Juventus-Barcellona: 1-0 di Baggio nel 1991 non basta

Juventus-Barcellona al Delle Alpi nello stadio del Post-Mondiale di Italia 90: la sfida che poteva costituire il sigillo su una carriera per qualcuno. La Juve di Baggio, Schillaci e Maifredi, il nuovo corso post Zoff-Boniperti avrebbe dovuto conquistare ogni trofeo ponendo alla base il bel gioco. Con Luca Cordero di Montezemolo sulla sedia della presidenza, la Juventus sceglieva e giocava per il new-style.

Ma le cose non andarono come sperato: la sconfitta in Catalogna per 3-1 nell’andata della semifinale di Coppa delle Coppe poneva i piemontesi con le spalle al muro. Vincere per 2-0 poteva sembrare ostico, ed infatti il goal splendido del Divin Codino su punizione ad inizio di ripresa non bastò. Per la Juve poi, la stagione terminò ancora peggio, finendo esclusa dalle coppe europee.

Ed a fine anno tornò in sella il buon vecchio Giovanni Trapattoni da Cusano Milanino.

IL TABELLINO DEL MATCH

Coppa delle Coppe 1990-1991 – Semifinali, ritorno Torino – Stadio Delle Alpi Mercoledì 24 aprile 1991, ore 20.30

JUVENTUS-BARCELLONA 1-0 (pt 0-0)

Juventus: Tacconi, Napoli, Fortunato, Galìa, Júlio César, De Agostini, Hässler, Marocchi, Casiraghi (dal 38 pt Schillaci), R. Baggio, Corini( dal 1 st Di Canio). A disposizione: Bonaiuti, de Marchi, Alessio. Allenatore: Maifredi
Barcellona: Zubizarreta, Ferrer, Soler; R. Koeman, Serna, Bakero, Goikoetxea, Stoichkov (dal 25 st Julio Salinas), M. Laudrup( dal 20 st Herrera), Amor, Eusebio Mena. A disposizione:  Angoy, Ortega, Pinilla. Allenatore: Cruijff

Arbitro: Kurt Röthlisberger (Svizzera)

Rete: R. Baggio (J) al 16 st

Note: Espulsioni Amor (B) doppia ammonizione al 20′ st
Ammonizioni Zubizarreta (B), De Agostini (J), Marocchi (J), Bakero (B), Goikoetxea (B), Amor (B) gioco falloso, Ferrer (B), Amor (B) gioco falloso

Le frasi famose di Roberto Baggio

Per Roberto Baggio, 50 anni e non sentirli, coniando un famoso claim. Il campione di Caldogno, giunto al traguardo di mezzo secolo, ha deliziato le platee di mezzo mondo. Sebbene i diversi trasferimenti non siano stati sempre limpidi, quanto per il carattere e la personalità del Divin Codino, Baggio rimane e sarà sempre un’icona del calcio italiano. E sebbene le prodezze sul tappeto verde siano quelle che tutti ricordino maggiormente, con la sua tranquillità la stella del calcio mondiale ha sempre saputo affermare le sue profonde verità

Le frasi famose di Roberto Baggio

Quando sei in una squadra, quando vivi in un ambiente, “quella” è la tua maglia. E cerchi sempre e comunque di onorarla.

Coloro che fanno sforzi continui sono sempre pieni di speranza. Abbracciate i vostri sogni e inseguiteli. Gli eroi quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita.

A questo punto se trovassi qualcuno che vuole farmi giocare dall’inizio mi preoccuperei.

Quando mi presentai a Firenze tutto rotto con le stampelle vidi le facce di tifosi e dirigenti… erano un po’ perplessi come per dire: “È questo il nuovo acquisto? Mah!

Penso che non tutti si siano resi conto di quanto abbia faticato nel corso della mia carriera.

[Su Javier Zanetti] È fantastico. Lui vuole essere Baggio? E io vorrei essere lui, è indistruttibile.

Io sono convinto di aver avuto un buon aiuto da madre natura.

        [Su Mario Balotelli] Ci vorrei parlare un pò. Per me è uno dei giocatori più forti nel panorama mondiale. Ma sembra voler dare agli altri l’idea di quello che forse non è.
        Il calcio è stata la mia passione da sempre. Mi portavo il pallone al bagno, per giocare. Da piccolo avevo un sogno ricorrente. Immaginavo di giocare la finale di un Mondiale con il Brasile. Io sono uno di quegli esseri umani fortunati che può dire di aver realizzato un sogno. Ho sofferto tanto, ho stretto i denti, ho pianto e avuto paura. Ma poi quel giorno è arrivato.
        L’atteggiamento di fondo della mia vita è stata la passione. Per realizzare i miei sogni ho agito sempre spinto solo dalla passione. La passione muove ogni cosa, è una forza davvero straordinaria.
          Io credo che nella vita le persone debbano dare tutto quello che hanno… poi… non c’è scritto da nessuna parte che bisogna sempre far risultato nelle cose.
            [Sul rigore calciato nella finale del campionato mondiale di calcio del 1994] Avevo quell’immagine in testa da quattro anni… Mi stavo avvicinando al dischetto e ho pensato: “Tiralo forte, tiralo forte. Se lo sbaglio? M’ammazzo…”

“L’atteggiamento di fondo della mia vita è stata la passione. Per realizzare i miei sogni ho agito sempre spinto solo dalla passione. La passione muove ogni cosa, è una forza davvero straordinaria”.

“Sono convinto di aver avuto un buon aiuto da madre natura”.

“Quando si dice che la maglia azzurra è il punto di arrivo per ogni giocatore, si dice solo la verità”.

        [Su Carlo Mazzone] Posso solo dirgli grazie. Mi ha dato, credendo ancora in me, la possibilità di vivere quattro anni in più di calcio, anni belli, pieni di significato. È una persona schietta, sincera, in un mondo in cui spesso vanno avanti i ruffiani, i leccaculo, gli opportunisti.
          Se devo affogare, meglio farlo nel mare che in una pozzanghera.

Penso che non tutti si siano resi conto di quanto abbia faticato nel corso della mia carriera.

E’ sempre meglio far correre la palla. La palla non suda.