciclista a Catalunya (classifica degli sprint), alla Vuelta al País Vasco (classifica a punti), al Tour de Romandie (classifica giovani), al Critérium du Dauphiné (classifica giovani), al Tour of Beijing (classifica giovani), e, in campo femminile, al Giro Rosa (classifica giovani).

Finora, nelle circa 30 edizioni della corsa in cui è stata assegnata, due volte  il vincitore della classifica finale è stato anche colui che ha vinto la classifica dei giovani. Entrambe le volte si è trattato di un corridore straniero: Berzin (1994) ed il colombiano Nairo Quintana nel 2014.

Visentini, Chioccioli e Tonkov sono invece stati coloro che hanno poi vinto nel corso della loro carriera il Giro d’Italia.

AnnoCorridoreSquadraTempo
1976Italia Alfio VandiMagniflex-Torpado120h02’22”
1977Italia Mario BecciaSanson107h40’04”
1978Italia Roberto VisentiniVibor101h50’17”
1979Italia Silvano ContiniBianchi-Faema89h36’51”
1980Svezia Tommy PrimBianchi-Piaggio112h16’13”
1981Italia Giuseppe FaracaHoonved-Bottecchia105h05’30”
1982Italia Marco GroppoMetauro Mobili-Pinarello105h05’29”
1983Italia Franco ChioccioliVivi-Benotto101h00’52”
1984Francia Charly MottetRenault-Elf99h02’11”
1985Italia Alberto VolpiSammontana-Bianchi105h57’22”
1986Italia Marco GiovannettiGis Gelati-Oece102h41’58”
1987Italia Roberto ContiSelca-Conti106h00’33”
1988Italia Stefano TomasiniFanini-Seven Up93h45’57”
1989URSS Volodymyr PulnikovAlfa Lum-STM93h40’06”
1990URSS Volodymyr PulnikovAlfa Lum92h03’23”
1991Italia Massimiliano LelliAriostea99h42’39”
1992Russia Pavel TonkovLampre-Colnago103h53’23”
1993Russia Pavel TonkovLampre-Colnago98h16’55”
1994Russia Evgenij BerzinGewiss-Ballan98h09’44”
1995-06non assegnata
2007Lussemburgo Andy SchleckTeam CSC93h01’34”
2008Italia Riccardo RiccòSaunier Duval-Scott89h58’46”
2009Belgio Kevin SeeldraeyersQuick Step86h19’26”
2010Australia Richie PorteTeam Saxo Bank87h51’23”
2011Rep. Ceca Roman KreuzigerPro Team Astana84h16’42”
2012Colombia Rigoberto UránSky Procycling91h44’59”
2013Colombia Carlos Alberto BetancurAG2R La Mondiale85h00’56”
2014Colombia Nairo QuintanaMovistar Team88h14’32”
2015Italia Fabio AruAstana Pro Team88h24’18”
2016Lussemburgo Bob JungelsEtixx-Quick Step86h41’20”
2017

Albo d’Oro classifica punti del Giro d’Italia

La classifica a punti al Giro d’Italia ha storia abbastanza recente. Nacque infatti soltanto nel 1966, senza però che gli organizzatori della corsa rosa gli assegnassero una maglia. Nel 1968 venne deciso di vestire il capoclassifica con la maglia rossa, scelta che venne applicata solo per due stagioni.

A partire dal 1969 venne infatti introdotta la maglia ciclamino, rimasta per ben 40 anni.  Dall’edizione 2010 il rientro della maglia rossa, rimasta fino all’edizione del 2016. Da quest’anno infatti si è tornati al vecchio amore in virtù dell’ingresso fra gli sponsor del Giro della  Zanetti, azienda leader del caffè in Italia e mondo, già sponsor del team Trek-Segafredo.

Curiosità

Francesco Moser e Giuseppe Saronni sono i due atleti ad essersi aggiudicati più volte la maglia ciclamino: quattro. E gli unici ad averla conquistata per tre edizione di fila. A quota tre Mario Cipollini, Roger de Vlaeminck e Johan van der Velde. Gli italiani hanno vinto 33 delle 52 classifiche a punti nella storia del Giro.

Il più giovane atleta a vincere la classifica a punti fu Giuseppe Saronni nel 1979 a 21 anni e 257 giorni, mentre il più anziano Mario Cipollini nel 2002 a 35 anni e 72 giorni.

Il regolamento

La maglia di leader della classifica a punti è assegnata al termine di ogni tappa al corridore che ha accumulato il maggior numero di punti sul traguardo finale e in quelli volanti; questi ultimi, dal 1989 al 2005, valevano per la classifica intergiro.
Al 2016, i punti assegnati al termine di ogni tappa variano in base alla difficoltà altimetrica della tappa: una frazione adatta ai velocisti assegna molti più punti rispetto a una adatta agli scalatori. Le tappe, escluse le cronosquadre che non assegnano punti, sono suddivise in 5 categorie (A, B, C, D, E).

Tipologia123456789101112131415
Traguardo finale categoria A-B5035251814121087654321
Traguardo finale categoria B2518128654321
Traguardo finale categoria D-E151297654321
Traguardo volante categoria A-B2012864321
Traguardo volante categoria C106321
Traguardo volante categoria D841
AnnoCorridoreSquadraPuntiAltre classifiche
1966Italia Gianni MottaMolteni228Generale
1967Italia Dino ZandegùSalvarani200
1968Belgio Eddy MerckxFaema198Generale e Scalatori
1969Italia Franco BitossiFilotex182
1970Italia Franco BitossiFilotex252
1971Italia Marino BassoMolteni181
1972Belgio Roger De VlaeminckDreher264
1973Belgio Eddy MerckxMolteni237Generale
1974Belgio Roger De VlaeminckBrooklyn265
1975Belgio Roger De VlaeminckBrooklyn346
1976Italia Francesco MoserSanson-Campagnolo272
1977Italia Francesco MoserSanson-Campagnolo226
1978Italia Francesco MoserSanson-Campagnolo229
1979Italia Giuseppe SaronniScic275Generale
1980Italia Giuseppe SaronniGis Gelati301
1981Italia Giuseppe SaronniGis Gelati215
1982Italia Francesco MoserFamcucine247
1983Italia Giuseppe SaronniDel Tongo-Colnago223Generale
1984Svizzera Urs FreulerAtala178
1985Paesi Bassi Johan van der VeldeVini Ricordi-Pinarello195
1986Italia Guido BontempiCarrera Jeans167
1987Paesi Bassi Johan van der VeldeGis Gelati175
1988Paesi Bassi Johan van der VeldeGis Gelati154
1989Italia Giovanni FidanzaChateau d’Ax172
1990Italia Gianni BugnoChateau d’Ax195Generale
1991Italia Claudio ChiappucciCarrera Jeans283
1992Italia Mario CipolliniGB-MG Maglificio236
1993Italia Adriano BaffiMercatone Uno228
1994Uzbekistan Djamolidine AbdoujaparovTeam Polti202
1995Svizzera Tony RomingerMapei-GB205Generale e Intergiro
1996Italia Fabrizio GuidiScrigno-Blue Storm235Intergiro
1997Italia Mario CipolliniSaeco202
1998Italia Mariano PiccoliBrescialat-Liquigas194
1999Francia Laurent JalabertONCE-Deutsche Bank175
2000Russia Dmitrij KonyševFassa Bortolo159
2001Italia Massimo StrazzerMobilvetta Design177Intergiro e Combattività
2002Italia Mario CipolliniAcqua & Sapone184
2003Italia Gilberto SimoniSaeco Macchine per Caffè154Generale
2004Italia Alessandro PetacchiFassa Bortolo250Combattività
2005Italia Paolo BettiniQuick Step-Innergetic162
2006Italia Paolo BettiniQuick Step-Innergetic169Combattività
2007Italia Danilo Di LucaLiquigas-Bianchi132Generale
2008Italia Daniele BennatiLiquigas189
2009Russia Denis Men’šovRabobank138Generale
2010Australia Cadel EvansBMC Racing Team150
2011Italia Michele Scarponi*Lampre-ISD122Generale
2012Spagna Joaquim RodríguezKatusha Team139
2013Regno Unito Mark CavendishOmega Pharma-Quickstep158
2014Francia Nacer BouhanniFDJ.fr291
2015Italia Giacomo NizzoloTrek Factory Racing181
2016Italia Giacomo NizzoloTrek-Segafredo209
2017

*In seguito alla squalifica di Alberto Contador per doping, in base alla sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport, vennero annullati tutti i risultati conseguiti dal ciclista spagnolo a partire dal 15 gennaio

La prima cronoscalata al Tour de France

Tour de France e montagne, un binomio dai Pirenei alle Alpi: quando si svolse la prima cronoscalata sulle strade francesi

La prima cronoscalata inserita in un Giro di Francia si svolse nel 1958, domenica 13 luglio, e venne vinta dal lussemburghese Charly Gaul. La tappa in salita contro il cronometro prevedeva la partenza da Bedoin, un piccolo comune situato nel dipartimento di Vaucluse della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, con arrivo sulla celebre vetta del Mont Ventoux, anche noto come il Monte Calvo. La distanza fu di 21,5 Km, percorsi dal vincitore in poco più di un’ora, precisamente in 1 h 02 min e 9 secondi, per una media oraria inferiore ai 20 km.

Era la quarta volta che gli organizzatori della corsa a tappe inserivano l’epica montagna, la prima come arrivo di tappa.

Da quel momento divenne normale “disegnare” una frazione contro il tempo ed in salita. Le due successive tappe, nel 1959 e nel 1962, vennero entrambe vinte dallo spagnolo Bahamontes. La prima delle due vedeva i corridori arrivare al Puy de Dome, anno in cui l’iberico si aggiudicò la classifica generale; la seconda invece trionfò sul traguardo di Superbargenes.

Finora sono solo 19 le cronoscalate disputate al Tour de France su un totale di 206 frazioni contro il tempo. L’ultima si tenne nel corso dell’edizione 2016, quando fu l’inglese Chris Froome ad aggiudicarsi la frazione da Sallanches a Megève.

Nel 1983 la crono al Puy de Dome vide sul podio il binomio spagnolo, con la vittoria di Arroyo ed il secondo posto di Pedro Delgado. Curiosamente, nell’epoca Indurain, venne inserita solo una di queste speciali tappe. Il navarro infatti, spesso “ammazzava” la corsa transalpina nelle lunghissime crono, imponendo distacchi abnormi e che toglievano ben presto interesse alla gara.

Il luglio 1994 però, fu il lettone Piotr Ugrumov a dominare la frazione con arrivo a Morzine Avoriaz, percorrendo i 47,5 km della tappa a 34,338 di media e distaccando Pantani di 1’38” mentre solo terzo fu Indurain, a 3’16”.

Tutte le cronoscalate al Tour de France
NrDataVincitoreKm/HrPartenzaArrivoDistanza
113/07/1958Gaul, Charly (LUX)20.756BEDOUINMONT VENTOUX21,5
210/07/1959Bahamontes, Federico (SPA)20.689CLERMONT-FERRANDPUY-DE-DOME12,5
306/07/1962Bahamontes, Federico (SPA)22.792BAGNERES-DE-LUCHONSUPERBAGNERES18,5
410/07/1965Gimondi, Felice (ITA)26.774AIX-LES-BAINSMONT REVARD26,9
517/07/1977Van Impe, Lucien (BEL)24.839MORZINEAVORIAZ14
629/06/1979Hinault, Bernard (FRA)26.812BAGNERES-DE-LUCHONSUPERBAGNERES23,9
713/07/1979Hinault, Bernard (FRA)34.750EVIANMORZINE-AVORIAZ54,2
816/07/1983Arroyo Lanchas, Angel (SPA)22.978CLERMONT-FERRANDPUY-DE-DOME15,6
921/07/1983Van Impe, Lucien (BEL)25.603MORZINEAVORIAZ15
1015/07/1984Fignon, Laurent (FRA)31.291LES ECHELLESLA RUCHERE-EN-CHARTREUSE22
1119/07/1987Bernard, Jean-Francois (FRA)27.500CARPENTRASMONT VENTOUX36,5
1215/07/1988Delgado Robledo, Pedro (SPA)36.538GRENOBLEVILLARD DE LANS38
1316/07/1989Rooks, Steven (NED)33.097GAPORCIERES MERLETTE39
1412/07/1990Breukink, Erik (NED)35.345FONTAINEVILLARD DE LANS33,5
1522/07/1994Ugrumov, Pjotr (LET)34.338CLUSESMORZINE-AVORIAZ47,5
1607/07/1996Berzin, Evguyny (RUS)35.271BOURG SAINT MAURICEVAL D’ISERE30,5
1718/07/2001Armstrong, Lance (USA)28.467GRENOBLECHAMROUSSE32
1821/07/2004Armstrong, Lance (USA)23.400BOURG D’OISANSL’ALPE D’HUEZ15,5
1921/07/2016Froome, Christopher (GBR)33.207SALLANCHESMEGÈVE17

Perchè i ciclisti bevono la Coca-Cola in gara?

Bere la Coca-Cola mentre si va in bici: è strano che lo faccia un ciclista amatoriale, ancor di più vederlo fare ad un professionista dello sport delle due ruote.

Eppure la celebre bevanda gassata va d’accordo con i corridori anche nel bel mezzo di una corsa: un sorso dalla lattina e via all’inseguimento di chi sta in fuga oppure a “menare” l’andatura in testa al gruppo.

Ma quali sono i benefici di bere Coca-Cola per un ciclista?

Attenzione, bere un pò della famosa bibita gassata non aiuta a vincere le corse, ma permette, soprattutto dopo il rifornimento a fine pasto, di migliorare la digestione per un aumento della secrezione dei succhi gastrici, dovuta alla presenza della caffeina nella bibita.

Inoltre, durando le corse 7-8 ore, per alcuni ciclisti risulta comodo, magari anche in situazioni d’emergenza e sprovvisti delle classiche barrette, ricorrere ad un lattina (in genere quelle mini) da cui attingere gli zuccheri necessari. Basti pensare che la Coca-Cola è uno dei main sponsor del Tour de France da diversi anni, tanto che in corsa non è raro vedere i ciclisti maneggiare lattine da 20cc, stando poi attenti che non finiscano sul manto stradale ed ostacolando la marcia dei colleghi.

Rachele Perinelli: chi è la moglie di Vincenzo Nibali

Rachele Perinelli, moglie di Vincenzo Nibali, detto lo Squalo dello Stretto, non arriva dalla Sicilia, bensì da Acuto, un piccolo centro della provincia di Frosinone.

Essere la moglie di un ciclista non è fra i lavori più semplici: con il calendario ormai esteso a 10-11 mesi di sole gare a cui aggiungere gli stages invernali, per la compagna di un corridore spesso la casa è “vuota”. Ecco perchè Vincenzo Nibali, come tanti atleti del pedale, preferiscono portare all’altare la propria donna mentre la carriera è in pieno svolgimento, segnale che le distrazioni “femminili” non fanno parte dei pensieri.

Per Nibali, che ben presto ha dovuto lasciare la sua isola per inseguire il sogno di diventare un ciclista professionista, l’Italia non ha segreti, avendo vissuto diversi anni in Toscana ed in Lombardia. Non appare strano che Rachele arrivi dal piccolo centro frusinate, dove tuttora abita la famiglia d’origine. Nata il 4 ottobre 1985, ha dato alla luce la piccola Emma Vittoria nel febbraio 2014, portandola sul podio dei Campi Elisi nel luglio successivo dove la famiglia ha potuto festeggiare il successo di Vincenzo nel Tour de France.

Rachele non manca d’ironia ed usando i social, all’inizio della stagione 2017 ha saputo stimolare  in maniera simpatica il marito nella rincorsa a nuovi successi. Con una foto in cui vengono ritratti i trofei in bacheca, nel profilo di Rachele il messaggio per il marito più che eloquente: “spolverare casa!! Missione troppo lunga !!! #vincenzonibali non finirò mai”. Siamo sicuri che il messaggio non sia una provocazione ma una speranza, che nella stagione a venire e nel futuro, in casa Nibali siano necessarie molte più mensole e che negli armadi le maglie rosa e gialla diventino una felice ossessione.