Atletica, Europeo indoor Belgrado 2017: programma, orari e diretta tv

I XXXIV Campionati europei di atletica leggera indoor si svolgeranno presso la Kombank Arena di Belgrado, in Serbia, dal 3 al 5 marzo 2017. La manifestazione ha cadenza biennale e si disputa negli anni dispari. E’ la prima volta che la capitale serba ospita la rassegna continentale. La prossima edizione si disputerà in Scozia a Glasgow.

LE CONVOCAZIONI DELLA SQUADRA ITALIANA

Questo l’elenco dei convocati: – Uomini (16): 60m: Michael Tumi; 400m: Mario Lambrughi e Marco Lorenzi; 1500m: Yassin Bouih e Joao Bussotti; 3000m: Yeman Crippa e Marouan Razine; 60hs: Hassane Fofana; alto: Silvano Chesani e Christian Falocchi; Lungo: Marcell Jacobs, Andrew Howe e Filippo Randazzo; Triplo: Daniele Cavazzani e Fabrizio Donato; Eptathlon: Simone Cairoli. – Donne (11): 60m: Anna Bongiorni; 60m/4×400: Gloria Hooper; 3000m: Giulia Alessandra Viola; alto: Serena Capponcelli ed Erika Furlani; Lungo: Laura Strati; Triplo: Dariya Derkach; 4×400: Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Lucia Pasquale e Maria Enrica Spacca.

DOVE VEDERE GLI EUROPEI INDOOR

Le gare saranno visibili in Italia sui canali RaiSport, digitale ed in chiaro e sul canale Eurosport.

PROGRAMMA ED ORARI

VENERDÌ 3 MARZO

Sessione mattutina:
9:30
– pentathlon: 60 metri ostacoli – DONNE
9:40 – qualificazioni salto in lungo – UOMINI
9:45 – batterie 400 metri – DONNE
10:20 – pentathlon: salto in alto – DONNE
10:20 – batterie 400 metri – UOMINI
10:50 – qualificazioni lancio del peso – DONNE
10:58 – batterie 800 metri – DONNE
11:35 – batterie 800 metri – UOMINI
12:00 – qualificazioni salto triplo – DONNE
12:15 – batterie 3000 metri – DONNE
12:45 – batterie 60 metri ostacoli – DONNE
13:15 – pentathlon: lancio del peso – DONNE
13:20 – batterie 60 metri ostacoli – UOMINI

Sessione pomeridiana/serale:
16:30
– semifinali 60 metri ostacoli – DONNE
16:35
– pentathlon: salto in lungo – DONNE
16:45
– semifinali 60 metri ostacoli – UOMINI
17:00 – FINALE salto con l’asta – UOMINI
17:05
– batterie 1500 metri – DONNE
17:30
– qualificazioni salto in alto – DONNE
17:35 – FINALE lancio del peso – DONNE
17:45
– semifinali 400 metri – DONNE
18:05 
– semifinali 400 metri – UOMINI
18:20
– qualificazioni salto triplo – UOMINI
18:25
– batterie 3000 metri – UOMINI
18:55 
– pentathlon: 800 metri – DONNE
19:15
– qualificazioni 1500 metri – UOMINI
19:55 – FINALE 60 metri ostacoli – DONNE
20:10
 – FINALE 60 metri ostacoli – UOMINI

SABATO 4 MARZO

Sessione mattutina:
9:30
– eptathlon: 60 metri – UOMINI
9:45
– batterie 60 metri – DONNE
10:10
– eptathlon: salto in lungo – UOMINI
10:20
– batterie 60 metri – UOMINI
11:00
– qualificazioni lancio del peso – UOMINI
11:20
– qualificazioni salto in alto – UOMINI
12:00
– qualificazioni salto in lungo – DONNE

Sessione pomeridiana/serale:
16:30 – FINALE salto in alto – DONNE
16:45
– eptathlon: lancio del peso – UOMINI
17:50 – FINALE salto triplo – DONNE
18:05 – FINALE salto con l’asta – DONNE
18:30 
– eptathlon: salto in alto – UOMINI
18:35 – semifinali 60 metri – UOMINI
19:03 – semifinali 800 metri – DONNE
19:20 – FINALE lancio del peso – UOMINI
19:25
– semifinali 800 metri – UOMINI
19:32 – FINALE salto in lungo – UOMINI
19:45 – FINALE 1500 metri – DONNE
19:58 – FINALE 400 metri – DONNE
20:18 – FINALE 1500 metri – UOMINI
20:33 – FINALE 400 metri – UOMINI
20:57 – FINALE 60 metri – UOMINI

DOMENICA 5 MARZO

Sessione pomeridiana/serale:
13:30
– eptathlon: 60 metri ostacoli – UOMINI
14:40
 – eptathlon: salto con l’asta – UOMINI
16:00 – semifinale 60 metri – DONNE
16:04 – FINALE salto triplo – UOMINI
16:30 – FINALE 3000 metri – DONNE
16:50 – FINALE salto in alto – UOMINI
16:55 – FINALE 3000 metri – UOMINI
17:25 – FINALE 800 metri – DONNE
17:40 – FINALE salto in lungo – DONNE
17:50 – FINALE 800 metri – UOMINI
18:10 – FINALE 60 metri – DONNE
18:25
– eptathlon: 1000 metri – UOMINI
19:00 – staffetta 4×400 metri – DONNE
19:23 – staffetta 4×400 metri – UOMINI

Dawn Burrell, dall’atletica leggera a chef di grido

Dalle pedane del salto in lungo alla cucina, il passo è breve, come dimostra Dawn Burrell, atleta USA degli anni Novanta e sorella del più celebre Leroy, velocista sui 100 metri ed ex detentore del record del mondo di specialità.

Da saltatrice Dawn non seppe conquistare allori olimpici: la sua spedizione a Sidney 2000 la vide infatti tornare a mani vuote, con un misero 10° posto finale. Ma pochi giorni dopo, il piazzamento d’onore alle Finali del Grand Prix IAAF fecero intravedere il futuro luminoso. L’anno seguente infatti l’atleta nata a Philadelphia trionfò nel Mondiale Indoor di Lisbona con la misura di 7.03 metri

La sfortuna però volle accanirsi contro l’allora 27-enne americana: una lesione al ginocchio la costrinse ad interrompere la carriera e a cambiare presto vita.

Le premesse erano sicuramente buone, in quanto si disimpegnava con discreti successi anche nei 100 metri piani e ad ostacoli. Inoltre la misura che le diede l’oro a Lisbona costuì la sua miglior prestazione, indice di continui miglioramenti.

All’aperto invece il suo primato personale fu di 6,98 metri, misura ottenuta nel meeting di Stoccolma dell’agosto 2000.

Smessi i pantaloncini da atleta, ora Dawn si cimenta dietro i fornelli: è infatti Chef nonchè proprietaria di un compagnia di catering con base a Houston, Simply Delicious, che è specializzata nell’utilizzare soltanto ingredienti freschi e di stagione dal sapore internazionale. Presso il suo sito internet eatsimplydelicious.com si possono anche leggere le sue ricette. Inoltre è apparsa come concorrente nella serie tv americana Cutthroat Kitchen nell’episodio “Fowl Play”.

Dereck Redmond, l’atleta che terminò la gara con l’aiuto del padre

Quando un medico, nel 1994, gli disse che non avrebbe più potuto praticare nessuno sport a livello professionistico, Dereck Redmond, specialista dei 400 metri non volle dargli retta. Infatti Dereck aveva già al collo due medaglie d’oro nel corso della sua carriera, ottenuta nella staffetta 4×400 con la maglia della Gran Bretagna agli Europei 86 ad ai Mondiali 87.

Gli mancava invece il grosso successo individuale, sui 400 metri piani ma sempre la sfortuna ci aveva messo lo zampino, vedi i numerosi infortuni e le operazioni chirurgiche, ben 8, a cui si era dovuto sottoporre. Ed i Giochi Olimpiadi di Barcellona 92 erano l’occasione giusta: vinta la batteria in scioltezza, si presentò ai blocchi di partenza della semifinale sicuro di strappare il pass per la finale e poi se la sarebbe giocata alla pari con tutti.

Allo sparo partì regolarmente quando il sogno si spezzò, nemmeno a metà del mezzo giro di pista: il bicipite femorale della gamba destra si era strappato, come un coltello che affonda nel burro. L’inerzia lo spinse ancora qualche metro più avanti, ma poi il dolore divenne talmente intenso che solo saltellando su di una gamba poteva proseguire.

Fermatosi nella corsia, alle sue spalle spuntò un uomo, che evitato ogni intervento ella sicurezza, lo raggiunse: era suo padre , che cercò in tutti i modi di trattenerlo dal continuare, per non rendere ancor più grave l’infortunio.

Ma il figliolo non ne voleva sapere: era arrivato fino alle Olimpiadi, e nulla lo avrebbe fermato dal tagliare quel nastro immaginario che tutti gli atleti, quando calcano la spinta, desiderano ardentemente superare.

E così, appoggiatosi alla spalla del padre, passò sul traguardo, facendo esplodere lo stadio in un’ovazione. Il guaio muscolare però fu troppo serio: Redmond dovette concludere anzitempo la carriera. A nulla infatti valsero i tentativi medici e decise di passare al basket prima,ed il rugby dopo, arrivando alle soglie del professionismo.

Questo incidente è diventato uno dei momenti da ricordare nella storia delle Olimpiadi ed è stato oggetto di uno dei video “Celebrate Humanity” del Comitato Olimpico Internazionale. Le stesse immagini sono state utilizzate anche in una pubblicità della Visa come esempio dello Spirito Olimpico ed in uno degli spot “Courage” della Nike nel 2008.

Oggi è co-proprietario della scuderia Splitlath Redmond che partecipa alla Superbike Britannica e svolge la professione di motivatore, proprio sull’onda emotiva di ciò che accadde quel pomeriggio di luglio sulla pista catalana.

Ray Ewry, l’atleta che superò tutte le barriere alle Olimpiadi

La storia di Ray Ewry fu particolare e difficile fin dagli inizi: nato negli Stati Uniti a Lafayette, il 14 ottobre 1873, dovette lottare contro la poliomelite in giovane tenera età, tanto che la prima diagnosi dei medici non lasciava speranze.

Ray non avrebbe mai più camminato ed avrebbe dovuto passare il resto della sua vita su di una sedia a rotelle. Tuttavia il ragazzo non volle cedere di fronte alla malattia e cominciò ad impegnarsi in un programma di esercizi, da lui stesso ideato.

Addirittura diede i natali alla ginnastica isometrica, basata sulla contrazione dei muscoli senza il movimento, e la forza di volontà lo riportò, oltre che alla vita attiva, anche ad diventare atleta di alto livello.

Si iscrisse all’Università di Purdue nel 1890 per frequentare la facoltà d’ingegneria: divenne capitano della squadra di atletica leggera ed inoltre si dedicò al football americano. Dopo la laurea in ingegneria meccanica, conseguita nel 1987, entrò a far parte per breve tempo della squadra di Chicago AA prima di trasferirsi a New York, dove lavorò per il comune come ingegnere idraulico.

Vinse il primo dei sui complessivi 15 titoli nazionali nel 1898 mentre l’ultimo arriverà nel 1910. Le sue specialità erano assai particolari: infatti eccelleva nei salti da fermo, competizioni che in quegli anni erano molto popolari. Salto in alto, in lungo e triplo, sempre da fermo erano gare dominate da Ewry.

raw-salto

Conquisterà ben 10 ori olimpici (1900, 1904, 1906 e 1908) nelle tre specialità in quanto l’edizione del 1906, ritenuta Olimpiade intermedia ed organizzata per ricordare il primo decennale dei Giochi Olimpici moderni, assegnò regolarmente le medaglie.

Proverà anche a prendere parte all’edizione di Londra 1912 all’alba dei 40 anni, senza però riuscirci. Per la sua abilità nei balzi venne soprannominato “la rana umana” (“the human frog”).

Morirà a New York il 29 settembre 1937; l’anno seguente le competizioni di salto da fermo vennero definitivamente abolite.

OlimpiadeGaraMisuraNota
Parigi 1900Salto in alto da fermo1,655 mRecord mondiale ed olimpico
Salto in lungo da fermo3,207 mRecord olimpico
Salto triplo da fermo10,58 mRecord olimpico
Saint Louis 1904Salto in alto da fermo1,608 m
Salto in lungo da fermo3,476 mRecord mondiale ed olimpico
Salto triplo da fermo10,54 m
Olimpiade intermedia Atene 1906Salto in alto da fermo1,56 m
Salto in lungo da fermo3,30 m
Londra 1908Salto in alto da fermo1,575 m
Salto in lungo da fermo3,335 m

 

 

Thomas Burke, il primo vincitore dei 100 metri alle Olimpiadi

Gara regina dell’atletica leggera ed ovviamente attesa alle Olimpiadi come la competizione che esprime l’uomo più veloce al mondo, i 100 metri piani fecero il loro ingresso ai moderni Giochi Olimpici fin dalla prima edizione di Atene 1896. Fu Thomas Edmund Burke (1875- 1929) il primo atleta a tagliare il nastro ( a quell’epoca presente) della prima edizione della gara che si tenne presso lo Stadio Panathinaiko, opera monumento dello sport moderno e che sarà teatro anche dell’arrivo della maratona ad Atene 2004.

Burke, allora ventenne, arrivava da Boston e vincerà anche la gara dei 400 metri piani, impresa finora mai riuscita a nessun altro.

Il New York Times scrisse in merito alla gara: “Allo sparo, Burke balzò in avanti, subito seguito dal tedesco Hofmann, che venne superato di due metri sul traguardo, con gli altri corridori che seguirono in sequenza….Fra gli applausi, la bandiera americana sventolò in alto”.

Burke era nato nella West End in Boston; suo padre era becchino presso la Chiesa di St. Joseph e quando vinse le Olimpiadi frequentava il secondo anno di legge presso la Boston University.

Durante la Prima Guerra Mondiale, con il grado di luogotenente, sarà il più anziano, all’età di 43 anni, a guadagnarsi tali gradi nell’esercito americano. Ma torniamo alla sua impresa ateniese.

Semplice studente universitario, arrivò nella capitale greca con il ruolo di favorito, ma nella gara dei 400 metri piani, avendo vinto il titolo americano nella specialità nelle ultime due edizioni.  Alla partenza, in un’epoca in cui non esistevano i blocchi di partenza, Burke ed i suoi compagni americani Tom Curtis e Francis Lane si posizionarono proni, dimostrando di conoscere già la metodologia corretta per sfruttare al massimo l’energia.

Fra il pubblico, i compagni cominciarono a gridare “B. A. A.! Rah! Rah! Rah!” in onore dell’università di provenienza, anche questa cosa poco consona al pubblico di stampo europeo. Burke corse la batteria di qualificazione in 11.8 secondi; sarà leggermente più lento nella finalissima, corsa di fronte a 40.000 persona assiepate sugli spalti ed altre 60.000 che guardavano dalla collina che sormonta lo stadio.

Con il tempo di 12 secondi netti vincerà la medaglia d’oro davanti al tedesco Hofmann, conquistando anche il titolo onorifico di “uomo più veloce al mondo”. Qualche giorno più tardi farà il bis sui 400 metri, percorsi in 54.2 secondi.burke-fastest-man-look-slide

La sua esperienza ateniese, quando pote assistere alla Maratona, lo spinse ad essere uno dei patrocinatori della Boston Marathon, che tuttora è una delle gare sulla distanza dei 42 chilometri più prestigiosa al mondo. Oltre a svolgere l’attività di avvocato, fu allenatore di atletica leggera presso la Mercersberg Academy in Pennsylvania nonché giornalista per il Boston Journal ed il Boston Post.

Morirà a soli 53 anni per infarto, mentre era a bordo del traghetto che lo portava da Winthrop a Boston.

 

Kenteris, lo sprinter che seppe mentire per evitare esame antidoping

Konstantinos ‘Kostas’ Kenteris voleva entrare nella storia delle Olimpiadi nella sua Atene ed invece rischiò di compromettere l’immagine del paese ellenico che tanto faticò (vedi “furto” di Atlanta 1996) per organizzare i giochi moderni.

Velocista, specialista dei 200 metri, nacque a Mitilene nel 1973 ma ben presto lasciò l’isola di Lesbo per impegnarsi nell’atletica leggera, trasferendosi a Salonicco.

Solo sul finire degli Anni Novanta però balzò alle cronache sportive: nel 2000 alle Olimpiadi di Sidney, senza essere accreditato di un gran tempo (solo 20.25 il suo personale) stupì il mondo aggiudicandosi l’oro nella finale, primo “bianco” dopo 20 anni ad aver vinto il mezzo giro di pista.

Realizzò poi il Triplete, vincendo in sequenza i Mondiali ad Edmonton e l’Europeo a Monaco di Baviera. Ma il grande traguardo era all’orizzonte. Vincere ad Atene gli sarebbe valsa la gloria eterna oltreché siglare una doppietta riuscita solo successivamente ad Usain Bolt.

Konstantin era anche in predicato di svolgere l’ultimo tratto con la fiaccola per accendere il tripode olimpico, ma il giorno precedente l’inaugurazione fu vittima, assieme alla fidanzata, anch’essa atleta, Ekatherini Thanou, di un incidente motociclistico.

Per meglio dire, questa fu la sua versione iniziale: infatti la coppia si era appena sottratta ad un controllo antidoping in maniera volontaria e la miglior scusa che trovarono fu quella di colpevolizzare il traffico caotico, ed i suoi guidatori, della capitale greca.

kenteris-thanouTuttavia, poiché si trattava del terzo mancato controllo nel periodo Pre-Giochi, i due vennero squalificati e preferirono ritirarsi in buon’ordine per non gettare una nube sul paese intero. Ne seguì la sospensione comminata ad entrambi da parte della IAAF nel dicembre dello stesso anno, nel giugno del 2005 furono invece scagionati da ogni accusa dalla federazione greca.

Entrambi erano allenati all’epoca da Christos Tzekos che “vantava” precedenti in materia di traffico di sostanze doopanti.

Sebbene la squalifica terminò dopo un biennio, non fecero più ritorno alle gare. Dopo aver risieduto in Francia per qualche anno, oggi Kenteris gestisce un hotel di lusso a Papigo, nella regione dell’Epiro, nel nordest del paese.kenteris-papigo

Sambodromo: la casa del Carnevale vedrà Maratona e tiro con l’arco

Il Sambodromo per 15 giorni cambierà aspetto: luogo di spettacolo durante il Carnevale di Rio quando assiste alle sfilate delle scuole di samba e dei carri allegorici durante l’evento clou dell’anno, in occasione dei Giochi Olimpici vedrà la partenza e l’arrivo della Maratona.

sambodromo carnevale

Ma il palcoscenico non si limiterà ad accogliere la gara più famosa delle Olimpiadi, ma ospiterà le gare di tiro con l’arco, sia nella fase eliminatoria che finale. Cambierà invece la capienza: ad accogliere gli atleti impegnati nell’ultima competizione di Rio 2016 saranno ben 30.000 i “fortunati” mentre l’impianto vedrà smontate alcune tribune per gli arcieri che potranno essere osservati da 7.000 persone.

Il Sambodromo, il cui nome ufficiale è Passarela Professor Darcy Ribeiro, è una struttura architettonica fissa che venne realizzata nel 1984 su progetto dell’architetto Oscar Niemeyer, per ovviare ai problemi derivanti dall’afflusso massiccio di spettatori. Durante il Carnevale, le persone occupavano strutture che venivano montate e smontate per l’evento, fatto che però costituiva un problema in termini di organizzazione. Il viale è lungo 700 metri e la struttura ha subito alcuni rinnovamenti per essere adattabile ad accogliere gli atleti.

sambodromo

Una volta terminati gli eventi sportivi, tornerà ad ospitare la canonica parata di samba oltre che concerti ed eventi teatrali.